Sarà l’esame autoptico a stabilire eventuali responsabilità

di Pina Ferro

Stabilire se vi è un nesso tra la setticemia sviluppatasi a seguito della perforazione dell’intestino e il decesso. E’ quanto dovrà stabilire l’esame autoptico che sarà effettuato nel pomeriggio di oggi sulla salma del professore Antonello Crisci, deceduto martedì mattina. Il sostituto procuratore Maria Benincasa, titolare del fascicolo investigativo aperto a seguito dell’intervento chirurgico alla colicisti effettuato in laparoscopica e delle complicanze subentrate (perforazione dell’intestino), alle 16 di oggi, conferirà l’incarico al medico legale Sfinisci dell’Università “La Sapienza” di Roma. Con l’ammattono patologo di fama nazionale, in sala autoptica vi saranno anche un infettivologo ed un chirurgo. Anche la famiglia del professore Crisci ha nominato un medico legale di Parte, si tratta del dottor Giuseppe Consolavo che presenzierà all’esame unitamente a un rianimatore ed un chirurgo di parte. L’autopsia dovrebbe avere inizio alle ore 16,30 presso l’obitorio del “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” dove la salma è a disposizione della magistratura. Era il luglio del 2018 quando Antonello Crisci entra in sala operatoria per sottoporsi ad un’intervento alla colicisti. L’intervento fu effettuato in laparoscopica, in una struttura accreditata salernitana. Durante l’operazione vi fu la perforazione dell’intestino, non immediatamente diagnosticata. Le condizioni del medico peggiorarono con il passare delle ore. Furono i familiari del noto medico salernitano a chiedere con insistenza il trasferimento al Ruggi. Purtroppo, le condizioni del professore Crisci era già disperate. Successivamente fu trasferito prima presso il Centro del risveglio Crotone in una struttura specializzata e successivamente a Salerno.




Scivola dall’imbarcazione, Francesco Guzzo muore annegato

Erika Noschese

Il mare continua a mietere vittime. È di questa mattina la tragica notizia di un cadavere rinvenuto a largo di Scario, a San Giovanni a Piro. Si tratta del 47enne, Francesco Guzzo, uscito con la sua barca per una battuta di pesca. La vittima sarebbe scivolata dall’imbarcazione, finendo così in acqua. Morte per annegamento, dunque, dopo vari tentativi di risalire a bordo della barca, senza successo. A segnalare il corpo senza vita alcuni bagnanti che hanno notato qualcosa galleggiare a circa un miglio dalla costa. Sul posto la guardia costiera di Palinuro, guidata dal comandante Giovanni Paolo Arcangeli, giunta sul posto con una motovedetta. Una volta recuperato, il cadavere è stato trasferito al porto di Policastro Bussentino e da qui all’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania a disposizione dell’autorità giudiziaria quando, fra 24 ore circa, verrà effettuato l’esame autoptico. Stando alle prime notizie, Guzzo, residente a San Giovanni a Piro, era partito dal porto di Scario nella primissima mattinata per andare ad un lido verso sud. È deceduto per annegamento. La barca è stata posta sotto sequestro e i familiari hanno già proceduto con il riconoscimento del corpo.




Travolto da un treno in corsa

Francesco Falcione

Un incidente ferroviario mortale si è verificato nella serata di ieri a Battipaglia, al passaggio a livello di via Fosso Pioppo. Ad essere travolto ed ucciso dal convoglio in transito è stato un uomo di 41 anni. Ancora poco chiara la dinamica alla base della tragedia, sembrerebbe essere stato un suicidio. Tutti i treni sono stati completamente bloccati e gli oltre 400 passeggeri fatti scendere alla stazione di Battipaglia.L’uomo travolto dal treno è un 41enne che nel pomeriggio di ieri aveva lasciato la sua abitazione senza dare più notizie di sé- I familiari preoccupati avevano allertato le forze dell’ordine che avevano cominciato le ricerche sul territorio cittadino e non solo. Il treno dell’incidente è un regionale della linea Napoli – Battipaglia. Sul posto è immediatamente giunta la Polizia Ferroviaria, coadiuvata dalla Polizia Municipale di Battipaglia. Il magistrato di turno, il dottor Roberto Penna ha incaricato ufficialmente il medico legale Giovanni Zotti a procedere al primo esame esterno del cadavere. I vigili urbani, coordinati dal comandante Gerardo Iuliano, hanno tenuto sotto controllo la situazione e agevolato il traffico cittadino durante tutta la serata. La salma, ricomposta è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale di Battipaglia. Il traffico dei treni ha subito grossi rallentamenti. I passeggeri dei treni bloccati, sono stati fatti accomodare nella stazione di Battipaglia in attesa di poter ripartire una volta libera la strada ferrata.




