Simone Valiante rovina i piani di De Luca e prepara un documento contro Canfora

Scritto da , 4 gennaio 2015
image_pdfimage_print

di Andrea Pellegrino

 

Vincenzo De Luca è sempre più insofferente e la resa dei conti interna al Partito democratico potrebbe essere ad un passo. Uno scontro che nelle ultime ore si è accentuato dopo lo strappo consumatosi in Provincia, all’atto della nomina di Americo Montera alla guida del consorzio Salerno 4. Ed ancora, all’indomani dell’incarico che Martino Melchionda, ex sindaco di Eboli, avrebbe ottenuto al Consorzio Farmaceutico (retto fino a poco tempo fa da Bruno Di Nesta, attuale direttore generale di Palazzo Sant’Agostino), sfruttando l’asse Aliberti – Voza. Insomma una escalation sul territorio, condita dalle notizie che giungerebbero da Roma e da Napoli sulle primarie e quindi sulle elezioni regionali. Così De Luca si preparerebbe al peggio, convocando, anzi avvertendo i suoi che alla prima mossa falsa sarà rottura totale con il Partito democratico nazionale, con tutte le conseguenze del caso. Ma ad accelerare il processo sarebbe una richiesta che giungerebbe proprio dal salernitano. Ossia dal deputato Simone Valiante, che alle spalle ha papà Antonio, consigliere regionale e già vice di Bassolino, pronto a chiedere l’intervento di Matteo Renzi sul caso Campania. E non solo. Lo stesso Valiante, attraverso i suoi sindaci – consiglieri provinciali di riferimento (Stanziola ed Imparato) – avrebbe già fatto predisporre un documento contro Canfora e contro la scelta dell’avvocato Montera a capo del consorzio. Una protesta che potrebbe essere avallata dallo stesso Mimmo Volpe, che secondo una prima distribuzione delle deleghe provinciali, dovrebbe ottenere quell’ambiente. La nomina, a quanto pare, sarebbe avvenuta all’insaputa del gruppo consiliare provinciale, suscitando così le proteste degli esponenti dell’area Valiante, e quindi del deputato sempre più vicino alle posizioni di Matteo Renzi. Lo stesso Valiante junior contesterebbe un accordo tra il sindaco di Salerno e Luigi Cobellis (Udc) a discapito del gruppo Pd a Palazzo Sant’Agostino. Dalla sua De Luca prepara la contromossa. Se Renzi interviene in Campania, allora ci sarà lo strappo definitivo. Ed i fedelissimi del primo cittadino di Salerno sarebbero stati già avvertiti. Compreso l’attuale segretario provinciale Nicola Landolfi che al segnale di De Luca dovrà rompere tutto, nonostante le sue perplessità. Questione di giorni, anche perché entro metà mese il partito potrebbe convocare l’assemblea regionale, propedeutica per mandare in soffitta le primarie del primo febbraio. Al vaglio ci sarebbe anche un nome nuovo sul quale trattare anche con Ncd ed Udc. Si tratta del professore Umberto Ranieri, ben visto da Renzi ma anche da Napolitano. Inoltre, mentre calano le possibilità di Gennaro Migliore, aumentano quelle di Andrea Orlando, che potrebbe essere l’ultima carta che Renzi calerà sul tavolo. Quanto a Vincenzo De Luca, ormai l’assedio non sarebbe solo a Napoli e provincia, o a Roma, bensì una falla si sarebbe aperta anche nel suo “feudo” e per lui la partita delle primarie e della candidatura a Governatore sotto la bandiera del Pd è sempre più in salita e complicata.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->