Provenza: «Se vinciamo a Salerno sarà la vera svolta della politica»

Brigida Vicinanza

Una sala gremita può essere un’ottima risposta, ma anche un’ottima domanda. La chiusura della campagna elettorale di ieri sera del Movimento 5 stelle, ha fatto constatare i primi dati. Primo su tutti la partecipazione in massa di cittadini. Giovani e meno giovani, hanno ascoltato per chiarirsi le idee prima del voto. Cioffi, Provenza e Tofalo potrebbero aver vinto la prova di forza, almeno sul campo della gente comune. La gente si alza in piedi, applaude e grida “Onestà, onestà”. Sul palco salgono gli attivisti e a introdurre è Giuseppe Buono, attivista “di strada” di Torrione. Poi il giovanissimo Luca Di Giuseppe, che ha riscaldato gli animi, a soli 20 anni, dimostrando capacità e trasporto. Nicola Provenza, il candidato salernitano alla Camera, ha scelto invece di scendere dal palco e camminare tra la gente, perchè: “La politica è partecipazione, puntiamo solo a questo. Un io che diventa noi – ha sottolineato, passando tra i punti del programma – per prima l’istruzione, poi la sanità e poi la salute attraverso lo sport. Perchè io sono un uomo di sport”. “Siamo noi che possiamo cambiare – ha concluso – e se ci riusciremo, Salerno rappresenterà la vera svolta in questa politica fatta di compromessi. Invito tutti ad un voto libero infine, senza compromessi, senza ricatti morali”. Un accenno sicuramente al “deluchismo”, affinchè la città di Salerno possa essere liberata. “Oggi abbiamo presentato la squadra dei ministri. È la prima volta nella storia della Repubblica che una forza politica scopre le carte e presenta prima del voto quelli che saranno i futuri ministri che lavoreranno per portare avanti il programma del M5S”. Il deputato, che prova a riconfermarsi, poi spinge l’acceleratore sull’inchiesta di FanPage: “La magistratura farà il suo corso. C’è Roberto de Luca indagato per corruzione, c’è Luigi Passariello, e ci sono diverse persone indagate da destra a sinistra. Credo che Fanpage abbia semplicemente scoperchiato un sistema trasversale della politica in Campania e del business che si fa sulla salute dei cittadini nell’ambito dei rifiuti. Al di là di quello che sarò il risultato di lunedì, qui a Salerno molte persone hanno alzato la testa, hanno capito che non si può continuare in città ad andare avanti con la dinastia De Luca”. Andrea Cioffi punta sui programmi: “La gente era molto interessata ai programmi, interessata a capire quali sono le proposte che il M5s fa ai cittadini per risolvere il loro problema. C’è anche molto malcontento per quello che non hanno fatto coloro che hanno governato il Paese fino a oggi, e noi dobbiamo dare una risposta per far capire alle persone che un’altra Italia è possibile. E lo possiamo fare e lo dobbiamo fare ora, il 4 marzo”. “C’è un sentimento di cambiamento molo diffuso. Noi lo abbiamo incontrato tra le gente, c’è la fiducia legata la fatto che noi abbiamo provato a disegnare un’idea di Paese diversa, abbiamo provato a prestare ascolto a tutte le categorie, a tutte le persone, a tutti quelli che in questo momento aspettano una svolta, un cambiamento autentico e che quindi ripongono in noi grande fiducia”, ha concluso Provenza, tra gli applausi scroscianti.




Palestra Metropolis: ordinanza di sgombero

Pina Ferro

Carenze igienico sanitarie, attrezzature vetuste e locali difficilmente raggiungibili in caso di emergenza sanitaria. Sono solo alcune delle carenze riscontrate dai carabinieri del Nucleo Antisofisticazione di Salerno agli ordini del maggiore Ferrara nel corso dell’ispezione effettuata, qualche giorno fa, nei locali della Palestra Metropolis gestita da Fabiana Collina. Presso la struttura, ubicata all’interno del centro sociale di Salerno si pratica prevalentemente attività pugilistica. Le carenze riscontrate e verbalizzate dai militari del Nas sono state successivamente trasmesse all’amministrazione comunale che ha prontamente ordinato alla società sportiva di lasciare ad horas i locali che, secondo quanto si legge nell’ordinanza a firma del sindaco Vincenzo Napoli, occupava in maniera illegittima i locali del centro sociale di Pastena. Il quadro rappresentato dal Nas è di enormi carenze sotto tutti gli aspetti: strutturali, igienico sanitari, sicurezza, attrezzature vecchissime. Ma nonostante queste lacune la palestra Metropolis da sempre è un punto di riferimento per numerosi giovani salernitani. Infatti, lo scopo dei gestori del sodalizio sportivo era fondamentalmente uno: togliere i ragazzi con qualche problema dalla strada e avvicinarli allo sport. Un modo questo, per evitare che adolescenti e giovani disagiati o disadattati potessero deviare e avviarsi sulla strada del delinquere. Tutti conoscono l’opera sociale posta in atto dai Collina, un’opera molto apprezzata dai salernitani e dagli stessi giovani che frequentano la struttura sportiva, Giovani ben consci del lavoro svolto a loro favore dai Collina. Ora la palestra dovrà chiudere i battenti, almeno fino a quando non viene trovata una nuova sistemazione.




