Voglio un mondo pulito conclude la sua stagione estiva: i volontari hanno ripulito la spiaggia di S.Allende

Si è conclusa nella giornata di sabato la stagione estiva di attività relative alla pulizia delle spiagge ad opera dei volontari di Voglio un mondo pulito. Per  motivi di sicurezza anti Covid, i giovani attivisti hanno scelto di stare su un tratto di via S. Allende e nonostante i nostri continui hanno trovato di nuovo cumuli di rifiuti abbandonati in spiaggia. “Cosa ci sentiamo di dire? Che la strada da fare è lunga, anche perché qualche minoranza ci ha preso per spazzini gratis che levano la loro immondizia. Ma mica ci si può arrendere per colpa di pochi incivili? Abbiate rispetto per l’ambiente, e magari perché no, anche per chi ha deciso di tutelarlo gratis”, ha dichiarato il fondatore di Voglio un mondo Pulito, Francesco Ronca.




Potere al Popolo in strada per il “No Minniti Day” Raccolti indumenti per i senza fissa dimora

Potere al Popolo si appresta a partecipare attiva- mente alle politiche 2018 e da inizio alla campagna elettorale, in contemporanea a Nocera Inferiore e a Salerno. Per i candidati di Potere al popolo, quella di ieri, è stata una giornata all’insegna della cooperazione e della solidarietà “No Minniti Day!”. Nel corso della mattinata, gli attivisti del movimento politico hanno incontrato i cittadini, distribuendo loro materiale informativo ma soprattutto per contribuire alla raccolta di indumenti per i senza fissa di- mora italiani e migranti «perché vi assicuriamo che dormono tutti uguale,eh! Sentono tutti lo stesso freddo, c’hanno tutti le stesse coperte addosso, nostalgia di casa e qualche sogno nella testa», hanno detto gli attivisti presenti in piazza, sia a Salerno che a Nocera Inferiore. «Questa è l’Italia che non abbiamo mai visto in prima pagina, quella unita e solidale che si rimbocca le maniche per migliorare la vita di tutti e che non lascia solo nessuno. Quella che non china il capo di fronte alle ingiustizie e che non vuole stare zitta», hanno poi aggiunto. «In questi momenti più di altri capisci che nonostante la barbarie dilagante che ci circonda, la frenesia quotidiana che attanaglia le nostre vite, siamo proprio in tanti a non esserci rassegnati»




«De Luca incompatibile a governare la Regione»

«De Luca è incompatibile a governare la Regione Campania». A dirlo, senza mezzi termini, gli attivisti salernitani del gruppo J.J. Rousseau che, al numero uno di Palazzo Santa Lucia, contestano la sussistenza di un evidente conflitto di interessi tra la sua carica regionale e del carica del secondogenito Roberto, assessore al bilancio del Comune di Salerno guidato dal sindaco Enzo Napoli. Secondo il gruppo Rousseau, infatti, in base a specifici principi costituzionali sussiste una causa di incompatibilità, in caso di conflitto tra le funzioni svolte dal Presidente della giunta suscettibile, anche in relazione a peculiari condizioni delle regioni, di compromettere il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione ovvero il libero espletamento della carica elettiva. «Sono evidenti le violazioni dei principi costituzionali, in primis dell’articolo 97, in base al quale la pubblica amministrazione agisce in ossequio dei principi di buon andamento ed imparzialità dell’azione amministrativa», dicono gli attivisti salernitani.  «Certamente, il presidente della Regione non può agire in maniera imparziale nei confronti del proprio figlio assessore del Comune di Salerno, soprattutto in considerazione della gestione del bilancio comunale disastrato, a causa di una gestione amministrativa comunale dedita solo alla propaganda politica e non all’interesse pubblico dei cittadini. Ancora, il presidente non può espletare liberamente la carica presidenziale allorquando si tratti di procedimenti riguardanti il Comune di Salerno, nel quale il figlio è assessore al bilancio», dicono ancora. Per il gruppo Rousseau, sarebbero noti a tutti i cittadini campani gli interventi economici a favore del Comune di Salerno, per tentare di sanare il bilancio fallimentare. «Non possiamo più consentire che una carica fondamentale come quella di De Luca venga esercitata in maniera non libera e non imparziale. La messa in mora nei confronti del Governatore è un atto dovuto, affermano gli attivisti, perché De Luca si deve assumere le proprie responsabilità, sia amministrative, contabili e penali, dall’esercizio di una carica in evidente conflitto di interessi e quindi in condizione di incompatibilità. Il problema sarà ancor più grave nel caso di una candidatura parlamentare del figlio primogenito». I pentastellati del Rousseau, vantano nel proprio gruppo la presenza dell’avvocato Agosto, noto per aver conseguito in sede giudiziaria la decadenza della carica di sindaco di Salerno di de Luca e per aver difeso il Movimento 5 Stelle dinanzi alla Corte costituzionale per l’applicazione della legge Severino, sempre contro De Luca. «Le questioni giuridiche che riguardano De Luca, sono sempre particolari ed innovative, perché la sua strategia si basa sul fatto compiuto. Alla fine la Giustizia fa sempre il suo corso; ormai è un dato acclarato. Da un punto di vista professionale sono ben lieto di affrontarle e di vincerle, nell’interesse della Giustizia e della Legalità. Da un punto di vista di cittadino sono indignato perché non è concepibile che un sistema ultraventennale, senza eguali in Italia, si tenti a tutti i costi di tramandarlo a ben due figli. I cittadini liberi hanno il dovere di impedirlo! Le Istituzione costituzionali, amministrative e giudiziarie, si dovranno assumere le proprie responsabilità anche sulla ennesima vicenda giudiziaria deluchiana. Nel caso in cui nei trenta giorni dalla messa in mora, il presidente non eserciterà la sua opzione per rimuovere la causa di incompatibilità, sarà attivato la specifica azione giudiziaria, nell’interesse della collettività», hanno dichiarato ancora.




