Squillante “caccia” Vuotto, il primario di chirurgia. Bruno (Pd): «È colpa di Fratelli d’Italia»

Scritto da , 30 aprile 2015
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di Carmine Landi

BATTIPAGLIA. Va via Antonio Vuotto, arriva Raffaele Guglielmi.

È l’ultima novità relativa al nosocomio cittadino, l’ospedale “Santa Maria della Speranza”, la cui unità di chirurgia generale, a partire dal primo di maggio, avrà un nuovo timoniere.

Lo ha stabilito il direttore generale dell’Asl salernitana, Antonio Squillante, che lo scorso 29 luglio, in un solo dì, portò a termine la lunga procedura di revoche avviata due anni prima, il 28 aprile del 2012, dall’allora commissario straordinario della sanità provinciale, Maurizio Bortoletti: ben 35 provvedimenti, con cui furono sottratti degli incarichi di dirigenza ad altrettanti medici del salernitano. La causa delle revoche, a detta di Bortolotti prima e di Squillante poi, era da ricercarsi, in pratica, nell’ormai arcinoto articolo 18 del CCNL (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro), ossia quello relativo alle sostituzioni: molte di quelle nomine, a detta del manager, hanno dato luogo a incarichi sine die. Nomine temporanee, insomma, che son divenute pluriennali. Proprio per questo, lo scorso anno, Vuotto – che era stato nominato nel 2007 –  entrò ufficialmente nel novero dei dirigenti medici epurati da Squillante: il primario battipagliese, tuttavia, era in illustre compagnia, dal momento che, tra le revoche varate dall’ex assessore di Edmondo Cirielli c’era anche il dirigente della rianimazione di Sarno, tal Giuseppe Canfora, che poi, per conto del centrosinistra provinciale, a ottobre avrebbe assunto le redini di Palazzo Sant’Agostino, prendendosi lo scranno in precedenza appartenuto a Cirielli prima e ad Antonio Iannone poi.

Il 5 giugno del 2014, ad ogni modo, era già stata nominata la commissione: oltre al direttore sanitario aziendale (Anna Luisa Caiazzo, nel marzo del 2015, sarebbe stata sostituita da Angela Annechiarico) ne avrebbero fatto parte Aniello Aiello e Bartolo Fusco, rispettivamente primari chirurgici del “Villa Malta” di Sarno e del “San Luca” di Vallo della Lucania. In altre parole, si tratta di due dirigenti ospedalieri che lavorano per conto dell’Asl salernitana, diretta proprio da Squillante. Ad ogni modo, il bando fu pubblicato nell’ottobre del 2014; qualche giorno fa, lo scorso 21 aprile, come vincitore del bando è stato nominato proprio il dottor Guglielmi, amico di lunga data di Cirielli – era il responsabile del dipartimento sanità di Alleanza nazionale quando l’attuale parlamentare ne era il coordinatore provinciale – che era già all’interno dello staff di Vuotto. A mezzo servizio, però. Dal 30 gennaio del 2014, infatti, il dottore salernitano – che, tra l’altro, è segretario provinciale di CIMO ASMD, il sindacato dei medici – si divide tra il presidio di via Fiorignano e lo staff di Squillante in persona, con il quale, dunque, deve essere nato un rapporto abbastanza confidenziale: il manager dell’Asl, in effetti, dispose che Guglielmi lavorasse per due giorni a settimana – il mercoledì e il giovedì – presso la direzione generale, e non volle saperne di privarsi del contributo del medico sindacalista neppure a luglio, quando, a fronte degli straordinari estivi, Vuotto richiese invano che il chirurgo salernitano lavorasse a tempo pieno per l’ospedale battipagliese.

Ora Guglielmi è stato nominato vincitore: sarà dirigente proprio ex articolo 18, ossia quel precetto che un anno fa, a fronte dei provvedimenti di revoca, fu considerato illegittimo.

UNA VITA SPESA AL SERVIZIO DEI BATTIPAGLIESI. L’allontanamento di Vuotto – a cui è stato comunicato soltanto a voce di dover liberare l’ufficio a beneficio di Guglielmi entro domani – rappresenta la vera e propria fine di un’era per l’ospedale di Battipaglia. Il medico 61enne, nato nel 1953 nella città del Tusciano, è alle dipendenze del “Santa Maria della Speranza” da sempre. Un’esperienza che ebbe inizio nel 1981, quando, in seguito a un tirocinio presso il “Santa Maria Addolorata di Eboli”, il chirurgo battipagliese vinse il concorso per assistente di ruolo al nosocomio di via Fiorignano nella divisione di chirurgia d’urgenza; nel 1993, poi, divenne aiuto di ruolo, affiancando alla mansione principale, nel frattempo, gli incarichi di responsabile del servizio di senologia (dal 1999 al 2002) e del centro di colonproctologia (dal 2002 al 2007).

Dapprima dirigente della struttura dipartimentale di chirurgia generale da marzo del 2007, sul finir dell’anno ebbe la nomina di dirigente responsabile dell’unità operativa complessa di chirurgia generale.

Dal 2002 a oggi, la casistica operatoria del medico in qualità di primo operatore è di oltre 3mila interventi di chirurgia open e laparoscopica.

L’ATTO D’ACCUSA DI BRUNO (PD). 

Davide BrunoDavide Bruno difende Vuotto e punta il dito contro Fratelli d’Italia.

Il segretario cittadino del Partito democratico, che è stato il primo a sollevare, tramite nota stampa, il caso Vuotto, ha rilasciato delle pesanti dichiarazioni contro Squillante e il centrodestra: «la sanità – ha affermato il dem – non può continuare ad essere il luogo di occupazione di posizioni in base all’appartenenza a sfavore delle capacità professionali e delle carriere dei medici. Ed è vergognoso che a discapito della qualità professionale, sulla pelle dei cittadini e della qualità del servizio, venga portato avanti un atto come la revoca di tanti primari e la contestuale nomina utilizzando in maniera indiscriminata l’art.18 del contratto collettivo nazionale, tutto questo a ridosso della campagna elettorale per le prossime regionali. Il centrodestra, con Fratelli d’Italia, sta portando avanti un modo di utilizzare la sanità lontano dalla civiltà e dalle finalità che dovrebbero competere alle funzioni pubbliche».

Un affaire politico, a detta del progressista, che proprio non accetta quanto stabilito dal manager della sanità salernitana: «stigmatizzo la revoca ai danni di  Antonio Vuotto, a cui va il riconoscimento per il lavoro svolto e la qualità portata nel nostro presidio. Scelte compiute ai danni di un’intera comunità, contro valori professionali condivisi e riconosciuti,  contro il merito,pensando alla sanità come un terreno di conquista. Di fronte a noi abbiam uno scenario desolante con la riduzione dei livelli di assistenza alle nostre comunità e con il personale medico costretto a turni massacranti; la chiusura delle sale operatorie; l’eliminazione delle attività di intervento ordinario riducendole solo all’emergenza-urgenza. Un’operazione su vasta scala, un  tentativo che mira a ridimensionare l’offerta pubblica».

Non è escluso che nei prossimi giorni il Pd cittadino organizzi qualche iniziativa per sensibilizzare la cittadinanza circa l’emergenza sanità.

 

 

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