Studenti assieme ai docenti contro la laurea a Bonanni

Scritto da , 14 giugno 2014

di Francesco Carriero

La bufera di polemiche inalzatasi sul conferimento della laurea Honors Causa al segretario della Cisl Raffaele Bonanni, sembra non volersi placare. Se da un lato si cerca di stemperare le polemiche, appellandosi alla regolarità e trasparenza delle procedure utilizzate in seno ai vertici del campus salernitano, dall’altrà la petizione on line lanciata da oltre 160 docenti, continua ad incassare consensi, sforando quota 750 firme. Il già rettore Raimondo Pasquino, marginalmente coinvolto nella vicenda, ha preferito non commentarla, riservadosi di farlo dopo la cerimonia di lunedì, alla quale, dice: “Parteciperà assieme a tutti quelli che ritengono che il conferimento dell’onoreficenza a Bonanni non sia una cosa sconveniente”. Ma a schierarsi dal lato dei professori che dicono no al ricoscimento, ci sono le associani sdi studenti, in particolare “L’Altra Unisa” che per lunedì, vista anche la presenza del ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini, daranno vita ad una manifestazione di dissenso in piazza del rettorato. «Preso atto del forte dissenso della componente docente dell’Ateneo e delle circa 160 firme già raccolte al fine di bloccare i procedimenti messi in atto dal Senato Accademico e dal Rettore Aurelio Tommasetti – scrivono in una nota gli studenti de “L’altra Unisa” – ci sentiamo di allinearci ai loro esposti in netta contrapposizione alle dichiarazioni dei componenti degli organi d’Ateneo e del criterio utilizzato per giudicare i meriti tali per conferire la suddetta onorificenza al sindacalista abruzzese. Individuiamo incongruenze e sospetti di clientelismo e favoreggiamento del sindacato in questione (di maggioranza all’interno degli organi del campus) e criticità nella linea politica mantenuta dalla Cisl negli ultimi anni in connivenza al progetto neo-liberista delle larghe intese dello smantellamento, dello stato sociale e della distruzione del contratto di lavoro nazionale. Alla luce di ciò i ‘meriti’ di Bonanni ci sembrano solo quelli di trasformare in merce il lavoro e le persone, fattori che non costituiscono componenti decisive per attribuire una laurea». Gli studenti, inoltre approfitteranno della presenza del ministro per fare alcune rivendicazioni, su temi riguardanti il sistema universitario ritenuti fondamentali: «La presenza della Giannini – continuano – rappresenta per noi l’occasione di avere da parte sua chiarimenti su alcuni temi di importanza fondamentale per l’istruzione pubblica italiana: chiediamo il finanziamento pubblico esclusivo per le Università pubbliche, con il rigetto totale di ogni proposta riguardante il prestito d’onore; chiediamo un concreto piano programmatico nazionale sul diritto allo studio; chiediamo l’eliminazione di ogni inasprimento dei criteri per l’accesso alle borse di studio e la destinazione di nuovi fondi destinati al welfare studentesco per coprire anche la voce dei cd. “idonei non beneficiari”; chiediamo la revisione riguardanti le normative sui tirocini, assicurando retribuzione e rimborsi spese, eliminando l’unico sfruttamento (talvolta obbligatorio) legalizzato; chiediamo che atenei e scuole siano considerati risorse da finanziare e non voci di spesa da tagliare: chiediamo la piena attuazione del principio di autodeterminazione con la possibilità di scegliere il proprio percorso di studi senza alcun vincolo esclusivo. Affermiamo no al numero chiuso, come ex art. 34 “la scuola è aperta a tutti”. Riteniamo che sia necessario, da parte del Ministro, confrontarsi con gli studenti e le organizzazioni che li rappresentano per poter affrontare discussioni sulla scuola, l’università e la ricerca. Il non presentarsi alla seduta del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari è il palesarsi di una volontà contraria al confronto con le compagini studentesche, ragion d’essere del suo mandato ministeriale. Ci risultano inoltre del tutto inappropriate tali dichiarazioni della rappresentanza studentesca : “Riteniamo inopportune le posizioni e i modi di espressione del dissenso, al di fuori del sistema democratico di governance del nostro ateneo’’». Lunedì si preannuncia, quindi, una giornata incandescente per l’intera Università degli Studi di Salerno.

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