Spinse per sentenza favorevole: condannato Nello Mastursi

Scritto da , 10 marzo 2017

 

di Andrea Pellegrino

Presunte pressioni sul giudice per ottenere una sentenza favorevole per De Luca sulla “Severino”, l’ex capostaff del presidente della Regione Campania, Nello Mastursi, condannato ad un anno e sei mesi. Rinviati a giudizio gli altri protagonisti della vicenda, compreso il giudice Anna Scognamiglio, su cui pende anche un procedimento da parte del Csm. Per Vincenzo De Luca, invece, inizialmente iscritto sul registro degli indagati, la Procura ha chiesto l’archiviazione ma manca ancora la decisione del giudice sulla posizione del governatoe dellCampania. Si conclude così l’udienza preliminare davanti al gup di Roma. Il processo, ora, comincerà il prossimo 18 settembre per i cinque rinviati a giudizio. Si tratta di Anna Scognamiglio, del marito Guglielmo Manna, Giorgio Poziello, Gianfranco Brancaccio e Giuseppe Vetrano (ex coordinatore delle liste a sostegno del medesimo). Condanna, invece, per l’ex braccio del presidente della Campania, Nello Mastursi, difeso dall’avvocato Felice Lentini. Nel corso dell’inchiesta della Procura di Roma, condotta dai pm Corrado Fasanelli e Giorgio Orano – che ha proceduto per il reato di “induzione indebita a dare o promettere utilità” – è emerso che Manna avrebbe fatto pressioni sulla moglie (uno dei tre componenti del collegio) in relazione alla sentenza – favorevole a De Luca – della prima sezione civile del Tribunale di Napoli, che bloccava gli effetti della legge Severino. Ciò allo scopo di indurre De Luca e gli esponenti dello staff a promettergli una importante carica dirigenziale nella sanità campana. Il procedimento scaturì nel luglio del 2015 da una indagine del pm di Napoli, Henry John Woodcock relativa ad appalti nel settore della sanità pubblica. Da qui il trasferimento a Roma, per competenza, della vicenda che ha coinvolto il giudice del Tribunale di Napoli. Ma non c’è solo il procedimento penale. Per la stessa vicenda il giudice di Napoli Anna Scognamiglio è anche sotto processo disciplinare. Davanti al Csm, che intanto l’ha trasferita ad Aversa, deve rispondere di omissione dell’obbligo di astensione, violazione del dovere di riservatezza degli affari in corso e rivelazione al marito di notizie riservate apprese per servizio. Informazioni di cui questi «si avvaleva – secondo l’accusa formulata dalla procura generale della Cassazione – per accreditare la possibilità di condizionare le decisioni della moglie e dei giudici del tribunale in favore del dottor De Luca». Obiettivo finale era quello di «esercitare, tramite altre persone, pressioni sul governatore, finalizzate a ottenere, in danno di altri aspiranti, la nomina alla presidenza di una Asl nella Regione Campania». Il procedimento davanti alla Sezione disciplinare di Palazzo dei marescialli si è aperto a gennaio, con le prime deposizioni di testimoni. La difesa del giudice aveva chiesto di sospenderlo in attesa della decisione che il giudice penale ha preso oggi. Richiesta respinta dal tribunale delle toghe, che ha fissato la prossima udienza per il 15 maggio. Il 30 marzo, invece, tornerà in aula – al Tribunale di Napoli – la vicenda Severino, dopo la pronuncia della Corte Costituzionale. Si discuterà nuovamente della posizione di Vincenzo De Luca, riassumendo, dunque, il procedimento originario. «La condanna di Mastursi ed il rinvio a giudizio del giudice Scognamiglio – commenta l’avvocato Oreste Agosto, legale del Movimento 5 Stelle, costituiti in giudizio – sono elementi che porteremo all’attenzione dell’udienza del 30 marzo. Mi auguro che stavolta la giustizia sia seria e che gli ordini professionali della Campania si costituiscano parte civile in questo procedimento».

 

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