Catello Maresca o Guido Grimaldi Il centrodestra cala due nuovi nomi

di Andrea Pellegrino

Catello Maresca o Guido Grimaldi. Il centrodestra cala due nomi in vista delle elezioni regionali della Campania. Uno è il pm che arrestò Zagaria, l’altro è il noto armatore. L’uno è fortemente voluto da Fratelli d’Italia, l’altro è più vicino alla Lega di Matteo Salvini. In mezzo c’è Forza Italia che sul tavolo ha già messo il suo nome: l’ex governatore della Campania, Stefano Caldoro. L’allontanamento delle elezioni in autunno potrebbe portare a nuovi accordi e un possibile rilancio di un centrodestra, attualmente immobile, rispetto all’avanzata sempre più imponente dell’attuale governatore della Campania, Vincenzo De Luca che nelle ultime ore ha anche conquistato l’area centrista, grazie al sostegno di Clemente Mastella. Ma in casa ex Udeur resta da chiarire la posizione di Sandra Lonardo, senatrice di Forza Italia, moglie del sindaco di Benevento, convertito sulla strada deluchiana. Per ora Forza Italia non resta in silenzio, in attesa di ciò che accadrà. D’altronde molto dipenderà anche dal quadro nazionale o da un possibile cambio a Palazzo Chigi e di conseguenza ad un mutazione della maggioranza che sostiene il governo. Sfumata (almeno per ora) l’ipotesi di accordo Pd – Cinque Stelle, i renziani di Matteo Renzi, si turano il naso e vanno con De Luca alla ricerca di almeno un seggio in consiglio regionale. A Salerno la composizione della lista è nelle mani di Angelica Saggese, ex senatore e di Tommaso Pellegrino, sindaco di Sassano. Entrambi vorrebbero ritornare in Parlamento e quindi salterebbero il turno regionale a favore di qualche altro renziano pronto a scendere in campo. Dalla loro, invece, i Cinque Stelle, spingono ancora sulla candidatura del ministro dell’Ambiente Sergio Costa cercando di convincere anche Luigi de Magistris che a sua volta segue anche, da ex pm, la vicenda Maresca. Al momento i grillini mostrano ufficialmente la carta Ciarambino ma gli ambasciatori trattano a ritmo serrato. Il Pd ora non avrebbe dubbi: confermare Vincenzo De Luca, senza se e senza ma con il governatore che ha già le liste piene ed è pronto anche ad una conveniente corsa a fine luglio.




«Quando parlo della mia Salerno, lo faccio da uomo libero, al di là di tutto»

di Adriano Rescigno

Non le manda a dire Gaetano Amatruda, ad oggi portavoce di Stefano Caldoro e vice coordinatore provinciale di Forza Italia Salerno, replicando a Roberto Celano e Giuseppe Zitarosa, consiglieri comunali di Salern, uno di Fi e l’altro della Lega che probabilmente saranno candidati nella prossima tornata elettorale regionale. Zitarosa e Celano, in sintesi, invitati a dimettersi a prescindere o meno dalla candidatura, al fine di far entrare in consiglio comunale due nuovi elementi come De Fazio e Mammone, si erano interrogati circa il ruolo di Amatruda: «Amatruda fa il politico o il portavoce?» e soprattutto: «Parla per se oppure fa le veci di Caldoro?». Non si è fatta dunque attendere la risposta di Amatruda che sarà candidato anch’esso su Salerno per le regionali all’interno della lista Caldoro presidente. «Parlo di Salerno?- dicen Amatruda – Sono solo le idee di un uomo libero». «È necessario chiarire una cosa – continua – Quando parlo della mia città, il luogo dove sono nato e dove vive la mia famiglia, e perché immagino qualcosa. E quando parlo della “mia Salerno” non sono il portavoce di Caldoro, ne lo avviso o concordo. Perché è altra cosa, perché non avrebbe senso. Perché probabilmente mi fermerebbe. Mi permetto, da uomo libero, di suggerire un metodo. Dico quello che farei io, non ho la pretesa di imporre nulla. Ho l’illusione, invece, di avviare un dibattito ma nulla. Nella città capoluogo bisogna allargare e coinvolgere altre energie. Bisogna coinvolgere ‘la base’ che ha sempre dato una mano in maniera silenziosa. Se fossi consigliere comunale, da oltre un decennio, mi dimetterei un minuto di firmare la candidatura per la Regione, per dare spazio ad altri, per dare il giusto riconoscimento ad una squadra che ha contribuito alla elezione. C’è la possibilità di farlo, io lo farei. È una mia idea. Cosi ho fatto alle ultime comunali quando ho lasciato spazio ad altri rinunciando a diventare consigliere comunale. Spiace leggere polemiche, e’ l’antico vizio di chi vede il dito quando qualcuno indica la Luna», conclude. «Più in generale – dice Amatruda- bisognerà nelle prossime settimane immaginare delle idee che rimettano Salerno al centro dell’agenda. Ma non a chiacchiere. Insieme si dovrà immaginare di intercettare altri fondi europei per il porto, l’ultimo grande finanziamento e’ di Caldoro, poi bisognerà trovare risorse per la fascia costiera e per proteggere la costa. Si dovrà discutere di sanità, un piano straordinario per le assunzioni e per le stabilizzazioni. Su questi temi e non sul cemento bisogna incentrare il dibattito sulla sanità. Basta, dunque ai dibattiti sterili ed ognuno faccia la sua parte».




