Le autoscuole diventano un terno al lotto

Fedele Di Nunno

Situazione insostenibile per le autoscuole in provincia di Salerno: mancano gli esaminatori e si pensa a modi alternativi per risolvere il problema. Il fatto è stato denunciato dal presidente del Consorzio delle autoscuole riunite, Antonio Anastasio, dopo il comunicato ricevuto dalla motorizzazione di Salerno e firmato dal direttore. «Stiamo vivendo una situazione come settore di autoscuole- commenta Antonio Anastasio- drammatica. La motorizzazione, come ci è stato detto, non ha esaminatori e ha ridotto le sedute d’esame alle autoscuole del 70% sulle richieste fatte. Sappiamo, invece, che ci sono esaminatori che non vogliono allontanarsi dagli uffici per sostenere gli esami esterni. Stanno creando un danno economico alle attività, innanzitutto, e di conseguenza noi a nostra volta al consumatore, a chi viene da noi per prendere la patente: gli precludiamo delle possibilità d’esame a chi scade il foglio rosa e loro sono costretti a rifare tutta la pratica, pagando altri soldi. Un segretario è andato a parlare con il direttore, ma ci sono tre associazioni di categoria: c’è l’Unasca, la Confarc e l’Unica, di cui sono responsabile provinciale. Il direttore della motorizzazione ha mandato un’email oggi rivolta a tutte le autoscuole, dopo l’incontro con il rappresentante dell’Unasca e con alcune autoscuole e ha deciso di dare due esami in più, ogni tanto, seguendo le estrazioni della ruota di Napoli. Dobbiamo aspettare la ruota di Napoli, il numero che esce ed in base a questo poi fare delle prenotazioni, in ordine di chi l’ha effettuata per primo». Infatti, si legge nel l’email inviata alle autoscuole: “Le procedure ed i criteri stabiliti dal Dirigente per la prenotazione delle sedute d’esame sono i seguenti: la seduta d’esame conterrà 6 candidati, un’autoscuola potrà prenotare 2 candidati nello slot dedicato, secondo un ordine casuale saranno individuate le autoscuole che inizieranno ad essere abilitate alla prenotazione […]. Pertanto, si descrive la modalità di scelta delle autoscuole che inizieranno a prenotare negli slot dedicati: si chiamerà XYZ il codice dell’autoscuola che inizierà a prenotare. Tale codice si conoscerà dopo l’evento dell’Estrazione del Lotto di oggi 27 settembre e si formerà con le seguenti modalità: si visionerà l’Estrazione del Lotto di oggi e si prenderanno in considerazione i primi quattro numeri estratti sulla ruota di Napoli […]”. Il presidente del Consorzio sta valutando la possibilità di indire uno sciopero affinché sia chiaro alla motorizzazione di Salerno quali siano i diritti di chi paga le tasse e svolge una professione che opera sulla sicurezza: «Stiamo pensando come Consorzio che rappresenta il 70% delle autoscuole in provincia di Salerno di indire uno sciopero, comunicandolo anche al Prefetto, e bloccare la motorizzazione. Non possiamo più sostenere né le spese dei dipendenti né possiamo dare risposte negative a chi viene a sostenere l’esame della patente. Il nostro è un esercizio professionale e di sicurezza stradale: noi facciamo sicurezza, non siamo commercianti. Quindi, vogliamo i servizi che noi paghiamo alla motorizzazione; perché paghiamo la motorizzazione per fare gli esami, per avere gli esaminatori in trasferta: noi paghiamo tutto. Devono iniziare a rispettare la nostra categoria perché non è possibile aspettare quando in tv ci sono le estrazioni del lotto per avere gli esami in più. A breve farò una riunione con tutte le autoscuole che fanno parte del mio consorzio per decidere una giornata di sciopero. Il direttore ci deve ricevere immediatamente e rettificare su questa email che ha inviato anche perché ne ha discusso con un segretario che oggi rappresenta soltanto 10 autoscuole».




Autoscuole, il regolamento della discordia

Erika Noschese

Non accenna a placarsi la polemica sul consiglio provinciale tenutosi nella giornata di mercoledì che vedeva, tra i punti all’ordine del giorno, l’annullamento in autotutela della delibera e l’approvazione del nuovo regolamento circa le autoscuole. A scatenare le polemiche e mettere sul piede di guerra titolari delle autoscuole e i rappresentanti provinciali dei sindacati Unasca, Confarca e Unica il nuovo regolamento che, di fatto, liberalizza le autoscuole, senza alcuna distanza da rispettare tra un’attività e l’altra.

