Avrebbe abusato della nipotina di 4 anni

Avrebbe abusato della nipotina di pochi anni, martedì prossimo i difensori di G.L. di Pelezzano saranno in aula per smontare la tesi accusatoria del Pm prima della sentenza che è attesa per i giorni successivi. G. L., imprenditore edile di Pellezzano, è stato rinviato a giudizio per abusi sessuali sui minori e, ad accusarlo era stata la stessa vittima. La piccola, aveva raccontato a sua nonna di essere stata costretta più volte a partecipare a giochi particolari richiesti dallo zio. Le consulenze psichiatriche e l’incidente probatorio durante la fase delle indagini accertarono l’attendibilità e la capacità testimoniale della bimba, nonostante la difficoltà di acquisire le prove necessarie a supportare l’impianto accusatorio. L’inchiesta, avviata nel 2009, ha ricostruito gli episodi che hanno portato l’imprenditore, difeso dall’avvocato Gaetano Pastore, a processo. L’inchiesta è nata da una denuncia presentata dalla nonna della vittima: una bimba che all’epoca dei presunti abusi aveva appena quattro anni.




CASTEL SAN GIORGIO. Abusivismo edilizio e paesaggistico: tre denunce

CASTEL SAN GIORGIO. Abusivismo: tre persone indagate per abuso edilizio e paesaggistiche. Sgomberata e sequestrata un’area di circa 2300 metri quadrati con un fabbricato di 270 metri quadri realizzato al posto di un deposito agricolo. Questi i risultati di un’attività di controllo del territorio, svolte anche sulla base di segnalazioni pervenute al numero 1515 di emergenza ambientale, da parte del comando stazione forestale di Sarno che ha condotto verifiche in un’area agricola sottoposta a vincolo paesaggistico a Castel San Giorgio. I controlli erano relativi alla realizzazione di fabbricati destinati a deposito di attrezzi per l’agricoltura.
Nel corso delle indagini è emerso che, in via Paterno di Castel San Giorgio, il titolare di un “permesso a costruire”, ottenuto per la costruzione di un deposito di attrezzi agricoli, aveva di fatto realizzato un fabbricato per civile abitazione, su due livelli, della superficie complessiva di circa 270 metri quadri. Dagli accertamenti ulteriori sui titoli in possesso, è emersa anche la mancanza di autorizzazione paesaggistica per la realizzazione di muri di cinta, con un’estensione di circa 40 metri, in luogo di una recinzione autorizzata con pali e reti metalliche a servizio del deposito agricolo. Ulteriori abusi consistevano nella sistemazione esterna con pavimentazione industriale  per una superficie di circa 430 mq senza alcuna autorizzazione.
All’esito dei sopralluoghi e della disamina dei relativi atti progettuali e concessori, i Forestali hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria il committente, il progettista e direttore dei lavori nonché il titolare della ditta esecutrice per violazioni alla normativa urbanistica e paesaggistico-ambientale. Successivamente, a seguito di delega della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, i Forestali  hanno eseguito lo sgombero, il distacco delle utenze ed il sequestro dell’intera area di circa 2300 metri quadri oggetto degli abusi.




Nocera I. Due tecnici comunali indagati per falso

da Le Cronache oggi in edicola

NOCERA INFERIORE. Chiuse le indagini su un presunto falso: indagati due tecnici del Comune. Il pm Roberto Lenza ha inviato un avviso di conclusione delle indagini al 63enne ingegnere Mari Prisco e al 56enne geometra Carmine Del Regno.

Al centro della vicenda un fabbricato di via Atzori (quella che i nocerini chiamano comunemente la Nazionale), a poche centinaia di metri dal casello autostradale.

Secondo l’accusa, l’ingegnere Prisco, dirigente del settore Territorio e Ambiente, e il geometra Del Regno, responsabile unico del procedimento per conto del Comune si sono occupati della vicenda relativa a questo fabbricato di via Atzori, per il quale era stata disposta la sospensione dei lavori e successivamente la demolizione delle opere abusivamente realizzate e il sequestro del manufatto da parte dell’autorità giudiziaria.

Del Regno, in qualità di Rup, avrebbe emesso una nota nel giugno 2013, e Prisco, quale dirigente del settore Territorio e Ambiente, un’ordinanza nel luglio dello stesso anno nella quale avrebbero attestato falsamente che l’immobile in questione era conforme alle autorizzazioni rilasciate in quanto non si rinvenivano aumenti della superficie né dei volumi. In realtà così non sarebbe stato.

