Roberti assessore regionale, è bufera: «Caso Crescent ancora aperto, rinunci»

di Andrea Pellegrino

È bufera sulla nomina di Franco Roberti nell’esecutivo De Luca. L’ex procuratore nazionale antimafia “pagherebbe” la sua attività a Palazzo di Giustizia a Salerno negli stessi anni in cui Vincenzo De Luca era sindaco della città. Ieri, dopo l’annuncio dell’incarico, non sono mancate dure reazioni. Stefano Caldoro: «Per la grande stima alla persona e per il ruolo che ha svolto da magistrato spero non accetti di fare l’assessore in una giunta partitica e mai come ora di parte». Sulla stessa scia Gaetano Amatruda, vice coordinatore provinciale di Forza Italia Salerno: «Ma il dubbio che gli arbitri non siano terzi è legittimo? Ha guidato la Procura di Salerno dal 2009 al 2013. Ottimo magistrato ma è opportuno?». «Poi mi chiedo: si legano a De Luca prima, durante o dopo?».

IL CASO CRESCENT

Al centro della bufera il caso Crescent ed il relativo processo che vede imputato, tra gli altri, lo stesso Governatore della Campania. Processo che dovrebbe concludersi entro il mese di luglio. La scorsa settimana il pm ha chiesto per il presidente della giunta regionale la pena di due anni e dieci mesi per i reati di falso ed abuso. L’edificio di Bofill venne sequestrato pochi mesi dopo l’addio di Roberti alla Procura di Salerno ma intanto un fascicolo era stato già aperto, dopo le denunce. «Mi auguro che Roberti non accetti – tuona Roberto Celano, capogruppo consiliare di Forza Italia – È una questione di opportunità. A pochi giorni dalla richiesta di pena per Vincenzo De Luca, il governatore imputato nomina l’ex procuratore capo di Salerno suo assessore alla sicurezza». In più – prosegue Celano –: «Il figlio dell’attuale procuratore capo di Salerno è candidato con il Pd a sindaco di Campagna con tanto di sostegno attivo di tutta la famiglia De Luca. È giusto far luce su tutto ciò». Fausto Morrone, ex sindacalista ed ex consigliere comunale di Salerno è uno dei primi protagonisti di dettagliate denunce contro il Crescent: «Roberti conosce bene il profilo personale, giudiziario e politico del presidente della Regione. Io avrei evitato di sedere in una giunta guidata da un personaggio politico così compromesso. Non fosse altro per la storia che rappresenta Franco Roberti».

GLI ALTRI ASSESSORI
Entrano in giunta, oltre Roberti che si occuperà di sicurezza, anche Bruno Discepoli che avrà la delega all’Urbanistica; Ettore Cinque, già consulente di Vincenzo De Luca, che entra ora nell’esecutivo con la delega al Bilancio; infine l’irpino Gerardo Capozza (ex sindaco di Morra de Sanctis) che avrà la delega alle attività produttive. Amedeo Lepore, invece, sarà consigliere politico con delega alle Zes. «Ringrazio i colleghi uscenti (Serena Angioli e Lidia D’Alessio) per l’importante lavoro e l’impegno profuso in questi anni – dichiara Vincenzo De Luca – Un ringraziamento particolare rivolgo a Franco Roberti che, con generosità, ha offerto la sua collaborazione ed esperienza per la messa a punto di iniziative sempre più efficaci sul piano della sicurezza».



Scafati. Assessori fantasmi, Acanfora: “chi non se la sente può andare via”. Fele: “sempre in comune”

Di Adriano Falanga

Furbetti del cartellino, assessori fantasma, Helios. Temi che stanno agitando non poco le acque della già travagliata politica scafatese. Ne parliamo con Nicola Acanfora, giovane fedelissimo alibertiano, sulle spalle deleghe importanti quali Urbanistica e Polizia Municipale. Davvero la sensazione è che nessuno voglia assumersi responsabilità, in un periodo delicato come questo? “Articolo simpatico. Gli assessori sono pagati anche per fare giunta ma non solo per quello, abbiamo delle competenze specifiche di cui ci occupiamo, per essere un buon assessore bisogna confrontarsi quotidianamente con gli uffici, incontrare cittadini ed essere presenti sul territorio mettendoci la faccia. Ovviamente bisogna assumersi le responsabilità presenziando in giunta, un determinato numero di assenze sono fisiologiche, la cosa importante è che le assenze non siano strategiche, sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti di chi invece in giunta è sempre presente, e non mi sembra questo il caso onestamente, questa giunta è collaborativa al suo interno”. Acanfora non nega che qualcuno si sia dato alla “macchia”, come ha denunciato Diego Del Regno e confermato lo stesso Giancarlo Fele. “Sicuramente al comune vedo meno politici rispetto al passato, o meglio vedo sempre gli stessi. E’ una questione di etica personale, siamo stati eletti maggioranza e opposizione per governare e per vigilare a prescindere dal momento delicato o meno bisogna continuare a farlo, chi ha paura o non è più in grado può sempre scegliere di dimettersi”. Sembra che la commissione d’accesso abbia chiesto lo scioglimento. “Non conosco la decisione della commissione d’accesso, però sono certo che in questi 8 anni di amministrazione Aliberti la camorra al comune non è mai salita, tanto meno si è infiltrata, anzi ad essere onesti è stata anche combattuta con le confische alcune veramente molto scomode che pure questo sindaco ha avuto il coraggio di fare rispetto ai suoi predecessori. Resto fiducioso ed ho grande rispetto per il lavoro della commissione e, della giustizia inquirente e giudicante, sono certo che Pasquale Aliberti e la sua famiglia riusciranno a spiegare le loro ragioni, ho grande stima in lui come Sindaco e come uomo, ha dato tanto a questa città e merita rispetto. Dispiace a tal proposito che sui giornali è già stato condannato innumerevoli volte, io per deformazione professionale credo sia innocente fino ad una sentenza passata in giudicato, e mi creda siamo molto lontani da questo, in questi mesi ho sentito tante chiacchiere e pochi fatti, sono fiducioso, ripeto ho fiducia nella magistratura”.

