De Lucia e Gambino verso Fi, Roscia viaggia verso Cirielli

di Andrea Pellegrino

Dopo Michele Cuozzo, sulla strada di Forza Italia ci sono nuovi esponenti politici. Il primo dovrebbe essere Michele De Lucia, sindaco di Positano pronto ad abbandonare i Fratelli d’Italia di Edmondo Cirielli per sostenere il progetto politico del Cav. Poi dovrebbe toccare ad Alberico Gambino, che da tempo tratta con i vertici regionali di Forza Italia. A quanto pare l’adesione dovrebbe essere ad un passo, così come la sua candidatura al Senato nel collegio dell’Agro nocerino. Un passaggio che potrebbe trascinare con sé anche il gruppo consiliare di Pagani dei Fratelli d’Italia, da settimane in rotta con i vertici del partito, ed il sindaco di Sant’Egidio del Monte Albino Nunzio Carpentieri che in caso di “promozione” di Gambino a Roma, entrerebbe in aula regionale. Cuozzo, De Lucia e Gambino seguirebbero le adesioni di Costabile Spinelli e dell’ex assessore regionale Giovanni Romano, seguendo quel percorso politico tracciato ai tempi di “Campania pulita”, la lista di amministratori presentata in occasione delle elezioni dell’ente d’ambito per la gestione dei rifiuti in provincia di Salerno. Ancora c’è Fernando Zara, l’ex sindaco di Battipaglia e già consigliere regionale, sempre di Fdi, che potrebbe rafforzare la pattuglia dei caldoriani, già composta da Antonio Fasolino, Gaetano Amatruda ed il sindaco di Santa Marina Giovanni Fortunato. Il tutto mentre s’attende la possibile candidatura alla Camera dei Deputati del Rettore dell’Università di Salerno, Aurelio Tommasetti il cui nome, insieme a quello di Antonio Lombardi, potrebbe essere quello che Silvio Berlusconi pescherebbe da ambienti nuovi. Ancora incerto il destino di Eva Longo che pensa ad un impegno per Pellezzano (dopo lo scioglimento del Consiglio comunale) e ad un bis a Palazzo Madama. Da mesi, ormai, la senatrice pensa ad un riavvicinamento al Cavaliere dopo il suo passaggio nel gruppo Ala. L’operazione politica potrebbe concretizzarsi anche con il supporto del leader regionale di Forza Italia, Domenico De Siano. Anche la Longo potrebbe rafforzare il partito – anche nella Valle dell’Irno – con una pattuglia di sostenitori. Pronto, invece, ad un passaggio nei Fratelli d’Italia, Antonio Roscia che sabato mattina ha comunicato il suo addio a Forza Italia. Secondo indiscrezioni il medico, già presidente del Club Forza Silvio di Salerno, sarebbe ad un passo da un accordo con Edmondo Cirielli.




