Alberico Gambino ruggisce: «Il candidato sindaco sono io»

di Andrea Bignardi

«Il candidato sindaco sono io». Al momento l’unica certezza sulle prossime elezioni di primavera a Pagani l’ha data Alberico Gambino in occasione dell’ultima assemblea provinciale di Fratelli d’Italia. Unico riferimento di una coalizione di centrodestra, seppur divisa, resta lui il vero deus ex machina della politica paganese, soprattutto alla luce dei numerosi scontri che hanno solcato gli ultimi mesi della vita amministrativa del comune liguorino. Le dichiarazioni di Gambino, al fianco della sua fidata vice Anna Rosa Sessa, poi divenuta sindaco facente funzioni, hanno contribuito a placare – almeno formalmente – il clima belligerante che si era creato in maggioranza, smentendo anche le ipotesi di una candidatura a sindaco di Nicola Campitiello, capogruppo cittadino di Forza Italia che recentemente aveva riconfermato il suo sostegno all’amministrazione uscente. La coalizione che ha portato Gambino alla vittoria a giugno dello scorso anno, prima della decadenza, è da tempo divisa, con la Lega ormai confluita all’opposizione ad eccezione di Vincenzo Violante, entrato a pieno titolo in Fratelli d’Italia. Senza contare poi la candidatura del civico Lello De Prisco, sostenuta, tra gli altri, dai moderati ex bottoniani e da alcuni fuoriusciti di Forza Italia, che potrebbe essere determinante anche nella prossima contesa elettorale. Il centrosinistra, “orfano” di Salvatore Bottone, che sarà candidato al consiglio regionale tra le fila del Partito Socialista Italiano, potrebbe puntare – stando alle indiscrezioni più ricorrenti – su Pasquale Sorrentino (nella foto), che ha recentemente aderito ad Italia Viva, la formazione politica di Matteo Renzi, o Aldo Cascone, che ha più volte ricoperto il ruolo di assessore. Nessun nome per il momento da parte del Movimento 5 Stelle, che per il momento può contare sull’incisiva azione di opposizione alla giunta esercitata dal consigliere Santino Desiderio.




“Alberico Gambino era incandidabile” Il Tribunale: «Decade dalla carica»

di Andrea Pellegrino

Alberico Gambino era incandidabile e decade dalla carica di sindaco. Il tribunale civile di Nocera Inferiore ha accolto il ricorso della prefettura di Salerno, respingendo quello del sindaco di Pagani, certificando, almeno in primo grado, l’incandidabilità di Gambino, così come stabilito dalla Cassazione l’11 giugno scorso, proprio nei giorni dell’insediamento del primo cittadino di Pagani a Palazzo San Carlo, dopo la vittoria al ballottaggio contro l’uscente Salvatore Bottone. L’incandidabilità era scaturita a seguito dello scioglimento del Consiglio comunale all’indomani degli arresti e dell’inchiesta “Linea d’Ombra” conclusasi, poi, con un nulla di fatto anche nei confronti dello stesso Gambino, all’epoca dei fatti anche consigliere regionale. Da qui il parere della Prefettura e la resistenza di Gambino che, nel frattempo, nomina la giunta e convoca il Consiglio comunale per la convalida degli eletti. Secondo il collegio il turno elettorale successivo allo scioglimento, “non può che intendersi – si legge nel dispositivo – il turno che ha avuto inizio successivamente alla definitiva dichiarazione di incadidabilità e, pertanto, al turno elettorale relative alle elezioni comunali del 26 maggio 2019». Ieri pomeriggio la pronuncia del Tribunale di Nocera Inferiore. Dalla Prefettura di Salerno, nelle prossime ore, potrebbe arrivare il provvedimento di decadenza mentre scontato è il ricorso in Appello. «Con l’accoglimento del ricorso del Prefetto di Salerno in merito alla decadenza del sindaco di Pagani, Alberico Gambino, termina una fase di incertezza amministrativa per la comunità paganese – dichiarano la Deputata del MoVimento 5 Stelle, Virginia Villani e il consigliere comunale di Pagani Santino Desiderio – Al di là dei risvolti di natura politica, ciò che è certo è che un’amministrazione non può fare il suo lavoro se non vi è certezza sulla legittimità degli atti e delle azioni che si vanno a mettere in campo. Siamo e saremo vicini a Pagani e daremo sempre il nostro contributo fattivo per la comunità paganese. Siamo vicini ai cittadini di Pagani». «E’ una pagina triste per la città», ha dichiarato, invece, l’ex primo cittadino Salvatore Bottone, fino ad ieri capo dell’opposizione in Consiglio comunale. «Dopo anni di sacrificio per riportare la città alla normalità ci ritroviamo il commissario prefettizio a causa della furbata di Gambino, andata non a buon fine, di candidarsi quando sapeva di non poterlo fare. Ritorniamo dunque alle cronache nazionali per una storia triste. Noi cittadini di Pagani non ce lo meritavamo». Vicinanza a Gambino da parte dell’europarlamentare della Lega, Lucia Vuolo: «Diversamente dalla vicenda del Comune di Pagani, dove la legge ha lasciato spazi interpretativi imbarazzanti anche per le istituzioni chiamate a decidere, tanto da rimettersi ad organi giudicanti terzi, la vicenda di Sarno non presta il fianco ad alcuna interpretazione. Ecco perché adesso mi aspetto che la Severino venga rispettata, a Sarno e che la Prefettura disponga tutti gli adempimenti necessari affinché ci sia chiarezza su Pagani e su Sarno in modo definitivo».




