«La Campania isola felice del socialismo italiano»

Erika Noschese

Tre giorni intensi di dibattiti con ospiti di rilievo per parlare non solo dei problemi dell’Italia ma anche e soprattutto di un centro sinistra unito e compatto in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. E giunta al termine la festa socialista per eccellenza, FestAvanti con gli ultimi interventi di Pierferdinando Casini, Fabrizio Cicchitto e Stefano Caldoro. A fare gli onori di casa, il consigliere regionale nonché responsabile nazionale dell’organizzazione Enzo Maraio.che, nei giorni scorsi, ha condiviso il palco con il leader del partito socialista italiano, Riccardo Nencini, il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, quest’ultimo protagonista di un dibattito dai toni accesi con Arturo Scotto, deputato di Liberi e Uguali. Al centro del dibattito di tutti i partecipanti l’ascesa al potere di Matteo Salvini e la sua linea politica, fortemente contrastata dai socialisti. In particolar modo, tanto Casini quanto Cicchitto hanno sottolineano il carattere pericoloso e nel contempo popolare dell’alleanza gialloverde, ma soprattutto del vertiginoso aumento di consensi di Salvini. «Una tre giorni di dibattito esaltante, con esponenti di diversi partiti della sinistra che hanno accolto favorevolmente il nostro invito al dialogo ed al rilancio di una soluzione riformista e progressista unica, nel più breve tempo possibile», ha dichiarato il consigliere regionale Enzo Maraio al termine di FestAvanti, tenutasi, da venerd’ a ieri sera, al parco Mariantonietta, a pochi metri dalla Reggia di Caserta. «Siamo soddisfatti del percorso avviato qui in Campania, isola felice del socialismo italiano che ha visto la volontà condivisa di esprimerci sugli stessi temi in modo unito e concreto», ha poi aggiunto il responsabile nazionale dell’organizzazione. (




«De Luca? Ormai è il passato anche per il Pd»

Erika Noschese

«Mai escluso il confronto con ed il dibattito». E’ la secca risposta dell’ex presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro intervenuto in occasione dell’ultima giornata di FestAvanti, una tre giorni di incontri e dibattiti che ha riunito il mondo socialista, a livello nazionale.

Si cerca di tenere saldi i legami con il socialismo che non è quello di destra, del Nuovo Psi, lanciato da Caldoro e che ha funzionato anche quando nel 2010 c’è stata la possibilità di diventare governatore della Campania. Adesso c’è un percorso nuovo che probabilmente è necessario seguire e che probabilmente Caldoro non esclude di seguire. E’ così?

«Non ho mai escluso il confronto e il dibattito, i punti d’incontro con l’area socialista e riformista perché è quella che io rappresento per la mia storia e cultura politica. Guardo le ragioni pratiche. Quindi da una parte possiamo ancora pensare di essere divisi gli schieramenti come capita nelle fasi elettorali tattiche. Il clima è molto cambiato, ci troveremo probabilmente di fronte a nuove avventure nei prossimi anni. E’ dovere nostro, riformisti e socialisti liberali, di quelli che hanno costruito secondo me le più belle pagine della storia del nostro paese, devono parlare tra loro. Io ho accettato questo confronto, con l’Avanti, con Mauro e le tante organizzazioni di tradizione socialista, prevalentemente di carattere culturale, editoriale, per mettere insieme un network, una confederazione, un qualcosa che trovi il modo di parlare insieme, gli argomenti che sono la nostra storia».

Creare un soggetto unico potrebbe però mettere in campo anche i presupposti per un eventuale dialogo costruttivo con soggetti come De Luca con i quali lei è notoriamente in contrapposizione su tanti temi.

«Io non ho contrapposizioni ideologiche, ho avuto modo di esprimere qui un mio giudizio perché so che anche da qua De Luca nei giorni scorsi ha parlato. Cosa ci distingue dall’ex Pc, come un vecchio prodotto come De Luca, un vecchio arnese politico, senza offesa? Figlio di una vecchia sinistra? Che nel momento in cui uno fa l’amministratore ha delle responsabilità. Lui trova il modo per venire qui e dirci che il problema di cui bisogna occuparsi non è l’occupazione, la sanità o la crisi dei trasporti, abbiamo i treni della vesuviana fermi, abbiamo i rifiuti per strada. Lui viene a parlare invece dei nigeriani, perché è la tipica propaganda della vecchia sinistra che quando non sa risolvere i problemi ti trova un nemico che fa paura. Ho spiegato qui che i nigeriani tra gli immigrati sono quelli che più fanno paura da n punto di vista fisico, essendo più grossi, lui li mette al centro dei temi per un’incapacità amministrativa. Come si può costruire una realtà che abbia nella tradizione socialista, riformista e liberale un qualcosa? Non certo con chi la pensa gridando ai nigeriani, ma a quelli che risolvono i problemi del lavoro, della sanità e dei trasporti, lì è la differenza».