La Corte dei Conti condanna Gambino

di Andrea Pellegrino

Si chiude in primo grado alla Corte dei Conti la vicenda Pegaso di Pagani. Condannati gli ex amministratori comunali, tra cui l’ex primo cittadino e attuale consigliere regionale Alberico Gambino. Dovrà sborsare 18mila e 400 euro in favore del Comune. Stessa condanna per Massimo D’Onofrio, Enrico Cascone, Marco Guadagno, Vincenzo Romano, Salvatore Visconti, Vincenzo Paolillo, Ciro Cosentino, Claudio Barile, Bernardo Califano, Francesco Ingenito, Raffaele De Virgilio, Alberto Marcone, Gerardo Ingenito, Pietro Pisacane, Palomba Salvati, Gerardo Daniele, Giovanni Pandolfi Elettrico, Giuseppe Santilli, Pasquale Sorrentino, Francesco Schiavo, Luigi Mongibello e Massimo Quaratino (ex assessore all’urbanistica). Ognuno di loro dovrà versare 18mila 400 euro. Gaetano Pepe I(responsabile del settore sviluppo economico), invece, dovrà risarcire un danno pari a 112mila euro circa, mentre Giovanni De Palma (responsabile del settore urbanistica) 28mila euro circa. Un milione e 60mila euro l’iniziale danno totale ipotizzato dalla Procura della Corte dei Conti nei confronti degli imputati, accordato per circa la metà dalla sezione giurisdizionale per la Regione Campania della Corte dei Conti che ha rigettato la richiesta di stima del danno non patrimoniale. La vicenda nasce in sede penale, all’indomani degli arresti che colpirono anche l’ex sindaco Gambino. La citazione della Corte dei Conti è del 2013. Al centro c’è la variante urbanistica al piano regolatore finalizzata all’ampliamento produttivo in favore della Pageco Srl e la successiva richiesta di monetizzazione delle aree. Si tratta del centro commerciale Pegaso e del connesso parcheggio. Una procedura che secondo il pm era stata orientata “a favorire interessi meramente privatistici”. «Già a monte – si legge nella sentenza – la procedura seguita per l’approvazione della variante urbanistica appare viziata da profili di illegittimità, giacché il Comune di Pagani era dotato di area Pip e, in quell’area doveva essere realizzato il progetto proposto. Soprattutto illegittima e foriera di danno erariale è la scelta di procedere alla monetizzazione delle aree che non é prevista dalla legge, né nazionale né regionale, se non per i piani di lottizzazione». Conti alla mano, «il prezzo di vendita sarebbe stato pari a “soli” € 40/mq, come un terreno agricolo, mentre, in ragione dell’intervenuta variante, l’area avrebbe avuto una palese destinazione commerciale. Il Provveditorato ha calcolato che il valore avrebbe dovuto essere almeno raddoppiato, pari, pertanto, ad € 80/mq. A variante approvata, il parcheggio avrebbe avuto una superficie di mq 9.383 a fronte degli originari mq. 4.751; pertanto il Comune avrebbe dovuto introitare l’importo per tale nuova superficie. Il parcheggio è stato, al contrario, effettivamente gestito in forma diretta dalla cooperativa facente capo al D’Auria Petrosino, coinvolto nel processo “Linea d’Ombra”, presunto esponente dell’omonimo clan camorristico, processo tuttora pendente in appello; viceversa, qualora fosse rimasto nella proprietà comunale, il Comune avrebbe dovuto affidare il servizio tramite una gara pubblica. L’irrisorio prezzo della vendita posta a base della monetizzazione, rende quanto mai evidente il gravissimo danno erariale cagionato alle finanze pubbliche».




Elezioni provinciali, si vota l’8 gennaio

di Andrea Pellegrino

Si voterà domenica 8 gennaio per il rinnovo del Consiglio provinciale di Salerno. Il presidente Giuseppe Canfora ha firmato il decreto che fissa le elezioni che saranno destinate solo ad amministratori locali e riguarderanno solo ed esclusivamente il Consiglio provinciale. In pratica Canfora, salvo variazioni della maggioranza, resterà in carica. Le liste si presenteranno domenica 18 dicembre e lunedì 19 fino alle ore 12,00. Sono sedici i consiglieri che sindaci ed amministratori locali dovranno eleggere. In fermento ci sono già i Fratelli d’Italia e Forza Italia che studiano le liste. Ad Alberico Gambino il compito di mettere su la lista Fdi che per ora conta sulla riconferma di Giuseppe Fabbricatore e sul sindaco di Positano Michele De Lucia. Riunioni in corso anche in Forza Italia che questa volta accoglierà anche la lista nel Nuovo Psi di Antonio Fasolino. L’operazione politica più rilevante mira a candidare un consigliere comunale di Salerno. Si parla di Ciro Russomando, attuale esponente di “Attiva Salerno” che potrebbe contare sul voto (rilevante in termini di peso ponderato) di Roberto Celano e di Peppe Zitarosa. In corsa, poi, ci sarebbero Mimmo Di Giorgio, ex sindaco di Montecorvino Pugliano e l’uscente Flavio Vitagliano. Ancora Giovanni Fortunato, sindaco di Santa Marina e Rocco Giuliano, primo cittadino di Polla. Nell’elenco anche i nomi di Egidio Criscuolo, consigliere comunale di Ascea e l’uscente Roberto Monaco, primo cittadino di Campagna. Non facile la quadra nel Pd che dovrà fare i conti con le ambizioni dei consiglieri comunali di Salerno e con gli strappi in maggioranza sempre più evidenti. Ma dall’aula consiliare cittadina dovrebbero uscire almeno due candidature per Palazzo Sant’Agostino. I moderati dovrebbero muoversi autonomamente con in pole il consigliere comunale di Salerno, Pietro Stasi. Con molta probabilità non ci sarà la lista del Movimento 5 stelle, mentre c’è l’incognita Dante Santoro. Il consigliere comunale di Salerno del gruppo Giovani salernitani potrebbe infatti candidarsi oppure preparare una propria lista sullo stile di quelle già presentate alle scorse amministrative.




