I conflitti interni frenano i partiti: lontani i nomi degli sfidanti di De Luca

di Andrea Pellegrino

Se De Luca corre come un treno, gli altri schieramenti sono ancora alle prese con i conflitti interni. Lo scacchiere in vista delle prossime regionali è abbastanza confuso. Al momento l’unica certezza è la ricandidatura del governatore Vincenzo De Luca con l’incognita, però, del Partito democratico. Zingaretti, infatti, ancora deve sciogliere la riserva sul possibile impegno del Pd con il presidente uscente. De Magistris attende, sia Zingaretti che il Movimento 5 Stelle. Anche tra i pentastellati i nomi abbondano, a partire dall’attuale ministro all’ambiente Sergio Costa, ma al momento si osserva senza scoprire completamente le carte. Più complessa la situazione interna al centrodestra. Stefano Caldoro lancia l’appello all’unità: «Siamo dieci punti in avanti, restiamo uniti» ma i conflitti interni ai partiti sono sempre più aspri. A partire da Forza Italia dove la fuga in avanti di Clemente Mastella ha aperto la corsa. In pole ci sono Fulvio Martusciello e Severino Nappi mentre una parte azzurra vorrebbe Mara Carfagna candidata. Una mossa, quest’ultima, che chiuderebbe il cerchio blindando anche la coalizione. Caos anche nella Lega di Matteo Salvini. S’attendono le mosse del neo segretario regionale Volpi. Sul tavolo c’è il nome di Valentino Grant quale possibile candidato governatore. Una candidatura, però, bloccata da Pina Castiello pronta a conquistare la leadership regionale forte anche del risultato elettorale ottenuto alle scorse europee. A Salerno, invece, proprio Grant avrebbe garantito un ritorno in sella di Mariano Falcone che resterà (o dovrebbe restare) a capo della segreteria provinciale.




Unesco: il Consiglio regionale candida la ceramica vietrese

Il Consiglio regionale della Campania ha approvato all’unanimità la proposta del consigliere Enzo Maraio di candidare la ceramica artistica di Vietri sul Mare tra i beni iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale. Sarebbero almeno quattro i criteri, dei dieci previsti dall’Unesco, ai quali la massima arte vietrese risponderebbe pienamente. “Con il via libera del consiglio si potranno attivare tutte le azioni necessarie affinché l’arte della ceramica vietrese sia riconosciuta patrimonio dell’Unesco per garantire, negli anni, la sua tutela e la sua incentivazione soprattutto verso le giovani generazioni”, ha commentato a caldo Enzo Maraio. Secondo il consigliere socialista tale passaggio punterebbe ad incrementare le azioni già messe in campo di recente dalla Regione Campania a tutela delle eccellenze territoriali, della salvaguardia e dell’implementazione delle imprese artigiane. “La ceramica artistica di Vietri sul Mare è la sintesi di un importante patrimonio storico del nostro territorio -ha aggiunto Maraio – rappresentato in buona parte nel Museo che oggi ha sede presso Villa Guariglia a Raito di Vietri sul Mare. A ciò bisogna aggiungere il lavoro straordinario che i ceramisti di oggi continuano a fare, tutelando da un lato la tradizione artigiana senza dimenticare la ricerca e la sperimentazione.” Ha rivendicato il suo impegno in materia nonché espresso la sua soddisfazione per il risultato raggiunto da Maraio anche l’assessore del comune di Vietri sul Mare Giovanni de Simone, che ha dichiarato: “Come Comune già facemmo la richiesta all’Unesco quattro anni fa. Con il Cna di Salerno portammo avanti invece una mozione, al parlamento europeo, per far inserire nel libro verde la ceramica rendendola patrimonio dell’umanità.” De Simone si è mostrato soddisfatto per l’interessamento della Regione Campania a tale iniziativa intrapresa dal consigliere Maraio, parlando infatti di “un riconoscimento ed una tutela importante” per l’arte ceramista vietrese che tuttavia era già riconosciuta dalla legge 188/90. “Riuscire a rendere patrimonio dell’umanità la ceramica della nostra terra non può far altro che piacere”, ha chiosato l’assessore.