Scafati. Il “Raggio di Sole” scrive alla De Angelis: “Attendiamo risposte sulla riapertura del centro”

Di Adriano Falanga

Centro disabili “Raggio di Sole”, ancora un appello dalle famiglie ed operatori della struttura, chiusa dallo scorso luglio. Una situazione di stallo generata da burocrazia e superficialità istituzionale, che ha lasciato senza sostegno una trentina di disabili ospitati nel nuovo centro sociale San Pietro. Famiglie e operatori hanno deciso di scrivere alla vice prefetto Maria De Angelis per chiedere un incontro e riuscire ad avere risposte concrete. “Noi familiari con i ragazzi attendiamo la riapertura del Centro, e la ripresa delle attività. Purtroppo lo spacchettamento da parte della Regione nel marzo 2016 (del vecchio Piano di Zona, ndr) ha impedito che allo scadere del contratto con la cooperativa Emora O.n.l.u.s, aggiudicataria del servizio, ci potesse essere una proroga, facendo così cessare le attività, per circa 32 utenti con disabilità. Da allora non abbiamo avuto alcuna risposta dagli organi interessati – si legge nella nota – Solo a settembre 2016, la Scafati Solidale bandisce una manifestazione di interesse, per la gestione del Centro Diurno, tale bando poi viene ritirato a causa di una lettera di contestazione (box sotto, ndr) Ciò ha fatto sì che i tempi per la riapertura si allungassero ancor di più”. Tra gli operatori del centro, coordinato da anni dalla dottoressa Ilenia Cardillo, e gli ospiti, si è instaurato un rapporto profondo, di fiducia reciproca. Ragion per cui nessuno ha sentito bisogno di abbandonarli al loro destino. “Ad ottobre 2016, un piccolo gruppo, viene accolto da Don Giuseppe De Luca, Parroco della Chiesa di San Francesco di Paola, solo al mattino, per poche ore, seguiti dai professionisti che in questi anni hanno seguito i nostri ragazzi, e che ora svolgono puro volontariato. La struttura è fredda, umida, e non può accogliere i ragazzi più gravi e i carrozzati – prosegue la nota, indirizzata anche alla coordinatrice del nuovo Piano di Zona, dottoressa Maddalena Di Somma – sottolineando la situazione di grave disagio, vissuta dai nostri ragazzi, e la totale mancanza di volontà da parte dei Responsabili, di far partire quanto prima il servizio, bandendo la gara d’appalto, visto che i fondi sono stati stanziati, e farci sapere che fine ha fatto il parere legale della manifestazione d’interesse, con fondi comunali, per far partire le attività nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2016”. Allo stato di fatto, il nuovo Piano di Zona sta riorganizzando la struttura, assumendo il personale e rivedendo i regolamenti dei servizi offerti, in virtù della nuova convenzione stipulata con i comuni associati: Sant’Egidio Monte Albino, Corbara, Angri e naturalmente Scafati che è capofila. Occorrerà quindi bandire nuova gara d’appalto. Naturalmente la situazione di instabilità politica e amministrativa del Comune di Scafati non migliora la situazione, considerato che l’ente è il capofila. Un’altra risposta che la triade commissariale è chiamata a dare, si spera con priorità assoluta.

IL BANDO ANNULLATO PER IRREGOLARITA’