Focus amministrative a Battipaglia: il Pd candida Landolfi; caos a destra. E i Cinque Stelle…

di Carmine Landi

IL PD CANDIDA NICOLA LANDOLFI

BATTIPAGLIA. Il Pd s’affida a Nicola Landolfi.

Nelle ultime ore, s’è decisamente rafforzata la pista che potrebbe portare i democrat battipagliesi a candidare alla poltrona di primo cittadino il segretario provinciale del partito. Da qualche settimana a questa parte, infatti, il gruppo dirigente del Partito democratico di Battipaglia, coordinato dal segretario Davide Bruno, stava provando a praticare due strade, sì da tenersi spalancate entrambe le porte: da un lato, s’aspirava a un influente membro della società civile, mentre, dall’altro, era troppo forte la tentazione di proporre all’elettorato un nome che, da un po’ di anni a questa parte, è l’uomo di punta del Pd salernitano.

Una mossa, la più politica che ci sia, che pare aver preso il sopravvento, dopo che, venerdì scorso, i vertici dem cittadini hanno incassato il no del presidente provinciale d’un’organizzazione di settore, che è anche un eminente imprenditore appartenente a una storica famiglia battipagliese. Con la candidatura di Landolfi, ad ogni modo, Bruno e i suoi sperano di riuscire a ricostruire quella grosse koalition partitica che, in occasione delle scorse elezioni regionali, è scesa in campo a sostegno di Vincenzo De Luca.

Nel nome di Landolfi, d’altronde, l’intellighenzia dem cittadina s’è già riscoperta unita: paiono ricomposte, infatti, le profonde spaccature che, nei mesi scorsi, dividevano la maggioranza della direzione cittadina dall’opposizione interna.

«Il bene del partito va anteposto a tutto»: lo ha dichiarato ai nostri taccuini l’ex segretario cittadino, Luca Lascaleia, che è uno degli uomini di punta della minoranza del direttivo, riunita attorno ad Angelo Reggente, e che siede al tavolo della segreteria provinciale in qualità di responsabile dei rapporti istituzionali.

Landolfi sta pensando seriamente alla proposta che gli è arrivata dai vertici del Pd battipagliese. Il coordinatore provinciale dei democrat, nato e cresciuto a Salerno, è stato adottato dalla città del Tusciano: da diversi anni, infatti, vive a Battipaglia insieme alla moglie, che è battipagliese. Non vi sarebbe, poi, alcun tipo di incompatibilità tra la fascia tricolore e la carica, ricevuta di recente, di amministratore unico di Salerno Energia, che è una partecipata del Comune di Salerno.

Nel caso d’un diniego landolfiano di fronte alle advances di Bruno, il leader cittadino avrebbe già pronto un altro nome in grado di federare il fronte dei progressisti. Se, poi, dovessero andare a male entrambi i tentativi, il centrosinistra dovrebbe mettere in moto la logorante macchina delle primarie. In tal caso, i nomi sarebbero quelli di Pietro Ciotti (l’unico, durante il direttivo cittadino di martedì scorso, a dare la propria disponibilità), Piero Lascaleia, Alfonso Pace, Andrea Toriello e Nicola Vitolo.

 

E Bruno incontra l’Udc.

Nella serata di ieri, il segretario dei democrat ha già incontrato Michele Toriello, vicesegretario provinciale dell’Udc e punto di riferimento battipagliese – riconosciuto dal demitiano segretario salernitano Luigi Cobellis – per discutere d’amministrative e di strategie elettorali. «Vogliamo offrire alla città – aveva dichiarato ai nostri taccuini, nel pomeriggio, Bruno, che, però, non ci aveva detto nulla in merito all’incontro con Toriello – un governo stabile agganciato a quello della regione, e scenderemo in campo con il simbolo e con una nostra lista». Il leader renziano parla di «una consultazione interna al partito già avviata» e va all’attacco di chi si autocandida: «questo modo di fare autoreferenziale non ci appartiene».

Michele Toriello (UDC)

Michele Toriello (UDC)

Le incognite. Ciotti da solo? Che fa Motta?

Gerardo Motta

Gerardo Motta

I democrat s’interrogano su due spinose questioni.

Pietro Ciotti, presidente di Comunità Storia & Futuro, accetterebbe di ritirare la propria candidatura a sindaco al termine d’un percorso continuo, intrapreso nel 2013, al tramonto dell’era Santomauro?