Gambino incandidabile: udienza davanti al Tribunale civile

di Andrea Pellegrino

E’ durata quasi due ore l’udienza al tribunale civile di Nocera Inferiore sull’incandidabilità del sindaco di Pagani Alberico Gambino, dopo la sentenza della Cassazione dell’11 giugnoscorso. Esaminati i ricorsi presentati, dalla Prefettura di Salerno (assistita dall’avvocatura dello Stato), dal consigliere Rita Greco (difeso dall’avvocato Laudadio), quello della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore (in aula era presente direttamente il procuratore Antonio Centore) e naturalmente quello della difesa di Gambino, discusso dagli avvocati Lorenzo Lentini e Nicola Scarpa. L’11 giugno scorso, proprio nei giorni dell’insediamento di Alberico Gambino a Palazzo di Città a Pagani, dopo la vittoria al ballottaggio contro l’uscente Salvatore Bottone, la Cassazione ne decreta l’incandidabilità, a seguito dello scioglimento del Consiglio comunale all’indomani degli arresti e dell’inchiesta “Linea d’Ombra” conclusasi, poi, con un nulla di fatto anche nei confronti dello stesso Gambino, all’epoca dei fatti anche consigliere regionale. Da qui il parere della Prefettura e la resistenza di Gambino che nel frattempo nomina la giunta e convoca il Consiglio comunale per la convalida degli eletti. Ieri l’udienza al Tribunale Civile dopo i ricorsi presentati a sostegno dell’incandabilità di Gambino. Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare il verdetto. La difesa, durante l’udienza, ha mosso difetti di giurisdizione. Il giudice naturale, secondo i legali di Gambino, è quello amministrativo. E’ il Tar, sempre secondo gli avvocati, la sede giusta per definire la validità o meno del verbale di proclamazione degli eletti. In più l’udienza di ieri mattina avrebbe dovuto essere estesa all’intero Consiglio comunale. La decadenza del sindaco ha, infatti, effetti su tutti i consiglieri comunali e sugli assessori. Intanto dalla Cassazione arrivano i primi risarcimenti per ingiusta detenzione a tre coinvolti dell’inchiesta “Linea d’Ombra”. Centomila euro a tre, tra cui Giuseppe Santilli (assistito dall’avvocato Giovanni Falci), che furono arrestati nel mega blitz che sconvolse la città di Pagani.




«Gambino era incandidabile» La Prefettura lo fa decadere

di Andrea Pellegrino

Alberico Gambino era incandidabile e per la Prefettura di Salerno decade dalle funzioni e tutti gli atti fino ad ora prodotti sono nulli, compresi quelli per la composizione della giunta. Il Comune di Pagani torna nel caos dopo la pronuncia della Prefettura che interpreta la sentenza della Cassazione pubblicata pochi giorni dopo la vittoria di Alberico Gambino al ballottaggio contro l’uscente Salvatore Bottone. Per la Cassazione, Gambino doveva superare un turno elettorale prima di tornare in pista. Turno elettorale che per Ministero degli Interni, ed ora per la Prefettura, coincideva con quello del mese scorso. Tra le ipotesi al vaglio quella di un commissariamento, prima di far ritornare Pagani alle urne ma naturalmente si attende il provvedimento del Ministero dell’Interno, poi si valuterà anche l’eventuale ricorso. I tempi non potrebbero essere brevi e ciò comporterebbe il blocco delle attività amministrative di Palazzo San Carlo. La strada da seguire è quella utilizzata per la legge Severino: il provvedimento dovrà essere impugnato davanti al giudice civile. Strada in salita, però: nel parere della Prefettura si fa riferimento già ad un precedente e a una sentenza pronunciata dal tribunale di Napoli nord.

LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE.

I fatti si riferiscono al 2012, dopo lo scioglimento del Consiglio comunale di Pagani. Nel 2014 la prima sentenza sfavorevole a Gambino: nessuna candidatura alle elezioni regionali, provinciali e comunali, da svolgersi nella Regione Campania, con riferimento al primo turno elettorale successivo allo scioglimento. Una tesi, questa, sostenuta dal Ministero dell’Interno e accolta anche in Appello e ora passata in giudicato in Cassazione. Respinte le eccezioni presentate da Gambino, assistito dall’avvocato romano Angelo Clarizia, dopo la rinuncia dell’intero suo collegio difensivo: per il Palazzaccio, la richiesta del Ministero dell’Interno è ed era giusta. Una sentenza che arriva come un fulmine a ciel sereno nel mentre Gambino indossa nuovamente la fascia tricolore nella sua Pagani. E’ un passaggio della sentenza ad accedere i riflettori: «L’essere le elezioni amministrative del 25/26 maggio 2014 il “primo turno elettorale successivo allo scioglimento del consiglio comunale”, contemplato dall’articolo 143 comma 11 del d.lgs. 267/2000 ai fini dell’operatività della misura dell’incandidabilità, viene contestato dal Ministero controricorrente, atteso che, a quell’epoca, la sentenza di primo grado, di declaratoria della incandidabilità del ricorrente, non era ancora divenuta definitiva». Una tesi, questa, sostenuta ora anche dalla Prefettura. In bilico c’è anche il seggio regionale di Alberico Gambino. All’epoca si candidò proprio in attesa del verdetto della Cassazione. LA DIFESA.

Al fianco di Alberico Gambino ci sono i legali Lorenzo Lentini e Nicola Scarpa. Si attendono gli atti ufficiali prima di tracciare la strada difensiva. Per ora sul tavolo ci sono la sentenza della Cassazione e il parere della Prefettura che anticipa l’avvio della procedura di decadenza.




Lega indecisa a Capaccio e Baronissi. Fratelli d’Italia: 3 candidati sindaco

di Andrea Pellegrino

Settimana cruciale per la composizione delle liste europee ed amministrative. Più complessa la situazione a livello locale dove il centrodestra ancora deve trovare la quadra in alcuni comuni. A Baronissi la Lega di Matteo Salvini è contesa da due candidati: Tony Siniscalco, che già avrebbe esposto i simboli leghisti, e l’ex sindaco Giovanni Moscatiello, pronto ad accogliere nella sua coalizione il partito di Matteo Salvini. Questo anche grazie alla mediazione di Lucia Vuolo che segue da vicino la campagna elettorale proprio di Baronissi, oltre ad essere ad un passo dalla candidatura per le elezioni europee. Da sciogliere anche il caso Capaccio Paestum. Al momento non ci sarebbe ancora intesa con Enzo Sica, candidato del centrodestra. Lega a trazione Fratelli d’Italia nei comuni di Nocera Superiore, dove sostiene Peppe Fabbricatore, e a Scafati dove corre con Cristoforo Salvati che, a sua volta, cammina autonomamente rispetto a Forza Italia che punta su Antonio Fogliame. Stesso scenario a Pagani ma con una coalizione più ampia a supporto del consigliere regionale Alberico Gambino. Oggi a Salerno arriva Gianluca Cantalamessa. L’occasione è l’incontro, moderato da Luca Lezzi, su “Le nuove vie della seta: il mare di mezzo crocevia di traffici e interessi”, promosso dal circolo Proudhon di Salerno che si terrà alle ore 19,00 presso la sede di via Guercio. Con il deputato ci sarà anche il segretario provinciale della Lega Mariano Falcone, oltre che l’avvocato Alfonso Mignone, il giornalista Clemente Ultimo e lo storico navale Alessandro Mazzetti. Alle 17.30, invece, sempre di oggi ci sarà Massimo Paolucci alla Sala Moka. L’eurodeputato, rientrato nel Pd, avvierà la campagna elettorale partendo proprio da Salerno. Al suo fianco Federico Conte, deputato di Leu, sempre più vicino al rientro nei dem grazie all’apertura di Nicola Zingaretti. Partito democratico che, in vista delle amministrative, deve ancora affrontare qualche problema locale. A partire da Nocera Superiore dove l’accordo con Giovanni Maria Cuofano, oltre a nascondere il simbolo ufficiale dalla coalizione, ha creato malumori all’interno dello stesso direttivo del Partito democratico. Di non facile gestione è anche il caso Capaccio con Franco Alfieri già finito al centro di un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli. Il marchio di «mister frittura» pesa ancora sulla testa dell’ex sindaco di Agropoli. Anche l’avanzata di Italo Voza prosegue, con la volontà dell’ex primo cittadino di sbarrare la strada “allo straniero” per non bissare quanto accaduto con Franco Palumbo alle scorse amministrative.




