L’ Arcieri candidata e presidente fa campagna a “Salerno Solidale”

L’ordine è: ogni consigliere comunale (di maggioranza) convochi una riunione pro De Luca. Al momento, secondo un primo calendario, solo in pochi avrebbero risposto all’appello del governatore che intanto non demorde e prosegue la sua campagna elettorale a favore del figlio candidato nel collegio uninominale di Salerno. La macchina delle società partecipate, invece, sarebbe stata già azionata. Tant’è che recentemente la candidata Mena Arcieri avrebbe convocato tutti (alla presenza dello stesso Piero De Luca) nella sede di Salerno Solidale, società – a totale capitale pubblico – da lei stessa guidata. A sorpresa, invece, spunta un incontro di Michele Sarno, il presidente della Camera Penale, fino a qualche settimana fa in odore di candidatura con la Lega. L’avvocato, storico esponente della destra salernitana, avrebbe invece raggruppato gli amici per sostenere Piero De Luca. Una riunione che si sarebbe svolta qualche sera fa nel suo studio legale.




Renzi:«Qui abbiamo usato il lanciafiamme»

Andrea Pellegrino

All’alba ancora non sembrava vero agli esclusi. Nomi eccellenti improvvisamente depennati da Matteo Renzi. Il primo, quello di De Vincenti indicato come capolista in Campania, ed in particolare a Salerno, per poi sparire dall’elenco. Pare che l’equivoco (o la polemica) sia nato con il Ministro dopo il suo no ad una candidatura in terra salernitana. Ieri Renzi pare che abbia aperto uno spiraglio: «Troveremo uno spazio». Da De Vincenti, caso chiuso: «Ringrazio Matteo Renzi per le parole usate nei miei confronti durante la conferenza stampa. Parole che mi hanno fatto molto piacere, anche perche’ chiariscono che l’incomprensione e’ ormai alle nostre spalle». Ma ancora c’è l’esclusione di Marco Di Lello, socialista prestato alla corrente di Orlando per una possibile ricandidatura. L’ex sottosegretario Psi Iossa dice: «Incomprensibile il veto su Di Lello. Inviterò i socialisti a non votare il Pd. Il risultato è che a Napoli sono stati premiati tutti quelli che hanno distrutto il Pd». Non ci sarà il giovanissimo portavoce dell’area guidata dal ministro Orlando, Marco Sarracino. «Ci sono stati veti e mortificazioni che potevano essere evitate – incalzano gli orlandiani – Se c’è una cosa che invece è vera è che Renzi non ha fatto come Bersani nel 2013, perché ha fatto molto peggio?». Ma ancora manca Annamaria Carloni, moglie di Bassolino, che annuncia di «non aver saputo nulla e di non essere stata neppure interpellata». «Avrei voluto – scrive la Carloni – che si esprimesse una valutazione sul lavoro dei Deputati PD uscenti da parte del gruppo parlamentare e dei dirigenti del partito.  Purtroppo questo non è avvenuto, e non vi è stata alcuna forma di consultazione, sia interna che pubblica». Ma gli stessi fedelissimi di Matteo Renzi sono ad un passo dallo psicodramma. Amendola scivola in basso nel collegio senatoriale di Salerno. Anche Valentina Paris è quarta a Benevento. Fuori anche lo storico renziano Famiglietti che chiude il listino Caserta – Benevento – Avellino. In zona rossa c’è perfino Assunta Tartaglione, numero due a Portici, dopo Lello Topo, e sempre numero due a Benevento dopo Umberto Del Basso de Caro. L’incubo degli esclusi ha inizio proprio quando la direzione notturna, quasi all’alba, vota – senza la minoranza – l’elenco. Da qui iniziano i tempi supplementari che dureranno fino alle 20, quando Renzi annuncia in conferenza stampa le liste per poi pubblicarle online. La parola fine viene messa. O forse no. Considerato che fino alle 20,00 di domani ci sarà ancora tempo per gli aggiustamenti del caso. LeU, dalla sua, apre le porte agli scontenti ed attende al varco. Lancia l’appello a Paolo Siani, ingaggiato dal Pd su Napoli: «Come fai – dicono esponenti partenopei di Liberi e Uguali – a stare con l’uomo delle fritture di pesce?». Per Matteo Renzi in Campania però: «Non dico che è arrivato il lanciafiamme ma qualche segnale bello e lo abbiamo visto. Avremo candidati professionisti della Giustizia». 