«Se Amatruda parla a nome di Caldoro allora parecchie cose potrebbero cambiare»

di Adriano Rescigno

Replicano dunque a Gaetano Amatruda, futuro candidato all’interno della lista Caldoro alle prossime regionali ed attuale suo portavoce, Roberto Celano , capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale a Salerno, e Giuseppe Zitarosa – consigliere comuale della Lega, sempre a Salerno. Gaetano Amatruda nell’edizione di ieri del nostro giornale aveva invitato ad un “gesto coraggioso” i due consiglieri comunali che probabilmente saranno protagonisti ognuno per il rispettivo partito nelle prossime regionali. Il “gesto coraggioso” dunque sarebbe quello di dimettersi da consiglieri comunali e favorire l’accesso a Palazzo di Città ad altri due consiglieri non solo per affrontare senza pensieri la campagna elettorale, ma anche per aumentare l’esperienza della futura classe politica e presentare alle amministrative di Salerno 2021 due capolista formati. Alla richiesta di Amatruda dunque corrisponde la risposta dei due consiglieri comunali, e se Roberto Celano preferisce non commentare le parole dell’ex vice coordinatore provinciale di Forza Italia, Giuseppe Zitarosa, Lega, si pone un interrogativo: «Ma Amatruda quando parla, a nome di chi parla?». «Gaetano Amatruda è un politico o fa l’addetto stampa? Le sue dichiarazioni sono frutto di Stefano Caldoro? Amatruda deve scegliere cosa vuole fare se il politico o il portavoce». «Noi sosteniamo il candidato presidente Stefano Caldoro – dice Zitarosa interpretando probabilmente anche il pensiero di Roberto Celano – e Amatruda ci viene contro? Ci prepariamo ad una campagna elettorale dura, con un avversario coriaceo come Vincenzo De Luca ed anche il Movimento 5 Stelle su Salerno si è rafforzato molto, visto che 7mila persone percepisono il reddito di cittadinanza, 7mila famiglie, vuol dire quasi ventimila voti fidelizzati, su carta, ed il portavoce di Caldoro inasprisce gli animi? Se Amatruda dunque – continua il consigliere – se parla a nome di Caldoro… potrebbero cambiare un pò di cose, altrimenti Caldoro lo smentisse e lo ridimensionasse». «Io ho sempre detto – dice Zitarosa – che in caso di elezione sarei stato il primo a lasciare lo scranno da Consigliere comunale, non come un senatore che era anche consigliere. Io sono contrario al doppio incarico quindi quello che ha detto Amatruda per me era una cosa scontata, ma poi dimettersi in via preventiva? Io e Celano siamo stati eletti dai cittadini, non nominati da qualcuno e messi a tale posto, e per quanto mi riguarda visto il clima di incertezza non so nemmeno se sarò candidato. Caldoro, facesse chiarezza sulle azioni e le dichiarazioni di Amatruda», conclude Zitarosa. Dunque una situazione che comporterà sicuramente delle ripercussioni in vista della composizione delle liste e che tutti e tre i coinvolti nella vicenda sicuramente concorreranno per Palazzo Santa Lucia. Adesso non tocca che aspettare le parole di Stefano Caldoro.