1-scafati solidalePer tamponare il problema, in attesa della ridefinizione del nuovo Piano di Zona, il Comune di Scafati aveva pensato, nel settembre scorso, di bandire una manifestazione di interesse per la gestione del centro disabili trimestrale, attingendo a fondi comunali. La giunta aveva anche dato l’ok per la variazione in bilancio. La cifra necessaria era stata prelevata dal capitolo di spesa dedicata al Nucleo di Valutazione. Secondo la Lega Cooperative Sociali Campania, il bando non sarebbe stato conforme alle normative che disciplinano il settore del volontariato. In parole povere, il bando chiamava “volontariato” ciò che in realtà è un servizio di esternalizzazione, con tanto di compensi mascherati come rimborsi e contributi. Il sindacato protesta formalmente, il Comune di Scafati recepisce e fa un passo indietro, revocando il bando in regime di autotutela. Un meccanismo che avrebbe di fatto penalizzato le cooperative sociali, a favore, denunciava il responsabile della Lega Luca Sorrentino, di chissà quale associazione di volontariato. Alla manifestazione di interesse partecipò una sola associazione di volontariato, la CDA Coordinamento Disabili dell’Agro, risultata idonea a gestire il servizio. L’associazione è parte della cooperativa sociale Emora onlus, già gestore del centro da anni. “L’attività prestata dai volontari deve essere a titolo gratuito, fatto salvo, il rimborso delle spese sostenute e debitamente documentate. Il rimborso, da disciplinare con apposita convenzione, sarà contenuto nel limite massimo di euro 5 mila mensili, anche se le associazioni dovessero garantire un numero di volontari superiore a quello richiesto” si leggeva nel bando. “L’associazione dovrà possedere dimostrata esperienza nel supporto alla gestione di centri per disabili e le dovranno garantire la presenza di almeno quattro volontari O.S.A ogni giorno, idonei allo svolgimento delle attività del presente avviso e di un Coordinatore, in possesso di laurea idonea” i requisiti. Secondo il responsabile della Lega Luca Sorrentino, le figure professionali richieste e gli orari di servizio da coprire erano paragonabili invece ad un rapporto di tipo lavorativo, più che volontario. “Inoltre, la figura di un coordinatore laureato (anch’essa però volontaria) lascia supporre una sorta di subordinazione all’operato dei volontari” denuncia Sorrentino. E dietro questi rimborsi si celerebbe in realtà la misera retribuzione che percepiscono, al nero, gli operatori sociali mascherati da volontari. Un sistema che giova alle associazioni, gestite con criteri fiscali diverse dalle cooperative sociali. La vicenda fu segnalata anche all’Anac.




Scafati. Gestione centro disabili, ombre sul bando. Scatta la denuncia all’Anac

Di Adriano Falanga

E’ polemica sulla manifestazione di interesse promossa da Palazzo Mayer per la gestione del centro disabili “Raggio Di Sole” ospitato presso il centro sociale di San Pietro. Secondo la Lega Cooperative Sociali Campania, il bando non sarebbe conforme alle normative che disciplinano il settore del volontariato. In parole povere, il bando chiama “volontariato” ciò che in realtà è un servizio di esternalizzazione, con tanto di compensi mascherati come rimborsi e contributi. E il Comune di Scafati ieri pomeriggio recepisce e fa un passo indietro, revocando il bando in regime di autotutela. I dettagli non sono noti in quanto la determina del dirigente non è leggibile dall’albo on line. Questo meccanismo avrebbe di fatto penalizzato le cooperative sociali, a favore, denuncia il responsabile della Lega Luca Sorrentino, di chissà quale associazione di volontariato. Sorrentino ha pubblicamente contestato il bando del settore Scafati Solidale a firma del dirigente Gaetano De Lorenzi e scaduto il 19 settembre. La lettera è indirizzata, oltre che all’ente locale, anche all’Anac e all’assessorato Politiche Sociali della Regione Campania. Si diffida il Comune di Scafati a ritirare il bando, riformulandolo secondo le direttive europee, nazionali e regionali in materia di esternalizzazione dei servizi socio sanitari. Alla manifestazione di interesse ha partecipato una sola associazione di volontariato, la CDA Coordinamento Disabili dell’Agro, risultata idonea a gestire il servizio. L’associazione è parte della cooperativa sociale Emora onlus, già gestore del centro da anni. Il servizio, per cui sono stati stanziati 15 mila euro, ha validità tre mesi, da ottobre a dicembre. Il centro Raggio Di Sole, che ospita una trentina di disabili, non ha riaperto i battenti dopo la pausa estiva a causa del mancato rinnovo della convenzione. Una circostanza frutto dello stallo burocratico provocato dallo spacchettamento del vecchio Piano di Zona in tre ambiti territoriali, definiti secondo i rispettivi distretti sanitari. Al momento la costituzione dell’ambito dove Scafati comunque ritornerà comune capofila è ferma e in alto mare. Manca ancora l’adesione dei comuni di Angri e Sant’Egidio Monte Albino, dopo quella già deliberata di Scafati e Corbara. Dopodichè toccherà redigere i regolamenti e procedere alle assunzioni. Tempi molto più lunghi dei tre mesi previsti da Palazzo Mayer, che per garantire la continuità del servizio sarà costretta a ricorrere a fondi di bilancio. I 15 mila euro a copertura del bando contestato e aggiudicato alla Emora onlus sono stati prelevati dal capitolo di bilancio destinato alle retribuzioni del Nucleo di Valutazione e Controllo di Gestione, ancora non nominato dal sindaco.