Cardiello prepara la campagna alla Lega, Gambino medita l’adesione a Forza Italia

Andrea Pellegrino

Forza italia annuncia l’adesione di tre consiglieri regionali, il Carroccio prepara la nuova campagna acquisti con l’arrivo degli «azzurri scontenti» di alessandra mussolini. in prima fila c’è già l’ex senatore Franco Cardiello, nominato a capo della segreteria politica della mussolini dopo l’addio a Forza italia. Cardiello raccoglie adesioni e prepara la convention mentre intrattiene rapporti politici con Giorgetti. in autunno una buona pattuglia, secondo le prime indicazioni, dovrebbe approdare sul carro di matteo Salvini. per l’Europee, un posto salernitano dovrebbe essere stato già opzionato da Ernesto Sica, seppur pare si sia ritirato a vita privata dopo la sconfitta elettorale nella sua pontecagnano Faiano. poi ci sono i leghisti post vittoria elettorale, come peppe Zitarosa che ha portato la Lega nel Comune di Vincenzo De Luca fino a mimmo Di Giorgio, fino a qualche settimana fa unico consigliere provinciale salviniano. a Benevento scalpita nunzia De Girolamo, salvata in extremis durante le presentazioni delle liste la scorsa primavera.Forza italia, dalla sua, non demorde ed annuncia l’imminente adesione di tre consiglieri regionali. il primo dovrebbe essere alberico Gambino da tempo, ormai, in trattative con il partito azzurro. alle elezioni politiche era stato candidato con noi con l’italia, dopo aver sperato in una candidatura con Fratelli d’italia, suo storico partito. ora per Gambino sarebbero maturati i tempi di un trasloco in Forza italia. Con il suo circola anche il nome di michele Schiano, attuale esponente regionale di Scelta Civica. poi c’è Luciano passariello, ultimamente in netto contrasto con il leader di Fdi, Edmondo Cirielli. insomma, dopo le ferie estive la geografia politica in provincia di Salerno e soprattutto in Consiglio regionale potrebbe mutare sostanzialmente.




Matilde Milite, avvocato cavese in corsa per un posto in Parlamento con Gambino

Adriano Rescigno

Alla prima esperienza di politica attiva è anche Matilde Milite, cavese, avvocato ed ex presidente dell’Ausino spa (uno dei gestori del servizio idrico della provincia di Salerno – ndr), presente tra le fila di Noi con l’Italia in corsa per uno scranno al senato della Repubblica candidata all’interno dei collegi proporzionali di Benevento, Caserta e Avellino.

Quanto lo strappo con Fratelli d’Italia e Cirielli ha influito sulla sua presenza al fianco di Gambino nell’agone elettorale 2018? 

«Non c’ è nessuno strappo con l’onorevole Cirielli tanto è vero che sosterremo con forza i candidati della coalizione.Sono sicura che Noi con L’Italia sarà determinante anche per la loro elezione. Siamo in in coalizione e pertanto ne condividiamo programmi e intenti. Questo è l’unico motivo che mi ha spinta a scendere in campo in maniera coerente con i miei ideali di destra» 

Lei è alla prima avventura politica cosa l’ha spinta a gettarsi nella mischia? 

«Ho deciso di abbracciare questo progetto perchè lo vedo un progetto del territorio e per il territorio, la scelta di persone della società civile e del mondo delle professioni è per me fondamentale in un momento di totale disaffezione per la politica. Questo movimento mi ha dato la possibilità di mettermi in gioco insieme ad altri uomini e donne fortemente ancorati al territorio»

Quali sono i punti del suo programma? 

