Il centro per immigrati è poco più di uno sportello. Ma gli 80mila euro?

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Si scrive “centro polifunzionale per immigrati”, ma si legge “sportello”. È questa l’unica certezza che vien fuori dal summit che s’è tenuto ieri mattina a Palazzo di Città per presentare alle associazioni del terzo settore – e non agli operatori dell’informazione, che, in netto contrasto con quanto affermato dal comunicato stampa di invito che gli uomini dello stesso ente comunale hanno provveduto a inviare qualche giorno fa, sono stati mandati via dalla sala – i dettagli del progetto Passepartout.

L’iniziativa di integrazione sociale – rivolta agli immigrati regolari e non ai clandestini – che è stata approvata nel 2010, all’epoca dell’amministrazione di Giovanni Santomauro su proposta dell’allora assessore alle Politiche Sociali, Francesco Della Corte, dovrebbe limitarsi a svolgere delle funzioni che, in numerosi comuni italiani, vengono portate avanti direttamente dagli sportelli degli uffici municipali: a Battipaglia, invece, il servizio di front office sarà portato avanti al civico 35 di via Leopardi, all’interno di un locale terraneo di 90 metri quadri che apparteneva alla camorra – precisamente alla famiglia Ascolese – e che poi è passato nel novero delle proprietà comunali. Sempre all’interno dell’immobile, gli immigrati regolari troveranno un tavolo polifunzionale con delle attrezzature informatiche e dei laboratori didattici: attività significative, per carità, ma comunque da sportello. Uno sportello di un’auto di lusso, si potrebbe ironizzare, dal momento che il PON (Programma Operativo Nazionale) “Sicurezza per lo sviluppo – Obiettivo Convergenza 2007-2013” ha destinato all’iniziativa ben 80.482,69 euro, ossia una somma che a Battipaglia potrebbe essere adoperata quasi per comprare un appartamento nuovo delle stesse dimensioni.

«Gli 80mila euro – ha spiegato Oreste Pignatari, ex-dirigente dell’azienda “Ferrara-Pignatelli”, ora coordinatore di “Passepartout” – sono già stati utilizzati per la ristrutturazione del locale e per l’acquisto di arredi e di apparecchiature». Eppure, se la memoria non ci inganna, nel 2012 la “Multiservice 2000 Srl”, azienda di Nocera Superiore, si aggiudicò l’appalto dei lavori per 35.154,37 euro: vien da chiedersi, dunque, quali attrezzature siano state acquistate per arrivare a spendere integralmente il tesoretto. «Per la rendicontazione economica dettagliata – ha dichiarato il coordinatore del progetto – bisogna rivolgersi all’architetto Angelo Mirra (responsabile Apo del servizio Lavori Pubblici e del servizio Area Appalti, NdA), ma io posso dirvi che abbiamo speso 50mila euro per i lavori di ristrutturazione, 21mila euro per le attrezzature e la restante somma per la pubblicizzazione dell’importo».

All’incontro tra il tavolo tecnico comunale e l’associazionismo battipagliese, ad ogni modo, ha partecipato anche Anna Pannullo, dirigente del Settore Politiche Sociali: «Anziché collocare uno sportello nell’edificio comunale – ha spiegato la donna – abbiamo arricchito il patrimonio comunale con una struttura arredata di tutto punto, che un domani potrà essere utilizzata dall’intera cittadinanza, ed è per questo che dobbiamo essere orgogliosi».

L’espressione “politiche sociali”, però, va a braccetto con il concetto di ambito territoriale: «Passepartout – ha proseguito la Pannullo – è un progetto nato in seno al vecchio ambito S5, che aveva Eboli come comune capofila; ora, comunque, s’inserisce perfettamente negli orientamenti dell’ambito territoriale S4 (comune capofila è Pontecagnano Faiano, NdA), ma la titolarità dell’iniziativa è dell’amministrazione battipagliese».

Con tanto di piano finanziario? «Non è previsto – ha spiegato la dirigente –; redigeremo i progetti e le associazioni potranno partecipare volontariamente».

