Sul sagrato di San Domenico il sorriso di Dio

Scritto da , 18 gennaio 2015
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La parrocchia guidata da Don Franco Fedullo è rimasta l’unica chiesa del centro storico ad accogliere tutti gli amici animali

 Di Olga Chieffi

Grande affollamento di animali domestici di ogni genere sul sagrato di San Domenico, nel primo pomeriggio di ieri, per la benedizione degli animali che apre i festeggiamenti di Sant’Antonio Abate. Cuccioli di cane, pointer, jack russell, simpaticissimi meticci, pastori tedeschi, l’elegantissima Whippett Paola la levrierina della veterinaria Lucia Fiordelisi, e tre canarini campioni italiani, una splendida mamma gatta sacra di Birmania con i suoi gattini, un pesce rosso nella sua vaschetta, in tanti hanno onorato il santo del fuoco e la sua festa che vive diversi momenti. Uno di questi ultimi aspetti è, certamente, la richiesta di benedizione di ogni proprietario di animali al taumaturgo. Nella iconografia, Sant’Antuono, infatti, viene sempre raffigurato tra tutti gli animali, particolarmente con a fianco un porcello e a distanza, una fiamma. In Salerno, associando la presenza del maiale accosto al santo, si dice : “S’è ‘nnammurato d’’o porco”. Nella nostra città, Sant’Antuono si venera nella chiesetta di Santa Rita al Largo, oggi, San Pietro a Corte, tradizionalmente detto di Sant’Antuono, innanzi al vecchio municipio, chiamato Palazzo Sant’Antuono. Nella stessa piazzetta, ogni anno si procedeva alla benedizione degli animali. Oggi, per ordini misteriosi quella chiesa di antiche tradizioni è rimasta serrata, sottraendo al bagaglio storico ed affettivo dei salernitani, ancora un’altra antica e sentita tradizione. Don Franco ha inteso benedire ad uno ad uno tutti gli animali, scegliendo per loro e i loro accompagnatori il passo della Genesi che illustra la loro creazione, poi, dal Vangelo secondo Matteo, la parabola degli uccelli, in cui  Gesù ordina di guardare gli uccelli. Non seminano, non raccolgono, ma hanno sempre da mangiare perché il Padre del cielo li alimenta. “Non contate voi, forse, più di loro!” Gesù critica il fatto che la preoccupazione per il cibo occupi tutto l’orizzonte della vita delle persone, senza lasciare spazio a sperimentare e gustare la gratuità della fraternità e dell’appartenenza al Padre, come i nostri amici animali. In tempi di grande condanna nei confronti dell’Islam l’anello tra le due grandi religioni monoteiste sembra sia proprio nello sguardo degli animali: secondo Maometto anche gli animali avrebbero un’anima innalzando a comandamento religioso anche il rispetto per essi: “Sarete compensati se trattate bene le bestie se le nutrite e spegnete loro la sete, perché non vi è nessuna bestia sulla terra e nell’aria che non ritorni a Dio”.

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