Scafati. Fiume Sarno: la puzza regna sovrana. E’ allarme sanitario…da trent’anni

Di Adriano Falanga

Il mese di Luglio per gli scafatesi segna un appuntamento importante, quello con la festa patronale. Ma da almeno trent’anni viene ricordato anche per la stagione conserviera, che si apre nello stesso periodo. Un’importante occasione per l’indotto economico, perché centinaia di stagionali trovano lavoro presso le decine di aziende dislocate nell’agro nocerino. Ma luglio è anche il mese della puzza. Le prime “avvisaglie” ci sono state già durante i giorni della festa, dove il centro città ha subito le esalazioni emesse sia dal Sarno che dai canali attigui. Seppur la nomea la portano le aziende conserviere, la responsabilità deve essere estesa anche agli scarichi dell’indotto agricolo e civile, quasi sempre abusivi.  Sono decenni oramai, tutti sanno ma nessuno vede. E così, da oggi e fino ai primi di settembre, dormire con le finestre aperte sarà impossibile per chi vive lungo le sponde del fiume e dei suoi affluenti, dalla periferia al centro città. O meglio, l’acre odore di marcio è avvertito anche in zone distanti centinaia di metri dal corso d’acqua più vicino. E oltre a creare problemi al vivere comune, la puzza diventa un “ottimo repellente” per chi decide di fare una passeggiata in città, tenendo lontana la movida e portando con se insetti, topi e sporcizia di ogni genere. E così Addio ad ogni buono proposito di organizzare eventi o manifestazioni tipicamente estive. Perché, e lo scriviamo senza tanti giri di parole, la questione ambientale legata alla puzza del Sarno ha allontanato, negli anni, la gente dalle strade molto più della questione sicurezza. Chiaramente contribuendo al persistente stato di disagio economico delle attività commerciali locali.

<<L’usanza criminale degli scarichi all’interno del fiume riprende ferocemente e ritornano in azione quel manipolo di criminali convinti che quel corso d’acqua sia di loro proprietà e di conseguenza utilizzabile per i loro sporchi sversamenti>> così Francesco Carotenuto, di Scafati Arancione. <<Non vogliamo che la questione torni ad essere solo un modo di fare retorica per riempire qualche pagina di giornale o per riempire qualche post su Facebook nel bel mezzo della calura estiva ed è per questo che ci appelliamo alla grande sensibilità della commissione straordinaria, che non ha mai fatto mancare in questi mesi>>. La speranza è che i commissari, lontani da ogni logica elettorale e interessi di parte, possano contribuire a dare una svolta all’annoso problema. <<Alla Commissione chiediamo non solo maggiori controlli e un tavolo di concertazione con i sindaci dell’intero bacino per contrastare con azioni forti, dalle sanzioni alle ordinanze di chiusura di opifici e industrie che si macchiano di questi crimini – continua Carotenuto – ma chiediamo di monitorare le realtà industriali che operano e producono nella nostra città>>. Parte il primo esposto alle autorità competenti. <<Anche quest’anno invieremo denuncia non soltanto alla Procura della Repubblica, ma anche alle autorità competenti come Arpac, Asl e Noe. Saremo un tarlo continuo in difesa della nostra città e della nostra gente>>, conclude l’attivista.

SARNO, ALLARME SANITARIO SEMPRE ATTUALE

Oltre ai reflui della rete fognaria, immessi in maniera più o meno legale, a creare pericolo sanitario sono soprattutto le sostanze chimiche che contaminano pericolosamente il corso d’acqua. Sostanze che rischiano di compromettere seriamente la salute pubblica qualora finissero a contatto con le tante colture che costeggiano il letto del fiume. E questa non è certamente una realtà astratta, anzi. L’Arpa Campania ha già lanciato l’allarme, nel corso dei controlli del mese di giungo sono emerse infatti concentrazioni di cromo e mercurio potenzialmente superiori agli standard di qualità ambientale ammessi. Il Dipartimento di Prevenzione Igiene e Sanità Pubblica della Asl Salerno ha così sollecitato il Comune di Scafati ad emettere ordinanza per impedire l’utilizzo “a qualsiasi scopo” delle acque contaminate, compresi gli usi irrigui e zootencici. Un divieto prontamente emanato dalla triade commissariale. Certo è che da anni nessuno beve l’acqua del Sarno, ma in tempi di siccità non è raro imbattersi in agricoltori che attingono dal Sarno (o da pozzi collegati) per irrigare i loro raccolti. Le campionature sono state effettuate lungo il tratto che va da San Pietro-Via Lo Porto a via Fosso Dei Bagni. Un’area vasta e quasi interamente dedita all’agricoltura. E la foto che ritrae il corso d’acqua coperto da una torbida e maleodorante sostanza biancastra, è stata scattata in questi giorni proprio in via Lo Porto, in piena area agricola. Il rischio per la salute pubblica è altissimo, ecco perché occorre subito avviare controlli, verifiche e monitoraggio del corso d’acqua. Scarichi abusivi compresi.




