Stojan Kuret tra sacro e profano

Scritto da , 5 luglio 2015

 

Questa sera alle ore 20 il famoso coro sloveno di sole voci maschili “Vokalna akademija Ljubljana” si esibirà nell’incantevole cornice della chiesa della SS. Annunziata

 

Di OLGA CHIEFFI

Questa sera sarà protagonista a Salerno la musica della Slovenia. L’associazione Estro Armonico ha promosso, infatti, il concerto che si terrà alle ore 20.30 presso la Chiesa dell’Annunziata a Salerno: protagonista il famoso coro sloveno di sole voci maschili “Vokalna akademija Ljubljana” che proporrà performances vocali in grado di spaziare dalla musica sacra a quella popolare. A dirigere la magnifica orchestra vocale sarà il Maestro Stojan Kuret, che negli ultimi anni ha accompagnato il coro in numerose esperienze e vittorie in tutta Europa: dal primo premio del Concorso Polifonico Internazionale “Guido D’Arezzo”, al Gran Premio Europeo di canto corale di Varna, durante il quale il coro è risultato il primo e unico coro maschile a essere mai arrivato in finale vincendola. Il prgramma sarà aperto dal mottetto Circumdederunt me genitus mortis di Cristòbal de Morales il primo compositore spagnolo a raggiungere fama internazionale, il teorico Juan Bermudo ne parla come “la luce della musica spagnola”.La sua musica rivela la compiuta assimilazione della tecnica polifonica franco-fiamminga, ma anche alcuni legami con la musica spagnola popolare e colta. Dopo la morte improvvisa di un suo carissimo amico Francis Poulenc scrive: “meditando sulla fragilità dell’esistenza umana mi sento di nuovo attirato dalle vie dello spirito… ho ritrovato la fede della mia  infanzia… ora conoscete la vera ispirazione delle mie opere religiose.” In questo clima di fede ritrovata si collocano le bellissime Prières de Saint- François d’Assise composte per un coro di monaci, che verranno proposte questa sera. In esse si ritrova innanzitutto quel sentimento di “umiltà” che per Poulenc è la principale qualità della preghiera ed il solo atteggiamento possibile per un compositore di affrontare la vita e la musica.  Le Prières sono particolarmente spoglie e prive di ogni sfumatura drammatica ma rappresentano magnificamente l’umiltà dell’essere umano di fronte al grandissimo mistero del disegno divino. Omaggio all’Italia con Claudio Monteverdi con il Crucifixus dalla Selva morale e spirituale che presenta soluzioni imprevedibili e ardite sul piano armonico, capaci di far rivivere il dramma della passione di Cristo attraverso esiti sonori di forte impatto, piegando con maestria il contrappunto delle voci al trattamento spinto delle dissonanze e dei cromatismi, assicurando l’interpretazione affettiva del testo musicale, il cui contenuto viene enfatizzato con alterazioni degli intervalli e della struttura armonica, introdotte come procedimenti retorici per suscitare particolari suggestioni nell’ascoltatore. Seguirà la celebre Ave Maria di Franz Biebl brano datato 1964 con le voci del coro, che tra mirabili passaggi armonici, dialogano con il terzetto solista. Il tutto inframezzato dagli interventi in gregoriano che impreziosiscono un brano non a caso molto eseguito. Seconda parte dedicata ad autori sloveni a cominciare dal compositore nativo di Bovec Ambrož Čopi  che ha dedicato invece la sua Missa pro pace, scritta nel 2014 al ricordo della Prima guerra mondiale. La composizione si basa su alcune parti dell’ordinario dalla messa per i defunti e due lettere scritte dal soldato Alojz Praprotnik dal fronte dell’Isonzo. Portrait di Andrej Makor, giovanissimo compositore istriano, con diverse pagine, tra cui l’esecuzione in prima mondiale di “O lux beata Trinitas” e finale con due canti popolari di France Marolt, il primo Barcica della costa slovena e il secondo Pisemce della Goriska. (o.c.)

 

 

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