Scafati. “Vengo anch’io, no tu no”. I sogni sfumati di Mimmo Casciello

Di Adriano Falanga

La (non) rimodulazione della giunta consegna alla città due amletici quesiti: E’ stato Mimmo Casciello a rifiutare l’assessorato (per amore della città, naturalmente) oppure è stato Pasquale Aliberti ad averglielo negato? No, perché la differenza non è affatto sottile, la rinuncia dipende da te, la negazione dagli altri. Non c’è che dire, affettuosamente al povero consigliere, primo eletto tra le liste civiche a sostegno del primo cittadino, possiamo dedicare la canzone del compianto Enzo Jannacci “vengo anch’io, no tu no”. Sarà anche un gesto di responsabilità il suo, ma ancora non è chiaro perché ad essere chiamato al sacrificio è sempre e solo lui, soprattutto quando lo stesso, astutamente, ha svelato il mistero del “subentro di Grandito”. Insomma, l’ex vicesindaco non c’entrava nulla, Casciello ad Aliberti piace solo come consigliere comunale. In un momento di comprensibile delusione, l’alibertiano aveva anche scritto su Facebook che lunedi avrebbe protocollato le sue dimissioni. Poi, evidentemente tornato in se, ha smussato i toni (ed è questo quello che forse piace di più al sindaco): “Dimissioni? Sul tavolo, senza alcuna esitazione, qualora avessi la percezione di aver deluso la fiducia dell’ elettorato e quella della mia famiglia”. Rincara la dose Marco Cucurachi: “avrei voluto farti gli auguri per la nomina a Vice Sindaco, avrei voluto complimentarmi con Te per la nomina ad Assessore, invece sono costretto a farti gli auguri perché si nu grand suonatore e piattin. (cioè, la figura meno importante in una banda musicale, ndr)”. In aiuto di Casciello il collega Diego Del Regno: “quando ti parleranno di piattini ricorda loro da quando tempo li stanno suonando e che a furia di suonarli hanno finito per avere i migliori complessi. In realtà i veri perdenti sono proprio quelli che godono a vederti fare un responsabile passo indietro e vorrebbero vederti umiliato e deluso. Sono gli stessi che credono si faccia politica con le poltrone, quelle a cui tu tante volte hai rinunciato”. In questo caso però, la poltrona gli è stata negata, ad essere precisi.




Scafati. Gelo tra il primo cittadino e Brigida Marra

Di Adriano Falanga

Riunione di maggioranza di mercoledi sera, una discussione sostanzialmente pacata, accesa ma senza travisamenti. A molti però non è sfuggita la posizione defilata di Brigida Marra (in foto con Teresa Formisano). La forzista in genere è sempre passionale, sanguigna, pronta a scontrarsi con chiunque (verbalmente si intende). Mercoledi invece è stata quasi in disparte, stando a quanto raccontano i suoi colleghi. I motivi ufficiali non sono noti, ma qualcuno vuole una Marra delusa dall’essere stata “accantonata” in favore di Teresa Formisano, per l’ingresso in giunta. In un primo momento sembrava che la staffetta con Pignataro fosse cosa fatta, a sostenere la Marra in giunta la stessa Formisano, oltre a Diego Del Regno. Ma passa la linea degli ex dissidenti, sostanzialmente sulla scia di quanto ha dichiarato a Cronache il vice sindaco Giancarlo Fele, qualche settimana fa. “Sono disposto a farmi da parte, ma solo per una scelta di squadra, o se avessi lavorato male. Non sono disposto a fare spazio – aveva chiarito Fele – dal momento in cui con le mie dimissioni da consigliere ho già fatto spazio in consiglio comunale”, e Brigida Marra, è un consigliere subentrato, non eletto. Da qui l’indicazione di Teresa Formisano, una quota rosa che tra Carmela Berritto, Daniela Ugliano e la Marra, dispone di un pacchetto di voti maggiore. Curioso anche il (forse) involontario e indiretto scambio di “post” su Facebook, che c’è stato tra Pasquale Aliberti e la sua fedelissima. “L’eleganza di una persona esiste anche quando prende le distanze senza ferire” ha scritto la forzista. Dopo poco arriva il post del primo cittadino: “L’‪‎opportunismo produce una gratificazione immediata, l’altruismo la felicità eterna: se pensi di essere usato come strumento non aspettare che finisca la canzone”. Due sono le cose, o il sindaco era in vena di filosofeggiare, oppure il messaggio è chiaro ed inequivocabile.




Nocera Inf./Pagani. Torquato e Bottone. Problemi di Giunta. A settembre è rimpasto

NOCERA INFERIORE/PAGANI. «Ha da passa’ ‘a nuttata» o meglio «’a stagione». Rielaborando l’eduardiano adagio, per la politica nocerina e paganese, la ripresa autunnale sarà foriera di cambiamenti. Due sindaci protagonisti, Manlio Torquato di Nocera Inferiore e Salvatore Bottone di Pagani, entrambi accomunati non solo dalla storia, da una piazza che divide i due comuni ma soprattutto dal mercato ortofrutticolo. Mercato che dovrebbe passare dalle mani della Regione a quella dei due comuni e che per ora, proprio i due sindaci, politicamente non controllano, visto che Nocera è di fatto fuori dalle logiche gestionali, e Pagani arranca all’esterno, atteso che il presidente dell’ente mercatale, il paganese Vincenzo Paolillo, dopo l’insuccesso elettorale delle ultime regionali, pare voglia riavvicinarsi a Pasquale Aliberti, super sindaco scafatese. E di fatto, sia Torquato sia Bottone, di riferimenti politici fuori dalle loro città non ne hanno molti. A Pagani, l’unico rappresentante è Alberico Gambino, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che sferza continuamente l’amministrazione Bottone. Il sindaco paganese pare avesse un feeling particolare con Enrico Coscioni, ma di voti a Pagani per il candidato alle regionali di Campania Libera ne sono usciti meni del previsto. A Nocera, Torquato potrebbe sperare in un rapporto, tutto da costruire, con il governatore Vincenzo De Luca, ma già ha di traverso il pd locale.
E poi entrambi hanno problemi di giunta. Da mesi, Bottoni deve rioccupare la casella dell’ambiente dopo il ritiro della delega a Alfonso Marrazzo, voluto da “Grande Pagani”, lista civica di cui è patron Paolillo, e da questi defenestrato. Bottone attenderà, probabilmente settembre, per la nomina del nuovo responsabile dell’ambiente, anche perché in “Grande Pagani” (che dopo il risultato di Paolillo alle regionali, politicamente “fa un po’ meno paura”) non c’è un’unità sul nome da indicare al posto di Marrazzo, e c’è qualcuno che vorrebbe il ritorno dello stesso ex assessore come “sacrificio” da offrire sull’altare dell’amicizia con Aliberti, visto che Marrazzo è un suo fedelissimo.
A settembre, poi, dovrebbe nascere la nuova giunta Torquato, con elementi nuovi, secondo alcuni almeno tre, secondo altri si salverebbe solo Mario Campitelli. Il primo cittadino nocerino deve dare nuovo slancio a una giunta in molti settori epoca e assicurare maggiore attenzione ad altri, come il commercio, che avrebbero bisogno di un assessore e non di un consigliere delegato. Torquato è a un bivio se vuole investire sulla sua rielezione o riavvia la macchina-giunta o rischia di rimanere al palo.
Fulvio Damiano




PAGANI. «Rimpasto in giunta? solo dopo il bilancio»

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PAGANI. «La giunta? Ne riparliamo dopo il bilancio». E’ chiaro e categorico il sindaco Salvatore Bottone, che si prepara a portare in consiglio comunale, convocato per il prossimo 4 agosto, il bilancio comunale. Le casse del Comune certo non godono di buona salute e gli amministratori, a detta del primo cittadino, hanno dovuto fare salti mortali ed un tour de force per far quadrare i conti. «Per ora lascerei da parte l’idea della giunta – spiega Bottone – Io, invece, direi di parlare di quelle che sono le delibere di questo esecutivo, le azioni messe in campo dagli attuali assessori, e non per ultimo dalla proposta di bilancio che ci apprestiamo a portare in consiglio comunale. Questo è solo il momento per dare un riscontro positivo al lavoro fatto da questa giunta». Del rimpasto chiesto a più voci dai una parte della sua maggioranza, il sindaco della cittadina dell’Agro, è pronto anche a discuterne, ma solo dopo l’approvazione dello strumento finanziario. «Ora siamo in fase bilancio – chiarisce. Tutti gli incontri con i consiglieri e la parte politica della maggioranza si stanno svolgendo solo sul bilancio. Ci hanno lavorato tutte le partiti politiche, nessuna eslusa. Non riuscivamo a rientrare nei conti, ma lo abbiamo fatto e ne sono soddisfatto. Nonostante il piano di riequilibrio, i 20 milioni di euro che abbiamo dovuto togliere dal bilancio e rimodellarli nei 30 anni, nonostante un milione e 100 in meno da tenere ogni anno in considerazione per le casse dell’ente, abbiamo messo su un buon bilancio». Solo dopo, pronto al dialogo con i partiti per l’esecutivo cittadino. «Dopo il bilancio – aggiunge il sindaco di Pagani – ci sediamo con le parti politiche e se c’è da rivede, rimodellare, sostituire, cambiare, inoltrare.. insomma facciamo tutto quello che vogliamo fare, perché ritengo che la politica deve dare il proprio supporto e sono certo lo farà in questa fase». Dunque, una pausa estiva per Salvatore Bottone che senza mezzi termini dirime anche le voci che lo vedono in contrapposizione con quel gruppo di civici, Grande Pagani, da sempre considerati la sua «spina nel fianco». «Non ci sono polemiche in atto con Grande Pagani – ci tiene a chiarire il primo cittadino – Se pur oggi mi facessero un nome da inserire nella giunta, di una persona gradita e capace, non esisterei un attimo a nominarlo in giunta. Ma credo debbano fare prima chiarezza tra loro. Io sono pronto ad aprire le porte dell’esecutivo a loro rappresentanti».
Lucia Trotta