Emergenza insetti: sos disinfestazioni nel napoletano

L’emergenza di tipo ambientale è sempre più accesa è necessaria in diverse città della provincia di Salerno e soprattutto nella provincia di Napoli. Secondo gli ultimi studi, infatti, pare che sono sempre di più i territori che hanno bisogno effettivamente di una disinfezione e disinfestazione continua che possa garantire la pulizia e la messa in sicurezza del territorio da un punto di vista della salute. Sempre più spesso l’Asl e le pubbliche amministrazioni sono costrette a riferirsi a delle società particolari che sono in grado effettivamente di fornire un servizio ottimale per garantire la scomparsa di insetti fastidiosi, roditori che potrebbero essere portatori di malattie di ogni genere di patologie che colpiscono in particolar modo anziani e bambini. È importante e quindi cercare qualcuno che si occupi di disinfestazioni Napoli, ovvero qualcuno che nella zona sei in grado di dare delle risposte immediate e rapide al problema della salute pubblica e dell’ambiente in territorio complessi e da troppo tempo colpiti dal problema dei roditori e da quello degli insetti.

Si tratta di una vera e propria emergenza, in quanto comunque sì a che fare con l’arrivo di diversi generi di insetti che provengono magari dalle fognature ed allegati tuoi e che non vengono pulite per tempo.

Il problema della disinfestazione però non riguarda solo la vicenda legata, ad esempio, agli spazi pubblici ma anche quella legata agli spazi privati e alle case in cui spesso può succedere di avere a che fare con la presenza di ratti, oppure di vari tipi di insetti. Quest’estate, ad esempio, proprio in provincia di Napoli, c’è stata una vera e propria invasione di blatte che aveva condizionato interi quartieri e quindi un alto numero di appartamenti in tutta l’area dell’hinterland napoletano.

Insomma, un problema di non poco conto con cui bisogna cercare non di convivere ma di opporsi, a differenza sia di quelli che sono i professionisti del settore, che saranno in grado agendo anche rapidamente, di garantirti il supporto di cui hai bisogno.

Sempre più spesso, le segnalazioni vengono fatte per la presenza di blatte, ma anche di zanzare tropicali, vermi, cimici dei letti, moscerini, mosche, pulci, tarme, vespe e zecche. La situazione si vive anche in provincia di Salerno, dove in particolare della città di Salerno, c’è stata una vera e propria invasione di blatte. Anche lì, arrivarono una serie di denunce, ma solo l’apporto e l’aiuto della disinfestazione fatta da privati esperti del settore, potrebbe dare una mano in questo senso.




Scafati. Furti in casa, è allarme “furgone bianco”