I vertici del Pd ancora al Nazareno: possibili cambiamenti in corso

Due ore di tempo per tagliare il traguardo delle candidature. Salvo nuovi slittamenti. I maggiori rappresentati del partito democratico sono ancora riuniti al Nazareno per completare le liste dei candidati alle elezioni politiche. Al terzo piano della sede del Pd, oltre al segretario Matteo Renzi, ci sono il ministro dello Sport Luca Lotti, la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, il presidente Dem Matteo Orfini, il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, il capogruppo alla Camera Ettore Rosato, Piero Fassino. Sul tavolo gli ultimi ritocchi alle liste, con le minoranze in rivolta. Anche per questo Michele Emiliano è arrivato oggi pomeriggio al Nazareno, ma secondo fonti Dem si è fermato al secondo piano. Orlando (con cui Renzi al momento non prevede nuovi incontri) è stato molto critico, stamani, con il segretario: “Non mi pare che nella maggioranza ci siano solo proposte di grande rinnovamento”, ha detto. Ancora più duro Giuseppe Lumia, parlamentare Dem che non sarà ricandidato. “Stanotte – ha scritto su Facebook – è stato dato un altro colpo mortale all’idea di partito progressista, plurale” e “l’area Emiliano e l’area Orlando sono state colpite alle spalle perchè hanno un’idea di partito progressista, plurale e aperto”. Parole che danno il senso di una spaccatura grave tra i Dem, tanto che un deputato di primo piano della maggioranza renziana, per la prima volta, mette in forse la possibilità di siglare la pace interna. “Ci lavoriamo, vediamo”, dice. La scadenza, al momento, è per le 19, ora in cui il Pd, secondo quanto comunicato, pubblicherà online le liste. Salvo slittamenti che, dopo il continuo rinvio della direzione da ieri mattina fino alla tarda notte, non è possibile escludere.




Energie per l’Italia ha il suo primo candidato salernitano Senatore: «Voglio rendermi utile per la mia terra»

Adriano Rescigno

«Essere invitato ad occupare una posizione di rilievo nella lista di “Energie per l’Italia”, da due fondatori di questo partito, quali Parisi, oggi consigliere di opposizione concreta al comune di Milano, e l’onorevole Vaccaro, par- lamentare uscente, che vedrebbero nella persona di Alfonso Senatore, rappresentante autorevole della destra sociale pura, assente in Italia, per le sue tante battaglie storiche, radicato a Cava in provincia di Salerno e nel Sud, specie ora quale coordinatore di Meridione Nazionale, è motivo di orgoglio e segno di piena condivisione di intenti con chi ha sempre difeso valori umani e sociali». Così Alfonso Senatore all’alba del giorno dopo la notizia della proposta inviatagli per una sua candidatura. «Riconosco che c’è da lavorare, non tanto per convincere indecisi e sostenitori delle schede bianche e nulle, ma quanto per propagandare gli obiettivi percorribili e non le chimere che si stanno inseguendo nei dibattiti televisivi e radiofonici , istupidendo , come non mai, elettrici ed elettori, rendendo oltremodo innumerevoli le astensioni . Una campagna elettorale serena , sincera e realista è quella che mi hanno proposto e che stiamo valutando, nel tentativo di essere un punto di riferimento, a livello nazionale , per le problematiche del territorio».

Avvocato cosa c’è alla base di questa candidatura?

«La volontà di rendersi utile per la città di origine, per la Provincia , per la Regione di appartenenza, ma soprattutto per la patria che non solo gli ha dato i natali ma gli ha aperto la strada del lavoro, ha spinto Alfonso Senatore a prendere in considerazione con ogni mezzo la candidatura per le imminenti politiche , tralasciando le false e risibili promesse , affidandosi al partito di Stefano Parisi, nel 2016 competitor di Giuseppe Sala per la poltrona di sindaco della città meneghina».

“Energie per l’Italia” dove si colloca nello scacchiere politico?

«Nonostante fosse espressione del centrodestra , sostenuto da Berlusconi e Salvini, all’epoca delle amministrative di Milano , e pur avendo l’adesione da parte della Lega e di FdI, non ha ancora ricevuto segnali da Forza Italia per entrare, di diritto , nel gruppo del centro-destra , ma questo silenzio dei “vecchi amici di cordata” non lo ha distolto dall’entrare nell’affollato schieramento dei partiti, ed indipendentemente da ciò che hanno deciso nell’ultimo summit di Arcore , correrà per raggiungere risultati importanti al fine di essere presente nel futuro Parlamento».

Cosa ha spinto il politico metelliano ad esaminare insieme al direttivo e all’assemblea, senza per ora ancora decidere, la proposta della formazione politica di Parisi ?