La sua è una provocazione: lei sta dunque dicendo che Salvini è un comunista, è di sinistra?

«Salvini pone il problema dell’immigrazione anche se con toni forti, ma allo stesso tempo la ricetta liberale della flat tax, dei grandi interventi sulle opere infrastrutturali, quindi il contrario dei 5 stelle. Per fare le grandi opere di semplicifazione e perché no Salvini ha anche il coraggio di criticare le posizioni del giustizialismo. Io sottoscrivo punto per punto la proposta del contratto di governo scritto dalla componente leghista perché è stato quello che avevamo fatto insieme con Berlusconi leader. Molte di quelle ricette sono lì e sono le stesse. Quindi sono d’accordo, poi possiamo discutere sulle tonalità, sulle leadership, ma ognuno decide quello che ritiene e credo si possa aprire anche una concorrenza nella leadership dell’area moderata».

Quindi, sostanzialmente, una differenza tra De Luca e Salvini che parlano con i medesimi toni…

«De Luca è un vecchio arnese della politica, Salvini è un contemporaneo. Non possiamo fare un paragone tra due soggetti che sono soggetti distanti per storia, cultura e attualità. I grillini, Di Maio in testa, scrivono il loro programma, il contratto è un qualcosa su cui io non sono d’accordo su nessuna delle opzioni grilline. E’ evidente che tenerli insieme è impotabile , come fai un contratto che dice tutto il contrario di tutto? Oppure vincerà una parte sull’altra. Io mi auguro che vinca la parte liberale. Detto questo, la sfida dei socialisti, è analizzare e interrogarsi di tutto questo». Quindi, per la prossima scadenza che è, probabilmente e verosimilmente una delle più importanti, quella delle europee ci siano decisioni importanti anche da parte sua? «Le europee le vedo purtroppo molto vicine per vedere profondi cambiamenti sull’assetto. Io penso che in questa battaglia il mio sostegno e la mia azione come è stata fatta in questi anni andrà su Forza Italia e i candidati di Forza Italia per quanto riguarda le scelte sulle Europee. Otto mesi siamo al via, quindi si presenteranno i partiti che conosciamo, penso che in questa fase bisogna sostenere, aiutare e rafforzare Forza Italia , i candidati che presenterà in questo progetto».

Forza Italia è secondo lei la forza riformista che potrebbe rappresentare un minimo argine rispetto a questa ondata che si sta verificando in Italia e in Europa.

«Assolutamente si, è una forza di rinnovamento ma fortemente ancorata ad alcuni valori e principi e credo che in questa fase vada assolutamente rafforzata, aiutata e sostenuta».

Rimandiamo a data da destinarsi un percorso di rinnovamento, di unione e coesione della sinistra riformista.

«Io utilizzo i termini liberali, socialisti e riformisti, che però metto in chiara contrapposizione alla ditta del Pc. Finchè c’è la ditta del Pc ogni scelta dei riformisti andrà prevalentemente a fare l’alleanza con l’area moderata, come avvenuto nel passato con Craxi». E se non ci fosse De Luca… «De Luca non c’è più, ormai è il passato anche per il Pd».




Maraio: «Il futuro con noi è possibile»

