Cantisani condannata ad 8 mesi, ora rischia la sospensione

E’ stata condannata ad otto mesi Maria Maddalena Cantisani, dirigente del settore trasformazioni urbanistiche del Comune di Salerno. Nota anche per essere la nuova lady De Luca, per l’architetto, ora, in virtù delle normative sull’anticorruzione, si profila anche la sospensione dell’attuale incarico con il trasferimento ad altre funzioni nell’ambito di Palazzo di Città. La vicenda riguarda un’autorizzazione concessa ai Cantieri Soriente. Da qui l’avvio delle indagini e del successivo processo, conclusosi, in primo grado, con la condanna della dirigente comunale. La notizia non è passata inosservata a Palazzo ma soprattutto non passano inosservate le conseguenze della sentenza recentemente pronunciata dal Tribunale di Salerno.




«Permessi in violazione al regolamento, violate anche norme anti sismiche»

di Andrea Pellegrino

Maria Maddalena Cantisani rilasciò un permesso di costruire in violazione al regolamento comunale. Così si legge nell’avviso di conclusione delle indagini della Procura della Repubblica di Salerno per l’inchiesta “case con vista” di Sala Abbagnano, che vede sette indagati. Oltre la Cantisa dirigente dello sportello unico per l’edilizia (S.u.e) del comune di Salerno, l’avviso di conclusione delle indagini ha riguardato Angelo Viscido, rappresentante della società Case con vista, Giuseppe Casilli direttore dei lavori strutturali, Luigi De Martino legale rappresentate della edilizia De Martino Srl, Maria Claps rappresentante della società Comes, Martino Curcio funzionario responsabile Sue (ufficio permessi di costruire), Ernesto Laurenza responsabile del procedimento relativo al permesso di costruire. La vicenda riguarda la costruzione appartamenti panoramici a Sala Abbagnano, punto più alto della città, con tanto di piscina su terrazzo. La struttura fu già oggetto di sequestro da parte della guardia di finanza mentre al Tar sono state già due le sentenze contrarie al costruttore Viscido. I reati contestati sono concorso e violazione in materia edilizia. A Viscido, Casilli, De Martino e Claps in particolare vengono contestati interventi edilizi in totale difformità e comunque in variazione essenziale all’originale permesso di costruire. Interventi che secondo la Procura sono stati realizzati, alcuni di essi, anche in violazione delle norme vigenti in materia di edilizia antisismica. I pm Polito e Rinaldi hanno individuato tra le parti offese il comune di Salerno, la soprintendenza e il genio civile di Salerno. Tra gli acquirenti degli appartamenti ci sarebbero tanti volti noti della città di Salerno, tra politici e imprenditori che avevano puntato l’occhio sul costruendo edificio, approfittando dell’affare che di lì a poco avrebbero potuto realizzare, come un sogno hollywoodiano, con annessa piscina su terrazzo.

 




Crescent: «Esposto contro Miccio e Cantisani»

di Andrea Pellegrino

L’ordinanza di rigetto dell’istanza di revoca del sequestro preventivo del Crescent è chiara e non lascia troppo spazio alle interpretazioni. Il collegio giudicante (composto da Antonio Cantillo, Mariano Sorrentino ed Ennio Trivelli) ha rimarcato tutte le violazioni urbanistiche compiute e contestate nel corso del processo in atto nei confronti di costruttori, tecnici, amministratori locale e dell’ex sindaco, oggi governatore della Campania Vincenzo De Luca. E non solo. Anche gli ulteriori atti amministrativi compiuti non sarebbero serviti per sbloccare l’opera di Santa Teresa. Dunque, tanto il nuovo parere dell’ex soprintendente Miccio (che ha taglia le due torri e l’edificio Trapezio e riduce l’altezza del condomino privato) quanto le altre autorizzazioni comunali rilasciate per la formazione del nuovo Pua di Santa Teresa. E non avrebbe convinto il collegio neppure l’ipotesi di dissesto finanziario della Crescent srl e del Comune di Salerno in caso di ulteriore stop dei lavori per il completamento della mezza luna di Bofill. Ora, pare che i Rainone abbiano già predisposto appello all’ordinanza, richiedendo dunque nuovamente il dissequestro dell’opera ma dall’altra parte comitato No Crescent ed Italia Nostra sono pronti per una nuova offensiva. A finire sotto accusa ora sono Miccio (ex soprintendente di Salerno) e la Cantisani (dirigente del settore trasformazioni urbanistiche del Comune di Salerno, nonché compagna di Vincenzo De Luca). «Hanno commesso un abuso rilasciando il permesso senza la dovuta documentazione (Miccio) e le autorizzazioni senza la completa titolarità dell’area (Cantisani). Tutto questo sarà raccolto in un ricco dossier che in questi giorni presenteremo alla Procura di Salerno, sottoponendo anche il corposo ricorso al Tar presentato contro il nuovo Pua di Santa Teresa». Naturalmente i componenti del comitato si dicono soddisfatti della decisione della seconda sezione penale del Tribunale di Salerno: «Siamo felici di aver avuto un collegio giudicante di altissimo profilo. Dalle osservazioni fatte si evince la grande competenza e la capacità di aver inquadrato tutte le vicende». Ma la battaglia prosegue a suon di ricorsi ed esposti e sulla Cantisani, in particolare, vogliono vederci chiaro: «Sarà oggetto di un nostro esposto: vogliamo chiarire i rapporti tra la dirigente ed il neo governatore Vincenzo De Luca, già sindaco decaduto di Salerno. Non fosse altro che la dottoressa Cantisani guida un settore strategico del Comune di Salerno». Il processo intanto sul Crescent prosegue ed il 14 luglio ci sarà una nuova udienza. L’opera resterà sequestrata e la vicenda sarà approfondita in sede dibattimentale del processo in corso.