Spese di progettazione non pagate dalla Crescent: c’è l’esposto

Scritto da , 24 giugno 2015

di Andrea Pellegrino

C’è l’esposto in Procura sul mancato pagamento delle spese di progettazione del Crescent da parte dell’impresa aggiudicataria dei diritti edificatori della mezza luna di Bofill. Cronache se ne era occupato il 28 maggio scorso segnalando il “cambio in corso d’opera” delle condizioni di acquisto dal bando d’asta alla convenzione attuativa finale, evidenziando appunto il passaggio modificato. Una parte delle spese di progettazione del Crescent, infatti, secondo il bando originario sarebbero dovute essere a carico della Crescent srl, ed invece nel tempo sono state inglobate nel prezzo pagato per l’aggiudica dei diritti edificatori. Ora la vicenda approda in Procura con un esposto indirizzato al procuratore capo Corrado Lembo a firma dell’associazione Italia Nostra e del comitato No Crescent. Al vaglio dell’autorità giudiziaria le associazioni, che da anni si battono contro la realizzazione dell’opera privata di Santa Teresa, hanno portato la convenzione attuativa del 4 febbraio 2011 tra il Comune di Salerno e Crescent srl con la quale il notaio “dava atto che tale contributo era stato versato nel corrispettivo dell’acquisto dei suoli e correlati diritti edificatori del lotto funzionale in argomento”; l’atto di compravendita del 15 dicembre 2010 tra il Comune di Salerno, a firma dell’allora sindaco Vincenzo De Luca e dell’avvocato Aniello Di Mauro, e la Crescent srl, avente ad oggetto «l’alienazione in proprietà dell’area e dei correlati diritti edificatori sita in località Santa Teresa del Comune di Salerno». «All’articolo 1 dell’atto – dicono – il Comune di Salerno vende alla società Crescent, che acquista, la piena proprietà dell’area (costituente il primo lotto funzionale della sub-Umi 2 di mq 4372) con i connessi diritti edificatori. All’articolo 4 della compravendita il “prezzo di quanto trasferito in conformità a quanto di cui all’esito dell’aggiudica, è di euro 14.733.333,39.” Come si evince da tale articolo 4 il prezzo pagato dalla Crescent riguarda solo l’aggiudica del bando. Non risulta, in tale atto, ulteriore versamento in riferimento a quanto previsto dall’articolo 7, punto f), della convenzione quadro e cioè il contributo proporzionale alla superficie lorda di solaio, quindi non risulta indicato il pagamento – in quota parte – del progetto di Bofill (costato circa tre milioni, a carico dei contribuenti)». «Abbiamo chiesto alla Procura – proseguono – di verificare se nell’operazione si configurino ipotesi di reato a carico dei soggetti firmatari degli atti di alienazione e delle successive convenzioni. Ricordiamo che proprio l’atto del 15 dicembre 2010 è stato oggetto di forte contestazione da parte delle associazioni poiché nel contratto il sindaco dell’epoca sottoscrisse la nota clausola con la quale il Comune assumeva, per un’opera privata, il “rischio d’impresa” in caso di accoglimento di uno d

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1 Commento

  1. ivo carbone

    24 giugno 2015 at 11:57

    visto che ci sono stati vizi di progettazione strutturale con successivi cedimenti è giusto non pagare le spese ai progettisti

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