LE DICHIARAZIONI

DAVIDE SCERMINO. «Sono assolutamente favorevole su quanto approvato dalla regione. Anche Antonio Tajani è d’accordo sull’internazionalizzazione della ceramica. Ne parlammo in tempi non sospetti. Il presidente è legato sia dal punto di vista familiare che affettivo al comune di Vietri sul Mare. E’ una cosa giusta, in queste cose non esistono posizioni né partiti politici. Esiste il bene comune e questa proposta rispecchia questa locuzione. Sono pienamente d’accordo con la proposta, da cittadino vietrese sono per il bene della ceramica, che rappresenta il motore trainante dell’economia del comune costiero. La maggior parte dei vietresi sono ceramisti, il 70% di noi è dedito a questo tipo di attività».

LUCIO RONCA. «Il riconoscimento è un bene. Tempo addietro promossi la ceramica di Vietri, in collaborazione con il Cna. Fu fatta anche una delibera comunale, ora agli atti. All’unanimità promuovemmo la ceramica bene immateriale dell’umanità. Sono favorevole sul lavoro che sta facendo la regione. Vietri è la patria mondiale della ceramica. Da sette secoli a questa parte è la casa dei ceramisti migliori al mondo. Si è cercato di fare anche il marchio europeo della ceramica vietrese. Il 90% delle chiese, dei santuari e dei conventi in Italia presenta tracce di ceramica del comune costiero».

FRANCO RAIMONDI.«E’ una cosa estremamente positiva. Siamo il polo della ceramica del mezzogiorno, la ceramica è più di un marchio per il nostro territorio. Io sono ceramista da circa 45 anni, mi sembra arrivato il momento di far approvare questo riconoscimento. Io sono tra i più impegnati su questo fronte: sono reduce da una mostra sulle eccellenze europee sulla ceramica che si svolge a Venezia questo mese. Prima eravamo produttori di ceramiche per pavimenti, adesso siamo considerati artisti. La prima voce economica del nostro paese è la ceramica. La nostra amministrazione è stata anche a Bruxelles per far divenire il nostro prodotto un patrimonio mondiale».

CESARE MARCIANO. «E’ davvero una bella notizia. E’ un ulteriore attestato che certifica l’attenzione mondiale sul nostro prodotto. E’ dal 1300 che Vietri produce ceramica. E’ stata una delle prime città data come Comune di antica tradizione ceramica. Credo che adesso bisognerà seguire bene l’iter e fare qualche convegno in modo da trovare la strada giusta per pubblicizzare i pochi che non conoscono il marchio. Il presidente degli Usa Bill Clinton fu regalato un servizio di piatti di Vietri quando ci fu il summit a Napoli. Tra i dieci regali che aveva la possibilità di portare a casa preferì il nostro prodotto. E’ stato un regalo da parte dello stato italiano e tra le tante cose la scelta è ricaduta sul servizio di ceramica».




Provinciali, dibattito aperto: Spinelli in pole position ma spunta l’ipotesi Manlio Torquato

