Fisciano/Giffoni. Morte di Francesca Bilotti, è abbreviato per l’autista del bus

FISCIANO. Caso Bilotti: rifiutati il patteggiamento e l’abbreviato condizionato, ammesso all’abbreviato. Proseguirà il 4 novembre il giudizio per l’autista del bus della Sita che travolse e uccise, il 24 novembre dell’anno scorso Francesca Bilotti al terminal bus dell’Università. Il Gup Giovanna Pacifico del Tribunale di Nocera Inferiore, ha respinto la richiesta di patteggiamento avanzata dalla difesa dell’autista, in quanto l’imputato già precedentemente era stato condannato per omicidio colposo. Rifiutato anche l’abbreviato condizionato all’acquisizione di ulteriori elementi, si proseguirà con il giudizio abbreviato. Francesca Bilotti, di Giffoni Valle Piana, fu travolta e uccisa lo scorso 24 novembre dal bus che Bottiglieri guidava nel piazzale della cittadella accademica. Bottiglieri, 61 anni, è accusato di omicidio colposo per un errore attribuibile alla sua condotta alla guida, l’ipotesi è di imperizia e imprudenza e ora rischia il dibattimento. L’indagine del pm Amedeo Sessa è incentrata in particolare sulla perizia dell’ingegnere della Motorizzazione civile, che ha ricostruito l’incidente con una persona della stessa corporatura di Francesca Bilotti, ripetendolo più volte e ottenendo sempre lo stesso esito. Bottiglieri è stato fin da subito l’unico indagato nella vicenda e si è sempre difeso spiegando di non aver visto la ragazza dietro il bus. L’esame tecnico conferito dal pubblico ministero titolare dell’indagine, punto nodale delle ricostruzioni, è stata arricchita da mappe della segnaletica e delle misure di sicurezza presenti sul luogo dell’incidente: individuato un solo segnale di pericolo, ma visibile dall’esterno dell’area e non internamente. Il dubbio riguardava l’area di transito degli studenti, con un senso unico di sola uscita e il passaggio preso in esame che è accessibile anche esternamente. La ripetizione dinamica effettuata in quel punto ha confermato che il segnale, sistemato al di fuori dell’area, non è visibile dal percorso interno, escludendo così violazioni. In quel punto, come emerge dalla perizia, l’autista del bus aveva un angolo privo di visibilità. La dinamica – consolidata dall’accertamento tecnico – individua l’autobus, in partenza subito dopo un altro mezzo in manovra, che procede e urta con lo spigolo del mezzo la parte posteriore del capo di Francesca. Dopo l’impatto, la ragazza era caduta a terra priva di sensi, finendo così sotto le ruote posteriori del bus. La testimonianza è confermata dalle riprese video acquisite dai carabinieri della compagnia di Mercato San Severino,nei primi riscontri sul posto insieme ai soccorsi. La tragedia avvenne nel piazzale del terminal bus del campus universitariodi Fisciano: Francesca Bilotti, studentessa giffonese iscritta al terzo anno della facoltà di lingue e culture straniere, fu colpita dal pullman che stava effettuando una manovra e, cadendo a terra priva di sensi, fu travolta dal mezzo che non le lasciò scampo. Ada Valenziani




