Suoli da 3 milioni e 400mila euro, sul compostaggio c’è l’indagine

Scritto da , 27 Dicembre 2016
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di Andrea Pellegrino

Tre milioni e quattrocentomila euro. È la somma che il Comune di Salerno ha sborsato per l’acquisto dei fondi del sito di compostaggio di Salerno. Suoli che erano di proprietà dell’Asi, espropriati, poi, per la realizzazione dell’impianto. Fondi che, però, insieme a tutta la gestione dell’impianto di Salerno, sono finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’Anac di Cantone ed ora della Procura della Repubblica di Salerno. A quanto pare, dopo le relazioni trasmesse proprio dall’Anticorruzione, in Procura sarebbe stato aperto un fascicolo affidato al pm Silvio Marco Guarriello. L’attività investigativa potrebbe essere affidata, invece, al Noe di Salerno che già ha condotto indagini sulle Fonderie Pisano e sull’ex Ideal Standard. Allo stato, l’impianto è affidato alla Salerno Pulita, dopo la revoca dell’Aia alla Daneco Impianti da parte della Regione Campania per l’assenza di una polizza fideiussoria. Per ora è il Comune, dunque, attraverso la società municipalizzata, a garantire il servizio. Non senza aggravi di costi per le casse comunali. Quanto all’inchiesta, l’Anac durante i sopralluoghi e quindi alle successive relazioni, ha praticamente smontato l’impianto di Salerno, fino a qualche mese fa, considerato dall’attuale governatore della Campania Vincenzo De Luca, un gioiellino ed un modello da esportare. Al punto che fu tappa anche di Matteo Renzi negli ultimi giorni di campagna elettorale per le regionali che hanno visto, poi, la vittoria dell’ex sindaco De Luca. Dai costi al sistema della raccolta differenziata, passando anche per le varianti – approvate dalla precedente giunta – fino ad ipotizzare reati penali (riguardo all’etichettatura dei rifiuti) e contabili, il pool di Raffaele Cantone non avrebbe lasciato nulla al caso. Ed ora la palla passa direttamente alla Procura della Repubblica nel mentre non si esclude un intervento anche da parte della Corte dei Conti, sollecitata, tra l’altro, dall’ex assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano. Un impianto costato 25 milioni di euro, e suoli (si stimano 46.075 mq) pagati 3 milioni 423mila euro circa. E su quest’ultimo aspetto da chiarire c’è anche la classificazione del terreno ed il conseguente prezzo di mercato previsto.

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