Ma cosa dice, in sostanza, il nuovo regolamento?

In tema di autoscuole la normativa statale non ha mai previsto distanze minime per il rilascio del titolo e che l’unica forma di contingentamento era, appunto, quella riferita al numero di abitanti. La polemica, fondamentalmente, è scoppiata proprio in virtù di questa normativa in quanto, il precedente regolamento provinciale prevedeva sia il rispetto del rapporto tra autoscuole/abitanti sia il rispetto delle distanze minime tra autoscuole.

E allora perchè la revoca?

La normativa sulla concorrenza ha escluso ogni possibilità di limitazione correlata al rapporto tra domanda ed offerta, incluse quelle che prevedano distanze minime. Per queste ragioni, il regolamento provinciale del 2011 ha riformulato il testo eliminando ogni limitazione non correlata ad “esigenze imperative di interesse generale”. Stando a quanto riferito, diverse sarebbero infatti le autoscuole, tra Eboli e Scafati, a cui non sarebbe stato concesso il nulla osta per il mancato rispetto della distanza minima tra un’attività e l’altra, salvo poi rivedere la cosiddetta legge Bersani che annulla anche i 200 metri di distanza per il rispetto della normativa sulla concorrenza. Una situazione complessa che, lo scorso 20 febbraio, ha visto il dirigente Domenico Ranesi esprimere parere sfavorevole in quanto il rispetto di una distanza minima dall’autoscuola piùvicina si configura come limitazione in violazione di legge all’accesso ed all’esercizio dell’attività di autoscuola, precisando però di non aver espresso alcun parere di regolarità tecnica e sottolineando che precisando che quello che si evince nella delibera va riferito esclusivamente alla proposta di deliberazione.

Autoscuola Gargano: «Non abbiamo nulla da dire»

«Non abbiamo nulla da aggiungere». Liquida così il titolare dell’autoscuola Gargano, ad Albanella che annuncia ora l’intenzione di prendere seri provvedimenti circa quanto sta accadendo. La scuola guida in questione, infatti, si è sentita tirata in ballo dopo la querelle post consiglio provinciale. Ad onor del vero, occorre specificare che con la vicenda in questione nulla hanno a che vedere se non per il nulla osta che è poi stato successivamente concesso, dopo una prima istanza di rigetto della domanda. Tante e diverse sono state le accuse lanciate sino ad ora ma non contro la scuola guida in questione. Se non fosse chiaro, infatti, ad essere tirati in ballo, in tutta quest’incresciosa vicenda, non sono altro che i dirigenti provinciali che – stando alle accuse lanciate e di cui abbiamo già parlato – avrebbero rivisto più volte la normativa in questione.




«Nessun abuso commesso da noi»

Erika Noschese

Il consiglio provinciale tenutosi nella mattinata di mercoledì ha trascinato con sé una scia di polemiche circa il terzo punto all’ordine del giorno: l’annullamento in autotutela della delibera e l’approvazione del nuovo regolamento per ciò che concerne il nulla osta all’apertura delle autoscuole. A tentare di chiarire la sua posizione è Domenico Ranesi il dirigente che ha concesso all’autoscuola Gargano, ad Albanella, di poter avviare la sua attività di fronte ad un’altra autoscuola.

Dottor Ranesi, in consiglio provinciale è stato votato l’annullamento della delibera e l’approvazione del nuovo regolamento. Una decisione, questa, che ha messo i titolari sul piede di guerra annunciando battaglia.

«Il mio punto di vista è quello del consiglio provinciale. Di più non posso aggiungere».

Pare ci siano state richieste per ottenere la concessione, non firmate da lei in quanto non rispettavano la distanza dei 200 metri.

«A me non risulta alcun diniego. Nessuna autoscuola ha chiesto di avere l’autorizzazione ed è stata bocciata sulla base del fatto delle distanze. L’autoscuola Gargano (quella di Albanella che ha poi dato vita alle polemiche ndr) è stata la prima ad avercelo chiesto, pur non rispettano la distanza dei 200 metri. Noi, in prima battuta, abbiamo detto di no, interpretando erroneamente un vecchio regolamento. Poi, dopo una richiesta più approfondita, abbiamo verificato che il vecchio regolamento non valeva più. Per cui alla luce della nuova normativa, la Bersani, abbiamo deciso di concedere il nulla osta e dunque l’autorizzazione. Da qui è nata tutta la polemica e abbiamo anche cambiato il regolamento, rendendolo conforme alla normativa esiste».