E il deluchiano Gerardo Motta, che ha annunciato la propria candidatura a sindaco e che ha dichiarato d’aver già pronte diverse liste civiche, interloquirebbe con il deluchiano Landolfi o continuerebbe a correre da solo?

Lo scopriremo solo votando.

 

Pietro Ciotti

Pietro Ciotti

IL TAVOLO DELLE DESTRE

3.4. Il tavolo delle destre

BATTIPAGLIA. I moderati fanno la conta.

Nella mattinata di ieri, all’Hotel Palace, s’è riunito il tavolo delle destre, convocato da Carmine Pagano, ex consigliere comunale che s’è candidato alle scorse regionali tra le fila di Fratelli d’Italia.

Oltre all’organizzatore, hanno preso parte all’incontro Fernando Zara, Aldo Giulio Zangaro, Michele Gioia, Romeo Leo e Vincenzo Inverso.

I presenti, «sulla scorta di quanto indicato dai dirigenti provinciali», auspicano l’unitarietà del centrodestra nella città. Fattore che, in termini politici, va letto come “candidato unico”, che sarà definito in un secondo summit.

I conservatori, infatti, attendono di conoscere ufficialmente la posizione di Forza Italia, che ieri mattina non ha preso parte all’incontro per via di problematiche organizzative interne, motivate dal fatto che il futuro coordinatore – che, al 99%, sarà Giuseppe Provenza – non ha ancora ricevuto la nomina. In settimana, tuttavia, l’ex capogruppo consiliare del Pdl, in compagnia del vice coordinatore provinciale, Domenico Di Giorgio, e di Giuseppe Salvatore, aveva incontrato Cecilia Francese durante uno degli incontri della campagna d’ascolto promossa da “Etica”. Pagano e i suoi, dunque, attendono una presa di posizione ufficiale da parte dei forzisti. Assente ingiustificato Michele Ventriglia, referente cittadino di “Noi Con Salvini”, che probabilmente correrà da solo.

Un’occasione per guardarsi negli occhi, quella di ieri. «Non ho mai fatto fughe in avanti», ha fatto sapere Pagano. «Per l’unitarietà del centrodestra, io sono pronto a fare un passo indietro», Zara dixit. «Spero che la riorganizzazione del centrodestra stimoli pure il centrosinistra», ha fatto sapere Romeo Leo.

S’è parlato di indicazioni dei dirigenti provinciali, ma, stando alle dichiarazioni rilasciate da Luigi Cobellis («Il partito, a Battipaglia, è rappresentato solo da Michele Toriello») alla vigilia dell’incontro, il presidente provinciale dell’Udc non avrebbe preso parte alla riunione in rappresentanza dell’Udc. «Sono qui – ha dichiarato Inverso – perché gentilmente invitato dal dottor Carmine Pagano, e per me l’educazione viene prima di tutto, anche delle appartenenze politiche e partitiche, e perché il gruppo #perunnuovoinizio è al lavoro per il bene comune, per unire le migliori energie e non per creare altre divisioni in questa città».

E SE SI PUNTASSE SU TOZZI?

Ugo Tozzi

Ugo Tozzi

Si tratta solo di illazioni, ma la presenza di Gioia, coordinatore di Fratelli d’Italia e amico di Ugo Tozzi, potrebbe far pensare a quest’ultimo –  che tuttavia s’è detto «non attratto dalla lodevole iniziativa personale di Pagano» e ha dichiarato d’essere intenzionato a «scendere in campo senza i partiti» – nelle vesti di candidato federatore del centrodestra. Una candidatura che si giocherebbe sull’asse FdI Edmondo Cirielli – Alberico  Gambino, lungo il quale non è vista di buon occhio la forzista Mara Carfagna.

 

Francese e Forza Italia. «Niente inciuci: solo incontri ufficiali»

6. CECILIA FRANCESE

Cecilia Francese

BATTIPAGLIA. Etica Per il Buon Governo incontra Forza Italia.

Giovedì sera, nella sede di Piazza Aldo Moro, Cecilia Francese ha incontrato alcune personalità di spicco di Forza Italia.

All’incontro, infatti, erano presenti il vice coordinatore provinciale, Domenico Di Giorgio, il commissario cittadino, Raffaele Francese, il futuro coordinatore di FI Battipaglia, Giuseppe Provenza, e il numero uno provinciale della giovanile azzurra, Giuseppe Salvatore.

