Sulle ali della voce di Anna Corvino

Scritto da , 22 febbraio 2014

Sarà il soprano Anna Corvino, reduce dall’applaudito debutto in Bohéme, opera che ha chiuso il cartellone lirico del teatro verdi di Salerno, a sigillare il febbraio cameristico dell’Associazione “Antonio Vivaldi” di Sapri. Il soprano, gemma del magistero di Marilena laurenza, si presenterà al pubblico dell’ Auditorium della Scuola Elementare “J.F.Kennedy” in duo con la pianista Margherita Volpe proponendo un programma eterogeneo che attraversa l’intera letteratura operistica da Giovanni Battista Pergolesi a Giacomo Puccini con un’incursione tra celebri arie di musica da film. Sarà Margherita Volpe ad inaugurare la serata con il famoso “sogno” di Robert Schumann tratto dalle Kinderszenen op.15, datate 1838, tredici pagine brevissime e trasparenti, alla portata di uno studente, eppure temute anche dai più grandi interpreti, con i bambini che ridono, si rincorrono, pregano, si sentono felici ed, infine turbati da un “grave”, avvenimento, che fa interrompere il poeta, il quale smette di descrivere e si abbandona a fantastiche visioni, il träumerei, in cui coglie la nostalgia (Sehnsucht), per quella età semplice ed intatta, ancora ignara dell’assurdità dell’esistenza, felice nel suo essere al riparo dai grandi interrogativi della vita. Anna Corvino entrerà in scena sulle note di “O mio babbino caro”, la semplice melodia di Lauretta, dal Gianni Schicchi di Puccini, per poi vestire i panni di Susanna per il “Deh, vieni non tardar” dal IV atto delle “Nozze di Figaro” di Wolfgang Amadeus Mozart, con il suo testo evocativo, la melodia purissima e la cadenza ondeggiante, quasi “arcadica”, simbolo di un perfetto richiamo alle gioie dell’amore segreto. Intermezzo pianistico con lo studio op.25 n°1 in La bemolle maggiore di Fryderyk Chopin, un Allegro sostenuto datato 1836 che si svolge su di una serie ininterrotta di arpeggi, che avvolgono la melodia in un leggerissimo, vaporoso alone sonoro. Ritorna la Corvino dando voce alla Serpina della “Serva Padrona” di GiovanBattista Pergolesi, in “Stizzoso mio stizzoso”, in cui l’invenzione sgorga gioconda e delicata, concedendo il frizzo del sussulto emotivo ed ironico. Ed ecco Violetta, nella sua ultima vera aria, “Addio del passato”, un arioso trattato con molta libertà che va per accenni sul sentiero dei ricordi verso l’oblio ultimo, l’inno dimesso, crudele e lapidario alla vita negata. Ancora Chopin con l’Impromptu fantaisie op.66 in Do diesis del 1835, un sussurro impaziente seguito da un istante di pudico abbandono. Finale della prima parte della serata con il valzer alla vita frivola di Musetta, il suo canto sfrontato, in una sequenza dove il trionfo si unisce alla commozione, impagabile saluto alla giovinezza che fugge in Bohéme. Il secondo tempo del récital principierà con il Claude Debussy  del “Clair de Lune”, terzo brano della Suite Bergamasque.  Qui il Novecento non crede più nell’interprete, ma esige l’  “esecutore assoluto” , che riesca esattamente e perfettamente a dare veste sonora a ciò che è stato scritto. L’interprete deve decidere su grandi idee, deve trovare la velocità di tempo, il suono, l’intreccio sonoro, la quantità di canto che esprimano nel modo più giusto l’idea complessiva della pagina. Si ritornerà, quindi, al barocco con una delle arie più affascinanti di Haendel “Lascia ch’io pianga”, dal Rinaldo, per poi ritrovare la Violetta che farà esplodere il passionale “Amami Alfredo”, prima di cedere la ribalta a Margherita Volpe per l’esecuzione dell’ultimo studio dell’op.25 di Chopin, un Allegro con fuoco in do minore, veemente ed epico, un mareggiare continuo di vasti e potenti arpeggi su cui si eleva una melodia dura e severa. Finale con le amate melodie delle colonne sonore di film, a cominciare dall’indimenticabile Love Theme del Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli “A time for us” in cui riconosceremo lo stile di Nino Rota, per poi ascoltare un medley pianistico di Ennio Morricone, tratto da “Nuovo Cinema Paradiso”, e la voce solista nel tema di Jill in “C’era una volta il West”, per chiudere con l’allegra rumba, eterno augurio di ricerca della felicità, soundtrack de’ “La vita è bella” di Nicola Piovani.

Olga Chieffi

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