Cardiello fa il civico, centrodestra diviso Cariello attende le mosse del Pd

di Andrea Bignardi

Ancora frammentazione ad Eboli in vista delle prossime amministrative. Sembra profilarsi uno scontro tra quattro poli differenti, cui si è aggiunto l’outsider Francesco Forlano che ha lanciato la compagine “Eboli bene comune” che punta a raccogliere consensi dell’area vicina al Movimento 5 Stelle. La sinistra, per ora spaccata in due tronconi, sembrerebbe convergere sulla figura di Stefania Vecchio, già assessore comunale a Battipaglia nella giunta guidata da Cecilia Francese. La Vecchio dovrebbe – stando ad indiscrezioni – puntare sull’appoggio dell’ala del centrosinistra vicina a Carmelo Conte, che tra oggi e martedì dovrebbe ufficializzare il proprio candidato sindaco. Le quotazioni dell’avvocato ebolitano sarebbero in crescita rispetto ad altre tre figure il cui nome era circolato nei giorni scorsi: Anna Iorio, Nietta Majoli e Errica Cataldo. Le tre professioniste, insieme alla Vecchio, erano state protagoniste del convegno “Donne: una forza per Cambiare Eboli” tenutosi qualche giorno fa alla presenza del parlamentare di Leu Federico Conte, regista dell’intesa elettorale. Già nei giorni scorsi, infatti, l’ala contiana aveva manifestato l’intenzione di individuare un candidato donna, e proveniente dalla società civile, da contrapporre al sindaco uscente Massimo Cariello, sostenuto dal Pd, ed al centrodestra, dove il nome più accreditato resta ancora quello di Damiano Cardiello, nonostante la spaccatura interna a Fratelli d’Italia ed il botta e risposta tra Donato Gallotta ed il coordinatore cittadino della fiamma Vitantonio Marchesano. Cardiello, che nei giorni scorsi era intervenuto sulla tematica della disoccupazione giovanile denunciando le gravi criticità che incidono sul comparto produttivo della città di Eboli, sta lavorando alla composizione delle liste civiche che lo appoggeranno, probabilmente quattro o cinque, a cui non dovrebbero aggiungersi i simboli dei partiti del centrodestra in seguito all’ufficializzazione della sua candidatura visto il progetto civico. Centrodestra che potrebbe essere guidato da Fratelli d’Italia, con l’appoggio della Lega e di Forza Italia.




Verso le regionali, si consolida l’asse Cirielli – Caldoro Manca la Lega: «Arriverà il nome»