FestAvanti!, l’annuale festa del Partito Socialista Italiano, quest’anno ha visto aprirsi le porte del Parco Maria Carolina, a due passi esatti dalla Reggia di Caserta, con il chiaro obiettivo di rilanciare le attività di partito da una regione cardine del socialismo sia per storia sia per attività attualmente in programma. La Campania, infatti, capitanata dal segretario regionale Marco Riccio ma soprattutto dal consigliere regionale del Psi, Enzo Maraio, ha dimostrato che il Partito può meritare il rilancio sulla scena nazionale. Ed è proprio con il consigliere Maraio – dopo gli interventi del segretario provinciale di Caserta, Francesco Brancaccio, del segretario regionale Riccio – che suona la sveglia al Pd ed al centrosinistra annunciando che «o si cambia la linea o andremo avanti senza sosta, non possiamo aspettare in eterno» e del direttore della storica rivista “Avanti!”, Mauro Del Bue con la sua solita vena sarcastica, mentre ricorda le «perfette nozioni di geografia del viceministro Di Maio» che tra un inciampo su Pinochet ed uno tra i sassi della Matera pugliese, continua ad arrancare consensi ad avviare i lavori. «Sono particolarmente contento di partecipare a questa cerimonia inaugurale della Festa dell’Avanti. Il miracolo fatto a Caserta è giusto che venga attribuito a tutti coloro i quali continuano a ritenere il Psi una comunità che merita di guardare avanti e creare futuro possibile. Grazie a Riccardo Nencini e Mauro Del Bue per aver scelto la Campania». «Si tratta di una festa, e sono contento perché possiamo davvero festeggiare – esclama Maraio – da un lato, in un momento di forte crisi antipolitica, noi socialisti lanciamo un forte segnale, siamo un partito litigioso che eredita i vecchi retaggi della contrapposizione interna, ma un partito radicato nei territori con decine e decine di amministratori – oltre 1000 amministratori locali – è un partito vivo che lancia la sfida di dare la sveglia a l l ’ i n t e ra c o a l i – zione». Da qui parte il discorso per il rilancio del partito e della sua credibilità su tutti i piani, dal locale al nazionale: “Siamo caduti nel torpore, e se ci aspettiamo regali o implosioni dall’attuale governo, non ne usciamo più – tuona l’attuale responsabile nazionale dell’organizzazione del Psi – Se non ci aiutano i nostri alleati lo faremo noi, affinché la grande prateria dinanzi ai nostri occhi, che intendiamo seguire con il nostro simbolo e le nostre idee in testa, possa essere percepita come alternativa credibile al governo gialloverde». «Siamo pronti – prosegue Maraio – ad una nuova traversata del deserto per riunire la sinistra, ed è qui che dobbiamo affondare le nostre radici: saremo partito di riferimento tra le varie anime di tutto il centrosinistra. Rilanciamo un’azione nuova, forte, che vada a riempire di contenuti politici quella prateria». Su quali temi? «I 100 giorni del nostro attuale governo ha avuto la capacità di modificare ben 3 volte la linea sui vaccini, inconcepibile». Poi Maraio tuona sulle questioni immediatamente collegate al Mezzogiorno, strappando più che convinti applausi alla platea: «Sull’Ilva i pentastellati hanno vinto la campagna elettorale per poi arrivare esattamente sulla posizione che già largamente avevamo espresso. Abbiamo poi Matera 2019, e al di là del fatto che Di Maio non sa ancora dove sia Matera, non dobbiamo rincorrere il modus operandi di tutti. Non serve contestare Di Maio, non è così che possiamo creare consensi. Dobbiamo rincorrerlo per fargli capire che non stanno facendo assolutamente nulla su Matera e per Matera 2019. Se ci aspettiamo di cementare la sinistra sui Pantheon della storia o su altro, ci sbagliamo: sono i grandi temi a servirci, tra cui la sicurezza. La rigida posizione di accoglienza e di solidarietà è indispensabile, ma nello stesso tempo tema della sicurezza è fondamentale ma va trattato assolutamente a 360°, senza distinzione alcuna di etnie o colori. Diamo una sveglia forte a tutto il centrosinistra, poiché tutti dormono. Noi no, lo stiamo dimostrando e continueremo a farlo. Mettiamoci a capo di un’area forte della sinistra, anche perché abbiamo la forza dei territori e questa forza la metteremo sempre a disposizione, con un occhio al futuro che per noi, con noi, sarà possibile”.




