Tragedia delle Foibe, Monaco: «Campagna attenta alla storia»

di Andrea Bignardi

«Campagna è una città attenta alla storia ed al suo corso». Parla così il sindaco Roberto Monaco, in occasione della giornata del ricorso per la tragedia delle foibe.

Sindaco, Campagna è una città impegnata in prima linea nel ricordo della tragedia delle foibe, e l’iniziativa di oggi (ieri per chi legge,ndr) lo testimonia. Una tendenza non sempre seguita dai comuni. Come mai questa scelta?

«Campagna è da sempre una città attenta alla storia ed al suo corso. Proprio per questo motivo abbiamo il museo – itinerario della Memoria e della Pace intitolato alla figura di Giovanni Palatucci (ultimo questore di Fiume e nipote di Giuseppe Maria Palatucci, vescovo di Campagna negli anni della II Guerra Mondiale, ndr). Un’entità che si occupa di trasferire, soprattutto alle nuove generazioni, il significato profondo della memoria, con particolare riferimento ai fatti della seconda guerra mondiale e alle sue conseguenze. Ma non solo. A Campagna abbiamo costruito un vero e proprio Percorso della Memoria, che coinvolge tutte le istituzioni locali».

In cosa consiste quest’iniziativa?

«Ogni anno, l’amministrazione comunale che ho l’onore di rappresentare e il Museo (diretto da Marcello Naimoli) organizzano, con il contributo di alcune associazioni (in particolare il Comitato Giovanni Palatucci, presieduto da Michele Aiello), un vero e proprio percorso della Memoria che prende il via il 27 gennaio, giorno della Memoria, attraversa il 10 febbraio, giorno del Ricordo, per poi giungere al 6 marzo, la giornata dei Giusti tra le nazioni».

In che modo realizzate questa importante operazione di sensibilizzazione?

«Con numerosi appuntamenti capaci di trasmettere alla cittadinanza il messaggio che cerchiamo di veicolare. Il 21 e il 28 marzo, ad esempio, sono previsti due spettacoli sul tema della memoria e del ricordo: la “Pietra oscura” e la “Serva padrona” (intermezzo buffo di Antonello Mercurio per la regia di Pasquale De Cristofaro). Questi sono soltanto gli appuntamenti fissati in un termine più o meno breve, ma non ne mancheranno anche tanti altri, che avranno luogo nel mese di maggio».

I giovani di Campagna – che si spera possano essere i veri depositari della memoria in futuro – come hanno percepito quest’attenzione a temi del genere da parte dell’amministrazione?

«I giovani hanno recepito bene, anzi direi benissimo, il messaggio lanciato nella giornata di oggi (ieri per chi legge, ndr). Sono molto più sensibili di ciò che molti a torto sono disposti a riconoscere. La nostra scelta, unitamente al direttore del Museo, è stata quella di allestire non un plesso statico, fatto esclusivamente di immagini. Al contrario, facendo leva sul linguaggio e sugli strumenti di comunicazione utilizzati dai giovani, abbiamo voluto un museo digitale, multimediale e dialogante che che fosse capace di coinvolgere la sfera emotiva ed emozionale dei fruitori. E questa è tra le ragioni principali per cui migliaia e migliaia di studenti (ormai da tutta Italia e non solo) vengono a visitare il museo della Memoria di Campagna».

Secondo lei una convivenza pacifica tra gli eredi delle parti coinvolte in quella che fu una sanguinosa guerra civile è possibile attraverso il recupero di una memoria condivisa che archivi definitivamente errori del passato, rivendicazionismi e negazionismi di ogni sorta?

«Noi riteniamo, innanzitutto, di dover fornire alle nuove generazioni gli elementi della conoscenza, come leva per prendere le distanze dal male, da qualunque parte esso provenga. Sul tema della memoria, riteniamo che Campagna sia, in questo momento, tra le città più impegnate in Europa, se non la più impegnata, su questo fronte. Basti vedere quante iniziative, abbiamo messo in cantiere, a cominciare da quella di oggi (ieri per chi legge, ndr), per la quale sento il dovere di rivolgere un sentito ringraziamento al Prefetto di Salerno Francesco Russo che ha voluto essere a Campagna per onorare questa importante giornata del ricordo».




