Sulle pedane della vergogna

Scritto da , 24 novembre 2018
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di Francesco Maria Bevilacqua

Un sito di lavorazione di pedane in legno e scarti legnosi nel pieno centro della frazione Trivio. Questo il “regalo” che la Giunta regionale del governatore De Luca starebbe per fare agli abitanti di Castel San Giorgio. A far “esplodere” il caso una raccolta di firme e la reazione degli abitanti dopo aver appreso la notizia. E i motivi per i quali ci si dovrebbe preoccupare ci sono tutti. Il sito dovrebbe essere attivo a pochi metri da una scuola materna frequentata da bambini piccolissimi, a pochi metri da una casa dell’acqua e alle spalle di un centro residenziale sulla centralissima via Palmiro Togliatti. Probabilmente chi ha dato le autorizzazioni alla Regione Campania non conosce il posto né si è preso mai la briga di verificare almeno sulle carte cosa insisteva in quel perimetro. Pensare ad altro sarebbe ancora peggio. Nel frattempo gli abitanti del centro residenziale hanno raccolto le firme e le hanno inviate all’Arpac per evidenziare le anomalie. In quel terreno i camion dovrebbero transitare su una servitù di passaggio proprio di fianco alla scuola materna. Il capannone è fatto di ferro e lamiera quindi predisposto ad amplificare all’esterno i rumori della lavorazione. E non sembra che al momento ci siano le certificazioni antincendio dei vigili del fuoco. Ma cosa bisognerebbe lavorare in quel sito di compostaggio per rifiuti non pericolosi? Sembra che l’autorizzazione sia stata concessa per trattare pedane in legno, ma anche fogliame, rami di legno, e altro materiale simile. Un materiale di tipo altamente infiammabile vicino ad una scuola materna ed in un’area altamente abitata. Una vera e propria scelta che per gli abitanti della zona viene definita scellerata. «Nel raggio di pochi metri dal capannone c’è un asilo nido, una casa dell’acqua, una serie di villette e case e a venti metri una chiesa, un campo sportivo svariate pizzerie e un panificio dicono in coro gli abitanti di Trivio-. Ma quando fanno queste scelte perché da Napoli non vanno sui luoghi e questi alti dirigenti non vedono con i propri occhi quello che combinano con le loro firme? Comunque siamo pronti a mobilitarci, a fare le barricate, ma qui un sito di questo tipo proprio non può nascere. A Trivio abbiamo già dovuto subire negli anni rifiuti tossici interrati, dissesto idrogeologico, altri tipi di rifiuti che non si sa come e da chi sono stati interrati e nessuna bonifica è mai stata fatta. In questo posto siamo seduti su una bomba ecologica. I carotaggi che doveva fare la Giunta Longanella non sono mai stati fatti e ora vogliono piazzarci una nuova azienda che può essere ad alto rischio di incendio con la conseguenza di fumo tossico per l’aria. Ma alla Regione sono impazziti?». A Castel San Giorgio, insomma, si preparano le barricate. Il Comune potrà imporre prescrizioni e rendere la vita difficile ai proprietari del sito, che hanno acquisito l’area da un proprietario che non aveva, sembra, buoni rapporti con i titolari dei suoli vicini. Ma l’autorizzazione della Regione di fatto lega le mani al Comune. E’ più verosimile che le proteste dei cittadini riescano a far cambiare idea ai dirigenti e ai
politici regionali. «E noi la rivoluzione la facciamo -dicono i cittadini di Trivio-. De Luca questo sito se lo facesse autorizzare a Salerno, a Sala Abbagnano. Lì starebbe pure meglio”.

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