Somma, ecco la mia verità

Scritto da , 21 agosto 2014

Mario Somma racconta le ragioni del divorzio. In una conferenza stampa l’ex allenatore della Salernitana fa il punto su quanto accaduto nelle ultime 72 ore che hanno decretato la fine anticipata del suo rapporto con ilclub granata. Esonero e relativo ingaggio di Menichini contestato assieme ai calciatori ed alla dirigenza granata. Somma spiega il suo rapporto con Lotito, con Fabiani e con alcuni calciatori. Conferenza convocata per fare chiarezza e spiegare cosa non ha funzionato. Ieri, intanto, la firma sulla risoluzione del contratto e la rinuncia agli emolumenti fin qui maturati e al resto dell’ingaggio che avrebbe dovuto percepire fino a Giugno 2015. Non avendo più vincoli contrattuali, il tecnico ha deciso di incontrare la stampa “al fine di poter chiarire la propria posizione circa il rapporto con la società U.S. Salernitana 1919, nonchè per ringraziare dell’affetto dimostrato nei suoi confronti”, come recita il comunicato inviato alle redazioni giornalistiche.

ELOGIO A LOTITO E MEZZAROMA. “Sono dei vincenti, stategli vicino”, sottolinea i meriti della squadra smentendo tensioni e polemiche con i calciatori: “Mi è dispiaciuto vedere contestare Foggia e Mounard. Sono calciatori che si sono impegnati tanto durante la mia gestione e non meritano quel trattamento”. Poi fa gli auguri a Menichini ed invita i tifosi a sostenere la Salernitana. E’ la sintesi di una lunga ed affollata conferenza stampa di Mario Somma nell’ex Polo Nautico tenuta dall’ex mister granata. Somma ripercorre le tappe del suo esonero e racconta alcuni retroscena come le difficoltà iniziali ed il rapporto con Fabiani: “E’ venuto lui a casa mia a comunicarmi l’esonero. Aveva deciso lui di cacciarmi”.

Somma comincia così:  “Ho avuto la fortuna di far parte di un grande gruppo tanti anni fa, condividevo la stanza con il grande Agostino Di Bartolomei. Quest’anno, sinceramente, non c’erano le condizioni per vincere un campionato: ho provato a portare serenità a tutto l’ambiente, ho fatto quello che era possibile fare. Anche quanto accaduto per il ritiro non va bene: ho chiesto io a Fabiani di cambiare sede. Non posso pensare di arrivare in albergo e trovare otto ragazzi per la presentazione: negli occhi loro e dello staff c’era tanta amarezza”.

L’ORGANICO CARENTE. “Poi il ritiro, avete visto quante difficoltà abbiamo dovuto affrontare. Io vedevo, sorridevo e provavo a trasmettere positività, e guardavo che gli altri si aspettavano da me atteggiamenti di isterismo. Io mi presentavo con il telefono in tasca agli allenamenti. Fabiani mi ha detto che non si era mai visto, ed io gli ho risposto che allora non ha capito un cazzo. Perchè era lui che mi proponeva calciatori ogni 5 minuti. Questo conferma che era un cantiere aperto. Mi vengono proposti centinaia di giocatori, nomi sui giornali zero. Io avevo in mente il giocatore ideale per la Salernitana dal punto di vista tecnico ed agonistico, perchè è un girone impossibile. Ma soprattutto deve avere la tempra di indossare questa (e indica la maglia della Salernitana che ha portato con sè).

LA GESTIONE DELLA COMUNICAZIONE.  “Dopo tanti anni in Rai, ho visto che dovevo chiedere il permesso anche per parlare dopo una partita. Pensavano di avere a che fare con un matto che non sapesse come comportarsi? Hanno avuto da ridire anche sul sistema di gioco: vorrei ricordare a tutti che mi sono laureato a Coverciano con il massimo dei voti, che ho vinto la panchina d’argento e tre campionati in categorie diverse. Con quali competenze mi parlano di modulo? Sono stato zitto per trasmettere serenità”.

LA FORMAZIONE IDEALE DI SOMMA. “Vi dico la formazione ideale: Gori, Colombo, Trevisan, Lanzaro, Giacomini, Pestrin, Giandonato, Nalini, Gabionetta, Cani e Sforzini. Volevo arrivare a questo, sarebbe stata una squadra forte. Posso dirvi che avevo parlato con Cacia, gli avevo detto che la B non garantisce le stesse emozioni di Salerno, una città che porta 15mila persone allo stadio ogni domenica. Lo avevo convinto: a quel punto andava messo subito sotto contratto ed invece non è andata così”.

LE SCELTE DI SOMMA. L’ex allenatore granata parla di Lanzaro e Ginestra: “Lanzaro è stata una mia scelta. Quando è arrivato aveva problemi di peso, ho preferito farlo giocare terzino così correva di più, gli avevo spiegato questo passaggio così come facevo con tutti. Ginestra era uno dei calciatori che, a giugno, era stato indicato come partente. Effettivamente 38 giornate sono tante, non posso stressarlo con i ritmi campionato. Ma se mancano dieci minuti e sto schiacciando l’avversario, che faccio? Avere in panchina uno come lui può essere molto importante, ne avevo parlato con lui davanti a tutti, da buon capitano ci intendamo subito e tra di noi non ci sono problemi. 