Ora le associazioni dovranno formalmente elaborare delle proposte progettuali entro il 20 marzo, ma la Pannullo ha chiarito che si tratta «di una scadenza formale, legata ai tempi del Ministero dell’Interno» e ha spiegato che si «potranno elaborare nuove linee anche in seguito».

Le attività, ad ogni modo, dovrebbero iniziare subito dopo il 30 aprile, che è la data di termine per tutti i progetti già finanziati. Soddisfazione da parte della CGIL provinciale: «Per noi – ha dichiarato Anselmo Botte – è una cosa positiva, che dovrebbe servire a far integrare i circa 2700 immigrati presenti a Battipaglia».




Centro per immigrati a Battipaglia: Lascaleia (Pd) contro tutti

di Carmine LANDI

 

BATTIPAGLIA. «Semplicemente vergognose»: Luca Lascaleia, responsabile dei rapporti istituzionali della segreteria provinciale del Pd ed ex-segretario cittadino, etichetta così le dichiarazioni che Carmine Pagano, candidato al consiglio regionale sotto il vessillo di Fratelli d’Italia («amici – li definisce Lascaleia – di Salvini), Mario Pucciarelli, responsabile provinciale di Forza Nuova («ma in realtà – chiosa il dem – vecchia»), e Enrico Farina, attivista del M5S nonché candidato all’assise consiliare regionale, hanno rilasciato sul progetto “Passepartout”, che porterà, sulla scorta degli 80mila euro ottenuti dal PON – spesero le proprie energie in tal senso l’ex-sindaco, Giovanni Santomauro, e l’ex-assessore alle Politiche Sociali, il democratico Francesco Della Corte – alla realizzazione di un centro polifunzionale per immigrati.

Lascaleia Luca invernale

Lascaleia lancia l’affondo: «sono parole che esprimono la sottocultura che porta nel proprio dna i ghetti e  le leggi razziali».

A parer dell’ex-numero uno dei dem cittadini, «il centro per stranieri è un simbolo di civiltà e integrazione che caratterizza i paesi sviluppati socialmente ed economicamente in Europa, per favorire l’inserimento nella città di donne e uomini che qui  vivono e lavorano al pari di ogni altro cittadino».

Lascaleia ne ha anche per chi parla di poca equità tra il trattamento riservato agli immigrati e il modus agendidell’amministrazione verso i battipagliesi: «la costruzione del centro non sottrae un solo centesimo agli investimenti per la città, perché utilizza esclusivamente fondi europei e regionali vincolati  a questo scopo; anche questo argomento è segno di una sottocultura del ventennio che ricercava nella cacciata degli stranieri la soluzione ad ogni problema».

Pagano, Farina e Pucciarelli, dunque, sarebbero, a detta del progressista, dei «signori alla ricerca di un titolo di giornale», degli individui «fuori dal mondo», «figli di quelli che credevano che quando c’era lui (il riferimento è a Benito Mussolini, NdA) i treni arrivavano puntuali».

Lascaleia, poi, s’appella alle «parole dii Papa Francesco sull’integrazione e sulla convivenza, che  non possono essere un semplice copia e incolla su Facebook,  ma devono essere forma e sostanza dell’impegno politico e civile per la nostra comunità».


AVEVANO DETTO DEL CENTRO…

Mario Pucciarelli

Mario Pucciarelli (FN): «Vogliono portarci immigrazione di massa, falsa integrazione, promiscuità etnica, caos ed islamizzazione. Il popolo li respingerà. No pasaran!».

Carmine Pagano

Carmine Pagano (Fd’I): «Possiamo anche parlare di una politica sull’immigrazione, ma prima di tutti ci sono i figli di questa città che meritano attenzione, rispetto e servizi. Battipaglia è dei battipagliesi e il Comune deve saperlo».

Enrico Farina

Enrico Farina (M5S): «Paragonare i tre sacchi a pelo che la Protezione civile ha concesso ieri ai lavoratori della Fergom agli 80 mila € per il centro è uno schiaffo alle famiglie battipagliesi provate e afflitte dalla crisi».