Il regolamento di cui parla però non sarebbe mai stato visionato dai titolari delle autoscuole e dai sindacati che si stanno occupando della vicenda.

«Il regolamento, emendato dal consiglio provinciale e poi ieri (mercoledì per chi legge ndr) è stato approvato nella sua forma definitiva. Nessuna distanza perché la legge non lo consente in quanto sarebbe una limitazione della concorrenza». Le sigle sindacali ora annunciano azioni penali. «Io non sono nessuno per dire se ci sono gli estremi per avviare azioni legali. Io ho solo interpretato la legge nel modo più corretto, poi magari abbiamo sbagliato ma non voglio entrare in polemiche»

La replica/ Nico Mazzeo: «Il dirigente ha modificato la legge a suo piacimento diverse volte»

«Io ho una visione di contrasto, così come i miei colleghi, rispetto a quella dei dirigenti provinciali». lo ha dichiarato il responsabile provinciale di Confarca, in merito alle decisioni prese in consiglio provinciale circa l’approvazione del nuovo regolamento che, di fatto, liberalizza le autoscuole, senza alcun vincolo di distanze. «In questo momento storico, visto che la Provincia si è determinata prima in un modo e poi ha modificato la sua valutazione, noi non possiamo fare altro che aspettare quello che sarà il giudizio dei tribunali. Mi associo alle parole di Antonio Anastasio, siamo pronti a qualsiasi procedimento, anche penale, per una valutazione generale», ha poi aggiunto Mazzeo, spiegando che alla stesura del regolamento avrebbero dovuto partecipare anche i sindacati. E in merito alle dichiarazioni del dirigente provinciale che ha concesso il nulla osta alla scuola guida di Albanella, dice: «Il dirigente, come in tutte le iniziative intraprese fino ad oggi, ha lavorato in totale autonomia senza confrontarsi con nessuno. Noi non crediamo che questo sia giusto e stiamo valutando tutte le iniziative. Se c’è un riscontro penale lo valuteremo, parleremo con gli avvocati e con i rappresentanti della categoria perché siamo in tanti, nella provincia di Salerno. L’ente Provincia non solo non ci ha considerato ma ha bypassato qualsiasi tipo di iniziativa, con un dirigente che più volte ha modificato i suoi atti, continuando su questa linea».

In merito alle dichiarazioni del dirigente che parla di una prima interpretazione erronea della legge che, in prima istanza, ne ha vietato l’apertura?

«Allora, il dirigente ha sbagliato dal 2007 ad oggi. Tra l’altro, nell’ultimo anno, ha interpretando la legge in modo diverso, diverse volte per questo abbiamo fatto il ricorso al Tar: non capiamo quale regolamento è stato preso in considerazione, in che termini e che modi, modificando ogni volta a suo piacimento la norma».

Unasca/ David Nola: «Azioni legali per tutelare la categoria»

«Noi siamo rimasti interdetti per la modalità con cui è stata fatta quest’azione perchè, fino a pochi giorni prima, non si sapevo cosa avrebbero fatto in consiglio provinciale e cosa avrebbero rigettato». Lo ha dichiarato David Nola, del sindacato Unasca, intervenuto in merito alla querelle sorta post consiglio provinciale. «Nello stesso giorno, poi, hanno approvato un nuovo regolamento, privo dell’emendamento che andava ad aiutare le famiglie che hanno investito in quest’attività, cercando di tutelarle. Con la caduta di quest’emendamento, questo diventerà sempre più difficile», ha detto ancora David Nola, spiegando – ancora una volta – che la legge Bersani permette ora ad un’autoscuola di aprirsi anche di fronte ad un’altra già presente, senza alcun vincolo o impedimento. «Stiamo valutando con i nostri avvocati quali azioni legali possiamo intraprendere per tutelare la categoria», ha aggiunto. Dall’Unasca, infatti, hanno spiegato che il regolamento non è stato presentato ai sindacati prima dell’approvazione, non aprendo un tavolo per le trattative e la stesura del nuovo regolamento. «Noi, di fatto, non abbiamo idea del regolamento approvato dai consiglieri. Per ipotesi, possiamo pensare che si tratti di quello precedente ma non abbiamo ancora alcuna certezza in merito. Se dovessero esserci gli estremi per una denuncia per abuso d’ufficio, anche nei confronti degli stessi consiglieri provinciali, noi non ci tiriamo indietro e procediamo tranquillamente». Un pensiero, quello di Nola che va di pari passo con quello di Antonio Anastasio che, subito dopo il consiglio provinciale, ha annunciato l’intenzione di intraprendere azioni penali non solo per abuso d’ufficio ma anche per eventuali altri reati che potrebbero emergere da questo procedimento. In attesa della sentenza del Tar, i sindacati annunciano l’intenzione di intraprendere tutte le azioni necessarie per tutelare il lavoro di chi, da anni, è presente sul territorio, e che ora – grazie alla Bersani – si potrebbe trovare costretto a dover rinunciare alla propria attività, a causa della concorrenza.

