Spettacoli: Salerno in mano ai casertani

Scritto da , 6 agosto 2013
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SALERNO. C’è da chiedersi se Salerno città è capace di esprimere organizzatori di manifestazioni, musicali, teatrali o di altro genere. O devono sottostare sempre e comunque ad agenzie che provengono da fuori città. Capodanno in piazza, Arena del Mare e quant’altro. Si parla tanto di salernitanità, di dare spazio ai locali, alla loro capacità imprenditoriale e alla possibilità di far lavorare anche artisti e manager salernitani. Una vecchia storia che si ripresenta tra l’indifferenza generale e non si capisce il motivo. Forse i salernitani sono incapaci e ad esempio il Comune di Salerno è costretto a rivolgersi fuori città, in particolare ad agenzie del casertano o del napoletano? Se i salernitani sono incapaci lo si dica chiaramente, altrimenti non si capisce il motivo per cui sono estromessi o comunque costretti a rivolgersi sempre ai soliti noti e accontentarsi delle briciole. Fare chiarezza, anche per non alimentare sospetti e polemiche che a questo punto potrebbero e dovrebbero finire sul tavolo della Procura della Repubblica. Perchè, e scusate l’ignoranza, sarebbe interessante sapere come vengono scelti gli artisti, se c’è una gara di appalto considerato che in certe situazioni si parla di cifre a doppio zero, se il vorticoso giro di soldi viene controllato e tassato, se esiste la giusta fatturazione al 21% e non al 10%. Insomma se l’abitudine poi non significhi mancanza di controlli in una città dove i bar vengono multati anche se sgarrano di pochi minuti, se il giro dei biglietti omaggio sia conforme alla legge oppure si abbonda. Nessuno accusa nessuno ma per quello che si sente in giro, mega concerti finiti in perdita (anche sostanziosa) all’Arena del Mare o altri il cui prezzo è stato stracciato vendendolo su Internet ad una nota agenzia (metà prezzo rispetto a quello del botteghino e 40% alla stessa agenzia) come si giustificano? Magari già sapendo in anticipo che si farà, come si è fatto negli anni scorsi, il Capodanno salernitano? Domandare è lecito, rispondere è un dovere. Come ci attendiamo una risposta chiara dal Comune, sperando di non apprendere che i salernitani sono incapaci o non hanno forza imprenditoriale e che ci sia bisogno che arrivino agenzie del casertano o della provincia di Napoli per organizzare manifestazioni. Perchè i salernitani quasi mai possono lavorare fuori città, da Caserta, come per la vicenda delle imprese più volte denunciate dall’ex sindacalista Morrone, c’è grande disponibilità. (t.d’a)

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