Il figlio di Peppe Stellato coinvolto nella rissa di Torrione

Erika Noschese

Sembra essersi chiuso il cerchio intorno alla rissa verificatasi in piazza Gian Camillo Gloriosi a Torrione, lo scorso 11 luglio. I carabinieri della compagnia di Salerno hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Salerno su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di Domenico Ascione, 20 anni, e Domenico Stellato, 19enne figlio di Giuseppe Stellato.. Per i due giovani, molto legati nella vita privata, come si evince anche dai social, sono ritenuti responsabili di tentato omicidio, lesioni aggravate e porto e detenzione di arma. A finire nei guai, subito dopo la rissa con i tre fratelli casertani, giunti in città per acquistare la droga, erano stati un 16enne, condotto in una comunità per minori, e poi finito in carcere e poi matteo Manzo che dopo il carcere è finito nei giorni scorsi ai domiciliari. Anche per loro l’ipotesi d’accusa è tentato omicidio colposo, lesioni aggravate e porto abusivo di armi da fuoco. Le indagini condotte dai carabinieri della locale stazione hanno dunque consentito di accertare la partecipazione degli indagati, in concorso con il 18enne ed il 16enne già arrestati in flagranza di reato, nell’efferata aggressione scaturita da dissidi per la cessione di alcune sostanze stupefacenti, perpetrata con un coltello, un martello ed un tirapugni lo scorso 11 luglio in piazza Gloriosi a Torrione ai danni dei 3 fratelli, due dei quali vivono a Salerno mentre l’altro a Caserta, di cui uno – il maggiore dei tre di 26 anni – era stato trasportato in pericolo di vita all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, operato nel cuore della notte per salvargli la vita. Gli arrestati sono stati tradotti agli arresti domiciliari presso le loro rispettive abitazioni.




«Modigliani opera»: alla Reggia di Caserta ospite Greta Garcia Hernandez

Sabato 21 luglio, alle ore 20.30, evento speciale presso la mostra Modigliani Opera alla Reggia di Caserta. La serata vedrà la partecipazione di Greta García Hernandez, principale esperta delle opere di Modigliani, che ha progettato un metodo scientifico per autenticare le opere del pittore, in grado di rilevare possibili contraffazioni. Dopo molteplici esperienze e analisi dei dipinti, ha raggiunto una metodología che non si limita allo studio storico ma introduce come novità il fondamentale studio scientifico delle tecniche di esecuzione e dei materiali utilizzati dal pittore.  La mostra in corso di svolgimento a Caserta è a cura della Fondazione Amedeo Modigliani, costruita in collaborazione con la Visionary Minds per la creazione di tecnologie d’avanguardia. Il progetto espositivo è stato creato per soddisfare due dei principali obiettivi della comunicazione culturale: la componente educativa e quella dell’intrattenimento. La fascinazione a cui il visitatore è sottoposto sottolinea in ogni punto del percorso anche la sua funzione didattica e divulgativa, avvicinando al mondo dell’arte un pubblico sempre più ampio.



A Salerno aumentano le offerte di lavoro Si registra trend in aumento del 14,3%

Erika Noschese

A Salerno offerte di lavoro in crescita. seppur solo del 14,3%. Sono i dati emersi dall’inchiesta sul Mercato del Lavoro effettuate dall’osservatorio di Infojobs, tra i portali più importanti in Italia per quanto riguarda il processo aziendale di selezione di candidati, finalizzato all’assunzione, attuato attraverso servizi online, in particolare la rete Internet. Un aumento che registra cifre ancora basse ma importanti: l’Osservatorio InfoJobs sul Mercato del Lavoro in Italia, infatti, registra un trend di crescita già nel primo semestre 2017, rispetto ai primi sei mesi del 2016 con un aumento delle offerte di lavoro del 16,4%, in totale. Un trend positivo che si registra in tutta la Campania ma che vede in pole position la città di Napoli. Secondo l’osservatorio, le imprese italiane nel 2017 hanno proseguito i piani di assunzione iniziati negli scorsi anni con un trend positivo anche se in leggero rallentamento rispetto al 2016. Le offerte di nuovo impiego crescono del 19,6% rispetto al 2016 ed il canale più utilizzato è ancora internet che raccoglie il 99,8% delle offerte pubblicate, di cui il 40% passa su Infojobs. Nella nostra regione il mercato risulta incoraggiante con una crescita del 42,3% rispetto al 2016, ben oltre la media nazionale, attestandosi sul 3% delle offerte complessive. A trainare il mercato del lavoro in Campania è, per l’appunto, Napoli che raggiunge il 62% a livello regionale, seguono Salerno al 14,3%, Caserta al 14,1%, Benevento al 5% ed Avellino al 4,6%. Ma quali sono le categorie professionali che registrano un maggior numero di offerte? Al primo posto ci sono le vendite, con una quota del 14,4% sul totale, seguita da marketing, comunicazione al 12,1% e Amministrazione, contabilità, segreteria a completare il podio, con il 9,7%. Rientrano nella Top 5 anche Commercio al dettaglio, Gdo, Retail al 9% e manifatturiero, produzione, qualità al 6,6%. E in Campania quali sono le professioni più ricercate? Salernitani, napoletani e così via vanno alla ricerca di posti di lavoro come agenti commerciali con capacità di gestione vendite e spiccate doti relazionali, Sviluppatori software che abbiano come competenze professionali la conoscenza di Java, SQL e basi di dati relazionali, Tecnici di reti ICT in grado di utilizare servizi web, Linux e XML. L’aumento delle offerte di lavoro è sicuramente un segnale positivo che fa ben sperare, soprattutto a Salerno. Rispetto agli anni passati, infatti, i dati attuali restano poco rassicuranti ma fanno ben sperare in una ripresa positiva che, seguendo questo passo, dovrebbe solamente crescere. Aumento delle offerte lavorative, però, non comporta un calo della disoccupazione, soprattutto tra i giovani il cui dato resta ancora allarmante. Quanti sono i giovani salernitani disoccupati o inoccupati? Quante sono le persone che, ad oggi, necessitano di aiuto per poter andare avanti? Quante sono le famiglie che non arrivano a fine mese? Domande, queste, a cui daremo presto una risposta.