Piano Urbano, Prefettura diffida il Comune

Andrea Pellegrino

Piano urbano del traffico non conforme a legge, la Prefettura diffida il Comune di Salerno. E’ arrivato il 21 dicembre scorso il provvedimento dell’Ufficio territoriale di Governo, attivato dopo la denuncia presentata dal gruppo Rousseau di Salerno, a firma di Rita Peluso e Gaetano Scuoppo. Le segnalazioni erano state portate anche all’attenzione degli organi comunali e della commissione competente. Ma ora è la Prefettura di Salerno ad aver chiesto chiari- menti all’amministrazione comunale. Il giorno 21 dicembre, infatti, il competente ufficio della Prefettura, di raccordo con gli enti locali, ha invitato il Comune di Salerno a riscontrare la diffida presentata dagli attivisti il 7 dicembre, indirizzata non solo al Prefetto, ma anche al sindaco Napoli, all’assessore De Maio, alla comandante Cantarella, al presidente del Consiglio comunale ed a tutti i consiglieri. Gli attivisti, tramite l’avvocato Oreste Agosto, hanno evidenziato che il Comune di Salerno non è dotato di un Piano urbano del traffico conforme a legge e che, in ogni caso, le sporadiche e disarmoniche misure adottate dall’ente non sono idonee a determinare una pianificazione adeguata della circolazione, consona ad una città di circa 130 mila abitanti. La carenza pianificatoria determina pericoli e danni ai cittadini, all’ambiente, con alti livelli di inquinamento e rende invivibile la città. «Abbiamo appreso ieri – afferma l’avvocato Agosto – che il Comune ha adottato due determine dirigenziali nell’anno 2017, che sarebbero state poste a base delle giustificazioni inoltrate alla Prefettura in ordine alle contestazioni della mancanza del piano traffico. A dire del Comune il procedimento di approvazione sarebbe in corso. Sarebbe stato affidato un incarico alla Università di Salerno- Dipartimento di Ingegneria civile per il servizio di supporto e di assistenza tecnico- scientifica e metodologia dell’aggiornamento del piano generale del traffico urbano (Pgtu)». «Un altro incarico – continua ancora il legale – sarebbe stato affidato dal Comune di Salerno, al Centro servizi metrologici e tecnologici avanzati dell’Università di Napoli “Federico II”, per realizzare le indagini sul traffico urbano nella città di Salerno, propedeutiche all’aggiornamento del Pgtu. Ancora una volta, il nostro gruppo deve mettere in capo diffide ed azioni legali per tutelare i diritti della comunità. E’ davvero singolare che in questa città le Istituzioni siano abituate a non fare il proprio dovere. C’è necessità ormai condivisa di cambiare il sistema ultraventennale». In merito alla richiesta di scioglimento del consiglio comunale, il Comune ha risposto alla Prefettura che non sussisterebbero le ipotesi di scioglimento del Consiglio comunale ai sensi dell’articolo 141 del Tuel, perché “i termini previsti per l’aggiornamento o elaborazione del piano del traffico hanno carattere ordinatorio…. fermo restando l’obbligo dell’amministrazione di provvedere in merito”. Gli attivisti salernitani sono di contra- rio avviso e stanno approntando un dossier per dimostrare i tanti inadempimenti del consiglio comunale salernitano. «Trasmette- remo le nostre controdeduzioni alla Prefettura sostengono – per dimostrare la sussistenza dei pre- supposti dello scioglimento del Consiglio comunale di Salerno: “I Consigli comunali e provinciali vengono sciolti quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge, nonché per gravi motivi di ordine pubblico». Entro trenta giorni si attendono le determinazioni del Prefetto che deve relazionare al Ministro degli Interni. «Il consiglio comunale deve essere sciolto, per previsione di legge, non solo per la mancata approvazione del piano urbano del traffico, ma anche per altre gravi e persistenti violazioni di legge che da anni si verificano nel Comune di Salerno», affermano gli attivisti.