Pd? “Girasole” avvitato su se stesso Sinistra ritrovata, la mission di LeU

Adriano Rescigno

Il disegno di una nuova sinistra che sappia opporsi a dinamiche di partito autoreferenziali. Questo il tema centrale dell’incontro avvenuto ieri sera a “Il Girasole” di Capaccio Paestum, dove ad alternarsi ai microfoni c’erano: il governatore della Regione Toscana, Enrico Rossi, autore dello scritto “Rivoluzione socialista”; l’onorevole Federico Conte; il già senatore Andrea De Simone – uno dei primi esponenti di Liberi e uguali; il professore Carmine Pinto ed il direttore del quotidiano “la Città”, Antonio Manzo; incontro moderato da Mauro Gnazzo. “Una sinistra nuova, non depressa – si augura Carmine Pinto – che dia una prospettiva e non guardi al passato”. Dose rincarata dall’onorevole Conte che ha puntato l’obiettivo sui problemi di una società che si sono riverberati alle elezioni, in quanto “durante gli ultimi governi di sinistra sono aumentati i poveri, è normale che la gente non ci vota. Non c’è stata attenzione a quelle che sono le reali esigenze della società, alla riduzione delle disuguaglianze, culturali ed intellettuali. Questa sinistra ha perso la questione sociale”. Partendo da quanto viene descritto nel libro di Rossi, invece il senatore De Simone: “Penso che la sinistra stia fuori dagli attuali partiti. Bisogna saper intercettare il patrimonio di idee e valori che ha rappresentato la sinistra in Italia e che è ancora viva”. A concludere il governatore toscano e baluardo di Liberi e Uguali, che sferra l’attacco al Pd partendo dalla situazione politica italiana attuale in cui complice la modalità sfascista e di autoflagellazione della sinistra, il populismo sguazza nel malcontento: “In Italia è in corso un tiro al piccione dove il piccione è l’immigrato, non si può andare avanti così. L’Italia è la più in crisi delle democrazie europee, e non solo per la crisi dei partiti, alla quale noi abbiamo aggiunto del nostro, delegittimando il ruolo della politica”. Ma non solo, toccati anche i grandi temi di disquisizione parlamentare: “La crisi della giustizia che non può costruire teoremi ma perseguire reati specifici ed in un mondo così complesso mi sono chiesto se anche le politica non potesse avere un ruolo di indirizzo verso la magistratura e mi vengono in mente i problemi legati alle mafie. Sono riflessioni che dobbiamo fare, animati da uno spirito costruttivo e ricostruttivo. Liberi e Uguali ha bisogno di milioni di persone per creare una grande piattaforma di una sinistra popolare. Guai a organizzare LeU come una struttura organizzata per legittimare se stessa a discapito di quanto è il nostro progetto, che assolutamente non mira al 2 per cento. Abbiamo bisogno di una strategia di alleanze sociali per offrire sviluppo, difendere e garantire nei diritti l’immigrato che raccoglie pomodori, di uno Stato che funziona. Attenzione ad intendere una sinistra che si ferma alla denuncia. Credo che ci sia un errore di fabbrica del Pd – termina Rossi – al Lingotto, sposa il mercato, ha buttato tutto all’aria, peggio di Tony Blair. Se si ascoltano i dirigenti del Pd non hanno proprio nell’orecchio l’idea di una critica al capitalismo. Il mercato da solo non è il regno migliore possibile. Bisogna rimettere in campo un pensiero socialista e cristiano, come diceva Machiavelli: ci si rinnova ritornando alle origini”.




Folla commossa per l’ultimo saluto a Gennaro Giordano-FOTO

Erika Noschese

Oggi la città di Salerno si prepara a dire addio al compagno Gennaro Giordano. Una folla gremita ha accompagnato il feretro fino alla Chiesa Madonna di Fatima. Tanti i personaggi del mondo politico che hanno voluto dire addio al sindacalista salernitano, morto a 74 anni a causa di un infarto. Il sindaco Enzo Napoli, l’onorevole Piero De Luca, l’ex assessore Roberto De Luca, gli assessori Angelo Caramanno, Mariarita Giordano, Dario Loffredo; il segretario Dem Enzo Luciano; Marco Mazzeo e così via hanno espresso tutta la loro vicinanza alla famiglia Giordano.




Il Governatore De Luca come Antonio La Trippa «Sembra un comizio svoltosi a Roccasecca»