La Rada si aggiudica l’appalto

Andrea Pellegrino

Sarà ascoltato questa mattina – dai pm titolari dell’inchiesta – Giuseppe Cavaliere, direttore del Consorzio “La Rada”, finito ai domiciliari insieme a Biagio Napolano, componente dello stesso consorzio salernitano. Cavaliere, assistito dall’avvocato Paolo Carbone, sarà presente stamattina, alle 12,00, alla Procura di Santa Maria Capua Vetere per l’interrogatorio di garanzia. Cavaliere, a quanto pare, è il fulcro dell’inchiesta che ha portato in manette anche l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere. Al centro alcuni appalti, i rapporti con i politici ed un servizio di “Ludobus” aggiudicato proprio a “La Rada” ma mai realizzato, secondo quanto si legge dall’ordinanza del Gip. E sempre la Rada, finita anche al centro di polemiche politiche, ieri si è aggiudicata l’appalto per l’affidamento della gestione integrata degli asili nido comunali per tre anni a Salerno città. In una movimentata seduta di gara, presieduta da Alberto Di Lorenzo, il consorzio (presente con la rappresentante Elena Silvestri) ha avuto la meglio su “Nasce un sorriso” di Potenza. Sulla gara c’è la richiesta di accesso agli atti del rappresentante del consorzio lucano, Nicola Becce, che aveva chiesto anche chiarimenti rispetto all’inchiesta e al coinvolgimento de “La Rada”. «Presenteremo ricorso – dice Becce – ci sono ventidue punti di differenza (mai capitato, dice) sull’offerta tecnica. Questi sono punteggi che attribuisce la commissione. Noi chiediamo trasparenza, anche alla luce di ciò che leggiamo sulla stampa». Richiesta che nelle ultime ore era stata avanzata anche dal consigliere comunale di Forza Italia Roberto Celano che ha chiesto anche la convocazione di una seduta della commissione trasparenza. Ancora, giungono da più parti le richieste di chiarimento sugli appalti vinti dal consorzio “La Rada” a Salerno città ed in provincia. Anche la Cgil chiede un approfondimento: «L’eventuale utilizzo fraudolento di fondi pubblici, se confermato dalla Magistratura, sarebbe un fatto gravissimo – spiega Arturo Sessa – Le politiche sociali, il terzo settore e soprattutto l’utenza, fatta di persone in carne ed ossa bisognose di assistenza, ne uscirebbero pesantemente umiliate e danneggiate. I fondi, che hanno già subito negli ultimi anni ingenti tagli, devono essere utilizzati al meglio. Bisogna individuare le buone pratiche, quelle solide, in grado di moltiplicare e non di distrarre le risorse pubbliche e di conseguenza scartare i progetti scadenti, inutili, utilizzati al solo scopo di asservire logiche clientelari e per avvantaggiare il sistema politico compiacente. E’ utile e necessario fare chiarezza anche per difendere la storia di quel terzo settore, fatto di Cooperative e di imprenditori che da anni svolgono seriamente il loro lavoro e che hanno saputo costruire realtà solide e sane, al solo scopo di erogare servizi di qualità alla comunità. Sarà indispensabile, già dalle prossime fasi di concertazione territoriale in sede di convocazione da parte dei Piani di Zona, lavorare in una logica di sistema con tutti gli attori coinvolti, dalle istituzioni, al terzo settore alle organizzazioni sindacali. L’obiettivo non deve essere quello di assegnare i fondi a questa o quella cooperativa, ma individuare i progetti migliori che rispondano ai reali bisogni dei cittadini e nel modo migliore possibile. La Cgil di Salerno – prosegue Sessa – nel rispetto delle indagini della Magistratura chiede che si verifichi la possibilità e l’opportunità di escludere tale Consorzio dalle gare in essere, salvaguardando i livelli occupazionali al fine di tutelare utenza e servizi, esaminando con attenzione la corretta e concreta attuazione dei servizi diretti e indiretti già affidati in precedenza»