Sedati e cosparsi di alcol Poi la morte per asfissia

Pina Ferro

Sedati e cosparsi di alcol, ma la morte sarebbe giunta per asfissia e non per le ustioni riportate. Questa è l’ipotesi formulata, ieri mattina, dai medici legali che hanno effettuato l’esame sui corpi di Iole De Marco, di Franco e Donato Papa, deceduti mercoledì scorso nel loro appartamento di via Tommaso Sanseverino della cittadina capofila della Valle dell’Irno. Ad eseguire l’esame necroscopico è stato il medico legale Giuseppe Consalvo su disposizione della Procura di Nocera Inferiore che ha apeto un’inchiesta. Al momento non vi è alcuna certezza sul decesso di madre e figli anche se dall’esame eseguito è stato possibile dar forza a quella che era la pista dell’omicidio – suicidio già ipotizzato dagli investigatori già nelle ore immediatamente successive al ritrovamento dei tre cadaveri. La certezza arriverà tra qualche settimana, quando saranno pronti gli esami tossicologici sui tessuti prelevati dalle tre salme. «E’ verosimile pensare che i tre non siano morti per le fiamme ma dipo aver respirato il monossido di carbonio – ha spiegato il dottor Antonello Crisci, responsabile dell’istituto di medicina legale dell’ospedale Fucito di Mercato San Severino – Probabilmente il fratello che soffriva di depressione ha dapprima sedato la madre ed il germano e successivamente li ha cosparsi di alcol. Particolare questo che è stato ipotizzato dall’esame delle salme: presentano ustioni solo sulla parte anteriore e fino alle gambe». E’ stato pensato all’alcol per la tipologia di ustioni presentate dai corpi: non molto profonde e di secondo grado. «Ed è anche ipotizzabile che il 58enne dopo aver sedato la madre ed il fratello e posto in atto l’intento omicida si sia accucciato accanto alla madre dove poi sarebbe stato ritrovato e si sarebbe lasciato morire». Ha aggiunto Crisci. Ovviamente ora tali ipotesi dovranno trovare un riscontro negli esami tossicologici. Le salme sono state liberate e restituite ai familiari per il rito funebre che è in programma per oggi. Intanto, alcuni fedeli della Parrocchia “S.Antonio” di Mercato San Severino hanno lanciato l’idea di dedicare una sala del convento a Franco Papa. Questi era un cultore di latino e greco ed aveva una grande fede. Tutte le domeniche in chiesa leggeva le Sacre scritture. Ogni giorno, si fermava nella cappellina esterna alla chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova, in cui c’è l’adorazione permanente dell’Eucaristia