di Andrea Pellegrino

L’asse Cirielli – Caldoro ormai è consolidato. Il Cavaliere ha ribattezzato, ancora una volta, la candidatura dell’ex governatore che ha ricevuto, salvo imprevisti, il disco verde di Fratelli d’Italia ed in particolare del loro candidato Cirielli. «Abbiamo già detto sì a Stefano Caldoro», ha ribadito ieri mattina lo stesso Edmondo Cirielli. All’appello manca la Lega che da giorni sta mettendo in discussione l’intero scacchiere del centrodestra nazionale, Campania compresa. «Arriverà il nome giusto al momento giusto», dice Nicola Molteni, coordinatore regionale della Lega in Campania, in merito alla candidatura di Stefano Caldoro indicato da Forza Italia alla presidenza della Regione Campania. «Noi lavoriamo sui programmi e sulle liste – ha affermato il coordinatoreal momento giusto arriverà l’uomo giusto per guidare la coalizione di centrodestra». «Il 18 sarà un momento importante perchè Salvini torna a Napoli e avrà una grande accoglienza – ha sottolineato Micola Molteni – Nei modi e nei tempi giusti arriverà il nome giusto». «Credo che il centrodestra sarà unito e compatto – ha aggiunto – più unito sarà più ci saranno possibilità di vincere». «La settimana scorsa, abbiamo lanciato una grande manifestazione programmatica per tracciare quello che la Campania 2020 – ha concluso – deve essere per il futuro». Tra i nomi in campo per la Lega ci sono quelli dell’ex rettore dell’Università di Salerno, Aurelio Tommasetti, già candidato alle scorse elezioni Europee e delegato, ora, proprio dal partito di Salvini per il programma in vista delle regionali del 2020 e quello del giornalista Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2. Tra i nomi, invece, in lista per il consiglio regionale, sotto la bandiera della Lega, ci sono quelli di Peppe Zitarosa, attuale consigliere comunale di Salerno; Attilio Pierro, già assessore provinciale; Michele De Lucia, sindaco di Positano. Naturalmente Aurelio Tommasetti e l’ex sindaco di Pontecagnano Faiano – attuale consigliere provinciale – Ernesto Sica, che al momento, strizza l’occhio anche a Forza Italia.




«L’incertezza su De Luca è un caso unico in Europa»

di Erika Noschese

«L’incertezza sulla ricandidatura di De Luca? è un caso unico in Europa, evidentemente se ne vergognano anche loro». A parlare così, senza troppi giri di parole, è Stefano Caldoro, ipoteticamente candidato alla carica di governatore per il centro destra, intervenuto ieri pomeriggio a Salerno nel corso del convegno organizzato dal giornalista Gaetano Amatruda e promosso dalla Fondazione Craxi nel ventennale della scomparsa dell’ex segretario del Psi, Bettino Craxi. Caldoro prova a tirare un bilancio dei 5 anni di amministrazione De Luca: «abbiamo i trasporti al collasso, siamo ultimi nella sanità, nel reddito pro capite e siamo diventati ultimi nella spesa comunitaria e in Europa, dove aumenta il rischio povertà», ha dichiarato l’ex presidente di Palazzo Santa Lucia, la cui candidatura è stata fortemente voluta dal Cav ma che – ad oggi – sembra scontrarsi con il leader della Lega Matteo Salvini che chiede di rivendere non solo il nome dello stesso Caldoro ma anche quello di Fitto. E sulle richieste della Lega, l’esponente di Forza Italia non sembra essere particolarmente preoccupate. «Le candidature sono certe quando sono ufficializzate alla coalizione. Forza Italia ha fatto la sua scelta, pur non avendo chiesto io la candidatura; devo ringraziare il presidente Berlusconi ma ho ricevuto parole di stima anche da Salvini e la Meloni – ha infatti aggiunto Caldoro – Abbiamo sei Regioni su cui decidere e lo faremo insieme, come sempre». L’esponente degli azzurri è fermamente convinto dell’unità del centro destra, a prescindere dal nome del candidato che tenterà di conquistare lo scranno più alto a Palazzo Santa Lucia. E Caldoro non risparmia attacchi al suo diretto avversario politico reo, a suo dire, di aver gestito male la Regione: «Siamo in una situazione in cui dobbiamo preoccuparci, a prescindere da tutto, perché la situazione è veramente drammatica e da quando è stata istituita la Regione Campania non è stata mai così mal gestita». Per l’azzurro, il problema non è il centro destra ma «le dichiarazioni continue del centro sinistra con il presidente uscente che non si sa se è candidato o meno: caso unico in Europa, vuol dire che se ne vergognano». E sulla possibile alleanza Pd5Stelle dice: «non si capisce se vogliono presentarsi con le loro bandiere o con i 5 Stelle» che a loro volta, invece, «si interrogano ancora sulle alleanze e sia a livello nazionale che regionale» e con questo scenario, aggiunge Caldoro, «i cittadini non possono stare tranquilli». Intanto, anche la Carfagna condivide la “preoccupazione” di Salvini ma anche in questo caso il forzista non sembra essere particolarmente preoccupato: «chiedo al centro destra di pensare ai problemi dei cittadini il resto è tutto superabile – dice infatti – Bisogna dare soluzioni senza imbrogliare nessuno, con serietà perché i cittadini ancora hanno in testa le ecoballe da smaltire, pensano ancora alle liste d’attesa e alle barelle che dovevano andar via e invece nei pronto soccorso non se ne sono mai viste così tante». E infine parole di stima verso Edmondo Cirielli, questore della Camera nonché nome avanzato da Fratelli d’Italia: «Cirielli è uno straordinario amico e una persona capace, ha tutti i titoli per essere scelto come candidato presidente, c’è grande rispetto tra di noi».