«Cosa non si fa per i figli. Negli ultimi tre mesi Vincenzo De Luca si è visto costretto a sacrificare il ruolo di governatore, per impegnarsi notte e giorno a trovare occupazione stabile al figlio indagato Piero. E l’unico posto disponibile, che lo salverà anche dalle conseguenze di una possibile condanna, l’ha trovato in Parlamento. Un imputato per bancarotta non potrà che trovarsi a suo agio tra gli scranni occupati dal Pd, dove si è perso il conto degli inquisiti a vario titolo. E non dovesse bastargli quell’allegra comitiva, Pierino incontrerà certamente nuovi amici impresentabili e indagati tra i suoi alleati di Forza Italia». A lanciare accuse al governatore della Regione Campania è Valeria Ciarambino, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle. A poche ore dalla chiusura della campagna elettorale di Piero De Luca, la consigliera pentastellata non le manda a dire: «Nel frattempo, ci ha pensato papà a procurargli un salvacondotto per Roma, presenziando ad un comizio al giorno, lanciando spot poco credibili. Dai numeri farsa sulla rimozione delle ecoballe, all’apertura di qualche reparto fantasma nei rari ospedali non ancora chiusi col suo piano rivoluzionario. Oggi ha rilanciato il finanziamento sull’aeroporto di Salerno, a cui dona fior di milioni ogni anno a fronte di un numero in costante decrescita di passeggeri. Quindi è tornato per un giorno a fare il sindaco di Salerno, il collegio dove ha candidato Pierino, annunciando fior di opere infrastrutturali. Un comizio durante il quale ha snocciolato nu- meri, promesse e strabilianti proclami che ha evocato la celebre scena di Antonio La Trippa nella città di Roccasecca». «E’ chiaro che il governatore – conclude Ciarambino – sta provando a recuperare un po’ del terreno perso nei giorni scorsi, occupato com’era a difendere Robertino, l’altro erede, fresco indagato per corruzione, reso celebre dalla sua interpretazione nella videoinchiesta di Fanpage. Una storia che a Robertino è costata il posto da assessore. Sistemato Piero, ora papà penserà anche a lui. Un’occupazione gliela troverà. Nella peggiore delle ipotesi, potrà approfittare del reddito di cittadinanza del prossimo Governo 5 Stelle. E chissà che Roberto De Luca non sarà uno dei tantissimi giovani che troveranno collocazione nel mercato del lavoro grazie alle misure introdotte dal Movimento 5 Stelle». Accuse al vetriolo anche da parte del già senatore Andrea De Simone che commenta le dichiarazioni di Vincenzo De Luca sui fondi stanziati per le opere pubbliche a Salerno: «Una ignobile propaganda con I fondi pubblici». «Nessuno, nella storia repubblicana del Paese, è stato capace di tanto, nè gli uomini dei governi Dc, nè Achille Lauro a Napoli. Le comunicazioni di questa mattina sono utili solo per la satira di Crozza. Ma c’è poco da ridere. La situazione della nostra provincia richiederebbe ben altre scelte: serie, credibili e non buffonate», ha detto ancora De Simone. «Da noi manca il lavoro; i cantieri chiudono; si pagano i ticket per le prestazioni sanitarie; la scuole non sono a norma; il commercio è fermo ma soprattutto mancano le strutture sportive e i giovani più braci ci lasciano. Potrei continuare l’elenco, lunghissimo, dei problemi che si riscontrano nella nostra regione». «Di fronte ad un quadro drammatico c’è il folklore, c’è la ripetizione di palle sparate alla vigilia delle elezioni per aiutare la famiglia, non Salerno. Si ripete la propaganda che da oltre vent’anni si ripete con monologhi senza interlocutori che possano smentire. E si tenta di distrarre le persone dal senso di indignazione per i video di fanpage degli affari loschi sull’emergenza rifiuti. Proprio questa mattina alcuni organi di in- formazione hanno comunicato il dato: solo l’ 1 % delle ecoballe sono state rimosse. Tre giorni fa invece, era stato comunicato il dato sull’utilizzo dei fondi europei: il 3% della spesa. C’e’ una sola verità: la Campania era ultima e ultima è rimasta dopo circa tre anni di governo di propaganda», ha detto infine l’onorevole.




«Il sistema si poteva sconfiggere»