L’accusa/ Antonio Anastasio: «Il “presidente” della Provincia è Ranesi»

«Il “presidente” della Provincia Ranesi sta semplicemente tentando di togliere di mezzo la questione, per evitare di affrontarla nel corso del prossimo consiglio provinciale». Lo ha dichiarato Antonio Anastasio che si sta battendo affinché si eviti la liberalizzazione delle scuole guida. Anastasio, con una sottile ironia, definisce Ranesi – il dirigente reo di aver firmato la concessione per l’autoscuola di Albanella – il “presidente”, rimarcando che il ruolo principale non sembra rivestirlo Giuseppe Canfora ma il dirigente in questione. «Inizialmente, la concessione non era stata concessa poi, forse ricordandosi di un errore, è stato concesso il nulla osta. Un errore che è stato portato avanti per 7 anni? Perchè solo con la Gargano e non con gli altri?», si chiede ancora il responsabile provinciale di Unica Consorzi. Intanto, nei prossimo giorni, Unica, Confarca e Unasca hanno annunciato l’intenzione di dar vita ad uno sciopero.

Le dichiarazioni/ «Si tratta di terrorismo politico», autoscuole sul piede di guerra 

«E’ stato un atto di terrorismo politico». Parla così Francesco Galderisi, il titolare dell’autoscuola Pastena 1 in seguito a quanto accaduto in consiglio provinciale, con l’approvazione del nuovo regolamento che di fatto liberalizza le nuove aperture, senza alcun vincolo di distanza. La decisione ha fatto storcere il naso a parecchi titolari come l’autoscuola Marino o la Sprint, di via Michele Vernieri. La querelle è nata dopo la concessione rilasciata all’autoscuola Gargano di Albanella, apertasi proprio di fronte ad un’altra attività dello stesso tipo. «La liberalizzazione ci sta rovinando tutti. Ha tolto il lavoro anche a chi ce l’aveva perchè abbiamo già il problema degli iscritti, a causa del calo delle nascite ed è già molto circoscritto. Se arrivano nuove autoscuole, non togliamo il lavoro a chi non ce l’ha ma anche a chi un lavoro ce l’ha, grazie magari ad un’attività avviata da anni», ha dichiarato invece la titolare dell’autoscuola Marino che mette in discussione anche l’altro requisito, il parco veicoli completo: «Non è giusto ma dobbiamo adeguarci alla legge. Non possiamo far altro». Dello stesso parere anche il titolare della scuola guida Sprint: «E’ una grande stupidaggine. Se prima ci voleva un certo numero di abitanti, almeno 22mila, ora con la liberalizzazione l’autoscuola sembra diventata un mercato rionale. Svolgo quest’attività da 50 anni e ad oggi è una vergogna. Non possiamo avere due attività uguali l’una di fronte l’altra, la distanza dovrebbe essere anche superiore ai 500 metri. Poi, il parco veicoli completo è impossibile averlo». La legge Bersani sembra dunque aver messo in allarme i titolari delle scuola guida che rifiutano quanto approvato in consiglio provinciale dai consiglieri di maggioranza e minoranza, non senza polemiche, caos e confusione generale. «A noi non è giunto alcun regolamento. Pretendiamo di leggerlo», ha spiegato ancora Francesco Galderisi che – tra l’altro – fa parte del sindacato Unasca e si sta battendo affinché si intervenga in merito alla questione prima della sentenza del Tar, attesa per fine settembre inizio ottobre. L’Agicom, infatti, si sta occupando della tutela dei consumatori, senza tenere effettivamente in considerazione le difficoltà che si ritroverebbero a vivere, invece, le autoscuole presenti sul territorio da anni.