Andrea Bignardi

Il centrodestra è al lavoro per definire le strategie in vista delle prossime elezioni provinciali. La competizione elettorale che avrà luogo ad ottobre, com’è ormai ben noto, si svolgerà secondo una modalità indiretta: non vedrà la partecipazione dell’elettorato attivo delle tradizionali consultazioni ma solo quella di sindaci e consiglieri comunali. Un primo momento di dibattito all’ interno della coalizione c’è stato nel pomeriggio di ieri presso il coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia. I dirigenti della fiamma hanno incontrato i rappresentanti di Forza Italia allo scopo di definire una strategia comune che porti un candidato di area moderata a prevalere su quello che verrà schierato dal Pd. Imma Vietri, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, ha dichiarato che “sebbene si tratti di un’elezione anomala che non vede la diretta espressione della sovranità popolare, riteniamo sia necessario schierare come candidato il sindaco di un comune di medio-grandi dimensioni, che possa esprimere in ponderazione una maggiore rappresentatività popolare”. A meno di sorprese dell’ ultima ora legate a cambiamenti improvvisi della normativa elettorale vigente, che non sono del tutto da escludere, dunque, ogni riferimento non sembra essere puramente casuale. Il nome che sembra prevalere è quello dell’ attuale sindaco di Nocera Inferiore Manlio Torquato: già da alcuni mesi è noto un suo riavvicinamento all’area di centrodestra ed in particolare a Fratelli d’Italia. In serata, invece, i dirigenti del coordinamento provinciale di Forza Italia si sono riuniti allo scopo di discutere di una possibile candidatura da esprimere per il di Palazzo Sant’Agostino. Il nome che molto probabilmente sarà presentato dai forzisti al resto della coalizione sarà quello del sindaco di Castellabate Costabile Spinelli, già candidato al Senato per il collegio di Agropoli – Battipaglia alle elezioni politiche dello scorso marzo. Tuttavia, nulla è ancora certo ed è probabile che gli azzurri decidano di convogliare le proprie forze elettorali su di un nome terzo appartenente alla coalizione: tra cui lo stesso Manlio Torquato o il sindaco di Campagna Monaco. L’ onorevole Gigi Casciello ha sottolineato come “l’ obiettivo deve essere quello di garantire l’ unita della coalizione e di garantire rappresentatività nel consesso provinciale ad un insieme di forze non solo politiche ma anche legate all’associazionismo civico, che si oppongono al sistema de Luca”. Erano presenti all’ incontro Vincenzo Fasano, coordinatore provinciale forzista, il consigliere provinciale Fulvio Mormile, i dirigenti provinciali Lello Ciccone, Vittorio Acocella, il vicecoordinatore Gaetano Amatruda, Costabile Spinelli, Rossella Sessa, l’ex consigliere provinciale Flavio Vitagliano. Tra i grandi assenti, invece, Sonia Senatore.




Il centro destra cerca l’unità per il post Canfora Tra i papabili Costabile Spinelli e Roberto Monaco

Il centrodestra cerca l’unità in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Questo pomeriggio la sede di Fratelli d’Italia accoglierà i partiti del centrodestra per un incontro per definire il prossimo candidato alla presidenza della Provincia di Salerno e sancire un nuovo percorso comune in vista del corposo turno amministrativo del 2019. Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia valuteranno la prima rosa dei nomi per Palazzo Sant’Agostino. A quanto pare sul tavolo ci sono i nomi di Costabile Spinelli (sindaco di Castellabate) e Roberto Monaco, primo cittadino di Campagna. Ma non si escludono ulteriori aspiranti candidati alla carica di presidente. Alle 18,30 poi si riunirà Forza Italia per un punto della situazione sempre in vista delle elezioni provinciali e per organizzare la manifestazione di Paestum. Da Palazzo Sant’Agostino è già partito il toto nome per il post Canfora ma al momento nessun nome sembra essere stato confermato. Tanto il centro destra quanto il centro sinistra hanno già messo sul tavolo nomi validi che potrebbero aspirare allo scranno più alto in Provincia ma la strada è ancora lunga e tutto potrebbe cambiare. E se il centro sinistra punta al’unione in vista delle amministrative 2019, lo stesso non si può dire del centro destra dove, nell’agro nocerino sarnese, sembra puntare sulla coalizione Fratelli d’Italia- Lega mentre Forza Italia dovrebbe viaggiare da sola. Al momento, tante ipotesi ma nulla di concreto, le trattative sono ancora sul tavolo. Intanto, il Pd cerca il suo riscatto dopo il deludente risultato ottenuto alle scorse elezioni amministrative e politiche tanto da richiedere l’intervento del parlamentare Piero De Luca che, nei giorni scorsi, con il segretario dem Enzo Luciano, ha richiamato all’ordine tutti i sindaci della provincia di Salerno per fare il punto della situazione proprio in vista di un importante appuntamento con gli elettori, con le amministrative, essendo quello del 2019 il turni più grande.