Dal Sistema Salerno al Sistema Campania, l’inchiesta di FanPage sulla questione dei rifiuti in Campania, lancia uno spunto di riflessione sul sistema di potere deluchiano, trattato prima ancora dai giornalisti Andrea Pellegrino e Marta Naddei, che hanno esaminato quelli che erano i punti salienti del sistema di potere deluchiano a Salerno. E domani se ne discuterà proprio a Salerno, con esponenti e amministratori locali. Tra questi ci sarà Andrea De Simone, già senatore della Repubblica, che ha risposto ad alcune domande alla luce dei fatti degli ultimi giorni. Dopo la pubblicazione dei video di FanPage, c’è una nuova attenzione nazionale verso Salerno e la Campania? «I video di Fanpage hanno sconvolto e suscitato sconcerto in tutta Italia. C’è un sentimento di sdegno molto diffuso nell’opinione pubblica. Non c’è trasmissione Tv che non si occupi della vicenda. Tra le forze politiche, fatte le dovute eccezioni, si registrano ancora silenzi e complicità .Il Sistema ha coperture tra partiti di appartenenza e tra forze di opposizione. Da Sempre». Lei sostiene che tra le forze politiche dell’una e dell’altra parte ci sia commistione? «Sin dalle elezioni del 1992, la lista dei Progressisti ha goduto del sostegno di una parte della destra e delle civiche e, dal primo ballottaggio, dell’ alleanza organica della csd sinistra della società civile di allora e di quella radicale poi, almeno per una fase. Quasi sempre, poi, fatto salvo rarissime eccezioni, il candidato avversario è stato successivamente assorbito dal Sistema e premiato con incarichi importanti. Alle comunali del 2006, al ballottaggio, scrive un bravo giornalista ex Unità, a seguito di un incontro documentato in una azienda di Fratte si è siglato un accordo con un ex sottosegretario casertano molto potente. Alle Primarie Pd per la Regione del 2015,si sono registrati sostegni dichiarati di uomini ex Udeur, ex FdI, ex Fi di città note come Marigliano, Casal di Principe, Cancello e quartieri Napoletani come Scampia e Ponticelli. Alcuni di essi candidati e successivamente arrestati per gravissimi fatti. La notte che precede la presentazione delle liste per le ultime elezioni regionali l’Udc, dal governo uscente di centrodestra passa all’accordo con il centrosinistra. I suoi esponenti ricevono la responsabilità di uffici delicati, come la segreteria del Presidente della Regione. Altri, come si vede nei video di fanpage, la guida dell’azienda Sma. Patti rispettati e contraccambiati dunque. Oggi, uomini di centro destra dirigono Asl, Società partecipate, Uffici di peso della Regione. A politici-imprenditori vengono elargiti fondi pubblici per la sanità privata». Ma il principale partito di appartenenza ha responsabilità più pesanti? «Tutti i gruppi dirigenti che si sono succeduti nel Pds, nei Ds ed ora nel Pd hanno colpe. La parte politica, che annovera tra i suoi principali esponenti nel Sud un mammasantissima, ha coperto ed è stata complice consapevole. Da oltre un ventennio. E chi si è opposto ed ha argomentato ha ricevuto solo silenzio ed è stato emarginato. Sui tavoli dei segretari nazionali, già prima di Renzi in verità, sono stati consegnati una mole di documenti importanti. Prove con riscontri precisi. Non c’è partita quando un verbale congressuale, nel 2001,sottoscritto da un galantuomo come il Prof. Cantillo, che ratifica una maggioranza a nostro favore pari al 53%, ,a seguito di forzatura dell’armadio, viene falsificato, ed approvato da una Commissione nazionale -bulgara. I dirigenti locali hanno avuto sempre “buoni argomenti” per aver ragione a Roma». Ma Renzi, mi pare, sin dalla prima Leopolda, aveva promesso la rottamazione? «A proposito che ne è del Renzi- rottamatore che, munito di lanciafiamme, avrebbe combattuto il notabilato meridionale? Dopo la sconfitta al Referendum aveva lanciato strali contro i “signori delle fritture” Sono bastati pochi mesi poi le Primarie per la segreteria ed è prevalsa l’esigenza di raccogliere voti per dimenticare le promesse. Come scrive Sales “La Campania, sta dimostrando che clientelismo, trasformismo e familismo sono il principale ostacolo al rinnovamento del Sud ed al tempo stesso ne impediscono la crescita. E fanno, perdere voti”». Dunque, la politica non ha voluto contrastare lo sviluppo del Sistema? «Ci viene detto perchè non combattete battaglie politiche ? Lo abbiamo fatto. Quando le partite si sono svolte lealmente. Nel 1992,alle Politiche, l’elettorato salernitano aveva fatto una scelta chiara. Nel 2001 in vista del Congresso di Pesaro, la base del Partito aveva assegnato a noi la maggioranza, successivamente non riconosciuta come ho già detto. Ci sono forze in campo da oltre vent’anni, spesso isolate e perseguitate. Si poteva sconfiggere il Sistema sul piano politico? Certo che si poteva. Se solo ci si fosse resi conto del coacervo di interessi e complicità generato dall’aver, scientificamente, sostituito alle naturali aggregazioni dei tradizionali partiti, la nascita e la moltiplicazione di società, divenute un autentico strumento di affari e scambi non sempre trasparenti. Se anche i pochi che lo hanno contrastato avessero goduto di un minimo di ascolto da parte dei vertici della piramide politica egemone, in primis, del regime renziano, che, nel frattempo, si è ulteriormente rafforzato e divenuto imperante, grazie ai sostegni di cui si è abbondantemente servito per l’affermazione del pensiero unico anche in Campania. Molti, tanti, sono stati i complici e i fiancheggiatori. Qualcuno oggi si ravvede? Non chiediamo atti di penitenza. Ma almeno qualche parola di sincera autocritica si. Un po’ di umiltà. E, per favore e per carità di patria, che non diano lezioni. Peccato non avere avuto in questi anni Fanpage al nostro fianco. Si potevano registrare milioni di ore di video sugli accordi-spartizione. Sui compromessi con la peggiore politica. Sul mercato delle primarie e delle tessere. Su cospirazioni e delazioni per sconfiggere gli avversari. Su mezzi illeciti utilizzati. Su rappresaglie contro familiari ed amici degli oppositori. Sulle squadracce che picchiavano i giovani democratici per impedire il loro Congresso. Mi pare che i giovani e coraggiosi cronisti di Cronache abbiano fatto la loro parte. Prima di altri. Anche grazie al lavoro di Andrea e di Marta, oggi, molti giornali nazionali hanno la notizia. Contro il Sistema si può e si deve fare politica. E si può vincere. Io ne sono la prova. Chiarisco che io non sono stato mai sconfitto alle elezioni. Sono stato sempre eletto alla Provincia, al Parlamento ed alla Regione, con il voto di preferenza sulla scheda e sempre con un largo consenso. Ora che non sono più impegnato nelle istituzioni ,per una scelta personale, spero di poter contribuire a dare una mano per la crescita di forze giovani che, anche nella nostra città, si affermano. Dunque non solo la politica, ma anche altri organi dovevano e devono fare la loro parte? «Il malaffare va sempre denunciato. Se non suona blasfemo, vi è anche un passo evangelico, che impone la denuncia quando gli scandali diventano un’offesa contro la dignità delle persone. Non è stato facile farlo in assenza di risposte da parte degli uffici preposti ai controlli ed alla repressione . Anche qui, per favore, meno lezioni sul rapporto politicagiustizia. C’è molto da dire sul porto delle nebbie; sugli ordini di custodia cautelare dei primi anni 2000,respinti alla Camera dalla Giunta per le Immunità insieme alle prove delle intercettazioni. In Tv ascolto le parole di magistrati nazionali che esprimono dubbi sui video di Fanpage. E sulle prove raccolte dai loro colleghi e poi distrutte? Sul loro trasferimento? Niente da dire? Non parliamo poi dei tanti fatti al centro delle cronache in questi ultimi anni». Lei ritiene che in città ci siano le condizioni per una svolta? «Sono fiducioso. Negli ultimi anni sono nati gruppi sui social che denunciano quotidianamente il malaffare. Mimmo Donadio Florio sarà tra i relatori del dibattito Dal Sistema Salerno al sistema Campania. Il lavoro di professionisti capaci, come Oreste Agosto, è prezioso. Il Comitato Salute e vita presieduto da Lorenzo Forte non si ferma un giorno. E poi i gruppi che difendono il Porticciolo di Pastena e la sanità pubblica, i Comitati nati durante l’esperienza dei Referendum. Registro con soddisfazione il lavoro di alcuni, generosi e bravi consiglieri di opposizione impegnati a combattere scelte sbagliate ed indicare soluzioni. Io penso che Salerno possa contare su una qualificata e giovane classe dirigente che vive in città ma anche fuori. Sono diversi e tra essi, al Moka ci sarà il giovane Dante Santoro. Molti giovani, veri e propri talenti possono rientrare a Salerno e contribuire ad invertire la tendenza. Perchè rassegnarci all’idea che i mediocri, solo perché obbedienti e servili, possono occupare posti nelle società miste ed ottenere incarichi o fare cultura grazie ai contributi a pioggia. Si, perché a Salerno il merito non è un criterio. La subalternità si. Non bisogna esitare o fermarsi. Alle nuove generazioni dobbiamo consegnare una città ed una regione liberate dalla cappa, dal controllo, dall’intimidazione, dai privilegi».




Liberi e Uguali a Vietri sul Mare con i candidati

Una folta platea al bar Russo ieri a Vietri, per l’evento di presentazione dei candidati di Liberi e uguali, con Federico Conte e Carmine Ansalone. L’evento è stato organizzato da Alfonso D’Arienzo e Vincenzo Pedace. All’incontro ha preso parte anche il senatore Andrea De Simone e Maria Di Serio ex segretaria della Cgil e candidata con Leu. «Ci ritroviamo,a Vietri,nella stessa sala dove tre mesi fa abbiamo discusso sul Sistema Salerno di Andrea Pellegrino e Marta Naddei. Per noi, dunque,I video di Fanpage, non sono una novità. Il dato da sottolineare è che oggi, tutta l’Italia, puo’ indignarsi per il sistema affaristico che caratterizza la politica in Campania. Dobbiamo compiere uno sforzo per fare emergere la politica pulita,per riportare all’impegno le persone sfiduciate,per costruire spazi di democrazia e di partecipazione. Nella buona politica deve emergere una generazione nuova fatta di giovani talenti costretti a lasciare le nostre terre ma anche di chi ha deciso di restare senza piegarsi. In questa campagna abbiamo incontrato persone che hanno voglia di fare.Sono loro la base su cui contare per costruire la nuova casa della sinistra», ha dichiarato il già senatore Andrea De Simone.




Un grazie agli Amici di Cronache

Aniello Palumbo

In Italia non c’è la libertà di stampa! Il nostro Paese occupa uno degli ultimi posti in Europa per quanto concerne la libertà di stampa. Tanti sono i casi di minacce ai giornalisti da parte della criminalità organizzata e non solo: sono ben 60 i giornalisti che sono sotto protezione. Bisognerebbe far capire che la stampa è la parte intermedia tra la società civile e i poteri politici ed economici, detti entrambi poteri forti. Quando viene a mancare un organo d’informazione è un pezzo di democrazia che tramonta. Non sono riusciti a sopprimere la libertà di stampa né Torquemada con il ferro, né Robespierre con il fuoco e con la forca: la verità che noi divulghiamo attraverso i giornali a qualcuno dà fastidio, ma noi abbiamo l’obbligo di informare correttamente e compiutamente il cittadino e non imbavagliare la verità”. A lanciare un grido d’allarme a difesa della libertà di stampa è stato il Presidente dell’Associazione Giornalisti Salernitani, il dottor Enzo Todaro, durante la serata di presentazione dell’edizione digitale “Le Cronache”, che si affianca all’edizione cartacea, tenutasi in una delle sale del “Museo Diocesano” di Salerno. Il Presidente Todaro ha anche ricordato che a Salerno, come in tutto il Sud, si legge poco:” E’ un dato di fatto incontrovertibile” e annunciato che il 23 gennaio, durante la tradizionale “Festa dei Giornalisti”, che si tiene ogni anno nel “Salone dei Marmi” di Palazzo di Città, saranno premiati, con il “Premio AGS”, tre giornalisti salernitani: Antonella Napoli, Antonello Caporale e Gianfranco Coppola. Tanti gli amici di “Le Cronache” che hanno partecipato alla serata sottoscrivendo l’abbonamento al nuovo giornale online, ma anche a quello cartaceo: tra questi l’Onorevole Guido Milanese, assiduo lettore di Cronache : ”Al di la dei rapporti personali di amicizia che mi legano al Direttore Tommaso D’Angelo, ritengo che sia fondamentale il dato che ognuno di noi in questa città debba assumere un minimo di responsabilità per poter sostenere quelli che sono gli elementi democratici della comunicazione. Un giornale come Cronache, che ha una storia passata, ormai strutturata nel nostro territorio, deve continuare a vivere per esprimere la propria voce, la propria capacità di critica e di cronaca quotidiana”. Anche l’Onorevole Alfonso Andria ha dato una “lettura” obiettiva e approfondita della nuova iniziativa editoriale:” “Le Cronache” è un giornale sganciato dagli schemi, che risponde ad una logica abbastanza oggettiva: i fatti sono letti e commentati con obiettività”. Il professor Aniello Salzano, già Sindaco di Salerno, è per il pluralismo dell’informazione: ”La democrazia senza tanti giornali non vive. Siamo qui per sostenere il giornale ed il nostro antico amico Tommaso D’Angelo che da tanti anni si dedica al giornalismo salernitano, dando voce a tutti con il suo giornale che è un giornale libero. La Stampa deve continuare ad essere libera”. Il già Senatore della Repubblica, Andrea De Simone, segue e legge “Le Cronache” :” Questo giornale vanta professionalità importanti. Tanti sono i giovani giornalisti coraggiosi che vi scrivono; svolgono in questa città una funzione importante e significativa perché riescono a dare voce alle tante forze che normalmente non riescono ad avere uno spazio sugli organi d’informazione che hanno un carattere più istituzionale. Questo giornale deve vivere e deve essere sostenuto!”. Il Vicecoordinatore di Forza Italia, Gaetano Amatruda, è da tempo vicino a “Le Cronache:” E’ un giornale libero, una voce fuori dal coro: un centro di riflessione e di dibattito. Troppo spesso alcuni giornali perdono la funzione di stimolare il dibattito mentre il Direttore di “Le Cronache”, Tommaso D’Angelo, e tutta la redazione lo fanno con intelligenza e con libertà. Tutte le iniziative che servono a favorire le voci libere vanno sostenute. Io non credo al mantra che la carta stampata sia morta, ma ritengo che sia più che viva”. Il Consigliere Comunale Dante Santoro, che nel 2008 ha anche scritto su “Cronache”, è particolarmente legato a questo giornale: ”Ha dato e da in questa città, dove prevale una politica tentacolare, una speranza: fa informazione offrendo un servizio libero ed indipendente. Siamo qui soprattutto per esprimere la nostra riconoscenza di cittadini salernitani”. Il Consigliere Massimiliano Natella, apprezza il lavoro quotidiano fatto dal giornale “Le Cronache”: ” Una testata che dà spazio a molti giovani e che si è anche ritagliata una nicchia trattando determinati temi utili alla nostra città”. Sulla stessa linea il Consigliere Comunale Paolo Ottobrino: ” “Le Cronache” è capace di dare spazio ad argomenti che spesso non vengono trattati dalle altre testate giornalistiche”. Il Consigliere Regionale Alberico Gambino ritiene importante avere una pluralità di fonti d’informazione: ”Sono stato sempre per la pluralità delle idee. Più informazione c’è e meglio è per il popolo, perché cresce la democrazia. Il confronto di idee è sempre produttivo. In alcuni casi, però, avviene