I RAPPORTI CON LA SOCIETA’ : “Con me il Signor Lotito e Mezzaroma non hanno mai sbagliato una virgola, una parola o un gesto. Io non posso che parlarne bene di loro e della società. E vi spiego perchè. Quando ci siamo visti a Villa San Sebastiano a Roma, lui mi ha detto questo è il budget e questo l’obiettivo. Ed è un budget di tre volte superiore a quello di una squadra di Serie C media. E cosa devo dire io ad un presidente del genere. Io gli dico sì. Poi gli indico un nome, lui davanti a me chiede chi è l’agente e sblocca la situazione. In un minuto. Era Cani. Però la stampa era a tre metri e sente tutto. Cani è un grande giocatore ed un talento ed a chi gli esplode in mano fa un affare. Ho un presidente che mi accontenta subito sul mercato: dico Gabionetta ed arriva Gabionetta, dice Giandonato ed arriva, dico Cacia e Cacia è preso. Per Sforzini il problema è della società in uscita, ma con noi non ci sarebbero stati problemi. Lui ha tante cose da fare, e deve giudicare i fatti non le chiacchiere. Se non vanno cambia e così ha fatto con me. I motivi? Capiamoli insieme, perchè io vi ho raccontato alcuni aneddoti. I presidenti stanno facendo un grande investimento, il prato dell’Arechi sarà all’altezza della situazione. Il vostro sostegno non deve mai mancare, una situazione come questa non può bloccare la campagna abbonamenti.

Perchè sono stato esonerato? L’ unica motivazione che mi ha dato è che ci sono troppe chiacchiere. Appena Fabiani esce di casa mia, lo richiamo e chiedo se posso telefonare Lotito. Gli comunico che il suo direttore mi ha esonerato e lui mi dice che ha troppe cose a cui pensare, gli hanno detto che ci sono troppe chiacchiere e troppi problemi. Troppi problemi? Allora torna con me all’Hotel, torna con me a Pizzoferrato, torna con me quando ho fatto giocare i ragazzini. Avevamo 100 problemi, eravamo arrivati a 35. Ho aspettato tre giorni per avere la mente lucida e non essere contraddetto. E colui che finora mi ha detto che a Salerno non si può parlare e che voleva fermare questa conferenza parla ogni giorno ai giornali sui siti e dà sempre una versione diversa. Una volta è esonero, un’altra dimissioni. Fai pace col cervello. Ripensa a quella cazzata del 17 agosto, chiediti se la rifaresti”

IL CASO PALETTA.:  “Avevo già detto alla squadra che Denilson sarebbe stato uno dei più bersagliati durante il campionato. Stavamo giocando l’amichevole con il Parma, Paletta prende di mira Gabionetta e gliene dice tante in maniera minacciosa. Dopo una brutta entrata decido di intervenire e dico di fare a me quello che ha fatto a lui: era un modo per far capire alla squadra che li avrei difesi sempre. Cosa mi ritrovo? 3900 euro di multa su 30000 euro di stipendio. Mi hanno parlato di etica. Questa è l’etica? Non il ritiro, gli 8 giocatori, altre cose. Ho semplicemente difeso uno di noi. Ho parlato con Ferrara ed Avallone, decisi di restare”.

 LA DIFESA DEI CALCIATORI CONTESTATI.   “Mi dispiace quanto successo con Mounard, Foggia e Ginestra, con me hanno sempre avuto un comportamento professionale. Vi dico come è nato il mio esonero. Domenica ore 14:20 mi arriva un messaggio, sono in treno a Formia verso casa. L’avvocato legge il messaggio e mi chiede l’ora. Così lo invito a casa. Lui mi prende e mi dice che sono esonerato (riferimento a Fabiani senza nominarlo). Non ci sono dimissioni, rescissioni. E perchè? Cosa ho fatto? Ci sono dei giocatori che non sono contenti della tua gestione. Primo, non conosco un sistema in cui si gioca in dodici, ma è fisiologico che in ogni squadra qualcuno resta fuori, e chi resta fuori non è mai contento.

LE PRESUNTA FRASE “SFORZINI CAPITANO”.  “Sforzini capitano: si è scritto anche questo. Il leader caratteriale è Pestrin, da più anni c’è Ginestra (in realtà è Mounard contando anche il Salerno Calcio). Se arriva un giocatore che ha sempre fatto il capitano, hai già tanti abituati alla fascia come Trevisan, Colombo, Giandonato nelle giovanili, Gabionetta, a Sforzini lo eleggi capitano tecnico. Mica lo metti in campo come uno dei tanti. Io sono in campo dal 1979 studio tutte le dinamiche”. Su Giacomini: “E’ un mio ex giocatore e so bene che non riesce a mantenere 38 partite con lo stesso ritmo e continuità e può lasciarmi per motivi muscolari. Ed è quello che è successo in ritiro. Se tu vuoi vincere, non puoi pensare di avere un solo giocatore con queste caratteristiche. Te ne serve uno dietro, come con Ginestra. Se non volevo Giacomini a tempo debito dicevo di no. Non è successo questo. Mi prendo la responsabilità di quello che dico: quando le squadre ci devono affrontare si allenano al 100% per tutta la settimana ed è così ad ogni domenica. Tu devi fare la partita dell’anno ogni giornata. Mi servono le coppie o gente che ha nel curriculum undici anni consecutivi di Serie A e Serie B. A destra chi ho: Colombo e Scalise, una coppia. A sinistra ne ho uno solo. Ho detto qualcosa di male. Ma se mi dici che devo fare un sacrificio per prendere un attaccante migliore allora sono favorevole a questo sacrificio.