«Al centro del programma elettorale del centrodestra ci sono dieci grandi punti, che si sviluppano in una serie di obiettivi anche molto ambiziosi come la flat tax o la cancellazione della riforma Fornero che comporterebbe un’autentica rivoluzione per quanto riguarda il sistema previdenziale, la lotta alla povertà, la risoluzione dei contenziosi tributari che oggi mettono in ginocchio migliaia di piccole e medie imprese e le famiglie».

Crede di essere avvantaggiata rispetto ai suoi antagonisti alla luce della sua esperienza alla guida di una partecipata quale l’Ausino spa?

«Aver avuto un’esperienza amministrativa in una società partecipata come ausino spa mi ha fatto toccare con mano i problemi dei territori, la difficoltà quotidiane delle amministrazioni locali nella gestione dei servizi essenziali. Un paese per evolversi deve partire dalle piccole  comunità. Deve garantire al popolo la vivibilità, il lavoro, i servizi essenziali, la sicurezza. Io ci credo. Credo nella forza di questo Paese di rialzarsi ed è per questo che mi impegnerò»




Gambino, dopo l’addio l’attacco a Fdi: «Non ha creduto in me e ne ho preso atto»

Erika Noschese

l centrodestra si spacca in vista delle politiche 2018. Dopo la decisione di Fratelli d’Itlia non candidare Alberico Gambino, quest’ultimo ha abbandonato gli azzurri per aderire a Noi con l’Italia- Udc dove si è guadagnato una candidatura alla Camera dei Deputati come capolista nel collegio plu- rinominale per la circoscrizione di Salerno. Nella mattinata di ieri, Gambino ha incontrato amici e simpatizzanti per spiegare le ragioni della scelta e il programma che i candidati intendono presentare ai cittadini della provincia di Salerno per affrontare al meglio la sfida elettorale che coinvolge esponenti quali Romano, Fitto, Cesa «con i quali ci siamo intesi sul nuovo progetto politico da rilanciare in provincia di Salerno e in Regione Campania». «Io nel mio piccolo voglio entrare in punta di piedi affinché si possa dare spazio alla meritocrazia del territorio e soprattutto che il vero protagonista di questo progetto possa essere, come a me piace fare, il cittadino della provincia di Salerno e non politici calati dall’alto che non hanno neppure il proprio voto e si credono generali senza truppe», sottolineato Gambino che sottolinea come non si possa parlare di strappo con Fdi perchè «io rispetto le idee di tutti».. E, da qui l’attacco diretto al partito della Meloni: «Fratelli d’Italia non credeva nel sottoscritto nonostante la grande mole di lavoro che ho messo in campo nel corso di questi anni in Regione Campania. Ne ho preso atto e prendo un’altra strada, con la convinzione che si tratti di una strada maestra, giusta. Sto intraprendendo questa nuova avventura con entusiasmo». «Nei collegi uninominali della provincia di Salerno, per quanto riguarda il centrodestra, dobbiamo lavorare per questo progetto politico Noi con l’Italia al di là del fatto che si possa stare con un candidato piuttosto che un altro». Per il capolista alla Camera l’avversario da battere è il centrosinistra perchè «sono coloro i quali quotidianamente dicono bugie, sia a livello nazionale con Renzi, sia a livello regionale con il governatore De Luca. Quindi, mettere da parte questioni personali e cercare di lavorare tutti insieme nel supremo interesse del centrodestra, sia in provincia di Salerno che in Regione Campania». E sul rapporto con Edmondo Cirielli, candidato capolista alla Camera, nessuna rottura: «Lo ritenevo e lo ritengo tutt’ora un amico».

E sulla soglia del 3% da raggiungere, Gambino dice: « è l’ultimo dei pensieri e dei problemi. Mi preoccupa più cercare di prendere con- sensi nella nostra provincia. Attorno a questo progetto c’è grande entusiasmo in tutta la provincia di Salerno. Noi con l’Italia è un contenitore adesso dobbiamo riempirlo con donne, uomini, giovani che hanno a cuore le sorti della nostra comunità e della nostra provincia. Io mi auguro che insieme possiamo e dobbiamo fare cose im- portanti per questo territorio. Tra i presenti anche il sindaco di Positano, Michele De Lucia.