Le 26 donne morte annegate

Erika Noschese

Le ventisei giovani migranti morte a largo di acque internazionali e giunte a Salerno lo scorso 5 novembre, a bordo della nave mili- tare spagnola “Cantabria” riceveranno degna sepoltura. Venerdì 17, alle ore 10, saranno in- fatti celebrati i funerali presso il Cimitero Monumentale di Salerno. In tale occasione, il Comune di Salerno ha proclamato lutto cittadino e, in segno di rispetto, verranno simbolicamente spente le Luci d’Artista dalle 18.30 alle 19. Al rito funebre prenderanno parte monsignor Luigi Moretti e l’Imam Abderrhmane Es Sbaa. Nove delle salme verranno sepolte nel cimitero di Salerno mentre le restanti in alcuni comuni limitrofi quali Petina, Sassano, Montesano sulla Marcellana, Battipaglia, Contursi Terme, Novi Velia, Polla, Atena Lucana, Montecorvino Rovella, Pellezzano, Baronissi, Pontecagnano, Sala Consilina. Inoltre, sembra data per certa la presenza del ministro dell’Interno Marco Minniti che dovrebbe prendere parte al rito funebre. I migranti ed i cadaveri giunti in città sono stati soccorsi e recuperati in quattro diverse operazioni effettuate a largo delle coste libiche lo scorso 3 novembre. In particolare, 146 migranti – di cui 28 bambini, 97 uomini, 21 donne ( di cui 3 in- cinte) – sono state recuperate a bordo di un gommone della nave spagnola Cantabria; altri 64 migranti – di cui 6 bambini, 36 uominie 26donne(dicui2instato di gravidanza) – sono state recuperate in mare dopo il parziale affondamento del gommone su cui viaggiavano insieme ad altre 86 corpi dispersi in mare proprio in seguito all’affondamento del gommone e dunque, quasi certamente, morti per annegamento. Anche in questo caso, i migranti vivi ed i corpi recuperati sono stati portati a bordo della Cantabria. La terza operazione di salvataggio ha permesso di recuperare 140 migranti – di cui 12 bambini, 88 uomini e 40 donne – che viaggiavano a bordo di un gommone della M/N Bergamini della Marina Militare italiana e successivamente trasbordati sulla nave militare spagnola che si è poi diretta verso il porto di Salerno. L’ultima operazione ha permesso il recupero di 1821 migranti, di cui solo 53 salvati ( 8 bambini, 39 uomini e 6 donne di cui due incinte) che erano a bordo della nave irlandese L.E. Niamh e poi trasferiti a bordo della Cantabria. Durante quest’ultimo salvataggio sono state recuperate anche 23 salme delle giovani nigeriane mentre altre tre erano a bordo della Bergamelli, la nave italiana che ha recuperato i migranti vivi ed i cadaveri in mare Libico. Sul corpo delle salme sono state effettuate visite esterne ed esame au- toptico. Il pool di medici legali, coordinati dal professor Crisci, ha indicato come causa della morte l’asfissia per annegamento mentre in un caso, il decesso è riconduci- bile allo shock emorragico dovuto alla rottura del fegato, senza però evidenti segni esterni da rapportare ad eventi traumatici avvenuti prima della caduta in acqua e dunque ipoteticamente attribuibile al- l’impatto contro le superfici solide smusse. Sulle salme, dunque, non sono stati riscontrati segni di violenza fisica o sessuale recente. Dopo l’effettuazione dei prelievi dei campioni necessari ad una futura identificazione, la Procura di Salerno ha emesso il nulla osta al seppellimento dei cadaveri e – previa autorizzazione da parte del Tribunale Civile di Salerno – saranno seppellite anche le salme non identificate mentre il Tribunale Civile ha autorizzato la tumulazione dei corpi non ancora formalmente identificati. Due cadaveri sono stati riconosciuti nel primo caso dal marito e nel secondo da un fratello. Si tratta di Marian Shaka, di fede musulmana, e Osato Osaro, di fede cristiana. Intanto, la Polizia Giudiziaria sta procedendo al tentativo di rintraccio dei parenti delle altre vittime, avvalendosi dei numeri di cellulare rinvenuti nascosti tra i vestiti delle donne morte, oltre ad inoltrare le fotografie dei loro volti alle Ambasciate in Italia degli Stati di presunta provenienza delle giovani donne. Ad oggi è stato possibile contattare telefonicamente i familiari di tre donne decedute che hanno fornito le generalità dei parenti di cui non avevano più notizie che sarebbe originarie della Nigeria.




Scafati. Morte di Alfonso Gallo, indagato medico del 118

Di Adriano Falanga

Morte di Alfonso Gallo, finisce sul registro degli indagati il medico in servizio sull’ambulanza del 118 che ha soccorso lunedì sera l’ex benzinaio scafatese. Sarà l’autopsia disposta dal pubblico ministero Roberto Lenza a chiarire la dinamica che ha stroncato la vita di Alfonso, ad appena 55 anni. Sequestrato anche il referto stilato dal medico, A.F. classe 1953. Liberata la salma, i funerali si terranno domani mattina alle 9 presso la parrocchia Santa Maria Delle Grazie. Gallo, noto in città per la sua militanza nel Meet up del Movimento Cinque Stelle locale, era a casa sua in via Cavallaro lunedì sera. Erano diversi giorni che si sentiva poco bene, fino a che i familiari non hanno ritenuto opportuno chiamare i soccorsi.  Una volta sul posto, stando a quanto racconta la famiglia dell’uomo, i sanitari gli avrebbero diagnosticato una crisi d’ansia, e somministrato ansiolitici. Trascurato un particolare fondamentale: Alfonso era cardiopatico, era stato operato a cuore aperto anni fa per una valvulopatia mitralica, una patologia che impedisce il corretto passaggio di sangue durante le contrazioni del cuore. Nonostante questo, il medico non ha ritenuto opportuno trasferirlo presso una struttura ospedaliera per gli accertamenti del caso. Ed è qui che dovrà sciogliere il nodo l’autopsia, capire le reali condizioni dell’uomo nel momento in cui è arrivata l’equipe sanitaria la prima volta. L’uomo però non si stabilizza, continua a chiedere la somministrazione di ossigeno. Viene chiamata un’altra volta il 118 e a distanza di qualche ora sul posto di nuovo la stessa squadra di sanitari. Le condizioni dell’uomo precipitano e nonostante ogni tentativo di rianimarlo, viene constatato il decesso.




