Tabaccherie, una licenza… in fumo

Scritto da , 7 novembre 2018
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di Antonio Iovino

«C’è un momento di crisi, le statistiche nazionali sul tabacco sono veritiere, c’è un calo da diversi anni». A riferirlo è uno dei diretti interessati del settore, Giuseppe Stanzione della “Rivendita 38” in via Torrione. Lui, così come altri tabaccai salernitani, sta subendo il peso e le conseguenze di questo periodo poco fortunato che riguarda le tante attività del settore, che annaspano tra crisi economica, tasse, ritorno del contrabbando e tanto altro ancora. «Il calo è dovuto per il 90% alla crisi economica – prosegue Stanzione – e poi anche all’avvento delle nuove tecnologie». Anche Vincenzo Ricco, titolare del bar e tabacchi “Metropolis” in Corso Garibaldi, ha riscontrato varie problematiche che riguardano il suo settore: «Prima eravamo solo tabaccheria, poi c’è stato l’inserimento del bar per aumentare un po’ il fatturato, dato che ormai il settore dei tabacchi è in crisi. Già da anni, aggiungo. Da quando poi sono stati eliminati i pacchetti di sigarette piccoli, quelli da 10, c’è stato un ulteriore calo, e credo di non esagerare, del 20%». «La motivazione è semplice – prosegue il titolare del bar e tabacchi di Corso Garibaldi l’economia comunque è ferma e chi ha il vizio del fumo, i 2 euro o anche 2 e cinquanta per il pacchetto da 10, riusciva a recuperarli in qualche modo. Oggi come oggi, spendere 5 euro al giorno per un pacchetto di sigarette difficilmente può essere una cosa che tutti si possono permettere. Di conseguenza c’è anche chi si è spostato sulle sigarette elettroniche. Quindi c’è un calo per l’eliminazione dei pacchetti da 10, così come si registra un calo della vendita per la crisi economica ed in più, parlandone chiaramente, la tabaccheria è la categoria maggiormente tartassata dalle tasse. Abbiamo un “socio occulto” che è lo Stato, non abbiamo nessuna agevolazione su alcunché. Da questo punto di vista non penso si possa fare molto, non siamo tenuti in considerazione più di tanto». Anche sul ritorno del fenomeno delle sigarette di contrabbando Vincenzo Ricco dice la sua: «Da due o tre anni è tornata di nuovo in voga questa nuova moda. Perché? La gente che non ha i soldi ma ha il vizio, pensa a fumare e non a tutto quello che c’è intorno. Agevolare il contrabbando vuol dire, tra le altre cose, agevolare un giro di soldi non tracciati, rimessi sul mercato in modo occulto. Questa è una piaga che, secondo me, sta crescendo sempre più giorno dopo giorno. Lentamente pare sia in atto un processo di ritorno anni Ottanta”. Infine, il titolare del bar e caffè “Metropolis” rincara la dose, rivolgendosi al Governo: «Noi dobbiamo pagare per ogni servizio che offriamo al cliente senza però avere alcuna esclusiva sui servizi offerti alla clientela. Il lotto, le ricariche, la posta privata, i gratta e vinci ormai rientrano tra i servizi che tutti hanno a disposizione o possono avere. Dunque, cosa abbiamo noi di esclusivo? Solo le sigarette, forse, che aumentano e continueranno ad aumentare. Non dimentichiamo che si tratta pur sempre di un vizio. Se un fumatore qualsiasi, dunque, non può permetterselo ma non riesce a diminuire il numero di sigarette fumate a causa della mancanza di vari elementi alternativi come i già citati pacchetti mini, punta verso il contrabbando che costa di meno; tutto questo disegna le caratteristiche di un cane che si morde la coda perché incentiviamo il contrabbando e l’illecito ed intanto il settore ne risente”. Luisa Potenza, titolare della tabaccheria situata in via Posidonia, afferma: «La verità è che la tabaccheria ultimamente ha subito un calo enorme perché, sin dall’uscita delle sigarette elettroniche, l’incasso è venuto a mancare in misura notevole. Con i servizi che abbiamo la percentuale di guadagno è bassa, le tasse sono troppe e adesso non è come una volta, ossia come quando si guadagnava bene. Riusciamo a farcela “giusto giusto” a pagare le tasse e in alcuni casi ci dobbiamo anche rimettere». Anna Romano, titolare di “Tabacchi 21 Salerno” sito in piazza Caduti Civili di Brescia afferma che proprio lì, dinanzi a lei, avviene in misura più o meno regolare il contrabbando delle sigarette e che, quest’ultimo, è una delle cause che contribuisce alla crisi del settore, unitamente alle problematiche fuoriuscite dalla crisi economica. Infine, il commento di Carolina Califano, della “Rivendita 45” in via Diaz: «Siamo quasi sul Corso di Salerno quindi sicuramente la posizione giova a nostro favore ed in questo momento non abbiamo subito danni particolari. Si sa, però, che il periodo non è eccellente per tutti e quindi anche per questa categoria la situazione non è sicuramente semplice»

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