Spara all’ex cognato diciottenne

Pina Ferro

Punta la pistola alla testa di un 18enne e preme il grilletto, la pistola si inceppa ed il colpo non va a segno. Punta l’arma una seconda volta mirando al cuore, parte il colpo che attinge il giovane ad un braccio. A sparare è stato G.C., 19 anni, fratello della ex ragazza del 18enne. I due erano stati insieme per qualche mese. Protagonisti sono un gruppo di ragazzi residenti tra la Valle dell’Irno e le vicine Contrada e Serino. Ora il giovane ferito è ricoverato nell’ospedale Moscati di Avellino dove ieri è stato sottoposto ad un intervento chirurgico per la rimozione del proiettile. L’autore dello sparo è stato invece denunciato dalla Polizia per lesioni personali. Una lite finita negli spari, paura a Contrada. Il 19enne avrebbe affrontato l’ex cognato insieme ad un gruppo di amici. Martedì sera il 18enne, insieme al fratello 22enne si stavano preparando per andare a disputare a Contrada una partita di calcetto quando su messenger riceve un messaggio da parte dell’ex cognato.  Questi invitava il 18enne ad incontrarlo perchè aveva bisogno di parlargli. Fissano l’appuntamento e poco dopo si incontrano. Sul luogo dell’appuntamento il 18enne, che è accompagnato dal fratello, trova sia il 19enne che un gruppo di ragazzi. I due ex cognati si appartano e cominciano a discutere. All’improvviso G.C. estrae dalla tasca una pistola e la punta contro il 18enne. E’ stato un attimo ed ha premuto il grilletto. L’arma si inceppa ed il colpo cade a terra (recuperato e repertato dalle forze dell’ordine). Nel frattempo il fratello maggiore si era avvicinato nel tentativo di calmare gli animi e dopo aver afferrato il fratello stava per allontanarsi, ma il 19enne punta di nuovo l’arma in direzione dell’ex cognato e spara di nuovo mirando al cuore. Il proiettile questa volta va a segno. Il giovane viene colpito al braccio. Dopo l’esplosione del colpo c’è stato un fuggi fuggi generale, mentre il malcapitato è stato accompagnato in ospedale ad Avellino. Intanto vengono avvisati carabinieri e polizia che immediatamente si mettono sulle tracce dell’autore del gesto. Rintracciato viene portato in caserma e identificato per poi essere denunciato all’autorità giudiziaria. L’arma utilizzata apparteneva al papà del ragazzo ed era legalmente detenuta. A casa dei genitori sono state rinvenute e sequestrate altre armi. Sono in corso ulteriori indagini al fine di accertare i reali motivi alla base del gesto che poteva costare la vita al giovane. Anche i ragazzi che hanno assistito all’episodio sono stati a lungo ascoltati dalle forze dell’ordine. Carabinieri e poliziotti stanno lavorando in sinergia per fare piena luce sulla vicenda.