Regolamento autoscuole in Provincia nessun accordo

Erika Noschese

Regolamento autoscuole: il consiglio provinciale termina con un nulla di fatto. Una lunga discussione incentrata sul punto all’ordine del giorno per poi rimandare l’argomento alla prossima seduta. Intanto, nell’assise provinciale, svoltasi ieri mattina, la Lega ha fatto il suo ingresso ufficiale a Palazzo Sant’Agostino con il passaggio di Domenico Di Giorgio da Forza Italia alla Lega. Adesione che è stata annunciata dal presidenete della giunta Giuseppe Canfora. Una notizia accompagnata da momenti di velato sarcasmo, quale ad esempio quello del sindaco di Bellizzi, Mimmo Volpe il quale ha fatto notare il “salto di qualità” fatto dal partito di Matteo Salvini che non solo è riuscito ad ottenere un ottimo risultato al sud ma, a livello locale, ha fatto il suo ingresso ufficiale tanto a Palazzo di Città quanto a Palazzo Sant’Agostino. Tra i punti all’ordine del giorno vi era la presa d’atto dell’avvio della procedura di liquidazione della società per azioni Ecoambiente Salerno Spa che, su proposta del capogruppo Pd, Carmelo Stanziola, è stata rinviata a causa della mancanza del parere del revisore dei conti. Le polemiche, invece, non sono mancate quando si è centrata l’attenzione sull’annullamento, in autotutela, della delibera che riguarda le autoscuole e l’approvazione del regolamento per la disciplina delle attività delle stesse e dei centri d’istruzione automobilistica presenti sul territorio della provincia di Salerno. Considerato lo scontro e le divergenze di opinioni sull’argomento i consiglieri hanno chiesto di potersi ritirare 10 minuti per discutere tra di loro, prima di procedere. Una richiesta approvata da Canfora. Al ritorno in aula, però, la situazione sembrava tutt’altro che chiara tanto che Giuseppe Fabbricatore ha lasciato l’aula. Il consigliere Domenico Volpe, ha più volte proposto di ritornare sul punto, al prossimo consiglio provinciale, per eventuali modifiche al regolamento che prevede una distanza di 500 metri tra un’autoscuola e l’altra e la necessità di avere un parco veicoli completo al fine di avviare l’attività. Il consigliere Marcello Ametrano ha proposto un emendamento, messo agli atti, con l’impegno – da parte del capogruppo di maggioranza – di discuterne nel corso della prossima assise provinciale, che prevede la distanza di 200 metri e non di 500, garantendo il livello occupazionale e tutelando i lavoratori. In una situazione di caos totale si è poi proceduto alla votazione che ha ottenuto l’unanimità. L’obiettivo, infatti, è quello di evitare che l’Agicom possa notificare il prossimo 28 aprile una sanzione. Secondo Antonio Anastasio, referente provinciale Unasca l’ordine del giorno prevedeva solo l’annullamento della delibera e per tale motivo si è detto pronto alla battaglia. Infatti, sono già state annunciate azioni penali nei confronti dei singoli consiglieri provinciali che hanno votato in maniera favorevole. Secondo Anastasio, così facendo, avrebbero procurato danno alla categoria e ai lavoratori commettendo un abuso d’ufficio, blindando la posizione del dirigente in vista della sentenza del Tar, senza tener conto dei livelli occupazionali e della posizione dei sindacati nazionali che si stanno occupando della vicenda. La delibera, intanto, sarà impugnata per poi capire cosa potrebbe accadere al prossimo consiglio provinciale quando l’argomento dovrebbe nuovamente essere messo all’ordine del giorno.




Autoscuole, i sindacati attaccano: «Si ritiri il punto dall’odg in Provincia»