Di Adriano Falanga

“Attenti al furgone bianco con la scritta Traslochi, dentro vi sono alcuni rumeni che girano la città, anche in pieno giorno, in cerca di appartamenti da svaligiare”. L’allarme è virale, rimbalza sui gruppi del social network Facebook e in più persone parlano di “due o tre stranieri che approfittano dell’assenza del proprietario per intrufolarsi in casa”. Le segnalazioni non sono poche, un caso simile lo aveva raccontato anche Cronache lo scorso dicembre. Un tentato furto presso un’abitazione di via Corbisiero, periferia nord est di Scafati. Un furgone bianco si ferma nei pressi della villetta indipendente, dentro però l’anziano proprietario febbricitante riposa a letto. Un uomo bussa insistentemente alla porta, da dentro nessuna risposta, perché il proprietario preferisce non alzarsi dal letto, in attesa dell’arrivo della moglie a breve. Ma non fa in tempo a richiudere gli occhi che dopo l’ultimo squillo di campanello, passato qualche minuto di pausa, dalla porta cominciano ad avvertirsi colpi secchi di martello. L’uomo si spaventa, e questa volta decide di alzarsi e controllare. Arrivato all’ingresso dalla finestra di lato sposta una tendina e guarda fuori casa. Scrutando il portoncino di casa, nota, piegato su se stesso e intento, con scalpello e martello pesante, a forzare la porta, un uomo sui trent’anni. L’anziano comincia a far rumore e ad urlare, fino a che il malvivente non capisce della sua presenza e scappa via, a bordo del furgone bianco. Lo stesso tipo di mezzo avvistato anche in via Francesco Budi, questa volta però a poche centinaia di metri dal centro città, pochi giorni fa. Destinatari della visita ancora una coppia di anziani. E sempre lo stesso furgone è stato segnalato attuare la classica truffa dello specchietto rotto. La dinamica è sempre la stessa, il mezzo gira in cerca di case appetibili, e non importa se è giorno o meno, loro contano sul camuffamento del furgone da trasloco. Impossibile riuscire a quantificare i colpi messi a segno, certo è che almeno in quattro cinque occasioni sono stati messi in fuga dai proprietari. Non è certa la loro identità, anche se chi li ha visti parla di rumeni o quantomeno persone dell’est Europa. Non si esclude un loro coinvolgimento nelle ripetute “incursioni” notturne, e in prima serata, presso le numerose villette isolate di via Orta Longa, al confine con Angri. In questa strada, che porta all’imbocco della statale 268 (perfetta via di fuga quindi) i furti e i tentativi di furto sono oramai quotidiani, tanto da costringere i residenti a organizzarsi per delle ronde notturne. Pattugliamenti e appostamenti con tanto di segnalazione alle forze dell’ordine di eventuali mezzi o persone sospette. Purtroppo la città notoriamente paga la precarietà dei mezzi e di uomini a disposizione delle forze dell’ordine, impegnati con poche risorse a sorvegliare un territorio molto vasto, che raccoglie circa 60 mila abitanti. Diventa necessario quindi adoperarsi per prevenire i furti, attraverso la dotazione di sistema di allarme. Poco efficaci gli infissi in ferro, perché laddove la casa è vuota e isolata, i ladri hanno modo e tempo di scassinare senza destare sospetti. E sul social network c’è anche chi, mostrando il fucile da caccia regolarmente detenuto avvisa: “ho pronti i pasticcini per loro”. Sperando sia solo ironia.

LE TRUFFE SEMPRE ATTUALI

3-anziani-truffa-Non solo topi d’appartamento, perché a Scafati anche i truffatori godono di buona salute e sono sempre operativi. “Lo so, dovrei lavorare invece di cercare dei fessi da imbrogliare, ma non posso, perché nella vita ci sono più fessi che datori di lavoro” confessava candidamente Totò in Totòtruffa del 1962. Ed infatti ancora oggi è così, perché nonostante l’avvento dell’era digitale, dove le informazioni possono essere scambiate molto più velocemente e facilmente, c’è ancora chi cade puntualmente vittima di una delle truffe classiche. Vittime preferite gli anziani soli in casa, più ingenui e facili da raggirare. A loro vengono riservate le false vendite conto terzi (spesso figli o nipoti), le truffe energetiche, i falsi creditori di figli o congiunti. Spesso il truffatore conosce bene la vittima, oppure cerca di carpire informazioni utili per conquistare la sua fiducia attraverso il citofono o qualche ignaro vicino di casa. Truffe del genere sono oramai quotidiane. In questo caso l’unico consiglio è semplicemente avere buon senso. Mai aprire a sconosciuti se si è soli in casa, chiunque dicano di essere. E se vengono a nome di un parente, accertarsi sempre, previa telefonata, che sia vero. In crescita anche la truffa della ruota bucata. Vale la pensa segnalarla considerata la facilità con cui viene realizzata. La vittima è quasi sempre una donna, e la location il supermercato in ora di punta.