La candidatura di Ruotolo manda in tilt il Movimento 5 stelle

di Andrea Pellegrino

La candidatura di Sandro Ruotolo per le elezioni suppletive per il seggio napoletano del Senato (lasciato vuoto dopo la prematura morte di Franco Ortolani) imbarazzano i Cinque Stelle. Le parlamentarie interne al Movimento sono state vinte da Luigi Napolitano (già candidato alle europee del 2019) ma la tentazione sarebbe quella di convergere sul giornalista. Insomma dopo il via libera di De Magistris, il listone potrebbe arricchirsi anche del Movimento 5 Stelle. D’altronde una campagna elettorale grillina contro Ruotolo sarebbe più che impossibile. Così da giorni si valuta il super accordo che potrebbe anche sbloccare la partita regionale. Se così fosse per Sergio Costa si aprirebbe una autostrada verso Palazzo Santa Lucia.

LO SCACCHIERE Gli ambasciatori propongono dunque, un accordo generale da Movimento 5 Stelle a Leu, passando per Pd e DeMa, su Ruotolo al Senato. In compenso una convergenza su Sergio Costa alla presidenza della Regione Campania, lasciando libero il Ministero dell’Ambiente al Pd e Leu che già avrebbero individuato l’ex presidente di Legambiente, Rossella Muroni (attuale deputato Leu) come possibile nuovo ministro. Naturalmente anche per Vincenzo De Luca ci sarebbe una via d’uscita, seppur il governatore uscente non escluderebbe una corsa solitaria con le sue civiche, a partire da Campania Libera. Nonostante le recenti smentite le offerte per De Luca non mancherebbero. Tra queste ci sarebbe anche la presidenza di Fincantieri, oltre ad altri incarichi sempre in enti statali o partecipati.

L’INCOGNITA RENZI Resta ancora da chiarire la posizione di Italia Viva, sia per le suppletive che per le regionali. I renziani della seconda ora, per ora, giocano ancora fuori campo in attesa degli sviluppi politici nazionali. La convergenza su Vincenzo De Luca non è condivisa da tutti e la soluzione Costa potrebbe convincere anche loro. Si lavora sulle liste, in considerazione che Italia Viva, per prendere parte alla competizione con il proprio simbolo, si dovrà presentare almeno in tre province con una propria lista.

IL CENTRODESTRA Alle suppletive napoletane si punterà su Salvatore Guanci, forzista, consigliere comunale e vicepresidente del Consiglio comunale di Napoli. Alle regionali strada spianata, invece, per Stefano Caldoro che da qualche giorno ha avviato già la campagna elettorale, immaginando anche le possibili liste a lui collegate.




Caldoro scalda i motori: “Con De Luca siamo ultimi”

di Andrea Pellegrino

Scalda i motori in attesa dell’ufficializzazione, nonostante l’investitura da parte di Silvio Berlusconi. Stefano Caldoro pensa al futuro della Regione Campania, bocciando pesantemente i cinque anni di governo regionale guidato da Vincenzo De Luca.

Siamo alla vigilia di una campagna elettorale, i sondaggi segnano un vantaggio del centrodestra, è pronto per questa nuova avventura?