“VOLPE L’UNICO A POTER ESSERE SCONTENTO”.    “Giocatori scontenti? E’ una scusa. Se c’era un giocatore che poteva essere scontento era Volpe. Ma è uno solo: e ho cercato mille incastri, compreso il trequartista. Ma è uno. Anche Castiglia tra i due mediani, ci sta. Ma allora ai giocatori dico che se cambiate squadra siete rovinati? Dalle giovanili rimanete sempre nello stesso modo? E se cambia l’allenatore siete finiti? Tornando dal ritiro mi viene detto che Mounard e Foggia non rientrano nel progetto tecnico. Cosa devo fare? Fare allenamento ma non convocare e non fare giocare. Altro capo d’accusa: parlando alla squadra ho isolato alcuni elementi. Il mobbing nasce dopo un anno (precisa l’avvocato), io ho fatto un discorso di un quarto d’ora. Mi stanno prendendo ancora per il culo. Perchè in quel gruppo non c’era Grillo e tanti altri che non avevano bisogno di ascoltare quello che dicevo.

L’ESONERO COMUNICATOGLI DA FABIANI NELLA SUA CASA A LATINA.  Somma torna sull’ esonero: “Domenica ore 14:20 mi arriva un messaggio, sono in treno a Formia verso casa. L’avvocato legge il messaggio e mi chiede l’ora. Così lo invito a casa. Lui mi prende e mi dice che sono esonerato (riferimento a Fabiani senza nominarlo). Non ci sono dimissioni, rescissioni. E perchè? Cosa ho fatto? Ci sono dei giocatori che non sono contenti della tua gestione. Primo, non conosco un sistema in cui si gioca in dodici, ma è fisiologico che in ogni squadra qualcuno resta fuori, e chi resta fuori non è mai contento. E’ fisiologico che chi è scontento parla con i procuratori. L’unica motivazione che mi ha dato è che ci sono troppe chiacchiere. Appena Fabiani esce di casa mia, lo richiamo e chiedo se posso telefonare Lotito. Gli dico che il suo direttore mi ha esonerato e lui mi dice che ha troppe cose a cui pensare, gli hanno detto che ci sono troppe chiacchiere e troppi problemi. Troppi problemi? Allora torna con me all’Hotel, torna con me a Pizzoferrato, torna con me quando ho fatto giocare i ragazzini. Avevamo 100 problemi, eravamo arrivati a 35. Ancora pochi giorni e si sarebbe chiuso il mercato e chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori, tante voci si sarebbero sopite. Adesso io mi chiudo a riccio in depressione e rimonto il mosaico. Ho aspettato tre giorni per avere la mente lucida e non essere contraddetto. E colui che finora mi ha detto che a Salerno non si può parlare e che voleva fermare questa conferenza parla ogni giorno ai giornali sui siti e dà sempre una versione diversa. Una volta è esonero, un’altra dimissioni. Fai pace col cervello. Ripensa a quella cazzata del 17 agosto, chiediti se la rifaresti.

Non a casa sono arrivato qui a 53 anni e non a 35. Con l’esperienza giusta. E sono arrivato qui dove volevo per il bene di questa maglia. Un grande in bocca al lupo a Menichini, ha ragione quando dice che a Salerno si deve vincere, ha un grande staff, una grande squadra ed ha in mano un bel giocattolo in un posto bellissimo. Non posso pensare che una situazione come questa possa bloccare gli abbonamenti. Sul manto erboso nuovo sarà uno spettacolo. Il mio amico Paolo lo ha scambiato per un sintetico, invece è naturale. Menichini deve portare questa squadra dove merita e voi dovete sostenerla ed abbonarvi. Lotito e Mezzaroma sono vincenti e hanno fatto un grosso investimento sull’Arechi.

L’APPELLO ALLA CITTA’ ED AI TIFOSI. “Somma fa un appello alla città: “Dobbiamo tifare per la Salernitana, per i colori sociali, per Menichini, per questi calciatori che sono forti, per una società che sta facendo tantissimi sacrifici. Io non ce l’ho con nessuno, sono stato mandato via e mi hanno distrutto un sogno, ma voglio lanciare un segnale preciso: io sottoscriverò un abbonamento per la Salernitana pur non potendo essere allo stadio per motivi di lavoro. La Salernitana è la cosa più importante, fare la guerra interna fa solo danno al colore granata”

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