Sputi e minacce tra detenuti a Fuorni

Scritto da , 27 maggio 2018
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Pina Ferro

Prima il sequestro di un cellulare in una cella d’isolamento e poi una discussione avvenuta dietro le inferriate tra una trentina di detenuti (napoletani contro salernitani). Discussione nata, pare, dopo, una parola offensiva lanciata al detenuto Sirica originario di Sarno. Sono volate parole grosse, insulti e sputi. E’ accaduto ieri nella casa circondariale di Fuorni, dove ancora una volta la grande professionalità degli uomini del comandante, il commissario capo Langella ha fatto si che la situazione non degenerasse. Era da poco passato mezzogiorno quando il comandante Langella, insieme ad alcuni agenti ha fatto irruzione in una cella occupata da un solo detenuto di origini napoletane. Il detenuto era in isolamento. Sottoposto a perquisizione, nella tasca del accappatoio é stato trovato un minicellulare con batteria e sim card telefonica. Il tutto è stato sequestrato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria competente. Si tratta dell’ennesimo sequestro di cellulare e sim avvenuto all’interno della casa circondariale salernitana. Trascorrono circa 30 minuti dal sequestro e all’interno del penitenziario scatta un nuovo allarme dai passeggi della prima sezione. In particolare, sono stati i detenuti di due passeggi ad animare gli animi, da un lato salernitani e dall’altro napoletani. Circa 30 detenuti usciti dal passaggio all’improvviso si sono lanciati insulti, parolacce e sputi, scagliandosi contro le inferriate che li divideva. Ovviamente, i due gruppi non potevano in alcun modo entrare in contatto. Tra i primi ad accorrere è proprio il commissario Langella unitamente ad un gruppo di poliziotti anche se pochi per la carenza di organico. Giunto sul posto gli animi erano caldi: insulti, parole, minacce, sputi. Con professionalità il personale è riuscito a far rientrare tutti i detenuti costruendo un cordone di poliziotti e mettendo i carcerati in condizioni di farli risalire nei propri bracci. Non sarebbe la prima volta che si verificano episodi simili. Puntualmente i contendenti non danno giustificazioni sulle motivazioni del litigio spesso pare si limitino a dire “sono cose nostre nate al di fuori del penitenziario” . Non è da escludere che si tratti davvero di vicende nate fuori. Eppure, anche se solo un indiscrezione, sembrerebbe che il detenuto napoletano passando dinanzi alla cella di Sirica, lo abbia insultato. Questo sarebbe accaduto non ieri. ma ieri si è presentata l’occasione per “pulire” l’offesa ricevuta. Il direttore Martone e il comandante Langella si sono già attivati per i provvedimenti del caso. Intanto, la Uil penitenziaria ha chiesto un incontro ai vertici a Roma per discutere della perdurante carenza del personale.

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