I denuncianti sia dell’abuso edilizio sia del presunto falso sono i fratelli del proprietario dell’immobile al centro della vicenda.  I fratelli denuncianti avevano lamentato l’aumento della volumetria del fabbricato realizzato dal loro congiunto rispetto a quello che era possibile realizzare che così facendo li avrebbe anche danneggiati. I due tecnici comunali avrebbero, invece, attestato che nell’immobile realizzato rispetto a quello autorizzato non c’erano aumenti della superficie né dei volumi. L’ipotesi della procura è che tali aumenti di volumetria ci sarebbe stato.

I due indagati hanno 20 giorni di tempo per produrre documenti o altre prove a sostegno delle loro tesi oppure chiedere di essere interrogati dal sostituto procuratore prima che questi decida se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione del loro caso.




«Beato chi vivrà al Crescent così non lo vedrà»

di Francesco Carriero

«L’unica cosa positiva di abitare al Crescent è che da lì la struttura non si vede». Parola di Tommaso Montanari, storico dell’arte presso l’Università Federico II di Napoli ed autore del libro “Istruzioni per l’uso del futuro”, presentato ieri pomeriggio presso il Museo Diocesano di Salerno, nel evento organizzato dall’associazione Italia Nostra e dalla Soprintendenza dei Beni Culturali ed Artistici.  Montanari, dopo aver denunciato nelle sue precedenti fatiche letterarie, i “disastri” compiuti dalla politica culturale del nostro Paese (famoso il caso da lui sollevato riguardante i furti di libri antichi presso la Biblioteca dei Girolomini), “passa la palla ai cittadini”, che devono per primi acquisire consapevolezza del nostro patrimonio ed imparare a difenderlo.  Il volume, quindi, è un “alfabeto civile” che detta le linee di comportamento che tutti (in primis il popolo a cui i beni appartengono) dovrebbero seguire per salvaguardare il nostro patrimonio culturale. Viste le continue mancanze delle istituzioni preposte alla salvaguardia del nostro patrimonio artistico e paesaggistico, dalla minaccia delle speculazioni, sempre più spesso tale missione viene abbracciata dalla associazioni di cittadinanza attiva a cui le 21 idee di Montanari sono rivolte. Tra i tanti argomenti trattati nel libro un passaggio è stato dedicato al Crescent salernitano, sul quale l’autore esprime tutto il proprio dissenso: «I cittadini salernitani – spiega Montanari – devono continuare con la loro disobbedienza civile e proseguire con la loro battaglia legale. Il Crescent è lì perché le istituzioni e gli organi preposti, Soprintendenza in primis, non hanno fatto il loro dovere, procedendo alla costruzione senza permessi ed inseguendo solo interessi di natura economica. La struttura è abnorme e mette completamente in discussione il patrimonio paesaggistico della zona. Il tutto si riduce ad un grande abuso che farà da casa sul mare a super ricchi, magari camorristi, il cui unico vantaggio sarà il non vedere il Crescent dalle loro abitazioni. Credo che anche gli architetti, al pari dei medici dovrebbero fare una sorta di giuramento di Ippocrate per evitare tale situazioni e mi meraviglio come Bofil abbia potuto pensare di collocare sul mare un tale colosso».

Ma i problemi del patrimonio artistico salernitano non si fermano alla spiaggia di santa Teresa: tante parti del centro storico sono ancora in mano all’incuria e al degrado. Per salvare il cuore antico di Salerno, Montanari detta la sua ricetta: «Non bisogna trasformare i centri – continua –  in musei, ma restituirli all’uso quotidiano dei cittadini. Gli esempi di Venezia e Firenze non sono da percorrere. Purtroppo però non c’è l’interesse, soprattutto economico, da parte dei nostri amministratori, di recuperare gli edifici già esistenti, nonostante i dettami provenienti anche dalle associazioni dei costruttori».

Sono quindi i salernitani che devono per primi impegnarsi a recuperare e difendere il patrimonio artistico, storico e paesaggistico di cui la città è ricca, partendo proprio dall’acquisizione della consapevolezza di quanto questi beni siano importanti per la costruzione del nostro futuro.