«Energie per l’Italia è un progetto politico nuovo, chiediamo agli italiani di cambiare idea sulla politica ed il nostro intento è di farla in maniera diversa così da poterla rifondare. I cardini della nostra azione di governo sono far ripartire questo paese: con un debito pubblico così alto non si può andare avanti, vogliamo la diminuzione della spesa pubblica di un punto di pil all’anno e l’inversione del rapporto che c’è tra spesa corrente e spesa per investimenti».

Punti fondamentali del programma sono anche la giustizia, sicurezza e immigrazione, tanto a lei care.

«La giustizia deve essere riformata. La mancanza di certezza del diritto garantendo sicurezza e immigrazione regolamentata, sono obiettivi cardine, solo così si potrà raggiungere il più grande afflusso di investimenti privati, pur tenendo presente la questione di civiltà, se comunque dimenticare le problematiche e sviluppo del Sud in piena concordia con il Nord, per una grande Italia in Europa».

Senatore ha lasciato piena disponibilità ai voleri dell’assemblea costitutiva, confidando nell’apporto di amici, colleghi, donne e uomini che conoscono il suo passato ed hanno fiducia in quello che lui dice, scrive, propone ed ha fatto. E a loro che Senatore si atterrà per sciogliere la riserva nel giro di pochi giorni.




Fasano pronto alle elezioni: «Contributo importante a Forza Italia»

«Siamo pronti per affrontare una campagna elettorale che si preannuncia entusiasmante e nella quale siamo certi di poter dare anche dalla provincia di Salerno un contributo importante per la vittoria di Forza Italia e del Centrodestra». Lo ha dichiarato il coordinatore provinciale di Forza Italia Salerno, il senatore Enzo Fasano. «Ancora una volta la spinta decisiva la darà il presidente Silvio Berlusconi e noi faremo la nostra parte. In queste settimane mi sono confrontato singolarmente con tutti i componenti del direttivo provinciale ed ho raccolto le disponibilità di candidatura avanzate dai dirigenti, dai nostri amministratori, dai militanti e dalla società civile. Queste proposte, sulle quali mi sono confrontato anche con l’onorevole Mara Carfagna e che ho già rappresentato al coordinatore regionale, senatore Domenico De Siano, le comunicherò, formalmente ma doverosa- mente, al direttivo provinciale. Di questo percorso politico, estrema- mente partecipativo, mi assumo sin d’ora ogni responsabilità, come è giusto che sia per il ruolo di co- ordinatore provinciale al quale sono stato chiamato in uno dei momenti più difficili della vita di Forza Italia e dal quale siamo usciti grazie all’impegno di quanti non hanno mai ceduto alla delusione ed allo sconforto ma soprattutto per l’impegno che da mesi sta profondendo il presidente Silvio Berlusconi», ha poi aggiunto il coordinatore provinciale di Forza Italia. «Ma è chiaro – conclude – che questo è solo uno degli argomenti che affronteremo nel direttivo provinciale che da qui a pochi giorni sarà chiamato ad un impegno massiccio in campagna elettorale per promuovere il programma e le iniziative che porteranno il Centrodestra alla guida del Paese». Dello stesso parere anche Gaetano Amatruda, vice coordinatore provinciale di FI: «La discussione negli organi collegiali è utile. Ogni iniziativa tesa a rilanciare l’azione di Forza Italia, nella Provincia che ha più difficoltà in Campania, va nella direzione giusta. La nuova stagione di Silvio Berlusconi qui va accompagnata da una proposta rinnovata e plurale. Rischiamo di regalare ai Cinque Stelle tutto il consenso contro il sistema De Luca».




Forza Italia, Postiglione pronto a candidarsi Articolo 1-Mdp: domani conclude i giochi

