Stuprava la figlia: falegname condannato ad otto anni

Scritto da , 8 maggio 2013

ALTAVILLA SILENTINA. Violenze reiterate, abusi di natura sessuale tra le rassicuranti pareti domestiche. Otto anni di reclusione per A.P., il falegname di Altavilla Silentina tratto in arresto lo scorso luglio dai carabinieri a conclusione di un’articolata indagine. Il verdetto è stato pronunciato ieri dal Gup del tribunale di Salerno Bruno De Filippis all’esito del rito con il giudizio abbreviato. Al 47enne, assistito dall’avvocato Antonio Ferraro, non è stato concesso alcuno sconto se non quello del terzo di pena previsto dalla scelta stessa del rito. I fatti, oggetto del procedimento giudiziario, sono venuti a galla la scorsa estate ma risalgono a molti anni prima quando la vittima, oggi 24enne, aveva appena 16 anni. A far scattare l’inchiesta è stata proprio la giovane figlia dell’imputato che, stanca di subire, accompagnata dal proprio fidanzato, si è presentata alla stazione dei carabinieri raccontando il suo calvario. Serratissime, le indagini degli inquirenti sono riuscite a ricostruire l’inferno della giovane che avrebbe cominciato a subire le morbose attenzioni del genitore sin da ragazzina. Risalgono infatti al 2005 le prime contestazioni: un quadro probatorio pesantissimo quello ricostruito dal sostituto procuratore Elena Guarino titolare del fascicolo che, attraverso il capillare lavoro investigativo espletato dai carabinieri di Altavilla e dai militari della Compagnia di Eboli, ha ricostruito il lungo calvario della ragazza costretta sin da adolescente a subire le violenze da parte del padre. Gli abusi avvenivano nell’ambito di un contesto familiare completamente “dominato” dalla figura del “padre – padrone” che esercitava i suoi maltrattamenti anche sulla madre della giovane.

Per mesi i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Eboli, diretta dal tenente Francesco Manna, hanno svolto indagini sul posto, muovendosi con discrezione per non dare troppo nell’occhio. I militari, con l’ausilio dei servizi sociali, hanno raccolto indizi sulla personalità dell’artigiano che violento tra le mura domestiche e di indubbia moralità in pubblico, avrebbe stuprato la figlia per sette lunghissimi anni. Inequivocabili, infatti, gli indizi raccolti dai militari che hanno consentito al Gip di emettere la misura cautelare richiesta dalla Procura. Ieri la condanna all’esito del rito con il giudizio abbreviato. Il pubblico ministero al termine della sua requisitoria aveva chiesto 9 anni di reclusione.

 

8 maggio 2013

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