Scafati. Furti e prostituzione, gli sos nella morsa dell’escalation

Di Adriano Falanga

Allarme sicurezza in città. L’escalation dei furti in appartamento registrati negli ultimi mesi, intensificati durante il periodo estivo, e la fiorente attività di prostituzione in località Bagni, agitano gli scafatesi. Cresce la paura, aggravata soprattutto dalle notizie che vedono i ladri entrare in casa nonostante la presenza dei proprietari. Fino ad oggi si sono registrati sempre solo danni a cose, ma il rischio che prima o poi possa accadere qualcosa di peggio è concreto. Che sia periferia o centro città poco importa, la dinamica è sempre la stessa. Entrano dai piani bassi passando attraverso le tapparelle lasciate aperte per il caldo. In via Luigi Sturzo in un anno si sono registrati tre tentativi ai danni di altrettante abitazioni di proprietà di signore anziane sole. Una circostanza che alimenta il dubbio sulla presenza di informatori del posto. I ladri conoscono le proprie vittime, ed agiscono indifferentemente dalla loro presenza in casa. Diverso scenario si registra invece a Bagni, nei pressi del cavalcavia della statale 268, a pochi metri dalle abitazioni e dalle attività commerciali. “Finiremo con il trovarcele in casa, visto che lentamente ce le ritroviamo sempre più vicine alle nostre case. E’ una vergogna”. Sono quasi certamente giovanissime ragazze dell’est europeo, quasi certamente a loro volta vittima dello sfruttamento. Non aspettano la tarda ora, perché consapevoli dell’assenza dei Vigili Urbani durante la notte. Così alle 22 sono già in “servizio”. In passato più volte ci sono state operazioni congiunte tra i caschi bianchi della vicina Angri e Scafati, per un certo periodo il fenomeno sembrava essersi attenuato, ma le lucciole sono ricomparse prima al confine tra le due città, poi, indisturbate, sono arrivate a ridosso del centro abitato. “Sabato sera eravamo con i bambini a mangiare un gelato alla vicina gelateria, quando mio figlio mi ha chiesto cosa facessero quelle ragazze, così vestite, ferme sul ciglio della strada a pochi metri di distanza – lo sfogo di una mamma – ho spiegato che probabilmente erano in attesa del pulman”. Peccato che a quell’ora i mezzi pubblici sono fermi. “Se c’è chi si vende, è perché c’è chi compra – prova a difendere le lucciole un’altra signora, mamma da pochi mesi – anche loro sono vittime di un sistema schiavista che le sfrutta”. Al di la della questione morale o legale, la prostituzione in se non è reato ma è chiaro che attorno ad essa ruotano altri fattori non meno gravi. L’oscenità che spesso si consuma a pochi metri dalla strada, e la sfrontatezza con la quale si consuma l’adescamento. Insomma, “bocca di rosa” non sempre conserva quella vena di poesia così come cantava De Gregori.

L’ASSESSORE ACANFORA: POCHI MEZZI A DISPOSIZIONE

1-nicola acanforaLa carenza di uomini e mezzi, soprattutto in un periodo di ristrettezze economiche, è certamente concausa del dilagare della microcriminalità e della prostituzione. Non lo nasconde l’assessore alla Sicurezza Nicola Acanfora. “Purtroppo le forze dell’ordine sono esigue, e i problemi sono tanti sul territorio, stiamo cercando di far fronte comune contro il crimine, ma non é semplice, i furti avvengono di notte e i vigili ovviamente non sono in servizio – spiega il componente della giunta Aliberti – miglioreremo il sistema di telecamere sul territorio e chiederemo  alle altre forze dell’ordine presenti a Scafati di coordinarsi tra loro per avere la maggior parte del territorio sotto controllo”. Frasi già ascoltate, che raccontano le difficoltà dell’ente locale di intervenire con decisione. Da un lato la carenza dei Vigili Urbani, e l’impossibilità di garantire un servizio 24 ore al giorno, dall’altro lato la carenza di Carabinieri, in servizio notturno con pochi mezzi a disposizione. A chiedere il potenziamento dell’impianto di videosorveglianza anche Emilio De Santis, dell’associazione Scafati Città Partecipata. “Chiediamo a gran voce di verificare il funzionamento e nel caso fosse possibile  ampliare la copertura dell’impianto già esistente all’intero territorio comunale comprese le vie di fuga e in punti centrali strategici – spiega De Santis – E’ stato dimostrato che la semplice presenza di apparati di videosorveglianza crea già un valido deterrente utile a preservare l’incolumità delle persone e il patrimonio pubblico interessato.il Comune ha il dovere di mantenere il decoro degli spazi pubblici che sono il biglietto da visita della società civile locale”. Promette di investire fondi sul potenziamento dell’occhio elettronico anche Acanfora, ma, facciamo presente, i centomila euro in primo momento destinati alla struttura sono stati dirottati nel fondo di riserva 2016, così come chiesto dagli ispettori del Ministero Delle Finanze, in conseguenza della situazione di pre dissesto delle casse comunali. “stiamo cercando altri fondi da destinare alla causa, ovviamente siamo ben consci che non é semplice”, ammette Nicola Acanfora.