1-comuneHelios, che idea si è fatto? Come assessore Urbanistica, è d’accordo con la modifica della norma di attuazione del Pip, come chiesto dai cinque consiglieri di opposizione? “A prescindere dal ruolo che ricopro, bisogna tutelare i cittadini stremati da questa situazione diventata ormai insostenibile, ci sono delle prescrizioni ambientali che devono essere rispettate, non sono contro gli imprenditori, che hanno diritto a fare impresa sul territorio, ma allo stesso tempo bisogna avere rispetto per chi abita nei pressi della stessa azienda – poi l’apertura alla minoranza – In linea di principio bisogna evitare che altre aziende con caratteristiche simili possano insediarsi non solo in quella zona, ma su tutto il territorio comunale, l’ambiente è un tema importante, ora non so se la modifica della norma sia la strada giusta, ma una soluzione a prescindere bisogna individuarla”. Polizia municipale, due agenti sono stati sospesi, altri due indagati. “Non mi sembra giusto anche in questo caso esprimere sentenze affrettate, è vero due vigili sono stati sospesi, ma onestamente non mi sento di infierire, chi ha sbagliato pagherà, questo deve servire da monito per tutti gli altri dipendenti affinché possano evitare di commettere errori di questo tipo, che possono portare anche a perdere il posto di lavoro. Sugli altri indagati non mi sento di esprimere nessuna considerazione, restano tali e continuano a svolgere il loro lavoro, spero non si verifichino più tali vicende, i dipendenti comunali sono persone perbene, ma esistono delle leggi e queste vanno rispettate”. E il comandante Alfredo D’Ambruoso, perché si è dimesso a pochi mesi dalla pensione? “Motivi personali, le cattive lingue parlano di dissidi interni al comando, ma questo non mi é dato sapere – svela Nicola Acanfora – piuttosto mi sento di esprimere gratitudine per il lavoro svolto in questi anni, gli auguro di godersi la meritata pensione dopo tanti anni di serio e onesto lavoro”.

IL VICESINDACO FELE: “IO SEMPRE PRESENTE IN COMUNE”

1-Fele con AlibertiAssessori, questi fantasmi. La denuncia di Cronache sull’assenteismo istituzionale dei componenti l’esecutivo ha suscitato, come era prevedibile, ilarità ma anche polemiche. Giancarlo Fele, vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, è risultato, dopo Annalisa Pisacane, il più assente. Fele ha raccolto 20 assenze su 46 sedute, da gennaio a settembre. Io non solo semplicemente tra i presenti, ma da quando il sindaco viene poco sono diventato addirittura full time, come da sempre del resto”. Fele rivendica l’impegno e la dedizione che mette nel suo operato. “Le assenze in giunta sono solo conseguenza di impegni professionali, ma io sono sempre presente in comune, e oltre pochi colleghi non vedo quasi mai nessuno. Non ci sto a passare per chi vuole scaricare le proprie responsabilità istituzionali. Il mio impegno va molto oltre, nessuno dice che da almeno sei mesi sono l’unico ad essere presente tutte le mattine”. Cronache ha esaminato i deliberati prodotti nei primi nove mesi dell’anno, registrando le assenze di ogni sigolo assessore. Al di là dello stipendio, che comunque viene recepito al netto delle presenze in giunta, le assenze sono viste come mancata assunzione di responsabilità, perché alla fine gli atti non vengono firmati. E questo, esonera l’assente da eventuali ricadute, anche penali, future. Il “chi l’ha visto” d’oro va all’unica donna: Annalisa Pisacane. La delegata alle politiche giovanili ed istruzione è stata assente una volta su due: 22 su 46. Segue Fele con 20 su 46. Medaglia di bronzo per Diego Chirico: 16 su 46. A quota 15 si attesta l’assessore a Bilancio e Manutenzione Raffaele Sicignano (unico a rinunciare al 20% del compenso dal mese di luglio). L’assessore all’Urbanistica Nicola Acanfora è stato assente 12 volte. All’ultimo posto, quale assessore più presente, troviamo Antonio Fogliame, delegato alla Cultura, con 8 assenze su 46 sedute.




Scafati. Giunta comunale: “questi fantasmi”. Cercasi assessore…

Di Adriano Falanga

Non solo furbetti del cartellino a Scafati, assentarsi dal proprio posto di lavoro o defilarsi dalle proprie responsabilità istituzionali pare essere prassi diffusa e consolidata. Lo aveva denunciato anche il consigliere di maggioranza Diego Del Regno: “Questa amministrazione è composta da 24 consiglieri e 6 assessori. Mi è oramai difficile ricordarli tutti” riferendosi ai “fantasmi” di Palazzo Mayer. Da un lato una maggioranza ridotta all’osso che si riunisce a singhiozzo, dall’altro l’opposizione, oramai focalizzata sull’attesa del probabile scioglimento comunale. I fannulloni pizzicati dalla Guardia di Finanza però sono in buona compagnia, perché i sei assessori componenti l’esecutivo cittadino guidato da Pasquale Aliberti non sono da meno. Loro non timbrano il cartellino, lo stipendio è garantito e non è legato al numero di giunte (e relativi deliberati) presenziate. La giunta scafatese non sembra essere movimentata, e quando si riunisce, non c’è mai folla. Però, stando alle recenti e frequenti rimodulazioni, essere assessore piace un po’ a tutti, meno le conseguenti responsabilità. Perché non firmare un deliberato, soprattutto in tempi in cui l’amministrazione è rivoltata come un calzino dall’antimafia e dai commissari prefettizi, assume il sapore di una presa di distanza. Attualmente sono sei gli assessori di Palazzo Mayer: Giancarlo Fele (che è anche vicesindaco), Nicola Acanfora, Diego Chirico, Antonio Fogliame, Annalisa Pisacane, Raffaele Sicignano e fino al mese di Giugno pure Antonio Pignataro.