Crescono le denunce in Campania per furti di identità online

Internet ha stravolto letteralmente il nostro modo di vivere. Oggi tutto il mondo occidentale è connesso online: 2 famiglie italiane su 3 dispongono di un pc o un tablet, e quasi tutti abbiamo a disposizione uno smartphone con connessione 3g. Grandi e piccoli hanno familiarizzato con termini quali like, share, visualizzazioni, notifiche e quant’altro.
Purtroppo però il mondo di internet può diventare molto pericoloso soprattutto per i più giovani, non a caso, proprio negli ultimi anni, si sono diffusi sempre più concetti come cyberbullismo ed online predators.
La notizia di oggi riguarda proprio le insidie del web. A darla è l’azienda che gestisce il Network Emade Chat: una rete di community che comprende alcune delle più famose chat senza registrazione italiane come chatinsieme.it, entrainchat.it e la stessa 5chat.it.
Pare che in tutta Italia, ed in particolar modo nella regione Campania, ci sia stato un vero e proprio boom di furti di identità online.
“La nostra azienda opera nel settore delle community da quasi due decenni. Abbiamo visto nascere il web ed evolversi, ed abbiamo osservato come si sono evoluti a loro volta gli utenti delle chat.
Fino a qualche anno le chat IRC erano un ambiente di nicchia, riservato a pochi appassionati. Oggi sono invece un luogo di scambio virtuale che coinvolge migliaia di persone giornalmente. Il nostro network totalizza quasi 50mila accessi quotidiani; in 20 anni mai come adesso riceviamo continue segnalazioni da parte della polizia postale riguardo a presunti furti d’identità. Veniamo contattati giornalmente dagli agenti della polizia postale di città come Salerno, Napoli, Caserta, i quali ci chiedono i tabulati delle conversazioni online indispensabili per lo svolgimento delle loro indagini.”
Ma come funazionano le chat online? E quali sono le dinamiche di tale “furto di identità”?
Le chat senza registrazione sfruttano il protocollo IRC per consentire la comunicazione fra sconosciuti. Per chattare solitamente basta semplicemente scegliere un nome di fantasia ed entrare in una delle tante “room”. Spesso accade che uno degli utenti online finge di essere un’altra persona (solitamente una persona conosciuta, un amico o un ex-partner) e comincia a diffondere dati personali ed informazioni sensibili su tale persona, come il nome, la città di residenza o il numero di telefono. Le giustificazioni a tale gesto sono diverse: a volte si tratta di una ripicca per un torto ricevuto, altre volte invece vuole essere un semplice gioco per interrompere la noia. 
La cosa terribile è che questo genere di “scherzi” spesso commesso da ragazzini ai danni di loro coetanei, possono avere conseguenze terribili. Può capitare infatti che le vittime dello scherzo siano vengono avvicinate da stalker e malintenzionati.

Insomma il problema è piuttosto allarmante. Pare infatti che nell’ultimo mese ci siano state oltre 25 segnalazioni, 9 delle quali provenienti da un comune campano.

Per cercare di arginare il fenomeno è fondamentale innanzitutto educare la popolazione a l’utilizzo di tali strumenti. Sicuramente le istituzioni potrebbero fare molto di più in questi termini, ad ogni modo una grossa mano può essere data attraverso una corretta informazione. 
In molti infatti non sanno che questo genere di “scherzi” rappresentano una chiara violazione della privacy, pertanto sono a tutti gli effetti reati punibili penalmente.
Tra l’altro attraverso i dati registrati dai server delle chat, è possibile ricercare le discussioni avvenute fra gli utenti online e tramite gli indirizzi IP associati ad ogni messaggio, rintracciare eventuali colpevoli è praticamente un gioco da ragazzi.