IL SISTEMA VOLONTARIATO che penalizza le cooperative

1-operatore-socio-sanitario-460x460Più volte in Italia gli enti locali sono ricorsi alle associazioni di volontariato, per la gestione di servizi sociali. Un giochetto che permette lo scavalco delle cooperative sociali, perché il volontariato è di fatto offerto a gratis salvo eventuali rimborsi spese. E dietro questi rimborsi si celerebbe in realtà la misera retribuzione che percepiscono, al nero, gli operatori sociali mascherati da volontari. Un sistema che giova alle associazioni, gestite con criteri fiscali diverse dalle cooperative sociali. Da qui la denuncia della Lega Cooperative Sociali della Campania all’anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, che ha segnalato l’anomalia del bando scafatese promosso dal settore Scafati Solidale. Il bando infatti chiarisce espressamente la natura di volontariato del servizio offerto e la sua conseguente gratuità. “L’attività prestata dai volontari deve essere a titolo gratuito, fatto salvo, il rimborso delle spese sostenute e debitamente documentate. Il rimborso, da disciplinare con apposita convenzione, sarà contenuto nel limite massimo di euro 5 mila mensili, anche se le associazioni dovessero garantire un numero di volontari superiore a quello richiesto” si legge nel bando. “L’associazione dovrà possedere dimostrata esperienza nel supporto alla gestione di centri per disabili e le dovranno garantire la presenza di almeno quattro volontari O.S.A ogni giorno, idonei allo svolgimento delle attività del presente avviso e di un Coordinatore, in possesso di laurea idonea” i requisiti. Secondo il responsabile della Lega Luca Sorrentino, le figure professionali richieste e gli orari di servizio da coprire sono paragonabili invece ad un rapporto di tipo lavorativo, più che volontario. “Inoltre, la figura di un coordinatore laureato (anch’essa però volontaria) lascia supporre una sorta di subordinazione all’operato dei volontari” denuncia Sorrentino. La lettera è indirizzata anche ai sindacati di categoria, affinchè si attivino per la tutela dei lavoratori nel caso di falso contributo volontario e le associazioni degli utenti in merito alla garanzia della qualità dei servizi offerti.




Scafati. Vigilanza immobili comunali, approvato il capitolato d’appalto per la nuova gara, scaduta 4 anni fa

Di Adriano Falanga

Sorveglianza degli immobili comunali, dopo oltre quattro anni di proroghe su proroghe, sembra essere in dirittura d’arrivo l’indizione di nuova gara d’appalto. Il settore Polizia Municipale guidato dal maggiore Alfredo D’Ambruoso ha infatti approvato il nuovo capitolato d’appalto. La previsione di spesa è di 300 mila euro per tre anni, importo comprensivo di iva, ed oneri vari. Il servizio è oggi coperto dall’istituto di vigilanza La Torre srl di Scafati in Ati con l’Europolis srl di Castel San Giorgio. Le due società di guardia privata si sono costituite in Ati nel luglio 2009 quando si aggiudicarono il servizio di vigilanza degli immobili comunali per due anni, dietro corrispettivo di 115.500 euro oltre iva. Nel vecchio progetto tecnico allegato all’offerta con la quale gli istituti La Torre e l’Europolis si aggiudicarono la gara venivano garantiti una serie di servizi di sorveglianza per dodici immobili comunali, e tutti dovevano essere coperti da sistema di allarme collegato alla centrale operativa. Nello specifico i seguenti immobili: Autoparco di via Budi, Palazzetto dello Sport, Palamangano, ex ufficio anagrafe, uffici ex Acse, centro sociale Mariconda, Villa Comunale e centro anziani, centro sociale Santa Maria delle Grazie, scuola ex asilo nido, scuola materna traversa Schettini, Palazzo Comunale, Ex Manifattura Tabacchi oggi sede di uffici comunali. La necessità di espletare nuovo bando nasce anche perché dal 2009 ad oggi molte cose sono cambiate. Non esiste più il Palazzetto dello Sport, demolito per fare spazio all’erigendo Polo Scolastico mentre il vecchio ufficio anagrafe oggi ospita la Geset spa. Non esiste più anche l’ex nido di via Oberdan. Qualcuno avrà pensato: magari queste strutture sono state “tacitamente” sostituite dall’acquisizione dell’ex Polverificio Borbonico, oppure dalla recente costruzione del centro sociale di San Pietro. Niente affatto, è vero che nelle determine di pagamento l’ufficio di Polizia Municipale preposto fa riferimento alla convenzione scaduta, ma paga importi aggiuntivi rispetto agli 80mila euro stabiliti. Insomma, meno strutture, più costi. Da qui la necessità di indire nuovo capitolato d’appalto e nuova gara.