Scafati. L’escalation dei furti in casa non risparmia neppure il centro

Di Adriano Falanga

I topi a Scafati non vanno in vacanza, e mai come quest’anno, il riferimento è doppio. Non solo roditori la fanno da padrone a Scafati, ma anche i ladri, che hanno sottoposto la città ad una lunga e continua razzia. Prediligono tutto, dalla periferia al centro città, tanto da queste parti il controllo del territorio notturno è affidato ai soli Carabinieri, in quanto la città manca di un presidio di Pubblica Sicurezza e i Vigili Urbani sono strutturati per una città tre volte più piccola. Non solo, i caschi bianchi la notte sono chiusi. Via Luigi Sturzo è una delle strade preferite dai malviventi. Non è una buia ed isolata strada di periferia, ma una residenziale strada del centro città. Da queste parti si ripete da tempo lo stesso copione, vengono svaligiate case abitate da signore anziane sole. Due mesi, due furti a pochi metri di distanza. Nella notte tra domenica e lunedi, il vicinato intorno alle 3:30 viene svegliato dalle urla di una pensionata, già infermiera al pronto soccorso dello Scarlato, che ha scoperto un ladro nell’abitazione. Secondo il racconto della donna, soccorsa dai sanitari del 118 per un malore fortunatamente rientrato, i ladri erano in due. Uno faceva da palo sulla moto in strada, l’altro, approfittando della tapparella non del tutto chiusa per lasciar passare aria, si è arrampicato ad un tubo di soclo e salito fino al balcone, situato al primo piano. Ha avuto tempo di mettere sotto sopra l’appartamento, prendendo soldi e quanto altro di valore. A tradire il ladro la luce accesa che ha svegliato la donna, che se l’è trovato davanti. L’uomo è prontamente scappato seguendo la stessa modalità con cui quasi certamente era entrato. Spaventata, la donna è stata soccorsa dai vicini che hanno allertato prima sia il 118 che la vicina Tenenza dei Carabinieri. Sul posto però sono accorsi i soli sanitari, che hanno prestato le cure del caso all’infermiera in pensione. I Carabinieri, raccontano i vicini, nonostante la chiamata non sono arrivati sul posto, perché pari già impegnati altrove. Sul posto però una pattuglia della vigilanza privata La Torre, che ha riscontrato gli eventi, riferendo poi a mezzo telefono con i militari. In un anno è il terzo furto che viene denunciato in via Luigi Sturzo, ma c’è chi giura che altri crimini non vengono denunciati, vuoi per paura, vuoi perché ritenuto inutile. Meno di due mesi fa fu svaligiato un appartamento del palazzo vicino, circa un anno fa un altro appartamento ancora, tutti abitati da pensionate sole, fortunatamente non in casa nel momento del misfatto. Appare chiaro, nonché inquietante, la conoscenza del posto ad opera dei malviventi. Pochi giorni fa i ladri erano entrati in azione in contrada San Vincenzo, ma l’intera città è finita sotto assedio e cosa molto preoccupante, più volte sono entrati in azione nonostante la presenza in casa dei proprietari.