Amministrative 2019, Torquato: «No al centro destra resto nella civica»

Erika Noschese

Nessun riavvicinamento al centro destra. In vista della prossima tornata elettorale, il sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato è deciso e annuncia la sua intenzione di restare nella sua lista civica. “Resto nella mia collocazione civica, come da 18 anni a questa parte”, ha dichiarato infatti il primo cittadino del comune dell’agro nocerino sarnese. Nessu intenzione di andare a bussare alle porte di uno dei partiti che compongono la coalizione di centro destra mentre resta l’alleanza con il Pd: “Nel quadro della coalizione elettorale con la quale ho rivinto le elezioni nel 2017. Sono lusingato dalle proposte che, immeritatamente, mi arrivano da più forze politiche, in particolare da autorevoli esponenti del centrodestra, rispetto ai quali nutro sentimenti di amicizia e stima e di correttezza istituzionale. Ma è mio dovere continuare a fare ciò per cui sono stato eletto. Se dovessi pensare ad una collocazione partitica, avrei il dovere morale prima di dimettermi”. Dunque, offerte di candidatura sembrano essere arrivate al sindaco Torquato ma prontamente rifiutate e pronto a scendere in campo con la civica che gli ha fatto guadagnare la vittoria nel 2017. Intanto, nell’agro nocerino è già tempo di trattative in vista delle amministrative 2019 ed i coordinatori cittadini dei vari partiti sembrano già aver iniziato le trattative per i nomi che si aggiudicheranno una candidatura per il rinnovo del consiglio comunale. Al momento, tutto è concentrato sugli aspiranti sindaci che, proprio come Manlio Torquato, sono in cerca di riconferme o new entry che sperano di poter spiazzare gli avversari e giungere sullo scranno più alto di Palazzo di Città. Va da sé che, ad ora, è tutto ancora work in progress e che per i nomi ufficiali bisognerà attendere ancora diversi mesi ma, nel frattempo, le trattative continuano spedite.




Fiore: «De Luca esiste solo grazie al centro destra»

Erika Noschese

In occasione del 46esimo anniversario della morte di Carlo Falvella, Forza Nuova ricorda il giovane camerata salernitano morto per mano dell’anarchico Giovanni Marino, sul lungomare di Salerno. In ricordo del giovane Falvella, i “cuori neri” hanno indetto una manifestazione che si è tenuta ieri sera in piazza Valitutti. Per l’occasione, il segretario nazionale di FN, Roberto Fiore, in visita alla nostra redazione, ha risposto ad alcune domande.

Segretario, la destra salernitana e i camerata ricordano la morte di Carlo Falvella. Da qui, la sua presenza a Salerno oggi (sabatoper chi legge ndr).

«Si, sono presente per Falvella e anche per la conferenza su dei temi internazionali che sono però collegati alla questione nazionale e mediterranea. Per noi, Carlo Falvella rappresenta il primo martire del sud ed uno dei primissimi in Italia. Tutti lo ricordiamo e ricordiamo la mobilitazione morale che ci fu, di un mondo nostro proprio per questo fatto: era come se la gente capisse che stava iniziando una nuova Era e purtroppo da quel momento, fino agli anni ‘80, ogni anno fu più duro dell’altro». Quando si muove Fiore, le città vengono blindate. Salerno pare però essere una città che accoglie tutti. «Il problema non sono né le città del sud né quelle del nord. Il problema è una minoranza molto pagata, come l’Anpi che riceve soldi dallo Stato e dovremmo chiedere al Governo di andare a togliere quei fondi utilizzati per scopi politici. Sono queste minoranze ormai sparute che cercano di creare questo sentimento dell’odio ma dopo la campagna elettorale, certamente dura ma vinta dalle nostre idee mentre il tentativo di ricreare un tentativo anti fascista ha fallito miseramente. Le forze in campo dei nostri avversari penso siano molto ridotte quindi non le temiamo».

