«Spero che il Comune rispetti gli impegni»

Scritto da , 17 febbraio 2013
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  «Facciamo un patto: voi la prossima estate fate diecimila abbonamenti ed io vi faccio una squadra per puntare alla promozione in B»: il proclama di Claudio Lotito viene accolto da un boato d’approvazione dei circa cento sostenitori presenti. Nessuna contestazione, nessuna disapprovazione. Tutto quello che era stato detto dal patron appena 24 ore prima e che aveva sollevato un vespaio di polemiche è stato magicamente dimenticato. Dopo il patto con i tifosi, Lotito s’infila in sala stampa ed aggiunge altri concetti a quello espresso poco prima. Uno in particolare, che fa comprendere come il malessere del patron non sia soltanto generato dalla tifoseria ma anche dalle istituzioni per la vicenda Volpe. Lotito, seppure col freno a mano tirato, lancia il sasso nello stagno: «Le strutture per allenarci arriveranno. Il Comune ha preso un impegno quando arrivammo qui, ma questo impegno non può essere sine die. La nostra è una squadra di girovaghi -spiega Lotito- che, a causa dei molteplici spostamenti in impianti della provincia con differenti terreni di gioco, ha subito anche danni fisici. Mi auguro che per l’inizio della prossima stagione avremo il nostro centro sportivo, per il quale ci siamo mossi per tempo fornendo tutti gli adempimenti necessari. Questo perchè la nostra società rispetta tutti gli impegni che prende, spero lo faccia anche il Comune». Poi ne ha anche per l’Arechi che, a detta del Comune, può vantare uno dei migliori terreni di gioco d’Italia: «Speriamo di prendere in gestione lo stadio, perchè se continua così l’anno prossimo invece della squadra ci metto le anatre». Lotito nonostante questo suo malcontento, non ha però parlato con De Luca: «Il sindaco sta poco bene, ho preferito non disturbarlo», ha glissato. Esaurito l’argomento centro sportivo, Lotito è tornato a parlare del controverso rapporto con la tifoseria: «Una volta c’è il vento, una volta la pioggia, una volta il freddo, una volta c’è il sole e quindi si va al mare… si ma er barcarolo chi ‘o fa? Io lascio la famiglia di domenica, faccio 260 chilomentri all’andata ed altri 260 al ritorno per stare vicino alla squadra, oltre a spendere tre milioni e mezzo l’anno per mantenerla. Ed i tifosi che vivono a Salerno non possono sacrificare il cinema per venire allo stadio?». Poi Lotito aggiunge: «Con i tifosi deve crearsi un rapporto in simbiosi e non parassitario. Così facendo si sviliscono anche i sacrifici di chi allo stadio ed in trasferta c’è sempre. I diecimila non voglio vederli solo quando si festeggia all’ultima giornata. Così è troppo facile essere tifosi…». Infine, tornando al patto con i salernitani, Lotito spiega che, se dovesse andare male…: «Siamo attori protagonisti e non comparse. Non intendiamo lasciare ma se l’appello non fosse recepito, sono sempre pronto a vendere». Più chiaro di così…

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