Sul piede di guerra i 23 lavoratori della cooperativa “Sviluppo e solidarietà”

Scritto da , 30 settembre 2015

CASTEL SAN GIORGIO. I 23 lavoratori della cooperativa privata Sviluppo e Solidarietà di Castel San Giorgio ieri hanno protestato al Comune contro la decisione di sospendere l’affidamento per i servizi di affiancamento agli operai del Consorzio di Bacino nella raccolta dei rifiuti.
Una storia controversa quella dei lavoratori della cooperativa che ieri erano sostenuti anche dai sindacati nelle loro rivendicazioni. Per comprendere meglio l’intera vicenda va ricordato che l’affidamento alla cooperativa fu effettuato dall’amministrazione Longanella, ma si aprirono subito aspre polemiche sia sui costi della cooperativa sia sul rispetto di alcune leggi regionali che impongono l’utilizzo di personale in esubero dei consorzi per integrarlo nel ciclo dei rifiuti.
L’attuale amministrazione Sammartino non pare intenzionata a sottoporsi più al salasso delle spese che hanno già portato ad un aumento del 40% dei costi del servizio spalmato su tutti i cittadini sangiorgesi. Fatto sta che l’annullamento dell’affidamento significherebbe che i ventitrè lavoratori, assunti dalla cooperativa in maniera ovviamente privata e senza concorso, rischiano di tornarsene a casa. Una eventualità che il sindaco Sammartino non vuole: «I lavoratori vanno difesi sempre – ha dichiarato il primo cittadino di Castel San Giorgio – ma le leggi impongono alcune scelte e i costi sono quelli che sono».
Il sindaco però non vuole sentire ragioni e i dipendenti andrebbero salvati. Tramontata l’ipotesi dell’impiego dei lavoratori Lsu, per una messa in mora degli stessi sindacati che ricordavano che vanno impiegati i lavoratori in esubero dei Consorzi, le strade che restano sono due: o l’affidamento ad un’altra cooperativa a costi molto inferiori (ma poi si dovrebbe spiegare perché per qualche anno il Comune ha pagato di più) e già si parla di una cooperativa di Bracigliano pronta a scendere a Castel San Giorgio, oppure l’affidamento alla società in house, la San Giorgio Servizi, dell’intero servizio che dovrebbe poi riassorbire il personale. Una strada questa seguita già da altri comuni da Angri a Nocera Inferiore.
Che su questa vicenda, di cui si era discusso molto in campagna elettorale, prima o poi Sammartino avrebbe dovuto interessarsi era cosa risaputa, ma sembra che sulla vicenda siano stati commessi non pochi errori di ritardi e di sottovalutazione del problema. Ora mandare a casa 23 persone è oggettivamente difficile, stabilizzarli significherebbe assumersi responsabilità forse ancor più complicate e i costi sono destinati a salire.                       Michele Longo

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