Suggestioni Neoclassiche: concerto della Orchestra Filarmonica Campana!

Scritto da , 3 Dicembre 2021
image_pdfimage_print

Sabato 4 dicembre al Teatro S. Alfonso di Pagani (SA) si terrà il secondo appuntamento della XIII Stagione Concertistica della Orchestra Filarmonica Campana, intitolata “L’Avvenire”. Si chiama Suggestioni Neoclassiche, con la direzione del maestro Marco Alibrando, la chitarra di Francesca De Filippis e l’oud di Gianluca Campanino. Sarà l’occasione per riscoprire questa straordinaria realtà musicale campana e italiana, attiva ormai da anni in Italia e all’estero. L’OFC, con la direzione artistica e musicale del maestro Giulio Marazia, procede in una intensa attività musicale, sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Campania e dalla Città di Pagani, oltre che da sponsor privati e mecenati; dal 2021 è membro di MeD (Sistema Musica e Danza per la Campania). Il concerto del 4 dicembre è decisamente singolare, dedicato alle influenze musicali neoclassiche che hanno avuto un grosso impatto sulla musica del Novecento e attuale. Il primo brano Sifonia, tre quadri sinfonici per oud e orchestra, di Oderigi Lusi (composer in residence della OFC) è una prima esecuzione assoluta, composizione commissionata dall’Orchestra Filarmonica Campana. Ispirato alla leggenda di Aci e Galatea, è un omaggio alla Sicilia, con il dramma di un amore tra un pastore e una ninfa stroncato dalla gelosia di un crudele ciclope, una leggenda che affascina a distanza di secoli e da cui prenderebbero il nome le Aci in provincia del capoluogo etneo. La partitura è caratterizzata dallo stile ormai inconfondibile di Lusi, che coniuga con maestria la lezione della musica popolare campana in un contesto strutturale neoclassico nel trattamento delle forme e delle armonie utilizzate. Anche Joaquín Rodrigo (1901-1999) è stato largamente influenzato dal ruolo del neoclassicismo tra la fine del XIX e la metà del XX secolo. Mentre esiste un corpo sostanziale di letteratura riguardo all’impegno del nazionalismo musicale francese e spagnolo con il neoclassicismo di Stravinsky, Rodrigo è un compositore chiave nel collegare quest’ultimo e quello dei francesi con lo sviluppo del panorama musicale spagnolo, così come fu Manuel de Falla (1876-1976). Le sue opere hanno ispirato una generazione di autori prima e dopo la guerra civile spagnola (1936-1939) a utilizzare la chitarra classica nelle loro composizioni neoclassiche rimosse dal cliché andaluso. Lo strumento stesso è arrivato a rappresentare il movimento neoclassico con la sua combinazione di elementi modernisti e legami con il ricco passato musicale della Spagna. Nella vasta produzione stravinskijana, Pulcinella viene considerata l’opera capostipite della fase cosiddetta neoclassica, e l’esempio più eclatante della poetica dei recuperi della musica del passato, della “musica al quadrato”. Dopo la prima diretta da Ernest Ansermet all’Opera di Parigi, il 15 maggio 1920, ci fu chi parlò del “gusto da cleptomane del musicista russo”, e chi giudicò Pulcinella solo un’abile trascrizione. Ma il grande successo che ottenne spinse due anni dopo Stravinskij a rielaborare la partitura in una Suite da concerto, che fu diretta il 22 dicembre 1922 da Pierre Monteux sul podio dell’Orchestra sinfonica di Boston, e poi revisionata nel 1949. Martedì 7 dicembre si passerà da Pagani a Napoli per Talenti del futuro, con la direzione di Alfons Revertè Casas e un programma che comprenderà Glazunov, Mendelsshon e Sibelius. Gran finale il 30 dicembre con il Concerto di Capodanno diretto dal maestro Marazia: al pianoforte Pianoforte Antonio Di Cristofano, in programma Rachmaninoff, Verdi e Strauss figlio.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->