Sita, nuova retromarcia: «Ad agosto andiamo via»

Scritto da , 4 maggio 2014

di Marta Naddei

Sita sud nuovamente pronta a fare armi e bagagli e ad andare via dalla Campania. Con buona pace dei 440 dipendenti che, a breve, si ritroveranno sulle spalle una procedura di licenziamento collettivo. E’ trascorso poco più di un anno da quando l’azienda guidata da Giuseppe Francesco Vinella avviò tutte le procedure per fermare i propri servizi sul territorio regionale: oggi come allora, infatti, il problema è la mancanza di un reale contratto di servizio che disciplini il rapporto lavorativo tra l’azienda di trasporto pubblico locale e gli enti concedenti. In più si aggiungono le decisioni della Giunta regionale della Campania che in tema di trasporti sta attuando una politica piuttosto stringente e le Province di Salerno, Napoli e Avellino che vanno ognuna per conto proprio, con decisioni che – spesso e volentieri – sono anche difformi da quanto disposto da Palazzo Santa Lucia. Nel mezzo c’è Sita Sud, ci sono i lavoratori e l’utenza. Nel 2013, l’allarme abbandono rientrò con l’escamotage dell’adozione degli obblighi di servizio, la cui scadenza era prevista al 31 dicembre dello scorso anno. Scadenza a cui non ha fatto seguito la sottoscrizione di alcun contratto, bensì l’entrata in regime di prorogatio, fino alla fine dell’anno in corso, degli obblighi di servizio. Una proroga che non troverebbe, poi, nemmeno alcun riscontro normativo dal momento che gli affidamenti in obbligo di servizio intervengono in situazioni emergenziali, ovvero laddove fosse in pericolo la prosecuzione del servizio fornito da Sita Sud. Insomma, pur essendo trascorso un anno le cose non sono affatto cambiate, anzi sono addirittura peggiorate. Così, con una nota ufficiale – recante la data di venerdì – indirizzata a tutte le istituzioni, l’amministratore delegato Vinella ha ribadito il concetto espresso un anno fa e che nessuno pare aver colto: Sita Sud lavorerà per la Regione Campania fino al 31 luglio. Dopo quella data, arrivederci e grazie. Come se non bastasse, le Amministrazioni provinciali di Salerno, Avellino e Napoli continuano ad inviare a Sita – così come a tutte le altre aziende dei territori di competenza – alcune note di credito in relazione ai servizi erogati. Tradotto in soldoni, chiedono indietro i soldi all’azienda nonostante quest’ultima abbia correttamente espletato il servizio. Questo accade perché gli Enti locali non hanno alcuna intenzione di farsi carico del pagamento del 10% dell’Iva che – a detta delle Province – è di competenza della Regione Campania che, con la delibera dello scorso 30 dicembre, aveva sollecitato a mantenere gli attuali livelli di percorrenze delle aziende. Un messaggio che probabilmente non è stato colto dalle Amministrazioni provinciali che stanno anche invitando la più grande ditta privata di trasporto a rimodulare i propri servizi in misura mancante del 10% delle percorrenze che, per quel che concerne i servizi resi nel territorio della provincia di Salerno, è pari ad un taglio di circa 7 milioni di chilometri. Insomma, mancano i contratti di servizio, si vogliono tagliare i chilometri esistenti, dunque meglio andare via, secondo l’ad Vinella che nella sua nota sottolinea che Sita sud «è costretta a recedere per fatti e responsabilità imputabili esclusivamente a Regione Campania e alle Province di Napoli, Salerno e Avellino».

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