EMERGENZA SICUREZZA E CONTROLLO DEL TERRITORIO

telecamera-videosorveglianzaOltre 50 mila abitanti, ma a vigilare sulla loro sicurezza pochi gli uomini e mezzi a disposizione. La Polizia Municipale è in servizio fino alle 22, e ha a disposizione meno di 40 uomini, il più “giovane” ha superato ampiamente la 50ina d’anni. Dovrebbero esserne almeno 80, ma sono anni che non viene fatto un concorso, nonostante l’urgenza ed esigenza. Il motivo? Carenza di fondi, patto di stabilità e tutto ciò che le istituzioni ripetono in circostante simili da tempo oramai. Una settantina di uomini sono operativi, turni permettendo, alla Compagnia della Guardia di Finanza. Ma oltre ai compiti tipici loro spettanti, le fiamme gialle hanno un territorio di competenza che si estende fino in Costiera Amalfitana. Pochi anche i Carabinieri della locale Tenenza guidata dal Tenente Saverio Cappelluti, che non riescono a garantire il pieno monitoraggio del territorio, e questo lo dimostra anche il come in via Luigi Sturzo è dovuta intervenire una pattuglia delle Guardie Giurate. Il Comando Compagnia di riferimento è quello di Nocera Inferiore, e la sezione del Nucleo Territoriale si estende anche su Scafati. Non basta, lo sanno bene gli addetti, i cittadini e le istituzioni. Ben due volte il consiglio comunale ha deliberato all’unanimità l’elevazione a Comando Compagnia della locale Tenenza, senza mai avere un riscontro certo. I motivi? Sempre gli stessi. La città dispone però di strutture dove poter ospitare, ad esempio, un presidio di Polizia, presente in città come Sarno (a sua volta dotata anche di Vigili Del Fuoco e Pronto Soccorso) e Nocera Inferiore. Entrambe demograficamente più piccole di Scafati, a sua volta geograficamente in posizione strategica, perché cerniera tra la provincia di Salerno e Napoli. L’impianto di videosorveglianza? C’è, dovrebbe funzionare in pieno, considerata la regolare manutenzione, ma non pare essere stato mai particolarmente d’aiuto. I fondi pari a centomila euro destinati all’adeguamento dell’occhio elettronico, sono stati dirottati nel fondo di riserva per far fronte alla situazione di pre dissesto in cui versano le casse comunali. Non resta che blindare, ancora meglio, le nostre case.




Scafati. “Occhio ai cinesi, rubano cani e gatti per cibarsene”. Bufala o realtà?

Di Adriano Falanga

“Attenzione, c’è un’auto bianca con dentro tre cinesi che si aggira per Scafati. Rubano cani randagi ma anche a guinzaglio, sembra per scopi alimentari”. Non è chiaro se la notizia possa essere vera, o se siamo di fronte a una semplice bufala metropolita, una delle tante, spacciata per vera. In tempi di internet basta poco a divulgare un’informazione, e anche una semplice voce di quartiere diventa “fonte verificata”. Che la cucina cinese preveda nel suo menù cani e gatti è cosa nota, così come è chiaro anche che non è possibile farlo in Italia, vietato dalla legge. Non è la prima volta che una simile voce gira in rete, ma questa volta è molto insistente e sono numerosi gli allarmi lanciati attraverso social network. Si tratterebbe di una grossa auto bianca con dentro non meno di tre persone orientali, c’è anche chi spiega di esserne certa perché il furto del suo pechinese sia stato ripreso dalla videocamera di sorveglianza. Basta poco però che la presunta bufala acquisti credibilità, perché c’è chi poi aggiunge ai commenti: “ecco perché a Scafati non si vedono più in giro cani randagi” o anche chi osserva che: “volevo dire io che erano giorni di non aver più visto una colonia di gatti randagi che da tempo scorrazzava per la zona – e senza pensarci due volte azzarda – a pensarci bene, tutto ciò accade da quando a pochi metri ha aperto il nuovo discount cinese”. Ed è forse qui la chiave di tutto, i negozi cinesi. A Scafati, secondo i dati Istat (1 gennaio 2016) vive la prima comunità cinese della provincia di Salerno, ufficialmente sono 141 (70 maschi e 71 femmine), a seguire la città di Salerno con 113, terza Sarno con 67. Da comunisti ad abili ed esperti affaristi, i cinesi acquistano vecchi attività dismesse, di medio-grandi dimensioni per farne negozi di oggettistica, tutto rigorosamente made in China. Dall’elettronica alle cover per cellulari, agli elettrodomestici alla cartoleria. Aperti 24 ore su 24. Negli ultimi anni sono moltiplicate questo genere di attività, e questo, secondo gli internauti, confermerebbe la tesi dei cani e gatti “scomparsi”. In realtà non c’è nulla di ufficiale, anche se c’è chi giura di “averli visti”. E le zone sono molto variegate. Si parte da via Roma al corso Nazionale, passando per via Martiri D’Ungheria, San Pietro e Bagni, guarda caso tutte zone dove esiste un’attività commerciale cinese. A Scafati esiste il canile municipale e le numerose associazioni di volontariato presenti sul territorio provvedono a dare loro un tetto, cure e molte volte una sterilizzazione. Questa dovrebbe essere la spiegazione più plausibile per motivare il calo del randagismo sul territorio. Tornando ai post in rete, il più simpatico è quello di Giulia, poco più che adolescente: “adesso mi spiego perché la mia Kelly, pincher di due anni, abbaia nervosamente quando incontra la coppia di cinesi che abita nel mio palazzo. E i cani non sbagliano mai”. Sarà pure, ma il pincher è una razza nana, c’è poca carne. Un pastore tedesco, ad esempio, avrebbe maggior ragione ad essere nervoso.