che con i soldi della Comunità Europea si finanzia soltanto una parte dell’informazione. Questo è dannoso per la democrazia”. Il Consigliere Regionale Monica Paolino ha espresso parole di apprezzamento per il quotidiano “Le Cronache”:” E’ un giornale importante del salernitano che ha sempre raccontato la verità: questo è un momento difficile per la mia famiglia ed è importante per noi sentire la vicinanza di un giornale come Cronache che è capace di raccontare la realtà dei fatti”. Anche il Consigliere Comunale Corrado Naddeo è per la pluralità nell’informazione:” E’ crescita collettiva: ognuno di noi si deve impegnare per sostenere in modo concreto quello che è uno strumento ampio di democrazia che avvantaggia tutta la società civile. I giornali vanno tutelati perché consentono una libertà di espressione e una progressione della società civile”. Anche l’avvocato Oreste Agosto, legge il quotidiano “le Cronache”: ”E’ una voce libera, che ci dà la possibilità di parlare della nostra città, sia in positivo, sia in negativo. Una voce che dovrebbe essere un punto di riferimento anche per le altre testate giornalistiche: la comunicazione libera è fondamentale per la nostra democrazia” Il giovane Vincenzo Pedace, già Segretario Provinciale dei Giovani Democratici, dottore di ricerca all’Università di Salerno legge Cronache:” Un quotidiano molto importante della nostra provincia: un giornale libero che si è sempre contraddistinto per battaglie politiche e culturali molto forti, indipendenti, non legate al potere”. Anche il Sindaco di Pontecagnano Faiano, Ernesto Sica, ha partecipato alla serata:” Cronache è uno strumento di democrazia e di partecipazione: un momento importante di dibattito. L’informazione è un elemento fondamentale per la crescita delle comunità e più strumenti come quello di “Cronache” devono avere la forza di continuare ad esistere Lunga vita a “Cronache”, lunga vita alla comunicazione”. Anche il mondo dello spettacolo salernitano è vicino al quotidiano “Le Cronache” come testimonia la presenza alla serata del regista e attore Claudio Tortora:” La comunicazione oggi più che mai è fondamentale. Le notizie ormai si diffondono attraverso internet, attraverso i social, ma per quelli della mia generazione il giornale cartaceo è importante: profuma di più, è una tradizione alla quale non possiamo rinunciare. Il giornale Cronache ha una storia che va difesa”. L’avvocato Giovanni Falci, ha evidenziato la grande capacità di Cronache di essere vicino alla gente alla quale dà voce: “E’ un quotidiano popolare, vicino alla gente, fatto da giornalisti che non sono succubi del potere, ma che non sono eccessivamente aggressivi. Un giornale che viene de- finito di destra, dove però ogni tanto scrivo anch’io che sono di sinistra e ho avuto la tessera del partito Comunista”. Don Luigi Aversa, Direttore del Museo Diocesano “San Matteo” di Salerno”, con piacere ha messo a disposizione una sala per organizzare l’evento:” Il giornale “Le Cronache” è sempre pronto a diffondere e divulgare le nostre iniziative culturali: in questo momento stiamo esponendo delle bellissime e originali sculture di sabbia e le sculture in terracotta dell’artista di fama internazionale Sorrentino. Ad aprile inaugureremo la Sala del ‘700 con le opere del Solimene, di Ricciardi e di altri importanti artisti”. Soddisfatto il Direttore di “ Le Cronache” Tommaso D’Angelo che, con impegno e grande determinazione, ogni giorno combatte la sua battaglia per difendere la libertà di stampa :” In nome di questa libertà cerchiamo di scrivere quello che gli altri non scrivono, creandoci anche dei nemici. Questa sera però sono tanti gli amici che ci dimostrano la loro vicinanza e il loro affetto”. Tra i presenti oltre ai giornalisti del quotidiano: Andrea Pellegrino, Olga Chieffi, Mariangela Molinari, Erika Noschese, c’erano l’imprenditore Daniele Caramagna, la giornalista Anna Rosa Sessa, il dottor Antonio Puorro, Vittorio Tortora, Enrico Polacco (il primo a sottoscrivere l’abbonamento digitale), l’imprenditore Generoso Galderisi, il patron dell’Embarcadero il noto locale sul Lungomare di Salerno. Presenti anche il Consigliere Regionale Luca Cascone, l’ex sindaco di San Severino Giovanni Romano, il sindaco di Battipaglia Cecilia Francese, Alfonso Buonaiuto, Tiziano Sica e il gruppo di Noi con Salvini, Mimmo Florio e Davide Scermino. Non erano presenti per impegni romani ma hanno fatto sentire la loro partecipazione l’ex Governatore Stefano Caldoro, il senatore Enzo Fasano, Pasquale Vessa, Severino Nappi, Antonio Iannone, Edmondo Cirielli, Angelo Matrone, Roberto Celano, il rettore Aurelio Tommasetti, il dottor Borsellino, Antonio Fasolino. La serata è stata impreziosita dal ricco buffet organizzato da Carmine Romaniello, Commissario cittadino del Nuovo PSI, dove tutti hanno potuto degustare l’ottimo gattò di patate preparato da Valentina Amatruda, i succulenti rustici preparati da Carla Cetrangolo Romaniello, i dolci della “Pasticceria da Lello” di Antonio Santimone e i gustosi gelati della gelateria di via Porta Elina.

(FOTO DI GUGLIEMO GAMBARDELLA).




«In Commissione giustizia mi disse: Tu fai l’arbitro tra avvocati e magistrati»

di Andrea Pellegrino

«Perdo un amico molto caro, con lui ho condiviso una legislatura parlamentare». Andrea De Simone racconta il suo legame con Ferdinando Imposimato. «Candidati ed eletti alla Camera dei Deputati, entrambi con un larghissimo consenso. Io a Salerno, lui a Caserta. Sin dai primi giorni si stabilisce e consolida un sodalizio umano e politico. Luciano Violante mi chiede di far parte della Commissione Giustizia con Ferdinando, Anna Finocchiaro ed il fior fiore dell’avvocatura e dellamagistratura italiana. “Io sono laureato in Sociologia – dissi a Ferdinando – che ci faccio con voi?” E lui: “Fai l’arbitro. In un gruppo Pds composto da tre avvocati e tre magistrati tu fai l’arbitro”. Non era solo una battuta. Sono gli anni di Mani pulite, degli arresti eccellenti, della Tangentopoli. Ed in quegli anni forte è lo scontro tra posizioni garantiste e giustizialiste». «Lo dico in sintesi», prosegue De Simone: «Queste posizioni attraversavano i diversi gruppi e spesso concordavano, a prescindere dalle appartenenze, magistrati con magistrati e avvocati con avvocati. Ferdinando no. Era sempre il più equilibrato. Io e lui, poi, avevamo lo stesso ufficio con due scrivanie, una di fronte all’altra. Dunque, ci si preparavano insieme per i lavori di Commissione e d’Aula e si discuteva molto. Di temi legati alla nostra attività. Di politica. Di fatti personali. Ferdinando era molto provato da una vicenda drammatica: l’assassinio del fratello. Ne parlava con composta commozione. Ma nonostante il grandissimo dolore non aveva perduto la sottile ironia e le battute intelligenti. La caffetteria napoletana, a pochi passi da Montecitorio, era diventata il quartier generale, su proposta di Ferdinando, dei parlamentari campani. Era sempre lui l’uomo-squadra. Lui fissava gli appuntamenti e intratteneva tutti noi con racconti che avevano a che fare con la storia d’Italia di quegli anni. Soprattutto gli anni del terrorismo che lui aveva contribuito a combattere e a sconfiggere. Sempre pronto a dare consigli. Sapeva distinguere, dalla lettura di poche righe, i provvedimenti giudiziari. Lo avevo coinvolto sui fatti che interessarono la nostra città tra il 1992 ed il 1994. Almeno sulle vicende che hanno riguardato la provincia ne aveva previsto l’esito molti anni prima dei processi. Un raffinato e competente magistrato, un simpatico e dolce amico». «Abbiamo continuato a sentirci e a vederci – prosegue ancora – “Andre’ hai letto? Mi piacciono Presidente”. I 5 stelle lo avevano indicato e lui ne era felicissimo anche se incredulo. Ad Avellino, in occasione della presentazione del libro del parlamentare pentastellato Sibilia, lo avevo incontrato dopo un po’ di tempo. Al bar, esce dal gruppo e mi presenta ai suoi amici. Poi ci appartiamo in un angolo per ricordare e per riflettere sul presente. Con amarezza abbiamo discusso degli errori della sinistra e di delusioni, del distacco delle persone dalla vita politica e delle incertezze sul futuro. Era affaticato Ferdinando ma non era stanco. “Chiamami quando vuoi. Vengo sempre volentieri a Salerno per un incontro, preferibilmente culturale.Presentiamo un libro”. Non abbiamo avuto questa possibilità. Non c’è stato tempo. Resta l’amarezza per una occasione mancata. Ma ho la fierezza di aver incontrato una persona straordinaria con la quale ho condiviso un bel tratto di strada».




In vista delle elezioni, Mdp Art Uno lavora alle candidature

Stasera si svolge la prima delle riunioni di zona decise dal Coordinamento salernitano Mdp Art Uno. Alle 17.30 alla sezione Berlinguer si ritrovano gli attivisti della Città, della Costa di Amalfi, di Cava e Valle dell’Irno. Si discuterà del percorso unitario da definire con Si e con Possibile per organizzare Liberi e Uguali. Come è noto la Sezione Berlinguer ha proposto di dare vita ad un Comitato paritario aperto a rappresentanti della società civile per gestire programma e candidature della lista capeggiata,a livello nazionale,dal Presidente del Senato. Dunque, a seguire, si potrebbe tenersi, a breve, una riunione unitaria per concordare una piattaforma politico-programmatica su cui far confluire tutte le forze di sinistra impegnate nei diversi comuni del salernitano.Si cominciano a delineare inoltre, i profili delle candidature da impegnare nei collegi e nel listini proporzionali di Camera e Senato. Si pensa a rappresentanti radicati nelle realtà, impegnati in significative esperienze in grado di recuperare il forte malessere che si esprime con il non voto.




“Liberi ed Uguali” si organizza in provincia di Salerno: «Ora comitati unitari»