Scafati. Centro sociale Mariconda, approvata variante da 30 mila euro

Di Adriano Falanga

Nuovo Centro Sociale Mariconda, la Giunta comunale approva una variante in corso d’opera da quasi 30 mila euro. L’opera rientra nel progetto Star-t in Art finanziato in parte con fondi regionali e in parte con un mutuo della Cassa Depositi e Prestiti. L’appalto è stato aggiudicato alla Co.M.I Srl di Napoli per un importo complessivo di quasi 750 mila euro. Dopo il completamento del I° Sal di circa 100 mila euro, il direttore dei lavori, l’architetto Francesca Savarese in data 28 settembre ha comunicato al Rup Erika Izzo la necessità di una perizia di variante tecnica e suppletiva contenuta nell’ambito del 5% ammesso dalla legge. Sarebbe emersa la necessità di spostare una fogna interferente con il costruendo centro sociale oltre ad apportare modifiche al ballatoio della scala esterna del setto centrale. Lavori aggiuntivi e non previsti dal capitolato d’appalto, che comportano la spesa di 29.500 euro pari al 4,977% dell’importo contrattuale. La Giunta, presieduta dal vicesindaco Giancarlo Fele, a sua volta anche assessore ai Lavori Pubblici, approva e concede la sopraggiunta variante in corso d’opera.




Ecco “Paperboy”, il primo periodico a cura di giovani disabili

Nella sala convegni del Centro Sociale di Salerno, gremita da oltre cento persone, il sindaco Vincenzo De Luca è intervenuto per la presentazione ufficiale del periodico “Paperboy”, la prima iniziativa operativa del neonato “Laboratorio giornalistico sociale”. All’evento sono intervenuti inoltre il presidente de “Il Villaggio di Esteban” Carlo Noviello, il presidente dell’associazione Giovamente Luca Goffredo e l’assessore comunale alle Politiche Sociali Nino Savastano. Ha moderato il direttore responsabile di “Paperboy” Umberto Adinolfi. Il progetto del “Laboratorio Giornalistico Sociale” nasce all’inizio del 2013 da un’iniziativa comune della cooperativa sociale “Il Villaggio di Esteban”, dell’associazione culturale “Giovamente” e del giornalista professionista Umberto Adinolfi. Le attività del laboratorio sono partite lo scorso mese di giugno, con l’allestimento della redazione del periodico “Paperboy”, lo svolgimento di lezioni su storia e tecnica del giornalismo e attività pratiche relative alle modalità di video-impaginazione di prodotti per l’editoria. “Da Salerno – ha commentato De Luca – parte un progetto unico nel suo genere in Italia, grazie al quale un gruppo di ragazzi diversamente abili avrà la possibilità di intraprendere l’attività giornalistica e di trasformare questo esperimento in una vera e propria attività lavorativa. Ancora una volta l’amministrazione comunale di Salerno si conferma leader sul panorama nazionale nel settore delle politiche sociali”. La novità assoluta è rappresentata dall’iscrizione – al termine del previsto periodo di praticantato – all’ordine nazionale dei giornalisti, dell’intero gruppo di lavoro, composto non solo da cronisti, ma da fotografi e videoperatori, creando così professionisti qualificati dell’informazione e offrendo ai protagonisti del progetto un’occasione di crescita personale e di sbocco lavorativo. “Paperboy” è il progetto pilota del Laboratorio Giornalistico Sociale. Il mensile, composto da 16 pagine in formato A4, viene pubblicato in quadricromia su carta grammata e stampato con modalità laser. Paperboy si occuperà di cronaca, politica, attualità, sport, cultura e tutto ciò che riguarda il mondo del terzo settore. Sarà distribuito a cura degli stessi organizzatori tramite una rete capillare di esercizi commerciali, enti istituzionali e luoghi pubblici, al fine di raggiungere il maggior numero di lettori. L’associazione Giovamente ha inoltre devoluto al progetto di Paperboy parte dell’incasso della terza edizione di “Dai un calcio per l’autismo”, con cui sono stati acquistati strumenti tecnologici e di arredamento necessari per le attività di redazione. Infine i computer su cui lavoreranno gli aspiranti giornalisti sono stati gentilmente donati da “PHCG Srl”, attraverso l’agenzia “Razorfish Healthware”.