Sit-in di protesta al Carcere di Fuorni

Scritto da , 19 aprile 2017

Le Organizzazioni Sindacali, O.S.A.P.P., UIL P.A.P.P., U.S.P.P., CGIL F.P. E C.N.P.P., maggiormente rappresentative del Corpo di Polizia Penitenziaria, manifesteranno in un sit-in di protesta dinanzi il carcere di Fuorni il 20 aprile dalle 9 alle 12 dove denunceranno  il più vivo rammarico ed insoddisfazione per lo stato d’immobilismo serbato dall’Amministrazione Penitenziaria Centrale e Regionale, alla soluzione della gravissima carenza d’organico che vive la Casa Circondariale di Salerno e con la presente condividono e si associano al senso di frustrazione e di abbandono provato dallo stremato personale di Polizia penitenziaria di Salerno. In particolare si denuncia:

  1. Carenza di personale del Corpo di Polizia Penitenziaria in tutti i ruoli, poiché in numero, sostanzialmente mancante rispetto all’aliquota prevista dal D.M. 22/03/2013, concernente la singole Dotazioni Organiche degli Istituti Penitenziari. Allo stato, mancano più di 60 unità di Poliziotti Penitenziari. Immediata dotazione di un numero di personale pari a quello mancante, ovvero di circa 65 unità tra i vari ruoli di Polizia Penitenziaria, come d’altronde richiesto dalla stessa Direzione della Casa Circondariale di Salerno. No alla mobilità temporanea di distacco amministrativo (efficace per tempi brevi), né altre potenziali soluzioni porteranno ad una definizione delle “questioni salernitane”.
  2. Rivisitazione, per integro, della decretata pianta organica prevista per la Casa Circondariale di Salerno a seguito della implementazione dei recenti posti di servizio istituiti con l’apertura di tre ex novo quadri detentivi, nonché per l’immediato futuro la previsione dell’istituzione di altri tre quadri detentivi. Rideterminazione dei posti di servizio con rivisitazione dei carichi di lavoro.
  3. Pregiudizievoli quanto estenuanti condizioni di lavoro per i Poliziotti Penitenziari del Reparto della Casa Circondariale di Salerno che causano segni di accertato disagio psicologico, poiché temono per la loro incolumità personale, costretti a lavorare in condizioni alquanto precarie, e al disotto dei livelli minimi di sicurezza, a fronte di un costante aumento della popolazione detenuta. Immane disagio lavorativo che intensifica i carichi di lavoro in cui incorrono i poliziotti penitenziari nel quotidiano, obbligati alla coeva occupazione di più posti servizio; contingenze che, di riflesso, si riversano sulla salvaguardia della sicurezza interna e sulla tutela dell’ordine pubblico.
  4. Totale abbandono del personale di Polizia Penitenziaria in servizio all’interno dei reparti detentivi, il quale si trova a dover affrontare quasi sempre in solitudine, la gestione dei detenuti. Personale tra l’altro maggiormente penalizzato, a cui viene negato tutto di tutto, anche una dignitosa giornata “Festiva”, che però, infiacchito e spossato, è sempre pronto e disponibile a salvaguardare l’interesse dell’Amministrazione Penitenziaria Salernitana.
  1. Inosservanza dei diritti soggettivi del personale di Polizia Penitenziaria costretto a lavorare senza le garanzie previste dalla legge, con la privazione di giorni congedo ed il mancato pagamento del lavoro straordinario. Mancanza di un piano ferie Pasquale e relativa programmazione dei turni di servizio mensili. Turni che vengono modificati costantemente senza preavviso al personale.
  2. Unità di Polizia Penitenziaria impiegate “in rimpiazzo” degli impiegati amministrativi.
  3. Dignitose condizioni di lavoro per il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria del Reparto della Casa Circondariale di salerno affinché possa svolgere decorosamente il proprio mandato istituzionale, in totale sicurezza e vedere affermati i loro diritti soggettivi.
  4. Inattuato turn-over dei poliziotti penitenziari in quiescenza registratosi negli ultimi anni, con trend in aumento in considerazione degli incombenti pensionamenti di altro personale che defalcherà ulteriormente la già esigua aliquota di poliziotti in organico al penitenziario salernitano.
  5. Assenza di risorse economiche, disapplicazione degli istituti giuridici alternativi alla privazione della libertà personale in carcere, insufficienti attività pedagogiche per il reinserimento sociale della popolazione detenuta, componentistica penitenziaria imprescindibile affinché si possa realizzare un funzionale e sicuro esercizio dell’azione amministrativa.
  6. Struttura penitenziaria antiquata che presenta ambienti di lavoro fatiscenti e insalubri, e con arredo rovinato e danneggiato.

Le Segreterie Sindacali Provinciali

 

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