Le grandi inchieste che ci sono state negli ultimi anni del nostro giornale, a firma di Andrea Pellegrino, hanno fatto luce su diverse situazioni sospette. Come si spiega questa cappa giudiziaria su Salerno.

«Questa è la tipica caratteristica di tutto un mondo che coinvolge la corruzione soft, in tantissime città, come accaduto a Macerata. Nel centro sud credo che qualcosa si stia muovendo, quindi è facile che questa scia di inchieste prosegue. Io direi che la magistratura ha capito che l’umore degli italiani è cambiato profondamente e spero che anche chi è ai vertici dello Stato sia più sensibile ad una pulizia generale».

A Salerno ci sono due esempi in più. L’ultimo esempio riguarda chi ha iniziato le indagini sul Crescent oggi si ritrova nella giunta regionale di Vincenzo De Luca. La seconda è che De Luca governa da 25 anni ma non c’è un’opposizione forte, tanto che anche le nostre battaglie non sono mai state supportate dall’opposizione.

«Quello che muove la magistratura o le forze di polizia è che probabilmente ci sono ancora le persone oneste che ad un certo punto si chiedono come mai quest’inchiesta non va avanti e mentre fino a poco tempo fa si poteva tergiversare oggi c’è lo spettro dell’omissione di atti giudiziari. Ci sono possibilità per chi fa finta di niente di subire poi conseguenze perchè c’è un sentimento generale di rivolta nei confronti del partito democratico».

Salerno, vedendo i dati, è una città tendenzialmente di destra. Come mai la destra non è mai riuscita ad amministrare il Comune?

«Perchè evidentemente la classe politica di patrioti, di nazional-popolari, di gente che ha a cuore gli interessi del popolo faceva le cose fatte bene e si faceva sentire quando c’era un ingiustizia ma questo è mancato. Noi stiamo cercando di educare la nostra gente a ribellarci sempre quando c’è un’ingiustizia. Educare una classe politica a sostenere la giustizia anche se è problematico».

In Regione è stata cambiata una legge regionale per introdurre la nomina dei direttori generale nella sanità.

«Quello è reato. La magistratura è molto abile ad andare a cercare il punto di giustizia. Da questo punto di vista o si fa una rivoluzione, non solo di costumi ma della classe dirigente o siamo costretti a rimanere così in questa lenta morta oppure ci diamo una bella svegliata ed il sud si rimette in piedi in 5 anni». Nell’ambito delle nostre inchieste che riguardano la sanità, il consigliere politico alla sanità di De Luca, Coscioni, è stato nominato primario dell’ospedale Ruggi, dopo la modifica di un atto aziendale da parte del Dg, nominato da De Luca. «Sono già fuori, già perseguibili. Oggi però forse c’è la volontà politica di colpire i malfattori che stanno nel Pd ma fino a poco tempo fa non c’era questa volontà politica di colire questa classe “colombiana” che gestisce un po’ tutto il sud».




