Sos Martucci: «Ignorati dal Comune. Perché?»

L’eccellenza lasciata nel degrado. Il Conservatorio salernitano Giuseppe Martucci è ormai abbandonato al suo stato di decadimento strutturale, senza alcuno che se ne curi al contrario di quanto accade per altre strutture. «Caro sindaco ci spieghi

perché non rientriamo nei suoi progetti»: gli studenti continuano tenacemente nella loro protesta per salvaguardare il loro prezioso patrimonio. Con loro anche docenti e  personale tutto della struttura. Un fronte comune a tutela del Conservatorio: dopo le denunce della situazione (sia per le pessime condizioni di mantenimento in cui versa lo stabile, a cui si è aggiunto l’enorme impianto di aerazione dell’ala San Nicola che ospita i laboratori della Scuola medica salernitana) che si sono susseguite nel corso degli ultimi mesi, rimaste senza risposta alcuna, ora si passa ai fatti. E’ pronta, infatti,  una lettera (firmata da tutti gli studenti, i docenti e il personale) indirizzata al sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca per chiedere le intenzioni dell’amministrazione comunale in merito alla situazione del Martucci. Un conservatorio che è sì autonomo, ma che è di proprietà del Comune di Salerno.
Una decisione giunta a seguito dell’assemblea generale dello scorso 17 settembre (a cui hanno partecipato studenti, docenti, personale e sindacati) nel corso della quale si scelto di interpellare direttamente il primo cittadino richiedendo un incontro pubblico al fine di capire come l’amministrazione cittadina ha intenzione di muoversi su questa vicenda. E per attirare ulteriormente l’attenzione, approfittando dell’ubicazione della imponente e antica struttura di via De Renzi, sono state apposte, fuori le finestre dello stabile, delle lenzuola di colore bianco, ma listate a lutto affinché siano visibili anche da palazzo di Città. «Siamo seriamente preoccupati – si legge nel documento/petizione  indirizzato al sindaco – per il rumore e per l’emissioni che provocherà l’enorme impianto di trattamento dell’aria installato nell’ala S. Nicola di proprietà del Comune di Salerno. Considerando che quell’ala è destinata a laboratori di ricerca medica, chiediamo risposte certe per la nostra salute, dato che questo impianto è stato installato accanto alle nostre aule e al corridoio esterno di entrata e uscita. Siamo preoccupati per la gravosa situazione strutturale del Conservatorio, il quale non ha i fondi necessari per compiere una seria opera di ristrutturazione che riguardi anche la messa in sicurezza sismica e idrogeologica». E ogni eventuale intervento atto a migliorare la situazione della struttura, non sarebbe nemmeno di competenza della Provincia di Salerno, per quel che concerne il settore dell’edilizia scolastica, perché come ricordano nella loro lettera «vista precedente risposta della dottoressa Barbato in merito alla questione strutturale, la legge numero 508 del 1998 sancisce l’autonomia dei Conservatori e quindi non è la Provincia di Salerno la diretta responsabile della sede di via De Renzi, tra l’altro di proprietà del Comune di Salerno. Consapevoli del suo impegno e della sua dedizione per la crescita della città di Salerno, non capiamo perché “noi del Martucci” non rientriamo nei suoi progetti. Il Conservatorio Martucci di Salerno è primo per  numero di allievi e, considerando l’eccellenza del Teatro Municipale Verdi di Salerno, non capiamo perché nella nostra città non nasca un interesse serio ed un progetto strutturale per il Conservatorio Martucci; basti pensare che la massima Istituzione musicale salernitana è costretta ad affittare strutture private per permettere le preziose esibizioni dei propri allievi. Siamo consapevoli del momento di crisi generale, ma riteniamo ingiusto dover pagare l’affitto delle aule di via Luigi Guercio, e inoltre siamo fermamente convinti che, se ci fosse stata la volontà, in questi anni sarebbe partito un serio progetto per il nostro Conservatorio. Il Conservatorio Martucci è l’unica istituzione di alta formazione nella città di Salerno, ma non possiamo essere orgogliosi di ciò se non riceviamo la dovuta attenzione».
Nel caso in cui le risposte attese non dovessero essere quelle sperate o addirittura non dovessero arrivare è pronto il sit in sotto il Comune per rivendicare attenzione.