1-fele-alibertiDal 1 gennaio al 30 settembre l’esecutivo si è riunito 46 volte, ma solo in due occasioni (il 4 e 26 aprile) si è avuto il piacere di vederli tutti presenti. Mentre per le restanti 44 sedute i deliberati prodotti hanno sempre avuto qualcuno non presente (e non firmatario). Sempre presente il primo cittadino Pasquale Aliberti, mentre all’opposto, il “chi l’ha visto” d’oro va all’unica donna: Annalisa Pisacane. La delegata alle politiche giovanili ed istruzione, ex politiche sociali, è stata assente una volta su due: 22 su 46. La segue il vicesindaco e delegato al Commercio e Lavori Pubblici Giancarlo Fele (in foto con Aliberti) con 20 assenze su 46 sedute. Medaglia di bronzo per Diego Chirico: 16 su 46. A quota 15 si attesta l’assessore a Bilancio e Manutenzione Raffaele Sicignano (unico però a rinunciare al 20% del compenso dal mese di luglio). L’assessore all’Urbanistica Nicola Acanfora è stato assente solo 12 volte, dalla sua però ha l’attenuante di essersi sposato nel mese di luglio. All’ultimo posto, quale assessore più presente, troviamo Antonio Fogliame, delegato alla Cultura, con 8 assenze su 46 sedute. Completa il quadro Antonio Pignataro, assessore fino a giungo, con 4 assenze.

COMMISSIONI: queste sconosciute

Fanno di meglio i consiglieri comunali. Dal voto al bilancio di giugno, che ha di fatto mischiato le carte e confuso gli equilibri politici in seno al consiglio comunale, le commissioni hanno smesso di riunirsi. Sporadicamente si è riunita solo la commissione Politiche Sociali, latitanti le altre. Il motivo è ricollegabile all’inciucio con il Cotucit, passato in maggioranza dopo il voto al Bilancio, e all’uscita di Identità Scafatese prima e Alfonso Carotenuto poi. Movimenti che richiedono una necessaria rimodulazione delle commissioni, così come chiarisce il presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola. “Ho più volte chiesto ai capigruppo di indicare i componenti delle commissioni, rispettando la quota prevista dal regolamento di 5 esponenti per la maggioranza e 3 per l’opposizione” spiega il capo dell’Assise. Fosse facile, perché ad oggi ancora non è chiara la posizione di Identità Scafatese, composta da Stefano Cirillo, Daniela Ugliano e Bruno Pagano. I tre hanno infatti scelto una posizione defilata, non partecipano alle riunioni di maggioranza ma mai voterebbero una sfiducia al primo cittadino. Di fatto, la loro è una seconda maggioranza. Il regolamento non prevede infatti componenti “indipendenti”, o si è con o si è contro l’amministrazione. Sembrano averlo recepito solo Pasquale Vitiello e Alfonso Carotenuto, entrambi hanno infatti dichiarato la loro entrata in minoranza, e contestualmente, com’è giusto che sia, hanno rinunciato alle presidenze delle commissioni da loro presiedute, rispettivamente urbanistica e lavori pubblici.

LE RETRIBUZIONI DELL’ESECUTIVO

1-giunta-2-2I consiglieri comunali non percepiscono retribuzioni, ma solo un gettone di 34 euro lordi per ogni presenza alle commissioni e ai consigli comunali. Contrariamente, gli assessori sono retribuiti, e ciò indipendentemente dalle loro presenze alle giunte comunali, e sottoscrizione degli atti deliberativi prodotti. Nel dettaglio, ogni assessore percepisce una retribuzione lorda mensile di 2.340 euro, il vicesindaco 2.920 e il primo cittadino 3.900. Solo Annalisa Pisacane, delegata a scuola e giovani, ha già un’indennità ridotta del 50% in quanto dipendente non in aspettativa, cioè, che non ha lasciato il lavoro. Dal mese di luglio Raffaele Sicignano rinuncia al 20% del dovuto, una proposta in un primo momento accettata da tutta la giunta, poi restata in sospeso. I redditi personali degli assessori non rispecchiano la tendenza di assentarsi dalle sedute di giunta. Prendendo in esame l’anno 2014, spicca Antonio Fogliame che ha dichiarato 92 mila euro. Segue il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Giancarlo Fele: 62.800; Raffaele Sicignano è a 34.500; Diego Chirico ha dichiarato 11.850 euro. Annalisa Pisacane (Politiche Sociali) non ha aggiornato la dichiarazione, per lei si resta ai 19.800 del 2013. Nicola Acanfora ha dichiarato invece poco più di 13 mila euro. E il sindaco? Pasquale Aliberti dagli 84.600 del 2013 è arrivato a 105.800 nel 2014.




Scafati. Tagli agli stipendi di sindaco e giunta: c’è l’ok. Sicignano mai revocato da assessore