Erika Noschese

Continua il toto nome sui possibili candidati alla Camera e al Senato in provincia di Salerno. Stando ad alcune indiscrezioni, Umberto Postiglione, ex prefetto di Agrigento e Palermo, nonché ex commissario straordinario della provincia di Roma starebbe pensando ad un ritorno in campo, chiedendo un posto nelle liste di Forza Italia. Intanto, nella giornata di martedì gli alleati di centro destra si incontreranno per definire la divisione dei collegi. Lunga la carriera dell’ex prefetto Postiglione – che già nel 2015 pensava a scendere nuovamente in campo candidandosi alla carica di sindaco nella sua città natale, Angri – che ha rivestito il ruolo di capo dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati  e confiscati alla criminalità organizzata. Intanto, a poco meno di due mesi dalle politiche 2018, i partiti sono a lavoro per comporre le lista da presentare poi ai vertici nazionali. Nella giornata di lunedì Antonio Tajani, dovrebbe occuparsi delle candidature in Campania, fornendo così un primo quadro generale dei possibili candidati alla Camera e al Senato. Resta ancora il problema della cosiddetta quarta gamba – composta da Noi con l’Italia – che ha chiesto quattro posti ma se ne vedrà assegnare solo tre: Napoli, Avellino mentre l’ultimo sarà Salerno o l’Agro nocerino sarnese che vedrà in pole position l’avvocato Guglielmo Scarlato, tra i più accesi sostenitori del “no” al Referedum costituzionale del 2016, nonosntante la vecchia scuola democristiana che lo ha caratterizzato. Intanto, nel collegio Salerno Città resta in pole position il rettore Aurelio Tommasetti nonostante si sia fatto avanti anche Lello Ciccone. Se quest’ultimo nome dovesse prendere quota al punto da ottenere una conferma, al rettore potrebbe essere assegnato un altro seggio. A chiudere il cerchio delle candidature anche Articolo1-Mdp che nella giornata di domani dovrà fornire un quadro definitivo, con i nomi dei componenti delle varie liste. Dopo il nome di Carmine Ansalone che ha detto addio al Pd per entrare a far parte di Liberi e Uguali, il nuovo movimento politico del leader Pietro Grassi, nato dalla fusione di Art.1 Mdp, Sinistra Italiana e Possibile, c’è ancora quale tassello da sistemare.




Strada in salita per Alfieri Lotito pensa alla candidatura

Andrea Pellegrino

Strada in salita per Franco Alfieri. La proposta sul tavolo è assessorato regionale e candidatura alle future elezioni europee. Ma al momento l’offerta sarebbe stata rispedita al mittente, eccezion fatta di un rimpasto fissato prima della presentazione delle liste. Si mormora, infatti, che l’ex sindaco di Agropoli, anche all’indomani della nomina (a costo zero) di capostaff del governatore, non si fidi delle promesse di Vincenzo De Luca, tanto da avanzare l’ultimatum. Alfieri, che compare nella griglia vidimata dalla segreteria provinciale e da quella regionale del Pd, teme che lo stop arrivi direttamente da Roma. Colpa del caso delle “fritture di pesce” ed anche di fuoco amico che arriva direttamente dai “compagni di partito” salernitani. All’ex sindaco – macchina del consenso – non mancano corteggiatori. Se dovesse fallire la candidatura democrat, alcuni partiti sono già disposti ad accoglierlo, con tutti gli onori del caso. Manovre anche sul collegio di Salerno città. Il Pd nazionale vorrebbe piazzarci Piero De Luca che a sua volta, però, preferirebbe una corsa blindata solo sul plurinominale. Se dovesse passare la linea del primogenito del governatore, il Nazareno potrebbe catapultare un nome nazionale. Si vocifera, oltre quello di De Vincenti, anche quello di Lucia Annibali, l’avvocato sfregiata dall’acido, protagonista della battaglia contro la violenza sulle donne e recente- mente vicina alle posizioni di Matteo Renzi. Pressing sul nazionale anche da Tino Iannuzzi che attende e spera la deroga per la ricandidatura. Per ora il lasciapassare, secondo voci romane, spetterà solo ai membri del governo. A sua volta, però, il deputato uscente conta sul sostegno di Franceschini e Rosato. Se non dovesse spuntarla, al suo posto è già pronto Alfonso Andria. Nel centrodestra, invece, spunta il nome di Claudio Lotito, patron della Lazio e della Salernitana. A Salerno città avanza la candidatura di Lello Ciccone mentre l’Agro sarebbe già chiuso su Fratelli d’Italia. Restano da chiarire le posizioni del listino. Sulla candidatura di Aurelio Tommasetti ci sarebbe il veto di Mara Carfagna pronta, invece, a sponsorizzare Stanislao Lanzotti, figlio dell’ex assessore regionale Caterina Miraglia che ha già annunciato ai vertici del partito la sua volontà di non scendere in campo. Posto assicurato (o quasi) per Enzo Fasano che dovrebbe guidare la testa del listino, anche grazie al placet di Maurizio Gasparri. Tre, per ora, i collegi assicurati alla quarta gamba. Il primo spetterà a Mastella che farà candidare nella sua Benevento il primogenito Pellegrino. Altro figlio d’arte ad Avellino, dove dovrebbe scendere in campo Ettore Zecchino, già consigliere regionale e figlio dell’ex ministro Ortensio. Il terzo collegio, invece, dovrebbe spettare all’Udc a Napoli. Percorso in salita, dunque, per Nino Marotta che aveva già opzionato un posto a Battipaglia.