Salerno, la Carisal cambia volto La CamCom chiama i legali

di Andrea Pellegrino

Si profila un braccio di ferro tra la Camera di Commercio di Salerno e la Carisal (Fondazione cassa di risparmio salernitana). Il consiglio camerale avrebbe già dato mandato all’avvocato Lorenzo Lentini per un parere legale sul nuovo assetto immaginato dalla Carisal. Infatti, da qui a breve, il Consiglio d’amministrazionee di indirizzo della Fondazione dovrebbe cambiare i suoi connotati. O meglio, dovrebbe prevedere una sostanziale modifica dell’assetto manageriale e di rappresentanza. Una rappresentanza, secondo le prime indiscrezioni, che arriva direttamente dalla Diocesi di Salerno che sarà parte attiva dell’attività della Fondazione bancaria. Così come il Csi (centro sportivo italiano) di Salerno che sempre fa riferimento alla Chiesa. Ma non è tutto, il nuovo statuto e la nuova composizione del Consiglio prevedono ulteriori novità: come l’aumento della rappresentanza del Comune di Salerno. Una riorganizzazione che sarebbe a danno della Camera di Commercio che da tre componenti si riduce ad un solo rappresentante nel Cda della Fondazione Cassa di Risparmio di Salerno. Insomma, una riorganizzazione tecnica ma dai tratti politici che rischia di aprire una vera e propria guerra tra la Camera di Commercio a guida Andrea Prete e la Fondazione che invece è retta da Alfonso Cantarella. Sotto accusa il nuovo statuto, che ora passerà al vaglio dell’avvocato Lorenzo Lentini che, per contodella Camera di Commercio dovrà valutare eventuali azioni di tutela per l’ente camerale di Corso Garibaldi.




Intertrade, gli ex dipendenti rivogliono il posto di lavoro

di Andrea Pellegrino

«Non c’è un giustificato motivo oggettivo per il licenziamento». I dipendenti (licenziati) di Intertrade portano la Camera di Commercio di Salerno in Tribunale. Due ricorsi si discuteranno, davanti al giudice del lavoro, il prossimo 12 e 19 ottobre. I due ex dipendenti sono difesi dall’avvocato Marcello Feola che ha smontato, sostanzialmente, le tesi della Camera di Commercio che, di recente, ha provveduto a sciogliere l’azienda speciale – dopo il fallimento della cessione del ramo d’azienda alla Camera di Commercio di Napoli – e di conseguenza a licenziare i cinque lavoratori assunti fin dal 2001. L’Intertrade è l’azienda finita al centro di una indagine della Procura della Repubblica di Salerno. Da qui il commissariamento affidato all’ex pm Alfredo Greco conclusosi, poi, con la volontà della giunta Prete di messa in liquidazione della società nata per promuovere l’internazionalizzazione delle imprese salernitane. Alla base di ciò, oltre la trattativa fallita con Napoli, le condizioni dell’azienda che – a detta della giunta camerale – porterebbe con sé una perdita di esercizio di tre milioni di euro. Dati che, secondo l’avvocato Feola, non sarebbero corrispondenti al vero. Un scelta “frettolosa”, dunque, per il legale che assiste due ex dipendenti, e che avrebbe portato al licenziamento del personale, non giustificata, quindi, da situazioni economiche preoccupanti. Non fosse altro che – sempre secondo i ricorrenti – i dipendenti sarebbero dovuti essere assorbiti dalla Camera di Commercio che rispetto ad una pianta organica che prevede 105 unità ne ha solo 70 a sua disposizione. A ciò, si sottolinea nel ricorso, si aggiunge che lo stesso ente camerale godrebbe di buona salute economico-finanziaria tanto da destinare 240mila euro ad attività di internazionalizzazione e che, su richiesta della stessa Camera di commercio salernitana, il Ministero dello sviluppo economico ha autorizzato l’aumento del diritto annuale nella misura del 20% proprio per finanziare anche programmi di internazionalizzazione delle imprese. Secondo il legale dei dipendenti, inoltre, la Camera di commercio nulla o quasi avrebbe fatto per salvare Intertrade e, di conseguenza, i suoi lavoratori: dopo la mancata realizzazione dell’assorbimento in altre aziende speciali dell’ente, infatti, non sarebbero state vagliate altre soluzioni. Con il ricorso, gli ex dipendenti di Intertrade chiedono la condanna dell’azienda speciale; la condanna della Camera di commercio e l’immissione in organico, con il risarcimento della retribuzione fino a questo momento non percepita.