Arzano si dimette, via la Giunta

di Peppe Rinaldi

Cominciamo prima a dire cosa è successo e subito dopo che cosa accadrà. O, almeno, cosa potrà accadere dopo che ieri la Camera di Commercio di Salerno è diventata acefala.
In mattinata riunione di giunta, dove la partita è stata sostanzialmente chiusa con un accordo tra i membri sino a ieri al comando: Guido Arzano, ormai ex presidente della Cciaa, ha capito che i margini di sopravvivenza da assottigliati s’erano fatti invisibili ed annuncia di essere pronto a gettare la spugna dinanzi al Consiglio generale che l’attendeva di lì a poco: qualche screzio in giunta solo sulle modalità -dimettersi prima o dopo il dibattito- poi la decisione di attendere la discussione e dare la notizia.
E’ andata come era ormai nell’aria e come Cronache ha provato ad anticipare, spesso indovinando, nel corso del tempo: fazioni contrapposte, numeri insostenibili per continuare, defezioni improvvise e una rituale pugnalata dal compagno di cordata, Enrico Bottiglieri di Confesercenti, smarcatosi -pur votando a favore del consuntivo- dal destino congiunto di Confcommercio con dimissioni già programmate per la giornata all’insaputa di Arzano. Cose che capitano, nessuno scandalo.
Come non c’è scandalo nello stravagante voto a favore del bilancio ( «Ho visto i numeri, dovrei votar contro ma per “amicizia” voto favorevolmente…») di Agostino Gallozzi, già presidente degli industriali. Risultato: 15 voti a favore, 8 contrari mentre 5 escono dall’aula per far passare la manovra contabile. Anche Casola, ex membro del Cda dell’azienda speciale all’origine della fine, Intertrade, vota contro il bilancio consuntivo (il preventivo era già passato con 17 voti a favore). Mauro Maccauro, leader degli industriali ha votato contro.
La spallata vera è arrivata dagli artigiani, compatti come un sol uomo per buttare giù la cabina di comando della Cciaa: riuscendoci. In seguito alle dimissioni del presidente, anche i componenti della Giunta della Camera di Commercio di Salerno Antonio Ilardi (vice presidente), Enrico Bottiglieri, Pietro Caggiano e Giuseppe Gallo hanno formalizzato le dimissioni dai rispettivi incarichi.
Questa è, dettaglio più dettaglio meno, la cronaca.
Ora cosa accadrà: scongiurato -per adesso- il commissariamento se non fosse passato il bilancio, si tratta di eleggere un nuovo presidente e fare una nuova giunta. E qui cominciano i balletti, ne sentiremo di ogni tipo: di nomi e di indiscrezioni si abbonda ma si tratta di questioni di forma (per ora sarà il consigliere anziano, Antonio Beltolti, a guidare ad interim la Cciaa) perchè la sostanza è un’altra: ci sono guai grossi quanto una casa in Camera di Commercio, i bubboni Intertrade e Costa d’Amalfi hanno cifre da capogiro che nessuno, specie se a contesto inalterato, potrà sopportare, stanno per arrivare rogne dalla magistratura contabile (il segretario generale De Sio ha scritto e mandato due relazioni di fuoco di circa 150 pagine su Intertrade alla Corte dei Conti) e, verosimilmente, non soltanto visto che i milioni che non tornano sono parecchi (solo Intertrade pesa realmente per almeno 6 milioni di euro, al di là dei 650 mila ufficiali e offerti in pasto al pubblico) e prima o poi a qualche volto saranno imputati.
La gestione Arzano, indebolita anche dal mutato clima politico con un centrodestra che sconta condizioni spesso imbarazzanti, si chiude così, in attesa di capire le mosse di Vincenzo De Luca.
Ma non prima di aggiungere altri 300mila euro alla voragine generale dei conti : come scriveva ieri Cronache all’aeroporto hanno finito i soldi, dalla Cciaa è dunque arrivata l’ultima dazione per mantenere in vita la struttura e pagare i dipendenti dell’aeroporto dove non si vola. Poi il salto nel vuoto, sperando in sant’Enzo De Luca.
Inutile dire che anche la società consortile e la società di gestione dell’aeroporto seguiranno analoga sorte.




Giovi, ancora frane: è emergenza

Ancora una volta il maltempo infierisce sulle strade di Giovi. Si stacca l’ennesima parte del costone roccioso delle colline giovesi e la circolazione stradale è stata nuovamente interrotta per alcune ore. La frazione interessata, questa volta, è stata quella di Giovi San Bartolomeo dove, durante la notte tra martedì e mercoledì, parte della roccia è franata, in misura di circa dieci metri, interdicendo il passaggio ai mezzi di trasporto. Dopo che il tratto è stato circoscritto da vigili del fuoco e polizia municipale e dopo il sopralluogo dei tecnici cui ha fatto seguito l’ok, la strada è stata riaperta. Ma i problemi e i disagi, nelle zone collinari della città, restano, in particolare durante il periodo delle piogge invernali. «Siamo sempre più rammaricati dalle condizioni in cui viviamo, volevamo chiedere di distaccarci dal Comune e di questo passo potrebbe fisicamente accadere realmente. Gli abitanti di Giovi saranno costretti ad usare l’elicottero per scendere da qui» – sostiene Leonardo Gallo, referente di Città collinare, ironizzando sulla situazione che sta amareggiando sempre più gli animi dei residenti. Dopo l’ultimo avvenimento franoso nell’area, Gallo afferma: «Si tratta di un disagio a livello nazionale, ma dopo quest’ultima abbiamo colmato la misura. Fin quando si continua a badare allo sfavillio dell’area centrale e più popolata tralasciando le necessità primarie delle altre zone, direi che possiamo dire che Salerno non possa classificarsi come città europea». Il malcontento dilaga nel più recente ricordo dell’altra strada di Giovi, quella della frazione Bottiglieri, chiusa dopo la frana avvenuta lo scorso 26 novembre, e ancora inagibile. Una condizione che sta non poco ostacolando il normale scorrimento del traffico dei residenti nella zona. Ci si chiede quindi quale sia la sorte che tocca al quartiere collinare di Giovi e a quelli adiacenti che non vivono certo situazioni migliori. «Rischiamo in salute, forse si renderanno conto della gravità della situazione quando verranno celebrati i funerali di Stato. È già tutto costoso e difficile. Sicuramente c’è chi ha beneficiato dall’evento delle Luci d’Artista, ma non si è ancora badato al concreto, ai disagi che ci sono» – ha proseguito l’avvocato Gallo che ha ricordato come si sia in periodo di pagamento di tasse ed imposte: «denaro preso dalle tasche dei cittadini, con questo bisognerebbe garantire la sicurezza di tutti, non solo di pochi. Il Comune, gli enti, l’amministrazione, si passassero tutti una mano per la coscienza: con i soldi della collettività si sta badando al superfluo piuttosto che al miglioramento della qualità della vita».

Francesca D’Elia