Marco Giannattasio

Non si ferma la battaglia delle autoscuole della provincia di Salerno contro i vertici di Palazzo Sant’Agostino. Al centro del contendere il regolamento per la disciplina delle attività, approvato a gennaio all’unanimità dal consiglio provinciale. Oggi, infatti, all’ordine del giorno del consiglio provinciale è previsto l’annullamento in autotutela della delibera di Consiglio numero 2 del 15 gennaio 2018. Una decisione presa dopo che Palazzo Sant’Agostino aveva chiesto un parere all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha sostenuto che “l’attività di autoscuola deve essere valutata alla luce dei principi di liberalizzazione e concorrenza di cui alla Direttiva relativa ai servizi nel mercato interno e al decreto legislativo 26 marzo 2010”. In buona sostanza, l’attività di autoscuola viene equiparata ad una qualunque altra attività commerciale. Anastasio insieme con i vertici provinciali di Unasca, Confarca e Unica Consorzi gli altri membri del Consorzio “Car” di Salerno si dichiarano apertamente contrari, dichiarando: “E’ assurdo che il Consiglio Provinciale revochi una propria decisione sulla base di un parere di un’Autorità che nulla ha a che fare con la nostra categoria. Ci auguriamo che i consiglieri provinciali, nella seduta di domani, non subiscano terrorismo burocratico da parte di qualche dirigente di Palazzo Sant’Agostino su un provvedimento fatto in piena autonomia dalla politica. Ci siamo già confrontati con un avvocato penalista perché, a nostro avviso, potrebbe configurarsi il reato di abuso d’ufficio, poiché si continua a non rispettare gli interessi di un’intera categoria ma, semplicemente, si continua a far prevalere l’interesse personale di qualche singolo. Il nostro auspicio è che nella seduta di domani (oggi per chi legge) il punto all’ordine del giorno venga revocato e la discussione rimandata in attesa del pronunciamento nel merito da parte del Tar di Salerno, previsto per il prossimo mese di settembre, così come era stato deciso in una riunione congiunta tra sindacati, dirigente e il delegato ai Trasporti della Provincia di Salerno, Paolo Imparato. Siamo di fronte ad un’accelerazione che non comprendiamo nella maniera più assoluta. Speriamo che ci si possa ravvedere e che si ritorni ad un confronto serio e trasparente tra le parti, ci sono responsabilità penali che devono essere prese dal colpevole senza lasciarle alla politica”.




Autoscuole in rivolta, denunciato Ranesi

Erika Noschese

Un’autoscuola aperta a Matinelle a 70 metri di distanza l’una dall’altra. È stato questo a scatenare l’ira delle autoscuole della provincia di Salerno, in rivolta contro la Provincia. Nella mattinata di ieri, presso la sede del Centro d’Istruzione Automobilistico Car di Salerno (che raggruppa il 95% delle autoscuole della provincia) si è tenuta una riunione sindacale con Confarca e Unasca, oltre a diversi titolari di autoscuole. Oggetto dell’incontro il nulla osta rilasciato dalla Provincia di Salerno lo scorso 23 novembre con il quale è stata data l’autorizzazione, dopo un parere dell’Avvocatura della Provincia, all’apertura di nuova autoscuola sul territorio provinciale. Antonio Anastasio, presidente del Consorzio, ha reso noto di aver diffidato Domenico Ranesi, dirigente competente della Provincia di Salerno, reo di non aver rispettato il regolamento provinciale per quanto concerne le distanze da tenere tra un’autoscuola e l’altra. Dunque, un provvedimento ad personam, come sostiene il presidente del Consorzio che annuncia così di aver intrapreso un’azione legale nei confronti del dirigente provinciale Ranesi che ora avrebbe 5 giorni di tempo per revocare l’autorizzazione all’apertura della nuova autoscuola, altrimenti si renderà necessario il passaggio al Tribunale amministrativo ed alla Procura della Repubblica per chiedere di verificare l’esistenza di eventuali responsabilità penali e civili. Attualmente, il regolamento del 2011 prevede una distanza di 200 metri per le autoscuole situate nello stesso Comune e di 500 metri per quelle situate nei Comuni limitrofi, anche se in province diverse. «Con questo provvedimento, sostengono i titolari di autoscuole, si è scavalcato l’autonomia politica del Presidente della Provincia e dell’intero consiglio provinciale». «Si tratta di un provvedimento ingiustificato da parte del dirigente provinciale, che arriva tra l’altro in un momento delicato per tutto il comparto, che da mesi ha avviato un confronto con la Provincia per la stesura del nuovo regolamento», hanno poi dichiarato i titolari. «La decisione del dirigente ha scatenato una bufera perché è stato fatto un interesse ad personam e non della categoria perché mentre l’attuale regolamento provinciale prevede le distanze minime tra le autoscuole ed altri requisiti tecnici, oggi con quello che ha fatto il dirigente ha dato il nulla osta ad un’autoscuola per aprire inferiore a 200 metri. Il settore delle autoscuole non è il settore del commercio, non siamo una categoria commerciale ma siamo artigiani e professionisti per questo la Bersani demandò la regolamentazione di queste attività artigianali e professionali alla Provincia di Salerno», ha dichiarato Anastasio. Inoltre, dopo vari incontri tra i sindacati ed il consigliere provinciale con delega ai Trasporti, Imparato Paolo, è stata aumentata la distanza obbligatoria tra un’autoscuola e l’altra non più di 200 metri ma passando da