Nocera Inferiore. Decesso a Villa Chiarugi: il giallo dell’ematoma

NOCERA INFERIORE. Bisogna comprendere se l’ematoma subdurale sia la causa del decesso o di altra patologia. Da questa analisi dipnderà l’eventuale responsabilità dei due sanitari di Villa Chiarugi” indagati per il decesso del 63enne Carmine Mosca, paziente della casa di cura psichiatricamorto lunedì all’ospedale di Nocera Inferiore Dall'autopsia, eseguita dal emdico legale Giovanni Zotti su ordine del pm Cioncada,  sono emerse le non buone condizioni generali del paziente, ricoverato da circa un mese in terapia intensiva, all’Umberto I. Nato a Pagani, era stato ricoverato in ospedale dopo un periodo di cura presso la struttura psichiatrica, per un'emorragia celebrale. Il 63enne, affetto da «demenza cronica delirante», era a Villa Chiarugi dallo 15 gennaio. La sorella, aveva raccontato di alcune ferite  riportate dal fratello.




Scafati. Bastonato alla testa e seviziato

SCAFATI. Ucciso da una bastonata o da una martellata alla testa, mentre con un coltelo avrebbero procurato diverse ferite in varie parte del corpo. Questo l’eseito dell’autopsia sul cadavere del marocchino Mohamed Assam, assassinato brutalmente nella sua abitazione nel Cortile Fienga di via San Pietro. E ad agire potrebbero essere state anche più persone, di grossa stazza.  Il 32enne, secondo i primi risultati dell’esame autoptico avrebbe solo per pochi istanti cercato di difendersi: forse preso di sorpresa non ha avuto più la forza di opporsi ai suoi o al suo killer che hanno continuato a colpirlo. Nei prossimi giorni, il medico legale Antonio Mirabella, incontrerà i carabinieri per avere più chiara la vicenda. Parallelamente si indaga a tutto campo per capire cosa sia successo al 32enne. I carabinieri del reparto territoriale di Nocera in questi giorni stanno cercando di stringere il cerchio sugli assassini di Mohammed Assam. La pista più battuta resta quella di una spedizione punitiva ed inoltre sembra sempre più accreditata l’ipotesi secondo cui a compiere questo vile gesto sia stato uno o più connazionali del 32enne. Una sorta di resa dei conti per un misfatto che lo stesso Mohammed Assam avrebbe compiuto. Ieri in questo senso, sono state effettuate diverse perquisizioni a casa di alcuni extracomunitari presenti a San Pietro e che avrebbero avuto dei litigi in passato con il 32enne. Eppure il giovane, molto conosciuto in città, era benvoluto e nessuno poteva immaginare per lui una fine del genere. Picchiato ferocemente, è stato lasciato attaccato al letto come un sacco di patate, per oltre 24 è morto il giorno dopo in ospedale a Nocera Inferiore.  Una tragedia che ha scosso la comunità che chiede maggiore sicurezza e più controlli per impedire che fatti del genere si ripetano. (v.c.)




Pagani. Matricidio: oggi l’autopsia sul cadavere di Antonietta De Martino e l’interrogatorio del figlio

PAGANI. Oggi il conferimento incarico per l’autopsia sul cadavere dell’85enne Anna De Martino, l’anziana uccisa, lunedì scorso, dal figlio, il 52enne Aniello Giordano. Nelle stesse ore, al carcere di Salerno, Giordano sarà sottoposto ad udienza di convalida dell’arresto.




Pagani. Oggi o domani l’autopsia su Rosa Izzo, venerdì il rientro in Italia

PAGANI / CASTEL SAN GIORGIO.  Ancora rinviata l’autopsia sul cadavere di Rosa Izzo. I medici marocchini probabilmente eseguiranno oggi o al massimo domani l’esame autoptico. Il corpo della povera Rosa dovrebbero rientrare in Italia venerdì prossimo.

E’ rientrato in Italia, invece, Raffaele Cirota, compagno di Rosa e rimasto illeso nell’incidente stradale.

Emergono, in queste ore, altri particolari sul sinistro mortale  avvenuto alle porte di Rabat su una strada a scorrimento veloce. Due marocchini erano seduti nella parte anteriore della vettura su cui viaggiavano sul sedile posteriore Cirota e la Izzo. L’auto avrebbe sbandato e sarebbe finita a carambola sui lati della strada e su una rotatoria. Rosa sarebbe stata letteralmente espulsa dall’abitacolo dalla forza centrifuga e per le ferite procurate nella caduta a terra sarebbe morta sul colpo. L’autopsia potrà rilevare ulteriori particolari utili a comprendere la dinamica del sinistro stradale. Pare che una delle componenti dell’incidente sia stata la velocità non adatta a quel tratto di strada, ma questo a stabilirlo saranno le autorità locali.

Secondo alcune voci, inoltre, pare che uno dei due marocchini sia stato a Pagani o abitasse nella città alfonsiana.