Di Adriano Falanga

Taglio alle retribuzioni della giunta e del sindaco del 20%, la proposta di Raffaele Sicignano, ex assessore dimissionario al bilancio, viene condivisa dalla giunta comunale. La proposta, condizione imprescindibile per il ritiro delle sue dimissioni, attende solo l’atto deliberativo. Sono circa 50 mila euro lordi annuali che le casse comunai andranno a risparmiare, a cui bisogna aggiungere uno stipendio mancante conseguenza della riduzione dell’esecutivo a sei componenti. Un totale lordo che oscilla sugli 80 mila euro. Nel dettaglio, ogni assessore percepisce una retribuzione lorda mensile di 2.340 euro, il vicesindaco 2.920 e il primo cittadino 3.900. Solo Annalisa Pisacane, delegata a scuola e giovani, ha già un’indennità ridotta del 50% in quanto dipendente non in aspettativa, cioè, che non ha lasciato il lavoro. Nonostante ciò, l’unica donna dell’esecutivo alibertiano ha comunque accettato di ridursi ancora di un ulteriore 20% il proprio stipendio. “Mi sembra un atto dovuto, e l’ho fatto ben volentieri, nonostante alcuni colleghi erano contrari” spiega la Pisacane. “Senza dubbio d’accordo” anche Diego Chirico e Nicola Acanfora. Non risponde Giancarlo Fele, mentre Antonio Fogliame ha accettato pur mostrando qualche perplessità: “Può essere un segnale importante per la città, ma non credo sia questo il metro di valutazione dell’impegno di un amministratore nell’interesse della città”, insomma, ridursi lo stipendio serve a ben poco, se poi l’amministratore lavoro poco o male, il ragionamento dell’assessore alla Cultura. Il risparmio non andrà a favore di un fondo, o di una qualche opera opera pubblica, come chiedevano gli attivisti di Scafati in Movimento. Il motivo è semplice, si taglia per risparmiare sul bilancio, notoriamente in deficit strutturale. La proposta potrebbe interessare anche il presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola, che pure percepisce la stessa retribuzione di un assessore. “Aderisco a condizione che vengano tagliati del 30% gli stipendi dei dirigenti e soprattutto vengono eliminate le varie premialità che questi percepiscono, facendo lievitare alcuni stipendi ben oltre i 100 mila euro. Addirittura ho appreso che qualcuno deve addirittura tornare soldi indietro” ironizza Coppola, riferendosi alla segretaria comunale Immacolata Di Saia, a cui gli ispettori del Mef avevano contestato errate retribuzioni, somme che la professionista casertana sta già restituendo. E alla professionista casertana, vero e unico braccio destro di Pasquale Aliberti, va la palma d’oro di dirigente più pagato del 2015. La Di Saia ha percepito nell’anno appena concluso una retribuzione lorda di 139.100 euro, compresi 39 mila euro di diritti di segreteria anche per anni pregressi e indennità per convenzione. Nel 2014 portò a casa 123.260 euro. E’ stato un buon 2015 anche per i restanti quattro dirigenti d’area. Porta a casa 113.130 euro l’architetto Maria Gabriella Camera (nel 2014 erano 103 mila). La professionista a capo dell’area Lavori Pubblici ha percepito 96.370 euro di retribuzione a cui si sono aggiunti 16.760 euro di incentivi legge Merloni. Alla Camera segue la dottoressa Laura Aiello, nel 2015 ha percepito un compenso lordo di 88.730 euro, compresa la retribuzione di posizione e di risultato. Nel 2014 erano 81.310. Seguono, poi, gli altri due dirigenti di Palazzo Mayer, la dottoressa Anna Sorrentino e il dottor Giacomo Cacchione, nel 2015 hanno portato a casa 78.510 euro lordi a testa, nel 2014 erano 73.310. Quest’anno Palazzo Mayer ha un nuovo dirigente, l’ingegnere Nicola Fienga, che Aliberti ha voluto a capo del settore Urbanistica. A voler essere maligni, il risparmio frutto del taglio del 20% alla giunta andrà “coperto” dalla retribuzione di Fienga. Insomma, niente tagli, solo somme che vengono spostate. Purtroppo.

SICIGNANO: “SONO IN GIUNTA PER I MIEI CONSENSI ELETTORALI”

2-sicignanoSulle dimissioni di Raffaele Sicignano c’è però una zona d’ombra. Questi ha ben due volte protocollato le sue dimissioni irrevocabili, ma il primo cittadino oggi lo ha riconfermato assessore, senza passare per l’emissione di un nuovo decreto. Questo fa sì che il primo cittadino non debba ricorrere alla ricognizione interna in salsa “rosa” per il rispetto delle quote rosa. Tecnicamente, Aliberti infatti non avendo revocato Sicignano, questi, nonostante l’irrevocabilità delle sue dimissioni, è restato comunque in giunta. Lo Statuto Comunale concede 45 giorni di tempo al primo cittadino per sostituire gli assessori dimissionari, cosa che non ha fatto, e quindi Sicignano in realtà non ritorna, ma resta dove stava. Un aspetto comunque da approfondire. Ad ogni modo, questi incassa la fiducia e tira avanti. “È stata proprio la sua volontà di accettare le mie indicazioni a convincermi a rientrare, così come l’iniziale rifiuto delle stesse da parte della maggioranza, mi costrinse a dimettermi – spiega oggi Sicignano – Ribadisco da assessore al bilancio che la mia continuerà ad essere una politica di tagli e che mi aspetto, dopo la riduzione della giunta a 6 componenti, anche la riduzione dei compensi di sindaco e assessori ed altre misure che mi riservo di suggerire nel corso del mio mandato. Ritengo che chi voglia il bene della città debba collaborare in questa direzione, e sono pronto ad accettare tutti i suggerimenti che possono arrivarmi anche dalle varie opposizioni”. Oltre alle riduzioni di giunta e stipendi, Sicignano ha registrato forse la vittoria più importante: il ritorno della delega alla Manutenzione. Questo, secondo i malpensanti, lo avrebbe spinto a rientrare nonostante le posizioni contrarie di Identità Scafatese. “Mai nessuna distanza ho preso nei confronti del gruppo Identità Scafatese, al quale resto vicino politicamente e personalmente – chiarisce ancora l’assessore – Volendo essere più chiari credo che nessuno degli assessori dell’attuale giunta possa definirsi in quota ad alcun gruppo; le nomine sono state fatte rispecchiando il criterio dei consensi elettorali come è avvenuto, del resto, per il presidente del consiglio e per il vicesindaco. Sono pronto a rinunciare al mio assessorato se non dovessi avere il consenso di parte dell’attuale maggioranza, qualora si dovesse scegliere un criterio diverso per la nomina della giunta”. Secondo Sicignano quindi, a sedere in giunta sono i più votati del 2013. Non è così purtroppo, e Mimmo Casciello lo sa bene, essendo stato capolista Udc e più votato di almeno tre degli attuali assessori in carica.




Scafati. Giunta, a Sicignano la Manutenzione. Quote rosa, le donne rifiutano?