«Non è una partita personale, non è una vicenda dei singoli. È la grande sfida di una squadra che deve essere unita e coesa. Pronta a rilanciare questa Regione con un programma fatto di cose concrete. Poi verrà il ragionamento sui ruoli. I sondaggi, che leggono la realtà campana, ci danno avanti perché c’è una coalizione credibile e perché questa Sinistra ha fallito».

Come immagina la sua coalizione? Di recente ha ricevuto numerosi attestati di stima da parte degli alleati. Ma manca l’ufficializzazione nonostante l’investitura di Berlusconi.

«Immagino semplicemente una squadra. La stessa che ha fatto una opposizione intelligente sui temi e che ha il dovere di allargarsi a tanti dirigenti ed amministratori, alla società civile. Ma ripeto che non è una partita personale. Ho ringraziato Berlusconi per le parole di stima e l’indicazione ed attendo le determinazioni del tavolo nazionale con gli alleati. Nel frattempo continuiamo il lavoro. Con gli amministratori, con i militanti, interrogando e coinvolgendo le professioni».

Sanità, ambiente, trasporti: come sono stati i cinque anni di Vincenzo De Luca?

«Ho avuto modo di dirlo in Consiglio regionale. Su questi temi e su altri – e penso alle grandi macroaree di intervento, rischio povertà, reddito, occupazione giovanile, salute, assistenza sociale, trasporti e rifiuti – siamo ultimi in Italia. Lo certificano osservatori terzi come Banca d’Italia, Svimez ed Eurostat che ci pone fanalino di coda in Europa. È questo il bilancio di questi ultimi cinque anni».

Il governatore in carica non ha mai risparmiato accuse alla sua gestione, soprattutto su trasporti e sanità, vuole controbattere?

«Siamo ultimi con questa Giunta. Parlano i dati e le ricordo che con il buon governo del centrodestra, in un contesto difficile, abbiamo recuperato su tutte le aree di intervento. Abbiamo fatto miracoli veri e parlato ai campani con il linguaggio della verità. Senza inutile propaganda. Abbiamo dato credibilità alla Campania e rimesso i conti in ordine, nel bilancio ordinario e nella sanità. Abbiamo impresso una svolta nell’utilizzo dei fondi europei, tagliato gli sprechi».

Gli ultimi eventi climatici hanno mostrato una fragilità del territorio. Tra tutti la Costiera Amalfitana, che è stata pesantemente danneggiata. Quale programma per salvaguardare i territori?

«Bisogna utilizzare bene e meglio i fondi europei. Lo abbiamo fatto e torneremo a farlo. Sarà necessario puntare sulla prevenzione e sul monitoraggio del territorio. La Giunta regionale ha grandi responsabilità sulle frane che hanno fortemente penalizzato la costiera amalfitana e tanti centri della provincia. Noi, con l’assessore Cosenza, avevamo preparato in Arcadis dei tecnici, delle vere sentinelle per il presidio territoriale. Una vera scuola organizzata con il Dipartimento Nazionale di Protezione civile, con la Scuola regionale, con l’Ordine degli ingegneri e quello dei geologi. Figure che dove- vano essere messe a disposizione dei Comuni. Un errore non seguire questa strada».

Aeroporto di Salerno: sostanzialmente si è tornato al punto di partenza, immaginando una fusione con Napoli.

«L’aeroporto di Salerno è stato inserito nel piano nazionale aeroportuale all’epoca della mia Giunta e con quella provinciale guidata dall’ottimo Edmondo Cirielli. Il bando, immaginato all’epoca e validato da Enac, Mit e Mef, ha sempre previsto un investimento economico per chi volesse gestirlo, secondo le direttive degli enti citati. Con la giunta De Luca e con la fusione scompare del tutto l’obbligo per il gestore di investire ed in più si confermano i 40 milioni di euro pubblici appostati per l’aeroporto dal governo Renzi nel decreto sblocca Italia. Difatti oggi il gestore può utilizzare quei fondi per allungare la pista ma non ha obblighi ulteriori».

Nuovo “Ruggi d’Aragona” di Salerno, cosa pensa e soprattutto secondo lei ci sono i presupposti affinché venga realizzato e completato?