Pertanto occhio a come vi “divertite”sul web, ma soprattutto prestate attenzione a come si “divertono” i vostri figli.




Napoli/S.Marzano. Appalti nelle caserme: arrestati due tenenti colonnelli dell’esercito. Gli elementi dell’Inchiesta

Arresti eccellenti quelli eseguiti all’alba di ieri dalla Guardia di Finanza e dalla Questura di Caserta. Sono finiti in manette un imprenditore Francesco Caprio, a capo dell’omonimo gruppo edile casertano, e due ufficiali dell’Esercito Italiano i tenenti colonnello Antonio Crisileo e Gaetano Mautone (nella foto). I due militari, subito sospesi dal servizio dal Comando dello Stato Maggiore, sino allo scorso anno erano i responsabili del X Reparto Infrastrutture con sede a Napoli che si occupa della manutenzione delle strutture militari nelle regioni del sud Italia.
Le indagine portate avanti dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere per corruzione su appalti in alcune caserme di Terra di Lavoro “hanno svelato l’esistenza di un sistema illecito consolidato per cui i tre indagati sapevano bene che per affidare l’appalto, bastava pagare” afferma il procuratore Maria Antonietta Troncone. L’inchiesta è partita dagli accertamenti della Dda di Napoli sugli appalti affidati dal Comune di Caserta, in particolare su alcune irregolarità emerse nell’assegnazione di lavori di ristrutturazione dell’ex caserma “Sacchi”. Nella lente d’ingradimento sono finiti in particolare due appalti relativi alla caserma “Oreste Salomone” di Capua concessi nel 2014 alle società di Caprio ovvero la Power Group srl e la Coedi srl. Nel primo appalto, concernente i lavori “di sistemazione di impianti idrici, depurazione e aggottamento alla caserma“, l’imprenditore avrebbe pagato una tangente di 35mila euro; il secondo appalto riguarda invece i lavori “di rimessa e tenuta in efficienza dell’ impianto termico a vapore dell’intero comprensorio e dell’ impianto termico ad acqua calda dei vari padiglioni” ed in questa circostanza è emerso che l’imprenditore di Casal di Principe avrebbe pagato ai due ufficiali 9mila euro. Il terzo appalto oggetto di accertamento riguarda la ristrutturazione della caserma “Rispoli” di Maddaloni, per il quale Caprio ha promesso ai due ufficiali la somma di 12mila euro. Gli inquirenti hanno accertato la dazione di somme ai due ufficiali in almeno altre tre circostanze per 4mila, 5mila e 10mila euro senza però riuscire a capire a quali appalti si riferissero.
Nell’ordinanza del Gip si legge inoltre “che le indagini sono ben lungi dall’essere completate e che anzi si impone l’esigenza di concretizzare approfondimenti per far emergere ulteriori responsabilità.  Il sistema illecito di cui gli indagati facevano parte vedeva partecipi non solo Mautone e Crisileo, ma anche altri colleghi, alcuni dei quali gerarchicamente sovraordinati”.
Nelle intercettazioni registrate dai finanzieri, infatti, si nomina un “comandante” ancora da identificare e che potrebbe essere un ufficiale di alto livello coinvolto in questa vicenda. Nel mirino sono finiti anche politici ed amministratori comunali casertani degli ultimi anni unitamente ai dirigenti di piazza Vanvitelli.

Raimondo Aufiero

 