Di Adriano Falanga

“Ognuno senta sulle sue spalle la ‪responsabilità del ruolo, il momento difficile che vive la politica e il Paese, ognuno dia il meglio di sé nel ‪‎solo ed esclusivo ‎interesse della ‪Città”. Così Pasquale Aliberti, nel comunicare alla città le nuove deleghe assessoriali. In realtà, di nuovo non c’è nulla, anzi, è tutto molto più simile alla vecchia giunta, ma a quella antecedente la fase decadenza. Raffaele Sicignano, che si era dimesso in forte polemica con la sua squadra consiliare, accusandoli di inerzia riguardo alla discussione sul voto al bilancio, non solo conserva la delega alle Finanze, ma viene “premiato” con la vecchia “Manutenzione”, che Aliberti aveva tenuto per se in questi mesi. Resta ancora in sospeso il taglio alle retribuzioni del 20%, così come Sicignano aveva chiesto. Una clausola, a dire il vero, che doveva essere rispettata prima del ritorno nell’esecutivo, assieme all’impegno di comporre giunta a sei. Probabilmente il tutto è rimandato alla prima riunione di Giunta. “L’assessorato e più in generale ogni ruolo politico, vuole impegno e dedizione. Bisogna ‪‎dialogare con la Città, cittadini, imprenditori e commercianti, ascoltare le loro difficoltà. La politica deve ‪accorciare le distanze tra il Palazzo comunale e le persone” è il buon auspicio di Pasquale Aliberti. Unico assessore ad andare via è stato Antonio Pignataro, che lascia le deleghe a Commercio e Personale. Esecutivo ridotto a sei, confermato Giancarlo Fele ai Lavori Pubblici, lo stesso tiene anche il vice sindacato. Nicola Acanfora conserva l’Urbanistica e acquisisce pure la Polizia Municipale. Quest’ultima è stata tolta a Diego Chirico (che pure aveva avuto un pesante scontro con il comandante dei caschi bianchi Alfredo D’Ambruoso). Chirico conserva Sport e prende pure il Personale. Antonio Fogliame resta a Cultura, Informatizzazione e Patrimonio. Raffaele Sicignano continuerà ad occuparsi di Bilancio, Cimitero e Manutenzione mentre l’unica quota rosa Annalisa Pisacane (foto in basso), seguirà la Pubblica Istruzione e le Politiche Giovanili.

QUOTE ROSA, C’E’ LA RINUNCIA?

2-pisacaneSecondo la legge Delrio, meglio nota come “quote rosa”, giunte comunali e cda delle partecipate hanno l’obbligo di rappresentanza di genere nella misura minima del 40% a favore del sesso femminile. Nel caso di Scafati, l’attuale giunta a sei dovrebbe quindi avere 2 assessori donne, e non una. La questione è stata già affrontata nell’ultima rimodulazione, quando entrò Nicola Acanfora e sulla quale pende il giudizio del Tar, dietro esposto presentato dall’avvocato e consigliere comunale Mario Santocchio, in rappresentanza di alcune cittadine scafatesi. Il ricorso fu respinto nella fase di urgenza con queste motivazioni: «Considerato che, in sede di prima delibazione, non sussistono i presupposti per la concessione dell’invocata cautela, in quanto, nella comparazione dei contrapposti interessi, appare prevalente quello sotteso alla continuità della funzione giuntale, impregiudicata ogni decisione in rito e nel merito». L’avvocato Gennaro Maione, a difesa dell’ente e delle scelte del primo cittadino, presentò un documento in cui si attestava un’avvenuta ricognizione pubblica tra figure individuate dal sindaco al fine di attestare la volontà non realizzabile di trovare nella società civile una figura femminile che potesse sostituire l’attuale assessore Acanfora. Dal documento presentato a difesa dell’Ente si attestava che nella ricognizione effettuata nessuna delle 26 persone interpellate avesse voluto ricoprire il ruolo di assessore al commercio e alla pubblica istruzione. E la storia si dovrà ripetere anche oggi, Aliberti dovrà infatti dimostrare che non esiste donna disponibile ad occuparsi di bilancio e manutenzione, sia tra le consiglieri comunali che tra la società civile. Quindi, se Daniela Ugliano oggi siede all’opposizione, toccherà a Brigida Marra, Teresa Formisano e Carmela Berritto sottoscrivere un atto di rinuncia a sedere nell’esecutivo. Improbabile, ma non impossibile, per Pasquale Aliberti.




Scafati. Casciello non firma le deleghe, accordi non rispettati.

Di Adriano Falanga

“Vengo anch’io, no tu no” cantava Enzo Jannacci, canzone metaforicamente idonea per rappresentare la surreale situazione del consigliere comunale Mimmo Casciello. Per lui non c’è un posto in giunta, però tutti riconoscono che gli spetta. Per lui non c’è accordo sulle deleghe, ma tutti riconoscono che è uno dei più stacanovisti consumatori di marciapiede, o meglio, tra i consiglieri comunali più presenti sul territorio. E allora la domanda è: ci sono o ci fanno? Perché pare che se da un lato a Casciello viene riconosciuto l’impegno, alla prova del nove questo è sempre costretto al passo indietro. E a forza di restare indietro, il consigliere di Cappelle rischia di perdere di vista l’orizzonte della maggioranza. Gli accordi in maggioranza e con il primo cittadino avevano previsto per lui la delega alla Manutenzione e al Piu Europa, ma all’atto della firma, martedi sera, sul decreto compare solo la Manutenzione. Cosicché Casciello saluta e ancora una volta, amaramente ringrazia, senza però firmare nulla. Non solo sono deleghe di rappresentanza e non gestionali, non solo sono impegni a totale costo zero, rispetto ai circa 1700 euro della retribuzione di un assessore, possibile che adesso una o due deleghe possono creare qualche difficoltà? Si sarà chiesto l’alibertiano. E facendone una questione di principio, Casciello preferisce non firmare nulla, lasciando le deleghe sul tavolo, a disposizione della sua maggioranza. “Io mi sono sempre Accontentato, ne è la dimostrazione dei passi indietro fatti per l’unità della maggioranza – scrive sulla sua pagina web il consigliere eletto in lista Udc – Delega si Delega no. Non ha importanza, dalle 8 di stamattina sono in giro per problematiche che riguardano la Manutenzione”. Deluso si, dispettoso no. Casciello fa sapere che la sua velleità personale non intacca la fiducia a Pasquale Aliberti. Come a dire: “tu mi maltratti, ma io resto comunque fedele. Ricordalo”. Ad ogni modo, Aliberti ha il timone puntato sulla firma all’accordo di programma sui nuovi progetti da finanziare con circa 10 milioni di euro. L’Europa concede la facoltà di rendicontare il tutto entro marzo 2017 e ad oggi manca ancora la firma, mancano i progetti, e mancano i soldi. Altro che deleghe.