Deco, «ai clienti necessario offrire percorso emozionale»

di Andrea Bignardi

Supportare il percorso delle deco nella nostra provincia. È stato questo l’obiettivo dell’incontro tenutosi martedì mattina presso la sede salernitana della Camera di Commercio ed organizzato dalla Claai presieduta da Gianfranco Ferrigno, con il quale sono state poste le basi per la realizzazione di una rete turistica basata sulla valorizzazione dei prodotti a denominazione comunale. “Dobbiamo trasformare il visitatore occasionale in un cliente del nostro territorio – ha dichiarato il numero uno della Claai Salerno – Dobbiamo essere in grado di offrire un turismo di tipo emozionale, sulla base del quale molte zone sono riuscite a ricostruire una rete turistica”. Creare un sistema non competitivo ma aggregativo deve essere la base del percorso fondato sul marchio a denominazione comunale secondo la Claai ed i sindaci intervenuti all’incontro, che hanno mostrato grande apertura e disponibilità verso la proposta. Obiettivo – secondo Ferrigno – dev’essere dunque quello di guidare i comuni aderenti che avranno un ruolo strategico nell’organizzazione dell’accoglienza dei tanti turisti che scopriranno luoghi ed aspetti inesplorati del territorio salernitano, in una chiave diametralmente opposta, narrativa, capace di coinvolgere umanamente oltre che economicamente gli ospiti ed i visitatori, attraverso produzioni, saperi e sapori ancora quasi del tutto sconosciuti al grande pubblico. Presente anche una delegazione di ristoratori provenienti dalla provincia di Salerno che si impegneranno ad introdurre i prodotti deco all’interno della propria offerta enogastronomica. “Il ruolo della Camera di Commercio sarà invece – ha assicurato il dirigente dell’organizzazione Ciro Di Leva – quello di monitorare l’efficacia del progetto, dal quale potranno venir fuori anche indicazioni per aggiornarlo ed eventualmente migliorare i flussi turistici e la qualità della ricettività”. Sono stati presenti, tra gli altri, il primo cittadino di Campagna Roberto Monaco e quello di Valva Vito Falcone, il vicesindaco di Perdifumo Mariarosaria Malandrino, l’assessore del comune di Padula Giuseppe Comuniello, il vice sindaco di Perdifumo Mariarosaria Malandrino, Daniele Gnazzo in rappresentanza del comune di Felitto, il membro della giunta camerale Sergio Casola e Gaetano Ricco, consigliere camerale che ha proposto le de.co. nelle linee di programma dell’ organizzazione.




Accusata del furto di 5 quintali di olive, assolta Silvana Caruso

di Pina Ferro

Era stata accusata, insieme ad altre due persone, di aver rubato circa 5 quintali di olive da un fondo di Campagna, Processata con il rito dell’abbreviato Silvana Caruso, difesa dall’avvocato Leopoldo Catena è stata assolta perché il fatto non costituisce reato. La donna è comparsa dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Salerno, Di Filippo.
Durante la discussione, il legale ha sottolineato che la donna nell’agire era convinta di stare a raccogliere le olive nel terreno del cognato che si trova adiacente a quello in cui sarebbe avvenuto il furto. A dimostrazione di ciò il legale ha prodotto i documenti catastali che provano l’effettiva vicinanza di questi due ondi agricoli.
«Secondo un principio nomofilattico cioè di uniformità del diritto e della interpretazione delle norme,
il dolo è la conseguente consapevolezza nel reato di furto sono specifici. Per cui se manca l’intima coscienza e la volontà di appropriarsi di un bene altrui l’azione non può essere ricondotta e non può oltremodo essere sussimibile nel reato di furto». Ha sottolineato il difensore della donna. «Quindi tale azione priva dell’elemento subiettivo diventa inidonea ad integrare gli estremi del reato». Al termine della requisitoria il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 9 mesi. Il giudice accogliendo la tesi del difensore ha emesso sentenza di assoluzione.