Gambino – Cirielli, è divorzio. Il Consigliere regionale lascia Fdi e si candida al centro «Il mio partito mi ritiene di fatto un corpo estraneo al suo gruppo dirigente»

di Andrea Pellegrino

Il tira e molla è in corso da mesi. Alberico Gambino ha sperato in una candidatura fino all’ultimo con il suo partito. Fino a quando Edmondo Cirielli non ha calato i nomi per i due collegi che spettavano a Fratelli d’Italia in provincia di Salerno. Il primo, quello dell’Agro, occupato da lui stesso, ed il secondo ceduto da Forza Italia nella città di Vincenzo De Luca, affidato all’ex consigliere comunale di Baronissi, Gennaro Esposito. Nessuno spazio per Gambino, dunque. Neppure nei listini del partito di Meloni, già occupati in testa da Cirielli (Camera) e da Antonio Iannone (Senato). Ieri mattina il consigliere regionale ha rassegnato le dimissioni ed ha accettato la candidatura offerta dai coordinatori regionali Mocerino e Schiano di “Noi con l’Italia” : «Il partito, cui ho volontariamente aderito il 17 Settembre 2014 da consigliere regionale eletto nelle file del Pdl, non ha voluto candidarmi alle elezioni politiche 2018. Tale decisione, per me incomprensibile stante una legge elettorale che dovrebbe favorire candidature di uomini e donne ancorati al territorio di residenza e di operatività politica e sociale, mi ha indotto a prendere atto – con assoluta ed indiscutibile serenità – che Fratelli d’Italia mi ritiene, di fatto, un corpo estraneo al suo gruppo dirigente». Gambino sarà capolista del plurinominale per la Camera dei Deputati e mercoledì mattina incontrerà la stampa al bar Goccia. In Fratelli d’Italia spunta anche Carmela Rescigno, capolista a Napoli. E’ la fedelissima di Cirielli, finita nel mirino dopo l’arrivo di De Luca in Regione ed il conseguente spoils system nelle Asl. La dirigente era, all’epoca, in servizio presso il presidio ospedaliero di Nocera – Pagani. Ora è in corsa per approdare in Parlamento.




Lello Ciccone candidato a Battipaglia Gambino approda in “Noi per l’Italia”

Andrea Pellegrino

Ore frenetiche in Forza Italia e nel centrodestra. Movimenti interni, malumori e psicodrammi. Guglielmo Vaccaro, dopo il ritiro delle liste di Parisi dalla competizione, potrebbe traslocare fuori Regione e piazzarsi in uno dei collegi uninominali (dovrebbero essere tre in tutto) consegnati ad Energie per l’Italia. Alberico Gambino, dopo lo stop alla candidatura da parte dei Fratelli d’Italia, pare che approdi nelle prossime ore ed ufficialmente in “Noi per l’Italia”, insomma nella quarta gamba del centrodestra. Il consigliere regionale inizialmente aveva convocato per questa mattina una conferenza stampa, poi rinviata a lunedì. Secondo indiscrezioni Gambino potrebbe essere candidato come capolista al Senato. In Forza Italia poche le certezze. Il tutto è nelle mani di Silvio Berlusconi. Nelle ultime ore pare che Lello Ciccone abbia strappato il collegio uninominale di Battipaglia, con tanto di placet dei vertici regionali, tra cui Paolo Russo. Ciccone avrebbe avuto la meglio anche sul capogruppo forzista di Salerno, Roberto Celano, che ambiva ad una candidatura. Si tratta per Antonio Fasolino al Senato. Il caldoriano potrebbe essere candidato nel collegio nord nel caso in cui non dovesse spuntare un posto nel listino proporzionale. Resta in piedi anche la candidatura di Marzia Ferraioli. Motta e Sica si giocano il derby nei picentini, con il secondo già in pole position da qualche mese. Per l’ex assessore regionale all’Università, Caterina Miraglia, si prospetta il collegio uninominale di Napoli (Chiaia) mentre resta in sospeso l’impegno del rettore Aurelio Tommasetti. Candidature firmate ma senza sicurezza per gli uscenti Enzo Fasano e Franco Cardiello. Più probabile che venga confermato il primo, che dovrebbe essere il numero due del listino proporzionale per la Camera dei Deputati. Tutte riconfermate le donne azzurre: Mara Carfagna a Salerno, Nunzia De Girolamo a Benevento, Maria Stella Gelmini in Lombardia, Gabriella Giammanco a Palermo, Stefania Prestigiacomo a Siracusa. Tra i nomi di altre forze alleate ‘ospitate’ nelle liste FI si fa quello di lady Mastella, Sandra Lonardo.