«Abbiamo avviato una campagna di ascolto per costruire, con tutte le energie che si vogliono mettere a disposizione, questo percorso di ricomposizione sociale, senza alcuna preclusione o pregiudizio», spiega la pasionaria endocrinologa.

«Abbiamo iniziato incontrando Forza Italia – prosegue la Francese – con la quale abbiamo discusso dei principali problemi di Battipaglia; della depurazione e la sua ricaduta sulle prospettive economiche legate al turismo; del tema ambientale; del ripristino di democrazia a partire dal Forum dei Giovani alla elezione dei Consigli Circoscrizionali previsti dallo Statuto Comunale; della tutela dei diritti individuali troppo spesso vessati dall’Amministrazione».

Gli etici e i forzisti hanno trovato ampia condivisione sul «focus sui contenuti, sulle iniziative concrete e sulla  necessità di valorizzare le giovani professionalità cittadine».

A breve, in solidum con Forza Italia – e con gli altri movimenti e le associazioni che vorranno partecipare – , Etica organizzerà un convegno sulle tematiche ambientali.

«L’incontro del 17 settembre con Forza Italia, come tutti gli altri che seguiranno, si è svolto alla luce del sole, nella sede di “Etica”, fra delegazioni ufficiali; niente più “inciuci ” o accordi segreti in qualche ristorante, ma soltanto incontri ufficiali». Parla così la Francese che, nei prossimi giorni, chiederà un incontro a Pietro Ciotti e ai vertici di Csf.

C’è una corposa parte di Forza Italia, ad ogni modo, che, come anticipato lo scorso 2 agosto da “Le Cronache”, vuol candidare la Francese: in prima fila, oltre ai membri della delegazione, ci sono il coordinatore provinciale Enzo Fasano e, a quanto pare, anche la stessa Mara Carfagna.

Quel che è certo, tuttavia, è che l’endocrinologa correrà con la casacca di Etica: da FI, insomma, può arrivare soltanto un supporto.

 

GLI OUTSIDER 

BATTIPAGLIA. Tra i due litiganti, il terzo gode.

Dopo gli ultimi fatti di cronaca, la politica, a Battipaglia, non è di certo vista di buon occhio.

I rappresentanti dei partiti ostentano sicurezza, ma la verità è che sono particolarmente temuti i civici e i movimenti.

 

Terrore a Cinque Stelle.

Enrico Farina (M5S)

Enrico Farina (M5S)

 

Sono i pentastellati il vero e proprio cruccio della politica cittadina. I rappresentanti battipagliesi del movimento di Beppe Grillo hanno già riscosso ottimi risultati in occasione delle elezioni regionali, ed è probabile che possano accumulare un vasto consenso derivante dal voto di protesta dei cittadini.

Eppure, almeno sulle schede elettorali, dovranno fare a meno del frontman delle regionali. Enrico Farina, infatti, ha declinato ogni invito alla candidatura: non scenderà in campo alle prossime amministrative né come aspirante sindaco né come potenziale consigliere. Il motivo della scelta sarebbe legato a una proposta di candidatura alla Camera in occasione delle prossime politiche. Ad ogni modo, gli attivisti stanno valutando diversi profili ma, almeno nella composizione delle liste, si muoveranno nell’imminenza delle elezioni. Discorso differente per il candidato sindaco, che, invece, dovrebbe essere ufficializzato a stretto giro di posta.

 

Lanaro e Inverso ai ferri corti.

Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso

Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso

 

Erano seduti l’uno accanto all’altro in occasione d’una recente conferenza stampa con la quale veniva ufficializzato l’ingresso del veterinario in seno al progetto #perunnuovoinizio. Poi, però, stando a quanto riferito da fonti accreditate, i rapporti tra Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso si sono raffreddati. Entrambi continuano a lavorare alle amministrative: mentre il secondo s’è seduto al tavolo delle destre, il primo parrebbe intenzionato a migrare verso altri lidi.

 

Incognita Sagarese.

Antonio Sagarese

Antonio Sagarese

Tre liste civiche: una di sole donne. Anche Antonio Sagarese scenderà in campo in vista delle prossime amministrative, ma occorre capire se andrà fino in fondo. Lui, storico zariano, potrebbe far propria la scelta di tanti altri ex commilitoni, che hanno sposato la causa d’un altro medico: Cecilia Francese.