Andrea Pellegrino

«Liberi e Uguali» muove i primi passi a Salerno. Tantissimi gli esponenti della sinistra che si sono ritrovati ieri sera alla sezione “Enrico Berlinguer” di via Luigi Cacciatore. Da Andrea De Simone a Michele Gravano, Franco Tavella, Franco Mari, Clara Lodomini, Margaret Cittadino, Maria Di Serio, Carmine Esposito, Luciana Mandarino, Giovanni Gioia, Valentina Botta, Francesco De Simone, Donato Bella, Franco Siani, Simona e Alessandra Saggese, Giampaolo Lambiase, Antonio Polichetti, Luciano Ragazzi, Assunta Striano, Rocco Iannone, Fausto Aliberti. In sala alcuni drappi per manifestare sostegno al popolo palestinese, contro la decisione Usa di trasferire la propria ambasciata a Gerusalemme. Michele Gravano ha introdotto tematiche che hanno dato vita ed una appassionante discussione sui temi dell’economia del paese e del mezzogiorno, i responsabili delle diverse forze della sinistra salernitana, hanno condiviso la necessità di lavorare insieme, oltre le sigle e le appartenenze: «Si tratta di una significativa esperienza di base. Ma l’auspicio è di coinvolgere i livelli provinciale e regionale affinché si moltiplichino i comitati unitari». «Pari dignità e senza volontà egemoniche – è stato detto – Ma con umiltà e spirito unitario per coinvolgere anche chi ancora non è convinto». Pare destinato al successo, dunque, il lavoro di tessitura che nelle ultime settimane ha visto protagonisti Andrea De Simone, con Tonino Scala, Franco Tavella, Franco Mari ma anche le organizzazioni di base come la sezione Berlinguer di Mdp, in primis il suo portavoce Massimo De Pascale. L’Assemblea nazionale del 3 dicembre con la discesa in campo di Pietro Grasso, ha suscitato interesse e speranze in settori ampi della società italiana. «“Liberi e Uguali” – spiega De Simone – può rappresentare un riferimento sicuro per le forze della sinistra ma anche per tante persone che negli ultimi anni hanno rinunciato a votare ed a partecipare. Un processo nuovo può partire dalle realtà di base, coinvolgere chi ancora non è convinto e aggregare mondi diversi. I partecipanti auspicano una formazione di sinistra, non solo una alleanza elettorale. Da ora inizia un percorso che vedrà sempre più insieme persone che provengono da diverse esperienze per andare nei luoghi di lavoro, nei quartieri,nelle piazze per ascoltare le persone, per confrontarsi, per costruire iniziative». Gli attivisti che si riconoscono in Liberi e Uguali intendono dare vita ora a comitati unitari e paritari aperti non solo alle organizzazioni come Mdp, Possibile e Sinistra Italiana che hanno promosso l’Assemblea del 3 dicembre ma anche – fanno sapere – ai tanti cittadini che hanno voglia di partecipare.




Piero Grasso unisce la sinistra nazionale, ora si lavora sui territori

Andrea Pellegrino

Il presidente del Senato mette d’acccordo tutti. Pietro Grasso, “il ragazzo di sinistra”, infiamma una sala di 3mila attivisti, giunti all’Eur da ogni parte d’Italia. Ed è stato lo stesso Grasso a scusarsi con quanti sono rimasti fuori, per i quali è stato prontamente allestito un maxischermo per consentire di ascoltare gli interventi in sala. A prendere la parola sono stati Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana; Pippo Civati, numero uno di Possibile; Roberto Speranza di Mdp e numerosi rappresentanti di Associazioni come Arci, Legambiente, Acli, Banca Etica. Molto applaudito l’intervento del medico condotto di Lampedusa che ha effettuato oltre 30 mila visite ,fatto nascere 100 bambini di migranti sbarcati sull’isola. Grasso ha risposto all’esigenza posta da tutti i partecipanti: dare vita ad una formazione per recuperare all’impegno chi si astiene. Un programma chiaro e partecipato in grado di offrire risposte credibili a forze sociali che attendono interventi tesi a creare lavoro; ridurre diseguaglianze; affermare un fisco equo; garantire sicurezza. Grasso ha ripercorso le tappe di una vita caratterizzata per l’impegno nella lotta alle mafie, alla corruzione, al malgoverno della cosa pubblica e in favore della giustizia.Una standing ovation ha accompagnato l’appello rivolto a tutti gli italiani perché non perdano la speranza nella possibilità di cambiare. In platea i dirigenti storici della sinistra,come D’Alema, Bersani, Folena, Rossi, Bassolino e la segretaria Cgil Susanna Camusso. Tantissimi i salernitani presenti: Andrea De Simone, Vincenzo Pedace, Roberta D’Amico, Antonio Procida, Federico Conte, Franco Tavella, Anselmo Botte, Clara Lodomini, Antonio Polichetti, Fernando Argentino, Maria Di Serio, Donato Bella, Valentina Botta, Franco Mari, Franco Peta, Salvatore Soriente, Pina Esposito, Michele Gravano. La stessa sinistra salernitana che pochi giorni fa registrava opinioni diverse all’assemblea del polo nautico, si è riunita a Roma. Nei capannelli, tra esponenti salernitani delle diverse forze, all’ingresso della sala, si respirava un’aria più serena. Nei prossimi giorni si potrebbero svolgere, anche nel Salernitano, iniziative programmatiche unitarie .È vero che lo scontro recente tra i coordinatori provinciali di Si, Possibile ed Mdp potrebbe lasciare il segno ma pare che il lavoro di tessitura che alcuni dirigenti dell’una e dell’altra parte stanno svolgendo potrebbe approdare a risultati importanti. Non è sfuggito, infatti, in un’area di servizio un colloquio amichevole tra Tonino Scala, segretario regionale Si e Andrea De Simone, figura storica della sinistra a Salerno. Così, in sala, non sono mancati saluti affettuosi tra i diversi delegati ed invitati. Insomma,un rinnovato clima che potrebbe portare a risultati anche nel nostro salernitano.