Pastore-Mazza c’è l’accordo Oggi la firma

Erika Noschese

A poco meno di una settimana dal ballottaggio, si svelano tutte le carte. Così, in attesa della sfida di domenica quando la città di Pontecagnano Faiano è chiamata nuovamente alle urne per eleggere il sindaco, il leader di Movimento Libero, Angelo Mazza, annuncia il suo sostegno al candidato del centro destra Francesco Pastore. Una sfida a due, dopo quella dello scorso 10 giugno, che vedrà Pastore e Lanzara contendersi lo scranno più alto a Palazzo di Città. Un accordo, quello tra Mazza e l’aspirante primo cittadino del centro destra raggiunto le scorse ore e che sarò ufficializzato questa mattina, con la firma del contratto nei pressi del Cin cin bar, a piazza Sabbato. “Con l’ingresso di Angelo Mazza e delle forze di Movimento Libero in coalizione si apre una nuova fase per Pontecagnano Faiano, una fase storica di estrema importanza”, ha detto Francesco Pastore, spiegando poi che “l’intesa è stata raggiunta sulla base di un Contratto per una Città Unita che sintetizza le priorità programmatiche di intervento e rappresenta il punto di partenza per il nuovo governo della Città. Mi preme ringraziare tutte le forze della mia coalizione che, con grande maturità, hanno saputo superare i personalismi per far prevalere il bene comune”. E ancora: “Cammineremo insieme perché entrambe le parti hanno a cuore la crescita e l’autonomia di Pontecagnano Faiano ed intendono difenderla da chi vuole renderla subalterna, da chi è troppo miope per non ritenerla il fulcro centrale di un’azione di governo in sinergia con gli altri Comuni”. La scelta di Angelo Mazza arriva, per sua stessa ammissione, all’indomani della scelta di Ernesto Sica di fare un passo indietro e rinunciare, eventualmente, a sedere tra i banchi del consiglio comunale: “È arrivato il momento di unire le forze insieme con la coalizione del candidato sindaco Francesco Pastore. La scelta arriva all’alba del passo indietro di Ernesto Sica, un atto di responsabilità che ha creato le condizioni affinché potessimo sedere al tavolo di discussione, avviare un lungo confronto programmatico e siglare un accordo con le forze a sostegno di Francesco Pastore”. Per Mazza, l’eventuale fuoriuscita del sindaco uscente dà inizio ad una nuova fase di governo per il territorio, “che non ha precedenti, con una nuova guida ed una impostazione politico-amministrativa congiunta”. Un accordo scritto, quello tra l’ex candidato sindaco e l’aspirante primo cittadino tutt’oggi in corsa, chiamato Contratto per una Città unità, proprio per sottolineare la forte intesa sui programmi che deve necessariamente unire e non dividere. “Ecco perché ci impegneremo, da ambo le parti, affinché si rispettino le condizioni di governo e di indirizzo – dice infine Mazza – Il contratto ha trovato larga intesa sui nostri punti fondamentali: una Città normale e servizi essenziali garantiti; una Città verde grazie ad azioni di bonifica e risanamento di aree di degrado urbano ed il progetto dei giardini verticali; una Città sicura con il potenziamento dei controlli sul territorio; politiche giovanili; sostegno e politiche di rilancio del commercio. Sono questi i capisaldi dell’adesione di Movimento Libero. Queste le basi del vero cambiamento”. In vista dell’ultima tornata elettorale, dunque, tutto sembra essere stato definito fin nei minimi dettagli, con accordi scritti come nel caso di Mazza con Pastore o di Francesco Longo con Lanzara. Ora, non resta che attendere la data della tanto attesa elezione quando, a conti fatti, la città di Pontecagnano Faiano si appresta a veder scomparire, almeno da Palazzo di Città, la figura di Ernesto Sica che, come da accordi precedentemente presi, dovrebbe lasciare il posto di consigliere comunale, subito dopo l’eventuale vittoria del centro destra.




