«Somministrare l’eparina per la gestione domiciliare dei pazienti positivi»

Scritto da , 14 Aprile 2020
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L’eparina per la terapia domiciliare del Covid-19. Potrebbe essere una delle armi terapeutiche, tra le tante oggi in uso, in attesa del vaccino. A parlarne è il dottor Giampaolo Palma cardiologo emodinamista. Medico nocerino, con esperienze a Parma, Padova ed ospedale Niguarda, ha alle spalle più di 200mila esami ecocolordoppler cardiovascolari. Attualmente é direttore del Centro malattie cardiovascolari – centro trombosi coagulazione scompenso di Nocera Inferiore. “Mi sono confrontato in videochat – ha dichiarato Palma – con i colleghi del “Sacco” di Milano e del “Papa Giovanni” di Bergamo. Sono state eseguire 70 autopsie dalle quali é risultata la presenza di trombi a livello polmonare. Sono le microtrombosi venose e non la polmonite ad essere fatali». Le autopsie eseguite gettano una nuova luce sulla conoscenza del Coronavirus e potrebbero esserne eseguite altre per meglio approfondire le dinamiche di questa malattia. Lo studio é tutto italiano ed è in continua evoluzione. «Dobbiamo fare qualcosa – ha affermato il direttore sanitario del centro nocerino – è dovere di un medico. L’eparina potrebbe essere una terapia, anche se empirica, la si può usare a livello domiciliare sino a quando non si raggiunge la negatività al Covid-19 del paziente. È consigliabile soprattutto per la fase 1e 2 della malattia, naturalmente valutando attentamente le condizioni delle persone infettate». Il virus, oggi ancora poco conosciuto, causa una malattia che consta di tre fasi: la 1 di invasione e replicazione (con febbre, tosse, diarrea, cefalea, congiuntivite, faringodinia, mialgie, diseugia, anosmia, e con segni clinici di linfopenia, incremento Pt, D-dimero, Pcr, Ldh), la 2 polmonare (dispnea, ipossia e all’Rx o Tc polmonite bilaterale a vetro smerigliato), la 3 respiratoria (Ardes, shock e scompenso cardiaco, con indici infiammatori elevati, Pcr, Il-1, Il-6, D-dimero, ferritina, troponina, BPN). L’obiettivo con l’eparina (che è un anticoagulante) é quello di evitare la formazione dei trombi, che sono una massa solida di sangue, dovuta all’aggregazione delle piastrine, oppure, alla coagulazione dei globuli rossi (simile al coagulo): questi determinano trombosi o tromboembolia. «I pazienti vanno in Rianimazione per Tromboembolia generalizzata, – ha sottolineato il dottor Palma- soprattutto Tromboembolia polmonare (Tep). Il Covid-19 danneggia prima di tutto i vasi, l’apparato cardiovascolare e solo dopo i polmoni». Il Coronavirus causa una infiammazione a carico della parete dei vasi sanguigni (entotelio o connettivo sottoentoteliale della tonaca intima dei grandi vasi) determinando le vasculiti. «La testimonianza di vasculiti con esiti in Tromboembolia polmonare – ha dichiarato lo specialista – parrebbe confermata dai protocolli di alcuni ospedali. Al Sacco Clexane a tutti con D-dimero predittivo, al San Gerardo di Monza Clexane e cortisone, al Sant’Orsola di Bologna Clexane a tutti, più protocollo condiviso con meduci di famiglia che prescrivono Plaquenil a pioggia su tutti i pazienti monosintomatici a domicilio». Un dato che ribalterebbe la lotta contro il Covid-19 è quello diagnostico, le immagini interpretate come polmonite interstiziale, potrebbero invece indicare una coagulazione intravascolare disseminata. “In poche parole – ha continuato Palma – pare che l’exitus sia determinato da una Dic (coagulazione intravascolare disseminata) innescata dal virus. Quindi c’è prima un danno vascolare e poi polmonare”. Alla luce di queste considerazioni, fatte in Lombardia, si sta muovendo sull’utilizzo dell’eparina l’Aifa (agenzia italiana del farmaco) e anche uno studio inglese. Il Coronavirus resta ancora un virus poco conosciuto, ma la comunità scientifica e medica, si sta adoperando per trovare le migliori cure possibili. Ultimamente la Società italiana di farmacologia sta ipotizzato l’uso del Gabesato contro il Covid-19, che ha attività antinfiammatoria, anticoagulante ed antiaggregante. Inoltre, prossimo l’utilizzo di Eidd-2801 e Baricitinib, rispettivamente, antivirale e antinfiammatorio.

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