Sinistri stradali, boom di decreti. In provincia manca l’assicurazione

Scritto da , 21 luglio 2017

di Andrea Pellegrino

Non bastano i tagli e le pochissime risorse a disposizione della Provincia di Salerno: sulla testa dell’amministrazione Canfora c’è anche la spada di Damocle dei sinistri stradali. «Una situazione dannosa», che «potrebbe creare seri danni allaProvincia di Salerno». Sul caso ci sono gli occhi dell’Anticorruzione e della Corte dei Conti. In pratica la gara d’appalto per i servizi di assicurazione dovrà essere rifatta. Ma intanto i contenziosi aumentano, con i decreti ingiuntivi presentati dai vari legali che assistono i malcapitati incidentati. Secondo la stima, trecento sono le richieste non lavorate nel 2016 mentre nei primi mesi del 2017 sono giunte già oltre 150 segnalazioni di sinistri. Tutto ciò senza un regolare affidamento del servizio di assicurazione. La recente gara, infatti, sarebbe stata inficiata da un problema tecnico burocratico che potrebbe anche prefigurare eventuali responsabilità per i dirigenti e per la direzione generale, guidata da Bruno Di Nesta, nonché l’accertamento di danni erariali. A quanto pare, infatti, la vicenda sarebbe sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei Conti, già alle prese, tra l’altro, con i rilievi mossi (nomina di Di Nesta compresa) dal Ministero dell’Economia e Finanza, durante un’ultima verifica contabile. Ora, oltre ai debiti fuori bilancio, Palazzo Sant’Agostino si ritrova invasa da azioni giudiziarie per sinistri, facendo così lievitale il contenzioso. Da qui sarebbe partita la nuova richiesta: «urge la gara entro l’estate (ossia ora) e l’aggiudicazione asettembre, per evitare ulteriori danni alla Provincia». Con un elemento in più: il settore avvocatura sarebbe stato ridotto ad un semplice “servizio” incardinato all’interno della Direzione Generale. Qui si decidono gli affidamenti ai legali per resistere in giudizio. Anche su questo aspetto c’è un contenzioso amministrativo aperto dall’ex dirigente del settore Casella che ha trascinato l’amministrazione provinciale prima davanti al Tar e poi al Consiglio di Stato.

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