«Non serve investire sul mattone ma intervenire per migliorare la qualità delle prestazioni. Serve procedere, perché è possibile grazie all’azione avviata nel 2010, alle assunzioni di giovani medici ed infermieri. Serve stabilizzare i precari e non fare ‘regali’ ai soliti noti».

Un ultimo pensiero: un ricordo di Marta Naddei, recentemente scomparsa a seguito di un tragico incidente stradale. In diverse occasione ha partecipato agli eventi organizzati per presentare l’ebook “Il sistema Salerno”.

«Ho conosciuto Marta in diverse occasioni ed ho apprezzato il suo stile, la serietà, la passione e la voglia di conoscere i temi. Ha scritto a Salerno pagine di giornalismo dal grande valore, vere e coraggiose».




«Non possiamo consegnare la Campania agli affaristi della Lega»

di Erika Noschese

«Come cittadini della Cam- pania siamo seriamente pre- occupati per l’inquietante scenario che ci restituiscono alcuni sondaggi in vista delle prossime regionali». A puntare il dito contro il centrodestra, in vista delle prossime elezioni regionali, è la capogruppo in Regione Campania del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino che punta il dito contro il candidato alla carica di go- vernatore Stefano Caldoro e contro la Lega. Al centro della polemica la questione Lega: secondo la Ciarambino, infatti, Caldoro presidente significherebbe «consentire che la nostra terra sia governata da chi oggi rappresenta il centrode- stra in Italia equivale a con- segnarla a partiti come la Lega che, fingendo ipocrita- mente di eliminare la parola Nord dal simbolo, avrebbe finalmente vita facile nel- l’opera di smantellamento e delocalizzazione delle no- stre imprese a tutto vantag- gio del Nord». Per la capogruppo del Movi- mento 5 Stelle a Palazzo Santa Lucia, il partito gui- dato a livello nazionale da Matteo Salvini è «una forza politica rappresentata da gente che da decenni si prende gioco del nostro no- bile dialetto, delle nostre tra- dizioni, della nostra millenaria cultura e che punta allo smantellamento dei nostri servizi essenziali nell’ambito di un più ampio piano di autonomia diffe- renziata». Da qui, dunque, l’attacco di- retto sulla vicenda rifiuti, tema ancora oggi estrema- mente delicato: «con la Lega al governo della Campania si aprirebbero le porte a in- ceneritoristi e affaristi dei ri- fiuti, che finirebbero la loro opera di avvelenamento di una terra già devastata dagli scarichi abusivi prodotti delle imprese del Nord. Salvini, del resto, non ha mai fatto mistero di preten- dere almeno un inceneritore per ciascuna provincia della Campania, nell’esclusivo in- teresse di chi gestisce im- pianti di questo tipo, a cominciare da A2A di cui il segretario della Lega è risul- tato essere uno degli azioni- sti». Una sorta di appello, quello lanciato dalla consigliera pentastellata, che di fatto chiede di non cedere al cen- tro destra: «Non possiamo consegnare la nostra terra a una coalizione che esprime il maggior numero di espo- nenti coinvolti in indagini e processi per voto di scambio politico-mafioso, alcuni dei quali siedono oggi in Consi- glio regionale – prosegue la Ciarambino – Né possiamo permettere che, dopo il falli- mento certificato di De Luca e di Caldoro prima di lui, che hanno precipitato la no- stra regione agli ultimi posti in tutti gli indici di vivibilità, la Campania sia governata per cinque anni da Mara Carfagna, l’amica di Berlu- sconi tenuta in formalina nell’operazione che vede oggi un usurato Caldoro im- molato per la causa, nel- l’ambito di una squallida strategia, nell’attesa che il nome dell’ex ministra berlu- sconiana sia tirato fuori come il coniglio dal cilindro. Confidiamo in un rigurgito di dignità dei cittadini di questa terra, che siamo certi non consentiranno di essere rappresentati dai nemici nu- mero uno della Campania. Ovvero, da un esercito di af- faristi, imputati e rappresen- tanti di lobby di potere che hanno a cuore esclusiva- mente i loro interessi e non certo il bene della colletti- vità e che hanno visto lievi- tare i loro consensi attraverso una becera propa- ganda di disprezzo e odio per il Sud, la Campania e il popolo napoletano».