Prima candidato  al consiglio comunale poi come sindaco di San Marzano Sul Sarno

Uno dei tre arrestati nel blitz congiunto della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza di Caserta è il tenente colonnello Gaetano Mautone.
Il militare nato in Calabria si è trasferito nella città del pomodoro Dop oltre 20 anni fa. Nel 2007 Mautone si candidò per la prima volta al Consiglio comunale marzanese nella lista “Progetto San Marzano” capitanata dall’attuale sindaco Cosimo Annunziata e fu sostenuto dai Calenda una famiglia di imprenditori edili locali, ma non fu eletto.
Nel 2010, dopo la caduta dell’amministrazione Grimaldi, si ripresentò come candidato sindaco capeggiando una propria lista composta da molti giovani professionisti.
Ma anche in quell’occasione arrivo ultimo su tre liste concorrenti.
Entrato in consiglio comunale in quota della minoranza si dimise dopo poche sedute di consiglio abbandonando, così, definitivamente la politica locale. In un messaggio elettorale a pagamento registrato in occasione della sua candidatura a sindaco nel 2010 il tenente colonnello, alla domanda della giornalista su quale fosse il motivo della sua discesa in campo, rispondeva: «Senza ombra di dubbio voglio ridare dignità ai cittadini di questo paese (San Marzano, ndr) e voglio risollevarlo dallo stato di abbandono in cui si trova da anni».  Tra gli obiettivi del programma elettorale di Gaetano Mautone c’era soprattutto «il ripristino di uno stato di legalità» e «di far sì che il governo cittadino fosse di tutti».                         (r.a.)

35mila euro per un appalto: il contenuto delle intercettazioni

Tante le conversazioni telefoniche tra il marzanese Gaetano Mautone ed Antonio Crisileo, i due ufficiali dell’Esercito Italiano, ora ai domiciliari, sospesi dal servizio in attesa di un giudizio penale anche da parte del Tribunale militare. In alcune telefonate intercettate si può capire quanto gli ufficiali fossero coinvolti nel malaffare con il gruppo imprenditoriale della famiglia Caprio.
In una conversazione gli ufficiali parlano di soldi già ricevuti: “doveva portare 35 mila euro per una gara e li ha portati. Mi diede 5 mila euro una volta che era l’acconto di un acconto di altre gare che ha vinto”.
“Se quello ci porta 40 mila euro, perché per stare sempre tranquilli devono mangiare tutti quanti…”, si dicono Mautone e Crisileo al telefono. “Ma devi portare nove perché tre sono i miei” e l’altro risponde “va bene” e continua il primo “li deve portare a me … ed io provvedo a…” .
In altra conversazione uno dei tenenti colonnello:“Senti io non ho ancora visto niente e non voglio fare più niente, questa è turbativa d’asta e corruzione” ammette e, poi, continua “io e te stiamo nella situazione che arrestano me e te”. L’imprenditore avrebbe dovuto versare altri 12 mila euro per l’assegnazione di altri lavori. Tra le gare d’appalto aggiudicate da Francesco Caprio ci sono lavori che riguardavano per la maggior parte altre Caserme del napoletano e del centro sud Italia.                  (r.a.)

«Saranno immediatamente sospesi»

«Sospesi dal servizio i militari arrestati a Caserta – si legge in una nota diffusa dall’ufficio generale del capo di Stato Maggiore dell’Esercito – la Forza Armata conferma la piena fiducia, disponibilità e collaborazione all’azione della Magistratura, conferma altresì una policy di “tolleranza zero” nei confronti del personale autore di tali episodi… Sono state avviate le procedure per la sospensione dal servizio dei militari coinvolti». E ancora «L’Esercito ha già incrementato, al proprio interno,  le  attività di nuclei ispettivi e di controllo, su tutto il territorio nazionale presso i propri Enti/Reparti, finalizzate a prevenire e contrastare il fenomeno della corruzione…. L’Esercito adotterà qualsiasi misura per perseguire chiunque si sia reso responsabile di comportamenti che ledono il prestigio e  la reputazione di una Istituzione fondata su principi di onestà, lealtà e senso del dovere».




Superenalotto, a Salerno vinti 26mila euro con un 5

Il 2016 si apre con una vincita di tutto rispetto per due giocatori campani del Superenalotto, che per il primo concorso dell’anno portano a casa 26 mila euro a testa grazie al 5. A Caianello, in provincia di Caserta, è bastata una schedina da 2,50 euro giocata nella ricevitoria Bar di via Montano 45 per centrare la vincita, mentre a Salerno la vincita è arrivata con una schedina da appena un euro giocata nella ricevitoria Santoro, di via dei Due Principati 15.

Per il prossimo concorso, riporta Agipronews, il 6 mette in palio 35,2 milioni di euro, con il jackpot che manca all’appello dal 16 luglio dello scorso anno. In Campania il jackpot non si vede dal 30 dicembre del 2014, con 18 milioni finiti a Castellamare di Stabia, mentre nel 2015 la vincita regionale più alta è da 190 mila euro, centrata a Salerno nel concorso di martedì 20 ottobre.