Atti vandalici ai danni di Pastore: “In città clima di scontro e tensione”

Erika Noschese

Ad una settimana dal ballottaggio per l’elezione del sindaco, a Pontecagnano Faiano il clima diventa sempre più rovente. La notte scorsa, infatti, si è verificato un atto vandalico presso il comitato elettorale del candidato alla carica di primo cittadino per il centro destra, Francesco Pastore. Ignoti avrebbero distrutto i manifesti elettorali di Pastore, a Faiano, suscitando la rabbia del candidato sindaco.“Fino all’ultimo non avevo intenzione di esprimere un commento sull’episodio avvenuto a Faiano la scorsa notte ma mi trovo costretto a fare un appello all’unità ed alla pacificazione – scrive l’aspirante primo cittadino – In queste ore in città si sta diffondendo un clima di scontro e di tensione che non condivido e che non appartiene al mio modo di vivere la politica”. A sfidare il centro destra in questa seconda domenica di tornata elettorale, il candidato per il centro sinistra, Giuseppe Lanzara, a cui dice: “Sono certo che il mio avversario prenderà le distanze da questo atto di oltraggio isolato”. E da qui l’invito ai suoi sostenitori a cui chiede di “non vedere in questo gesto una provocazione, a placare i toni ed a mantenere il rispetto per l’avversario. Invito quest’ultimo a fare lo stesso appello ai suoi sostenitori ed a condurre, sin da ora, un dibattito politico dai toni più moderati. Questi atti non devono dividere, devono unirci tutti nel difendere un confronto sano tra le parti e la dignità stessa di questa grande Comunità”. La vicenda ha dato vita a non poche polemiche in città. Ad esprimere parole di solidarietà per Pastore anche Roberta D’Amico, candidata – al primo turno – al consiglio comunale con Movimento Libero: “Caro Francesco Pastore, apprezzo molto l’invito che hai rivolto alla città e al tuo avversario. Questi episodi raccontano lo stato di salute di questa Città e di questa campagna elettorale. È fondamentale questa presa di posizione di netta condanna del gesto. Non è mai scontato ristabilire il confine tra legalità ed illegalità, tra buon senso e vandalismo. Piena solidarietà”. Un gesto vandalico condannato anche dallo stesso Lanzara: “È da inizio campagna elettorale che sono oggetto di calunnie ed attacchi personali che nulla c’entrano con la politica. Come ho sempre fatto, condanno tali gesti che rappresentano solo puro vandalismo e violenza nei confronti di tutti noi che siamo figli della stessa comunità”, ripulendo un muro con su scritto Faiano Regna, con della vernice bianca.




Lega, Gerardo Del Guacchio: «Sport e inclusione, con noi si può»

Adriano Rescigno

Persona umile conosciuta e stimata da tutti ha dato e sta dando tanto allo sport e a tanti giovani, con la sua opera di maestro di arti marziali ma anche educatore e formatore di giovani ragazzi e ragazze. nel suo curriculum sportivo c’è di tutto ma quello che spicca e’ la passione la costanza e’ l’amore per lo sport e per i tanti allievi che negli anni sono passati sulla sua strada. Gerardo Del Guacchio, con alle spalle diverse esperienze politiche ha scelto di schierarsi per il centrodestra, al fianco di Francesco Pastore, tra le file della Lega. Adriano Rescigno «Conosco Francesco da quando era piccolo. Conosco la madre, Anna e la zia Filomena La Marca, campionesse a livello internazionale di arti marziali Era un mio allievo di taekwondo Francesco, un ragazzo intelligente e con grande voglia di fare, ora è un uomo straordinario, capace e competente, la sua candidatura a sindaco mi ha convinto ad intraprendere questa avventura elettorale, in una vera e propria battaglia elettorale tra tante persone eccezionali, efficaci ed efficienti e che hanno davvero voglia di ingranare la marcia del rilancio per la città di Pontecagnano Faiano».

Una volta entrato in Consiglio comunale la sua materia di competenza sarà lo sport, quanto c’è da fare in città? Cos’ha in programma per i giovani?