Scafati. Le deleghe accontentano tutti tranne Casciello. Vitiello fuori dalla commissione Urbanistica

Di Adriano Falanga

“Anche questa sera insieme ai consiglieri e assessori della mia ‪‎grande maggioranza con cui in questi anni ho lavorato per la nostra città con passione ed energia”. Parole che Pasquale Aliberti scrive a contorno di una foto che ritrae parte della sua squadra attorno al tavolo delle conferenze presso la stanza del sindaco. Intende sottolineare la ritrovata serenità, dopo un lungo periodo di dissensi, malumori, e contestazioni. C’è Stefano Cirillo, e c’è anche Bruno Pagano, segno di una ritrovata quadra politica. Stabilite le deleghe ai consiglieri comunali, manca soltanto il decreto di nomina. Mimmo Casciello rileva la Manutenzione, Daniela Ugliano l’Ambiente, Brigida Marra la Sanità mentre l’Avvocatura va a Diego Del Regno. Le deleghe ai consiglieri sono tutt’altra cosa di quelle in capo agli assessori. E questo perché il consigliere comunale, da Costituzione, esercita una funzione di controllo, non di gestione. Insomma, non può ricoprire ruolo do controllato e controllore. Nessun atto ufficiale può essere sottoscritto dal consigliere delegato, in quanto i poteri sono in capo al sindaco. Il consigliere delegato può solo “seguire”, per conto del sindaco, le competenze della delega ricevuta. Teresa Formisano seguirà le Politiche Sociali, di contro lascerà la presidenza della omonima commissione a Bruno Pagano, che pure reclamava la delega. Lo stesso Pagano che aveva espresso dissenso, poi rientrato, in quanto gli è stata concessa anche la facoltà di poter indicare un nome per il rinnovo del cda di Scafati Solidale. Pagano ha espresso una quota rosa, persona a lui vicina. Roberto Barchiesi ha ricevuto via libera sull’indicazione del nuovo presidente di Scafati Solidale, sarà il coordinatore infermieristico Angelo Romano a succedere ad Andrea Granata. Romano, già candidato in lista Grande Scafati (con lo stesso Barchiesi) lascia il precedente incarico al Nucleo Di Valutazione. Il suo nome non ha trovato particolari ostacoli tra i consiglieri di maggioranza, e questo è certamente un buon segno.

1-vitiello coppolaIl terzo componente del nuovo corso di Scafati Solidale sarà individuato dal primo cittadino, qualcuno crede possa essere uomo vicino a Michele Raviotta, ma è una ipotesi tutta da confermare. Altra novità il cambio di presidenza della commissione Urbanistica. Questo settore, con le politiche sociali, è stato interessato più di tutti di una vera e propria rivoluzione. La delega assessoriale è stata infatti revocata al vice sindaco Giancarlo Fele, passando al giovane Nicola Acanfora, attualmente ritenuto il più fidato del primo cittadino. E’ cambiato anche il dirigente, via Andrea Matrone, l’area Urbanistica è passata a Nicola Fienga. A chiudere il cerchio sarà la revoca di Pasquale Vitiello da presidente della commissione, al suo posto siederà Teresa Formisano, senza dubbio l’alibertiana di ferro. Vitiello, pur eletto in maggioranza, è il braccio destro di Pasquale Coppola, presidente del consiglio comunale e con esso già messo fuori dalla maggioranza da oltre un anno. La sua revoca certifica la chiusura di un rapporto politico, confermando il divorzio chiesto dai suoi ex colleghi. Non è esclusa anche la mozione di sfiducia allo stesso Coppola, seppur in un secondo momento. Quanto alla nuova programmazione delle opere pubbliche, alcuni consiglieri hanno chiesto al primo cittadino maggiore attenzione per le periferie, in particolare per il confine con Boscoreale, una zona dimenticata rispetto agli altri quartieri di confine. A rivendicare più attenzione verso questa fetta di territorio i consiglieri Stefano Cirillo, Alfonso Carotenuto e Brigida Marra. Quest’ultima ha avuto un forte diverbio con Aliberti, che le avrebbe contestato di non essere “attenta” al suo territorio come lo sarebbero gli altri consiglieri di maggioranza.

Colpo di scena ieri sera, Mimmo Casciello ringrazia e non firma. Mancherebbe la delega al Piu Europa, come da accordi con il primo cittadino. “Le velleità personali non intaccano il sostegno a questa maggioranza” ha chiarito laconicamente il consigliere eletto in lista Udc, resta chiaramente la perplessità e la delusione.