 




Nocera Inferiore. Allarme bomba alla banca Carime. Le foto

AGGIORNATO ALLE 00.38

13219649_1139811646069125_1214743409_n (1)NOCERA INFERIORE. Allarme bomba in via Barbarulo. Nei pressi della Banca Carime, un passante ha notato uno scatolone sospetto ed ha avvertito i carabinieri. Chiusa l’importante arteria del centro cittadino mentre erano a passeggio un centinaio di persone.

I militari del reparto operativo di Nocera Inferiore hanno perquisito anche tutti i bar e locali pubblici della zona per eventuali pacchi sospetti, frugando anche tra le auto in sosta. Al momento, in tarda serata, non è stata trovata alcun ordigno. Accertamenti in corso per il pacco sospetto. Si attende l’arrivo degli artificieri.

Traffico deviato da piazza Guerritore e dalla strada statale 18. Via Barbarulo e via Garibaldi vuota dalle auto ma piena di curiosi.




Pompei. Allarme bomba al santuario

Pompei. Allarme bomba davanti al santuario mariano: panico tra i fedeli. In corso l’intervento degli artificieri per appurare il contenuto di una valigia ventiquattrore ritrovata negli affollati giardinetti di piazza Bartolo Longo. La zona è stata transennata dalla polizia. Allontanati fedeli e le tante persone che passeggiavano in zona.




Allarme smog a Salerno per luci d’artista. In 26 giorni 13 sformati dei limiti massimi di Pm10

Luci d’artista “produce” smog. Salerno come Pechino in questi giorni? Non proprio ma dal 10 novembre al sei dicembre i livelli d’inquinamento sono aumentati notevolmente, tanto che per 13 volte è stata sforato il livello massimo consentito di 50 microgrammi giornalieri di Pm10. In pochi giorni (26) ci sono stati più sforamenti che nei primi dieci mesi dell’anno (nel periodo gennaio – ottobre 2015 sono stati complessivamente  12). In pratica un giorno si e un altro no, in media, ha Salerno l’aria è irrespirabile.  La causa è l’aumento del traffico veicolare per le luci d’artista e il buon tempo (non piove da settimane).

Si cercano soluzioni. E si riparla della non facile disposizione della circolazione a targhe alterne




Nocera Inf. e Sarno: scuole chiuse domani 10 ottobre per allarme meteo

NOCERA INFERIORE/SARNO. Allerta meteo, domani (10 ottobre) scuole chiuse a Nocera Inferiore e Sarno.

La decisione è stata adottata dai sindaci Manlio Torquato e Giuseppe Canfora, a causa del peggioramento delle condizioni meteorologiche annunciato dal Dipartimento di Protezione Civile. Coinvolte le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse.