Sita rompe con Vetrella e abbandona il confronto

Scritto da , 13 maggio 2014

di Marta Naddei

La Sita Sud rompe con la Regione Campania. E questa volta la frattura pare essere insanabile. E’ stata una fumata più che nera quella uscita dal comignolo di palazzo Santa Lucia nella giornata di ieri, al termine dell’incontro tra i vertici aziendali e l’assessore regionale ai trasporti Sergio Vetrella. Un incontro conclusosi prima del tempo perché l’amministratore delegato dell’azienda di trasporto, Giuseppe Francesco Vinella ed il direttore di Sita Sud Simone Spinosa, hanno abbandonato il tavolo e hanno chiuso la porta dietro le loro spalle. Sbattendola. Già, perché all’inizio dell’incontro Vetrella è stato chiaro: si parla solo se si ritira la procedura di licenziamento collettivo per i 439 lavoratori della ditta. Una condizione a cui i vertici di Sita non hanno voluto sottostare: revocare ora il licenziamento per l’intero personale significherebbe dilazionare i tempi per la fuoriuscita dell’azienda dal territorio regionale nel caso in cui, nelle prossime settimane, non dovesse essere trovato un accordo. Tradotto in parole povere: la Sita dalla Campania se ne vuole andare. E anche di corsa. Dunque, per la Regione ci saranno ancora 90 giorni (fino al 31 luglio prossimo) per trovare un nuovo vettore che espleti i servizi attualmente svolti da Sita. «Ogni mese ci rimettiamo dei soldi e non ci possiamo permettere di perdere più neanche un giorno – ha affermato il direttore Spinosa – Abbiamo abbandonato il tavolo perché non c’era alcun margine di trattativa. La nostra richiesta era chiara: chiudere col vecchio ed avviare il nuovo con una chiara definizione del quantum delle risorse con tempi e modi di corresponsione ma così non è stato possibile. Il nodo restano sempre le risorse e noi a queste condizioni non facciamo business; non solo non è conveniente, non è nemmeno sufficiente a non andare in rosso (la Sita ha chiuso il 2013 con 5 milioni di euro di perdite, ndr). Adesso hanno 90 giorni per sostituirci e per trovare una soluzione anche per i dipendenti che rimarranno senza lavoro, per i quali ci spiace ed abbiamo massimo rispetto». Ma dal confronto pare sia emerso anche un passo indietro rispetto all’accordo sottoscritto tra le parti il 7 febbraio 2013: ovvero la copertura, nell’ambito degli obblighi di servizio, anche dei servizi aggiuntivi per 700mila chilometri che ieri sera erano “spariti”. «Ci spiace ma non possiamo fare diversamente, confermiamo la decisione di lasciare la Campania, così come resta confermata la procedura di mobilità per tutta la forza lavoro» – ha chiosato Spinosa. Al tavolo con l’assessore Vetrella sono però rimasti i sindacati che hanno preso le distanze dall’atteggiamento dell’azienda. «Non potevamo sponsorizzare il mancato ritiro della procedura di licenziamento – afferma Salvatore Trinchese della Faisa – Se vogliono andarsene, facciano pure ma i lavoratori devono essere tutelati». A tal proposito, Vetrella avrebbe dato delle garanzie: «L’assessore ci ha rassicurati dicendoci che nessun posto di lavoro salterà anche se Sita dovesse andare via». Questa mattina, intanto, da palazzo Santa Lucia potrebbe paritre una nuova convocazione per la ditta, ma ormai il dado sembra tratto e Sita è sempre più lontana dai territori campani.

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