La sposa Nadia Bassano e il sindaco di Pellezzano Francesco Morra aderiscono all’iniziativa

di Erika Noschese

La Campagna “fonderia pisano stai uccidendo la nostra aria “ lanciata sui social, continua senza sosta. In pochi giorni più di 500 le foto arrivate. Tra i partecipanti all’iniziativa lanciata dal comitato Salute e Vita anche il sindaco di Pellezzano Francesco Morra e Nadia Bassano, giovane attivista, che ha voluto esprimere il suo dissenso per l’opificio di via dei Greci proprio nel giorno del suo matrimonio. Nadia, residente a Matierno, una delle località più martoriate dalle fonderie, ha voluto immortalarsi chiedendo alle Istituzioni di fermare le Fonderie Pisano, che anche nella giornata di giovedì hanno continuato a rendere l’aria irrespirabile. E ieri è giunta anche la foto del primo cittadino di Pellezzano. Quella del sindaco Morra è «una scelta ancora una volta chiara da parte del Sindaco che si schiera senza indugi per la vita e la salute della popolazione e anche degli stessi lavoratori», ha dichiarato il presidente del comitato Lorenzo Forte che rinnova l’invito ad inviare le foto con la scritta “fonderia pisano stai uccidendo la nostra aria” all’associazione.




Acqua non potabile, fake news L’ira del sindaco Monaco

di Erika Noschese

Una carica batterica microbiologica – riscontrata a seguito dei contolli periodici eseguiti sulle acque erogate dal Civico Acquedotto – ha generato il caos a Campagna. Nella serata di martedì, infatti, è stata diffusa una falsa ordinanza sindacale indicante la presenza di sostanze radioattive nelle risorse idriche comunali. «E’ stato mistificato un atto pubblico con copia-incolla del protocollo. E’ procurato allarme», ha dichiarato il sindaco Roberto Monaco che nella giornata di ieri ha provveduto a sporgere regolare denuncia presso le autorità competenti. Il primo cittadino ja inoltre lanciato un appello alla popolazione affinché aiutino l’amministrazione comunale a rintracciare l’autore «di questo gesto gravissivo», ha precisato Monaco. Intanto, è stata riscontrata nei campioni analizzati una carica batterica microbiologica che non genera manifestazioni cliniche di rilievo ed in via cautelativa. In attesa del ripristino dei valori predefiniti dalla normativa, è stata emessa l’ordinanza che vieta l’utilizzo temporaneo dell’acqua, per uso potabile e fino alla revoca dell’ordinanza in attesa del ripristino della situazione. Il Comune di Campagna, infatti, è in attesa dell’esito definitivo dopo i dovuti interventi per ripristinare l’acqua del civico acquedotto. A tentare di fare chiarezza in merito a quanto sta accadendo anche il leader dell’opposizione Andrea Lembo che, ieri mattina, ha visionato i documenti relativi alla contaminazione dell’acqua. Dalle analisi condotte dall’Arpac, emergono contaminazioni microbiologiche di batteri coliformi. «Come se ciò non bastasse, a turbarmi maggiormente è stata la scoperta del fatto che le analisi sono state fatte il 10 settembre e rese note all’amministrazione comunale il 16 settembre, ossia più di 15 giorni fa! Ci chiediamo (e chiederemo formalmente per iscritto): perché il Sindaco ha atteso più di 15 giorni per comunicare questo problema ai cittadini e adottare l’ordinanza di divieto d’uso dell’acqua erogata dal civico acquedotto per uso potabile? Perché si è consentito che i cittadini fossero esposti al pericolo dell’acqua contaminata per così tanto tempo, senza fornire nessuna informazione (pur avendola)? Chi risponde degli eventuali danni alla salute dei cittadini che questa tardiva decisione può avere causato, soprattutto ai soggetti più deboli (immunodepressi, anziani, bambini)? Andremo in fondo alla vicenda, con tutti i mezzi a disposizione, per chiarire alla città le responsabilità di tale gravissimo e, ad oggi, ingiustificato ritardo. Lo sappiano coloro che, anche stamattina, si affannavano a tacciarci di allarmismo nei messaggi privati inviati ai cittadini preoccupati. La salute pubblica non è un tema sul quale si può consentire incompetenza, negligenza e superficialità nell’adozione dei provvedimenti necessari. Come consiglieri di opposizione, saremo sempre vigili controllori dell’operato di chi amministra», ha dichiarato Lembo.   