«Pontecagnano necessita di un palazzetto dello sport nuovo e di una piscina comunale. A tal proposito stiamo lavorando ad un consorzio di persone, non imprenditori, che grazie ad una tassazione minima di 1000/1500 euro, che recupererebbero in massimo tre anni, riusciranno a realizzare una piscina in città. I terreni già ci sono, addesso aspettiamo l’insediamento dell’amministrazione per continuare il sogno. Per i giovani invece penso ad un progetto di CardSport, dove i ragazzi dai 4 agli 11 anni vengono inseriti in un circuito che gli permetta di praticare tutti gli sport e poi indirizzato verso quello che più loro si addice ed inserirli poi nei circuiti del Coni per un futuro da sportivi o da tecnici. I ragazzi così potranno essere inseriti nel mondo del lavoro, e nel mondo dello sport c’è tanto da fare, ripercorrendo quanto è stato da me realizzato all’interno del carcere di Fuorni dove tanti ragazzi si sono riavvicinati ad una società che li aveva emerginati grazie allo sport ed al lavoro che da esso proviene. Sarà la nostra una Pontecagnano a misura di tutti, che non lascia indietro nessuno, con maggior riguardo verso i giovani»




D’Aiutolo: «A testa alta libereremo Montecorvino» Iodice: «Rossomando e compagnia sono sciacalli»

Adriano Rescigno

Non le mandano a dire Mariano Iodice e Giuseppe D’Aiutolo dalle piazze di Montecorvino Rovella. Il leader di Prima i Cittadini che facendo un passo indietro per la candidatura a sindaco, mettendosi a servizio di un centrodestra unito ed ora aspirante consigliere comunale tra le fila di Uniti per Rovella giudata dal candidato sindaco D’Aiutolo, precendente del primo cittadino uscente Egidio Rossomando al quale non vengono risparmiate vere e proprie cannonate sulle emergenze di Montecorvino, come non esce illeso Martino D’Onofrio, candidato sindaco della civica “Insieme per Cambiare. E’ proprio Iodice ad aprire le danze sulle problematiche stringenti del territorio e rivolgendosi ad un candidato di Insieme: «C’è un “insiemino” che va dicendo in giro per Macchia che faranno una scuola media. Non si può fare, denunciatemi, insieme alla dirigente scolastica – parlando dei codici scolastici – vado io come persona informata dei fatti dal magistrato a conferire. Noi di Prima i Cittadini, chidemmo anni fa a Rossomando un tavolo tecnico per la sicurezza scolastica visto che siamo al terzo mondo, niente, nessuna risposta. Dicono che io ho fatto chiudere la scuola a Macchia. Sono solo dediti alla vigliaccheria politica, sciacalli! Io ho difeso anche i figli di chi oggi mi attacca. Io me ne frego dei voti, io non raccatto voti illudendo i cittadini, io amo la legalità, e per favore, tutti coloro che non la amano, non mi votassero. La scuola, come la vogliono fare loro, non si può fare e se la fanno c’è un illecito della regione Campania che non esiterò a denunciare nel caso, come sempre. Nel Comune da anni persiste l’emergenza amianto, scuola, rifiuti, dopo anni e anni di solleciti, siamo ancora qui, con gli stessi problemi. Le verità vanno detto, un candidato deve mettersi a nudo dinanzi agli elettori, I nostri figli e nipoti soffrono per colpa non loro, a causa di questi epicurei della legalità», lasciando il microfono indicendo una conferenza stampa. Rincara la dose l’aspirante consigliere comunale Giuseppe Bellino: « Rossomando ed i suoi sono degli incapaci, sono la negazione del principio di buona governabilità del territorio». Interviene dunque Giuseppe D’Aiutolo: «Noi possiamo camminare a testa alta, abbiamo sempre agito e continueremo ad agire solo per il preminente interesse dei nostri concittadini. Chi oggi gira per le piazze chiedendovi il voto, lo fa mascherando un finto cambiamento, dopo cinque anni di non governo, non hanno le carte in regola e lo fanno solo per ambizione personale, buoni solo a rimescolare il fango e gettarlo sugli altri. Noi libereremo Rovella da questi elementi che non hanno fatto altro che il nulla per il territorio. Ridaremo la dignità alla città».