Scafati. Due Giunte in tre giorni, Aliberti accontenta tutti

Di Adriano Falanga

Alla fine si convince anche Raffaele Sicignano, e firma. Definita finalmente la nuova Giunta. Giornate intense a palazzo Mayer, al lavoro una diplomazia che neanche le Nazioni Unite riescono a mettere in campo. La parola del primo cittadino non è più “sacra” e la sua maggioranza, in questo caso gli assessori, lo hanno capito un minuto dopo il flop decadenza. E allora finisce che ogni decisione diventa un gioco forza, un braccio di ferro politico che a voler essere buoni, potremo chiamare “confronto democratico”. E quindi i tempi per la rimodulazione della Giunta diventano così lunghi e travagliati che l’esecutivo sembra essere stato partorito, più che nominato. La prima rimodulazione, com’è noto, non è piaciuta quasi a nessuno. Però, se tutti, a partire dal vicesindaco Giancarlo Fele, si sono allineati alle decisioni del sindaco, Raffaele Sicignano si è impuntato sulla perdita della delega alla Manutenzione. L’ha presa come una questione di principio, sentendosi di fatto bocciato e trattato peggio degli altri. Ciò che però ha lasciato perplessi i suoi colleghi e i consiglieri comunali, è che lo stesso lunedì sera, dopo la riunione di maggioranza sul tema, sembrò soddisfatto di quanto avesse rilevato: Sport, Politiche giovanili e Polizia Municipale. Il giorno dopo, nel mentre il sindaco in conferenza stampa presentava il nuovo esecutivo, Sicignano fece dietrofront, arrivando a minacciare le dimissioni. Bloccati i decreti di nomina, parte una 48 ore frenetica, fatta di messaggi, telefonate, incontri, emissari.

Tra i più attivi proprio Giancarlo Fele nelle vesti di mediatore. Trovata la quadra, Aliberti ha dovuto rimescolare le carte, e questa volta a tutti, cercando così di far capire che nessuno era stato bocciato promosso. Molte le novità rispetto a quanto annunciato martedì mattina in conferenza stampa. Al vicesindaco Giancarlo Fele vanno i Lavori Pubblici. Nicola Acanfora Urbanistica, Diego Chirico Sport e Polizia Municipale, Antonio Fogliame confermato alla Cultura, rileva anche Patrimonio e Turismo. Antonio Pignataro ritorna a Commercio, Suap e rileva anche il Personale. Annalisa Pisacane lascia le Politiche Sociali e si occuperà di Pubblica Istruzione mentre Sicignano ritorna a Bilancio, più Cimitero e Partecipate. La firma di quest’ultimo arriva dopo tutti gli altri, quando magari qualcuno cominciava a credere nella sua revoca. Poi la decisione di accettare, a seguito della totale rimodulazione. Restano al sindaco le altre deleghe, tra cui appunto la Manutenzione, Piu Europa, Politiche Sociali, Avvocatura. Successivamente si aprirà la fase “delega ai consiglieri”. In pole Mimmo Casciello per la Manutenzione (dovrà vincere le rimostranze di Roberto Barchiesi, che pure la chiede) Teresa Formisano dovrebbe ricevere le Politiche Sociali mentre Brigida Marra Sanità e Avvocatura. Quasi certamente Daniela Ugliano sarà confermata all’Ambiente.




Scafati. “Aliberti spieghi in consiglio comunale perchè ha bocciato il suo vicensindaco”

Di Adriano Falanga

“Più che di redistribuzione di deleghe bisogna parlare di ritiro delle deleghe – così Mario Santocchio – il perché’ della promozione di Acanfora all’Urbanistica non trova altra motivazione che nella comparenza con la famiglia Aliberti. Questo Sindaco continua a violare la legge sulle quote di genere che lui rispetta solo per la sua famiglia”. Non tardano le osservazioni delle forze di minoranza al nuovo riassetto politico amministrativo voluto da Pasquale Aliberti. “La montagna ha partorito un topolino – così Margherita Rinaldi, segretaria Pd – Dopo aver fallito ogni tentativo inerente la decadenza prima e la sfiducia poi, il sindaco non è riuscito neppure a realizzare quell’ azzeramento dei vertici delle partecipate e della Giunta, da lui più volte preannunciato, per ripartire con una squadra nuova. Oramai Alberti non è più il leader indiscusso della sua maggioranza, non riesce più a dettare la linea, ne’ ad imporre i suoi nomi. Ne prenda atto, ammetta la sconfitta e si dimetta”. Fa eco il consigliere dello stesso partito, Michele Grimaldi: “Non mi stupisce l’assenza di competenze: Il buonsenso e l’azione politica di questo centrodestra sono due rette parallele che non si sono mai incontrate. Mi pare che l’unico dato rilevante di questa ennesima barzelletta siano le bocciature dell’assessore all’urbanistica e di quello al bilancio, espropriati dalle proprie deleghe: un evidente ammissione di fallimento da parte del Sindaco su due obiettivi che sarebbero stati fondamentali per la Città, il Piano Urbanistico Comunale ed il progetto Più Europa”. Secondo Grimaldi: “ho il timore che la Città sarà chiamata ad assistere nei prossimi mesi a continui dissidi interni a quella che oramai è una ex maggioranza, guidata da un politico a fine carriera come Aliberti e che trova il proprio triste simbolo nelle macerie del Polo Scolastico”.

Anche Marco Cucurachi si chiede il perché della bocciatura di Giancarlo Fele: “se no ha operato bene, ce lo venga a dire in consiglio comunale. Venga a spiegare soprattutto del fallimento politico del Pip, del Puc e del Polo Scolastico”. La rotazione delle deleghe ha “il sapore di bocciatura per alcuni Assessori” secondo Pasquale Vitiello, sodale del Presidente del Consiglio Comunale Pasquale Coppola. “Generalmente le deleghe si tolgono per mancanza di fiducia o per manifesta incapacità gestionale. La prima ipotesi si scarta da sola, visto che alla fine gli assessori restano tutti tali prosegue Vitiello – resta in piedi la manifesta incapacità, cosa che a dire il vero io non ravviso soprattutto per quegli Assessori, Fele e Sicignano, che maggiormente sono stati ridimensionati. L’esperienza la si conquista sul campo, operando con passione e dedizione, ma in un momento particolare per i processi amministrativi in essere non era meglio lasciare le deleghe a chi aveva già maturato esperienza? Non vorrei che alla fine questo “praticantato” lo pagassero i cittadini”. Evidenzia la bocciatura di alcuni assessori anche Scafati In Movimento: “il sindaco cambia assessori che avevano alle spalle anni e anni di esperienza nelle pertinenti deleghe. Non ci può essere altra spiegazione che un obiettivo politico ed è chiaro ormai che gli assessori Fele, Chirico e Sicignano non rientrano nei futuri progetti del primo cittadino.”