«Muori. Guardati alle spalle, serpente»

Erika Noschese

«Muori ho detto, altro che minacce. Guardati alle spalle, serpente». Parole dure, oltre che terribili, quelle che un militante di Casapound, italiano che vive a Londra, ha rivolto ad Anna Rita Leonardi, esperta di comunicazione politica e dirigente del Partito democratico, ormai da anni sotto attacco diretto dei cosiddetti haters, persone che esternano e diffondono odio nei confronti di altri individui per mezzo delle reti sociali. «Sono appena stata minacciata di morte da un militante di Casapound, sostenitore del ministro Salvini. È normale tutto questo? È accettabile vivere così?», ha detto la Leonardo, compagna del leader dell’opposizione al Comune di Campagna Andrea Lembo che ha già provveduto a denunciare l’esponente politico. A scatenare la rabbia dell’esponente di estrema destra sarebbe stato un commento, pubblicato sui social, dalla stessa Leonardi, alla proposta di candidare il ministro Salvini al Nobel per la pace. «Sono consapevole di essere sotto attacco ma così è troppo – ha poi detto la giovane esperta di comunicazione politica – Queste persone non mi fanno paura anzi, mi invogliano a lottare di più per un mondo libero da questo schifo». La dirigente del partito democratico non è nuova a questo minacce e insulti, soprattutto da parte di esponenti appartenenti all’estrema destra o dai simpatizzanti del Movimento 5 Stelle: «Pochi giorni fa mi hanno detto che sono manutenuta da Di Battista, io ormai ci rido sù». La dem ha già provveduto a dare mandato al suo avvocato di procedere nei confronti di Mirko, l’uomo che le ha augurato la morte e che le ha imposto di “guardarsi le spalle”.




Tragedia a Campagna, bimba di 4 anni muore soffocata da un boccone

di Pina Ferro

La folle corsa in ospedale non è servita a strappare alla morte una bambina di 4 anni residente a Campagna. La piccola è morta soffocata da un wurstel. E’ accaduto ieri sera durante la cena. La bambina stava mangiando quando all’improvviso, dopo aver deglutito un pezzo dell’alimento è cominciata a diventare cianotica. Immediatamente la madre ha posto in essere le prime manovre del caso che però non si sono rivelate risolutive della problematica. A questo punto, nel giro di pochissimi minuti, è stata messa in auto e trasferita al pronto soccorso dell’ospedale di Eboli dove però i medici hanno potuto fare poco: era già troppo tardi. I camici bianchi non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della piccola. Il wurstel si è posizionato in gola impedendo all’aria di passare conducendo la bambina ad un arresto respiratorio. Dell’accaduto è stata informata la Procura ed il magistrato di turno per gli adempimenti di rito. Solo nelle prossime ore sarà possibile stabilire cosa sia accaduto con esattezza. Non è da escludere che si possa procedere all’esame necroscopico. La notizia si è rapidamente diffusa a Campagna. In molti già ieri sera si sono stretti intorno al dolore dei genitori.




Monaco: “Non sto con la Lega L’autorizzazione? Tutto ok”

Erika Noschese

«Ma stiamo scherzando?». Così, il sindaco di Campagna Roberto Monaco smentisce le voci di un suo passaggio ufficiale alla Lega. «Sono stato invitato a portare un saluto istituzionale. Tutte le volte che vengo invitato all’inaugurazione di una nuova sezione sul mio territorio, vado e porto il mio saluto – ha dichiarato il primo cittadino – Se dovessi appartenere a tutte le sezioni che inauguro apparterrei a non so quanti partiti». Il sindaco Monaco, dunque, smentisce categoricamente le voci di un suo avvicinamento al partito di Matteo Salvini così come smentisce un ritardo nella concessione del suolo pubblico per la manifestazione “Questa Lega è una vergogna”: «Hanno chiesto l’autorizzazione e non è stata negata. Sono per la libera circolazione delle idee e non solo quelle che collimano con le mie. Sono un democratico reale e non teorico», ha aggiunto il sindaco, dicendosi aperto al confronto delle idee senza però esasperazione dei contenuti. «E’ giusto che si svolgano tutte le manifestazioni nei limiti della civiltà e della legalità», ha poi aggiunto Monaco.