Coalizione De Luca: dal Pd a Pomicino Italia Viva lascia la porta aperta a Mara

di Andrea Pellegrino

Definite in parte le leadership, è già tempo di pensare alle liste a supporto dei candidati alla presidenza della Regione Campania. Vincenzo De Luca ci lavora già da un po’. Per ora può contare su uno schieramento imponete che va dal Pd fino a Ciriaco De Mita e Paolo Cirino Pomicino. Naturalmente passando per l’Italia Viva di Matteo Renzi che lascia anche uno spiraglio aperto a Carfagna e ai suoi affezionati. Tra i renziani pronti a scendere in campo alle prossime regionali ci sono sicuramente Nicola Caputo, ex europarlamentare del Pd e l’ex sindaco di Giffoni Valle Piana, Paolo Russomando nel mentre prepara una nuova discesa in campo anche l’ex consigliere regionale e già sindaco di Nocera Superiore, Peppe Manzo, promotore della nascita del circolo renziano a Roccapiemonte che si presenterà il 2 dicembre alla presenza di Gennaro Migliore. Dai deluchiani la linea è: coinvolgere quante più persone possibili. Anche e soprattutto ex avversari, con la campagna acquisti che aumenterà in prossimità delle vacanze natalizie. Tra gli alleati certi ci sono i socialisti di Enzo Maraio anche, in considerazione delle ultime dichiarazioni, gli esponenti di Più Europa di Emma Bonino. Da sciogliere, invece, il nodo Calenda.

FIBRILLAZIONE A PALAZZO DI CITTA’

Tutti attendono il loro turno. Per ora il candidato blindato (nella lista De Luca presidente) è solo Nino Savastano, attuale assessore alla politiche sociali. Mimmo De Maio, invece, assessore alla mobilità dovrà traslocare a Napoli per spuntare un posto in Campania Libera. Non si esclude la candidatura anche dell’attuale vicesindaco Eva Avossa che per un soffio non ha conquistato un seggio parlamentare. Confermati, poi, gli uscenti: Picarone (Pd), Fiore (Campania Libera), Cascone (De Luca presidente). Ma dalla maggioranza Napoli al Comune di Salerno non si escludono sorprese ed avvicinamenti alle liste del centrodestra.

EBOLI CAPUT MUNDI

Molti movimenti nella città di Eboli. La famiglia Conte si è già mossa preparando un suo movimento che sarà, al 90 per cento, a sostegno di Vincenzo De Luca. Ma c’è anche il ritorno di Tonino Cuomo che, insieme a Montemarano e D’Anna, avrebbe intenzione di comporre una propria lista che vada, sempre al 90 cento, verso Stefano Caldoro. I Cardiello, invece, potrebbero trovare spazio nella civica del presidente Caldoro.

NEL CENTRODESTRA

I caldoriani corteggiano gli ex. Eva Longo, Salvatore Gagliano e quindi Franco Cardiello. Per loro c’è un posto in lista Caldoro. Amatruda o Fasolino saranno in quota “Nuovo Psi” mentre è quasi fatta per Pasquale D’Acunzi, per anni riferimento di Clemente Mastella nel salernitano. L’uscente Monica Paolino conduce in Forza Italia. Poi ci saranno Lello Ciccone e il capogruppo consiliare di Forza Italia Salerno Roberto Celano. Trattative in corso per Costabile Spinelli, sindaco di Castellabate. Elenco lungo in casa Lega, dove ci sono già l’ex rettore Aurelio Tommasetti ed Ernesto Sica. Attendono un posto anche Peppe Zitarosa (consigliere comunale a Salerno), Attilio Pierro (ex assessore provinciale), Pia Napoli e il sindaco di Positano Michele De Lucia. Tra i certi in casa Fratelli d’Italia, Imma Vietri e Gennaro Esposito (già candidato alla camera dei deputati) mentre ci ritenterà anche Nunzio Carpentieri.