Cardiologia: riduzione dei posti letto Margaret Cittadino:«E’ inaccettabile»

di Erika Noschese

«Ridurre i posti letto nel reparto di cardiologia è grave». A sostenerlo con forza, Margaret Cittadino, membro del tribunale per i diritti del Malato e responsabile locale di Cittadinanzattiva che, nei giorni scorsi, ha scritto al commissario straordinario dell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona, il dottor Vincenzo D’Amato; al commissario del settore sanità, la dottoressa Anna Borrelli; al direttore medico del presidio, il dottor Angelo Gerbasio; al capo del dipartimento di emergenza urgenza e al dirigente dell’Uoc di cardiologia intensiva per portare alla luce la riduzione dei posti letto all’interno del reparto di cardiologia anche alla luce della ricollocazione dei posti letto di riabilitazione cardiologica sub intensiva. La Cittadino ha inoltre richiesto chiarimenti sui rapporti tra la stessa Uoc, l’Utic e il pronto soccorso. «Da sempre arrivano segnalazioni dal pronto soccorso sulle difficoltà a trovare posti letto in cardiologia, per cui i pazienti al pronto soccorso, restano in attesa anche da due giorni e più, pertanto ci sembra molto grave la decisione di ridurre i posti letto della cardiologia intensiva, portandoli da 26 a 22, per fare poso alla riabilitazione cardiologica», ha dichiarato la Cittadino spiegando che il dirigente della cardiologia intensiva avrebbe già avvisato la dirigenza aziendale ed i responsabili dei dipartimenti interessati. «Sulle ineluttabili conseguenze di tali scelte, senza ricevere ad ora nessuna risposta, il blocco totale delle accettazioni al pronto soccorso per poter continuare a riservare dei posti alla terapia intensiva cardiologica», ha poi aggiunto la responsabile di Cittadinanzattiva che da sempre si batte per evitare la riduzione dei posti letto soprattutto nei reparti più delicati dove il rischio di non poter curare gli utenti risulta essere molto alto.




Intervento salva vita al Ruggi sulla soldatessa di Campagna

di Francesco Carriero

L’equipe di Chirurgia Cardiovascolare del Ruggi tiene accesa la fiamma della vita nella giovane soldatessa originaria di Campagna, che giovedì aveva tentato il suicidio gettandosi nel vuoto. R. T. , di 25 anni e caporal maggiore dell’esercito era stata trasferita d’urgenza dal pronto soccorso dell’ospedale di Eboli, presso il quale aveva ricevuto i primi soccorsi dopo l’insano gesto, presso il l’Azienda Ospedaliera di Salerno. Lo staff medico ha subito giudicato gravissime le condizioni della giovane donna, soprattutto per la presenza di fratture multiple costali, agli arti e con gravi lesioni agli organi interni dovute al forte impatto con il suolo. La Tac immediatamente eseguita sulla soldatessa ha evidenziato, tra l’altro, la riottura dell’Aorta Toracica, con un vasto ematoma che dalla zona toracica si estendeva fino a quella addominale, che esponeva la donna al rischio di morte immediata. Null’altro i medici potevano fare se non far trasferire, in maniera urgente, la giovane presso l’unica struttura in grado di fronteggiare una simile situazione, ossia l’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona. Presso il nosocomio salernitano la paziente è stata affidata alle cure dell’equipe di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare. La soldatessa è stata da prima stabilizzata direttamente dal primario del reparto di Rianimazione, il dottor Aldo Cirillo, il quale, assieme alla dottoressa Angela Petraglia, hanno scongiurato il rischio di morte immediato, avviandola poi verso la sala operatoria. La giovane è stata quindi sottoposta ad un intervento chirurgico delicatissimo, eseguito dall’equipe agli ordini del dottor Giancarlo Accarino. Lo stesso medico ha portato a termine assieme ai chirurghi vascolari Giovanni Fornino ed Andrea D’Alessandro, l’angioradiologo il dottore Enzo Villari e con gli anestesisti il dottor Giovanna Nicolella e il dottor Gianluca Apetino. Sotto controllo angiografico e con monitorizzazione di ecocardiografia transesofagea da parte del dottor Roberto Ascoli, utilizzando le ultime tecnologie che hanno consentito di evitare l’apertura del torace riducendo così il rischio operatorio, i chirurghi, risalendo dall’inguine attraverso le piccolissime arterie della giovane donna, le hanno impiantato una Endoprotesi in Aorta Toracica che ha ricoperto la rottura sull’aorta, chiudendo la breccia e fermando così l’emorragia, con immediata ripresa della pressione arteriosa. Al termine dell’intervento la paziente è stata trasferita in Rianimazione per continuare l’osservazione delle altre lesioni ma è sempre in prognosi riservata e le sue condizioni permangono delicate. La Chirurgia Vascolare ed Endovascolare del Ruggi d’Aragona di Salerno sotto la direzione del dottor Giancarlo Accarino ha raggiunto altissimi livelli di organizzazione conseguendo risultati eccellenti: al momento del resto è l’unica struttura di Chirurgia Vascolare in grado di affrontare emergenze di questo tipo con le più recenti tecnologie in regione Campania. Gli ottimi risultati che la Chirurgia Vascolare di Salerno consegue nel trattamento degli aneurismi dell’Aorta e nel trattamento delle stenosi carotidee sono stati riportati nel Programma Nazionale Valutazione Esiti dall’Osservatorio Nazionale dell’ Agenas; da tali dati la Chirurgia Vascolare ed Endovascolare di Salerno risulta essere il primo centro del Sud per numeri e risultati sulle patologie dell’aorta e tra i primi tre centri in Italia per numero e positività di risultati nel trattamento delle stenosi carotidee