Pronta la contro Pontida del sud

Mancano ormai pochi giorni alla realizzazione di quella che avrebbe potuto essere la contro-manifestazione alla soprannominata “Pontida del Sud” che la Lega-Noi con Salvini della Campania era in procinto di realizzare nel prossimo weekend del 29 e 30 settembre nel comune di Campagna – manifestazione poi ufficialmente “rimandata” al mese di ottobre, così come comunicato dalla Lega in conferenza stampa sabato –. La contro-manifestazione non sarà ufficialmente tale poiché l’evento della Lega non si realizzerà più in questo weekend, ma assume i caratteri ancor più definiti della “manifestazione contro” il partito di Matteo Salvini che tanto scalpore sta destando sul piano nazionale e non solo. Proprio per questo anche ieri si è tenuta una riunione del comitato promotore dell’iniziativa durante la quale sono stati definiti gli ultimi passaggi da realizzare per far sì che la “manifestazione-contro” sia completa: ufficializzati i tavoli che dalle 10 alle 14 riempiranno l’area verde della cooperativa agricola sociale “R-Accogliamo” di Campagna, toccando i temi più importanti in riferimento alla scelta della Lega di “appropriarsi” del comune salernitano per la realizzazione della manifestazione ma anche e soprattutto per definire le posizioni reali di chi si ritrova ad essere improvvisamente “parte lesa” di un discorso politico che ha le impronte digitali di Matteo Salvini e del suo partito su ogni nuova decisione dell’esecutivo. Dopo i tavoli, sarà dato spazio alla proiezione di due filmati: il primo, “Napolislam” di Ernesto Pagano, che vedrà la partecipazione del regista proprio durante la proiezione, ed un cortometraggio che concluderà la prima parte di confronto e dibattito. Poco dopo, ufficialmente alle ore 18, toccherà agli artisti dare spazio alla musica nostop che fino alle 24 invaderà la cosiddetta “piazza Teatro”, ossia piazza Palatucci: parteciperanno i 99 Posse nelle figure di ‘O Zulù (tra i primi firmatari dell’appello visualizzabile sul sito web questalegaeunavergogna.it), JRM e Marco Messina, Jovine, Epo ed altri artisti che scalderanno il pubblico presente.




Cantalamessa: «La sfida che lanceremo da Campagna sarà per le europee», L’antifascista Palladino chiede di conoscere il parlamentare leghista

Erika Noschese

«La sfida che lanceremo da Campagna, quando ci sarà anche Matteo Salvini, deve essere per le Europee». Lo ha dichiarato il parlamentare della Lega, Gianluca Cantalamessa, intervenuto nel corso della presentazione dell’inaugurazione della sede locale della Lega. «E’ stato necessario trovare una sede più grande perchè gli iscritti sono aumentati», ha dichiarato Bruno Avagliano, coordinatore della sezione di Campagna della Lega. I motivi del rinvio della manifestazione in programma per il 29 e 30 settembre sarebbero “ordini” precisi del ministro degli Interni che aveva chiesto di essere presente ed impossibilitato a moversi in quei giorni di fine settembre a causa di impegni istituzionali. «Le elezioni politiche sono uno scherzo rispetto alla madre di tutte le battaglie che sono le elezioni Europee. In quell’occasione andremo a scrivere il futuro dei nostri figli e della nostra terra. Perché il 90% delle leggi del parlamento italiano attuano direttive dell’Unione Europea», ha dichiarato invece il parlamentare napoletano Gianluca Cantalamessa. «Sono in debito di una cena con Saviano e de Magistris», ha ironicamente affermato il coordinatore provinciale della Lega di Salerno, Mariano Falcone. «Perché se non fosse stato per loro che hanno organizzato questa contromanifestazione, non avremmo avuto con noi Salvini. Il tam tam mediatico ha portato la questione a livello nazionale e Salvini a dire io voglio essere a Campagna per stare vicino ai territori». Al momento, la data dell’evento non è ancora stata resa nota ma, come confermato anche dal segretario Falcone, avrebbero già confermato la loro presenza il ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana e i sottosegretari al Lavoro, al Sud e all’Agricoltura. Annedoto particolare è stato quello del signor Antonino Palladino, icona dell’antifascismo cittadino, che ieri mattina non invitato da nessuno, non chiamato da nessuno, si è recato munito di tricolore presso la sezione della Lega di Campagna, in occasione dell’inaugurazione, chiedendo di conoscere l’onorevole Gianluca Cantalamessa, di farsi scattare foto con molti dei presenti. “Tutto questo testimoniabile da decine e decine di persone. Premesso che la Lega non ha nulla a che fare col fascismo, premesso che nessuno ha coinvolto il signor Palladino e premesso che in queste ore alcuni artisti della menzogna stanno creando false notizie, calunniando gratuitamente il segretario della Lega Campagna Bruno Avagliano ed i vertici provinciali e regionali del partito, comunichiamo che nella giornata di lunedì presenteremo una serie di denunce al fine di tutelare l’immagine e l’onorabilità della sezione cittadina, del nostro deputato, degli organismi provinciali e del nostro coordinatore cittadino”, ha raccontato la Lega.