Slide-door il magico e costoso varco virtuale giace nel dimenticatoio

Scritto da , 29 Gennaio 2022
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di Monica De Santis

“SlideDoor, il mondo ha bisogno di una porta”, è questo il titolo con il quale è stata inaugurata lo scorso 21 dicembre, la porta virtuale che avrebbe dovuto collegare di continuo, attraverso iniziative, eventi, magari ricongiungimenti familiari, Salerno con il Museo dell’Immigrazione di Ellis Island. Una porta costata ben 70mila euro alla Scabec che ha sposato l’iniziativa, messa in atto in collaborazione con “Ellis and Statue of Liberty Island Foundation” e per la quale è stato offerto il patrocinio della Regione Campania e del Comune di Salerno, che ha inoltre fornito e sta provvedendo ancora oggi e lo farà verosimilmente fino al prossimo 22 giugno al servizio di sorveglianza della “SlideDoor” che si trova nel quadriportico della Cattedrale. Servizio di sorveglianza che è stato affidato dall’amministrazione comunale a Salerno Solidale, la quale ovviamente sarà retribuita per lo svolgimento di questo servizio, anche se al momento non si conosce ancora la cifra. Fatto sta che ai 70mila euro della Scabec, vanno aggiunti quelli che il Comune spenderà per la vigilanza della porta, che al momento si trova lì in cattedrale e che, tolta la giornata d’inaugurazione che vide la partecipazione delle autorità locali, del console, e di altre autorità presenti a Ellis Island, sembra non essere mai stata utilizzata da nessuno, questo perchè la società che ha curato tutta la parte organizzativa, ha previsto solo due eventi, uno in programma il prossimo 16 aprile ed un altro in programma forse per la chiusura della porta, poi per il resto, hanno lasciato la porta “aperta” senza nessun piano organizzativo. Così quella che doveva essere un’interessante e valida iniziativa per collegare due mondi, diverse culture, essendo New York un mirabolante melting pot, si è trasformato in un allestimento che ad oggi ha aggiunto solo delle spese e nulla più. Eppure, era stata presentata come un portale-video a grandezza naturale, attraverso cui doveva essere possibile aprire veri e propri intraluoghi in real-time living tra i due paesi, dando la possibilità a tutti i cittadini, di vivere l’esperienza di avere di fronte a sé, in piedi, persone e luoghi in realtà molto distanti, ma vicini e uniti in una storia che ha reso forti e grandi le nostre nazioni. Ma, ad oggi, tutto ciò che era stato promesso ed annunciato all’apertura della porta non si è verificato. Neanche i tanti turisti che sono giunti a Salerno durante le Luci d’Artista hanno potuto usufruire della porta virtuale, perché giunti nel quadriportico del Duomo, non hanno mai incontrato nessuno che spiegasse loro cosa fosse realmente quel maxi schermo e a cosa servisse, lo stesso vale per chi stava dall’altra parte del mondo. Insomma tagliato il nastro, finita la festa. Di quella porta virtuale, col suo carico enorme di simbolismi, infatti, nelle diverse culture, l’atto del “varcare una soglia” ha il significato di riunirsi ad un mondo nuovo e la porta rappresenta la separazione o la comunicazione tra i due ambiti, non solo come identificazione dello spazio fisico che delimita l’esterno dall’interno o viceversa, ma anche come passaggio tra due livelli: il noto e l’ignoto, il profano e il sacro, non se ne cura più nessuno, se non i dipendenti di Salerno Solidale che ogni giorno devono occuparsi della custodia, e che oramai sembra essere stata completamente dimenticata, per non dire chiusa, proprio come era stata aperta, dagli stessi organizzatori.

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