“Stop alla prescrizione significa avere processi all’infinito”

Scritto da , 19 novembre 2018
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Luca Monaco, avvocato penalista salernitano, è presidente dell’associazione Nova Iuris. interviene nella vicenda dello stop alla prescrizione dopo la sentenza di primo grado.
Qual è, da penalista, la sua opinione riguardo tale questione?
“A prescindere dall’aspetto squisitamente politico ci sono dati tecnici sviluppati da legali e da una parte della magistratura. Sospendere la prescrizione è altra cosa rispetto a quanto annunciato dalla maggioranza di governo. con il provvedimento che entrerà in vigore a partire dal 2020, la prescrizione non è stata sospesa, ma sono state poste tutte le condizioni per una sua abolizione definitiva. Ci sono aspetti gravissimi alla base di questo provvedimento che di fatto potrebbe mettere la Magistratura, oberata già di procedimenti penali da dirimere, nelle condizioni di rallentare e differirne ulteriormente il loro svolgimento, procrastinando ulteriormente ed inevitabilmente le sentenze d’appello”.
Quali possono essere, secondo Lei, le conseguenze pratiche di una tale provvedimento nello sviluppo e nella durata del procedimento penale?
“C’è il paradosso che viene sospesa la prescrizione non solo in caso di sentenze di condanna ma anche di assoluzione. Il Pm potrà impugnare una sentenza in qualsiasi momento. Il procedimento penale subirà sicuramente, secondo il mio parere, un notevole rallentamento.”
Possono esserci dei profili di anticostituzionalità nella modifica dell’ isituto della prescrizione?
“Si, sicuramente questo tipo di iniziativa intrapresa dal governo conte va a contrastare con il principio di ragionevole durata dei processi e anche con la funzione rieducativa della pena stessa, perchè dopo tantissimi anni la persona ritenuta colpevole potrebbe già aver cambiato il suo stile di vita.”
Quale può essere, in conclusione, l’impatto dell’abolizione della prescrizione sulla vita dell’ intera cittadinanza?
“Questo provvedimento non va a favore nemmeno delle persone offese, che corrono il rischio di vedersi riconosciuti i propri diritti. Penalizza l’ imputato innocente senza che lo Stato accerti la sua innocenza, Poi c’è un altro aspetto impopolare da segnalare, ovvero che viene penalizzato anche l’imputato colpevole, che oltre ad avere il diritto di difendersi ne ha anche un altro: quello di ricostruire degnamente una vita personale e professionale in seguito all’espiazione della pena. Chiunque può essere implicato in un procedimento penale, e una sensibilizzazione della cittadinanza a questi argomenti diviene indubbiamente ancor più complessa.”

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