Scafati. “Giunta, un cantiere sempre aperto”. Il dietrofront di Sicignano

Di Adriano Falanga

“La Giunta è un cantiere sempre aperto, tutto può cambiare, anche nelle prossime ore”. Lo ripete più volte Pasquale Aliberti, come a ribadire bene un concetto: non esistono intoccabili. Il sindaco ha convocato in fretta e furia una conferenza stampa per annunciare non solo la nuova Giunta, ma anche le nuove posizioni organizzative del Comune. Avrebbe potuto farlo, come sempre del resto, tramite una nota stampa ed invece ben presto si capisce perché ha voluto un incontro. Con lui infatti il vice sindaco Giancarlo Fele, secondo Aliberti non affatto ridimensionato nella nuova rimodulazione delle deleghe. Una presenza, quella di Fele, voluta dal sindaco per porre fine alle polemiche delle ultime settimane, che hanno visto i due come separati in casa. “Siamo insieme dal 94” ripetono, ma appare evidente il clima di “cordialità forzata” dettato più che altro dalla circostanza. “Cambiare non significa bocciare le persone – spiega il primo cittadino – chi fa parte di una squadra è giusto occupi anche ruoli diversi”. Confermata la delega di vicesindaco a Fele: “perché ha sempre lavorato bene e soprattutto per il numero elettorale raccolto”. Dall’Urbanistica e Lavori Pubblici il vice sindaco passa a Bilancio e Pubblica Istruzione. “Lo ammetto – dirà Fele – un po’ mi dispiace, sono stato assessore all’Urbanistica per sette anni. Ma va bene così, c’era necessità di rimodulare”. Poi candidamente confessa: “il Bilancio per me è arabo in questo momento” ma a rincuorarlo ci pensa il sindaco: “il Bilancio è il cuore del Comune, se impari questo, impari a guidare la macchina comunale”.

Secondo Aliberti nella distribuzione delle deleghe è più importante la visione politica che la competenza tecnica: “l’assessore offre indirizzi politici, non ha necessariamente competenza tecnica, perché questa resta in capo al dirigente”. Si può sempre imparare insomma, ed è ciò che toccherà fare al giovane Nicola Acanfora, a cui Aliberti ha assegnato la delicatissima delega all’Urbanistica tanto cara a Fele. Sarà una Giunta dinamica, dove tutto può continuamente cambiare. “Cominciamo a lavorare. Ho voluto dare un assetto, se avessi aspettato che la maggioranza prendesse una decisione, avremmo perso molto tempo ancora. Nel momento in cui questa però riterrà di apportare cambiamenti, io non sarò contro. Chi entra rileverà le deleghe di chi esce”. Il principio è: uno vale tutti e tutti vale uno. O meglio, tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Il concetto è chiaro del resto e astutamente Aliberti lo ha voluto chiarire proprio con lo stesso Fele, da più parti indicato come suo possibile erede politico. Queste le altre deleghe: Diego Chirico dal Bilancio passerà ad occuparsi del Personale e dei Lavori Pubblici. Antonio Pignataro vince il duello con Teresa Formisano, resterà almeno altri sei mesi e andrà ad occuparsi di Commercio, Suap, e Patrimonio. Raffaele Sicignano pure esce ridimensionato, perde la Manutenzione e si occuperà di Sport, Polizia Municipale, Politiche Giovanili. Restano confermati gli assessorati di Antonio Fogliame (Cultura, Polverificio, Innovazione Tecnologica) e di Annalisa Pisacane (Politiche Sociali). Un fatto strano questo, perché cozza con quanto finora detto “tutti sono in gioco”. Tutto normale secondo Pasquale Aliberti: “la Cultura nessuna l’ha chiesta” mentre per le Politiche Sociali della Pisacane: “la stessa ha più di tutti chiesto di poter conservare la delega – poi prova a minimizzare – del resto quella è una delega partecipata, da dividere con l’Istituzione Scafati Solidale”. Il corridoio racconta invece di una Pisacane disposta pure ad andare a casa, se non avesse tenuto la sua delega. Sfuma la possibilità per Teresa Formisano di entrare in Giunta, è spiaciuta però: “mi allineo alle decisioni della mia maggioranza”. E Casciello? Ripete freneticamente che il suo posto in Giunta è vincolato dal suo subentrante in consiglio, l’ex assessore al Bilancio e vicesindaco Giacinto Grandito. Aliberti prima nega di aver chiesto al consigliere eletto in lista Udc il “sacrificio”, poi chiarisce: “io sono come un allenatore, potrei mai mettere in campo un giocatore sapendo che sulla panchina al suo posto andrebbe a sedersi qualcuno che potrebbe giocare a favore dell’avversario? Quando Raviotta o Quartucci hanno votato con noi si è gridato allo scandalo, perché non dovrebbe valere nel senso opposto?”. Restanno da assegnare alcune deleghe ancora, tra cui l’importante Manutenzione. Potrebbe andare forse ad un consigliere comunale, allo stesso Casciello magari, o a Roberto Barchiesi, ma questo: “sarà valutato successivamente”.

IL DIETROFRONT DI RAFFAELE SICIGNANO

Caos sul rimpasto delle deleghe, Raffaele Sicignano nel pomeriggio di eri fa dietrofront e rifiuta di firmare le nuove deleghe dopo averle verbalmente accettate lunedì pomeriggio. Probabilmente si è sentito bocciato dopo essersi visto togliere la delega alla Manutenzione,  oggi in capo al primo cittadino. Voci di corridoio raccontano di un pesante diverbio tra Sicignano e Aliberti con l’assessore che avrebbe minacciato le dimissioni nel caso non avesse rimodulato le sue deleghe. Il sindaco avrebbe anche tentato di riunire la maggioranza, ma le defezioni hanno rinviato tutto a giovedì. Aliberti tra due fuochi quindi, da un lato le paventare dimissioni di Sicignano,  dall’altro le proteste degli altri assessori declassificati, qualora il sindaco dovesse cedere alle richieste dell’ex delegato alla Manutenzione.