Striscione contro Salvini a Salerno: è polemica

Scritto da , 7 Maggio 2019
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“Questa Lega è una vergogna”. È lo striscione appeso ieri dalle finestre di un appartamento di Salerno, a pochi metri dalla piazza dove si sarebbe tenuto il comizio di Matteo Salvini. Solo che a casa della donna sono entrati dei poliziotti raccomandando di toglierlo per non incorrere in presunti problemi con la giustizia. Tanto che la signora alla fine ha fatto sparire tutto. Questo il caso raccontato dall’Osservatorio repressione: “Si tratta di un episodio gravissimo e senza precedenti”, è la denuncia. Anche ad Avellino, altra tappa del tour elettorale del ministro, ci sono stati problemi. Un fan di Salvini – occhiali da sole neri e giubbotto anch’esso scuro – ha tentato di aggredire con pugni e poi minacce una ragazza che stava contestando il ministro dell’Interno. “Te ne devi andare, ti prendo a schiaffi”, ha gridato più volte l’uomo. Ecco il video postato dal parlamentare dem Davide Faraone. I tanti episodi di queste ore comunque fanno crescere la tensione politica. Il Pd interviene anche sullo striscione rimosso di Salerno. “I presunti funzionari della Digos che avrebbero intimato ad una signora di Salerno di rimuovere uno striscione contro la Lega dal suo balcone privato, minacciando altrimenti eventuali conseguenze legali, vengano identificati dal Viminale”, dice il deputato dem Ubaldo Pagano. “Con quali motivazioni, e gli eventuali ordini di servizio, la Polizia di Stato, a Salerno, ha fatto rimuovere ad una cittadina incensurata dalla propria abitazione uno striscione con una strofa di una canzone?”. Lo chiede Alessia Morani, della presidenza della del gruppo Pd alla Camera, con un’interrogazione al Ministro dell’Interno. “Dalla stampa apprendiamo – spiega – che nei giorni scorsi, a Salerno, alla finestra di un appartamento di una via limitrofa alla piazza dove si sarebbe tenuto il comizio del Ministro interrogato Matteo Salvini, sarebbe stato esposto uno striscione con scritto ‘Questa Lega e’ una vergogna’, citazione di una canzone di Pino Daniele del 1991. I poliziotti sarebbero entrati in casa della signora proprietaria dell’immobile raccomandandole di toglierlo per non incorrere in presunti problemi con la giustizia”. ” La signora, intimorita, avrebbe immediatamente fatto togliere tutto”, spiega ancora Morani che chiede “se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti che, qualora rispondessero al vero, sarebbero senza precedenti e seriamente preoccupanti per i contorni di censura della espressione del libero pensiero che inevitabilmente assumerebbero”.

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