Simone Valiante: «Comanda e decide sempre De Luca. Nel Pd non hanno avuto coraggio»

Scritto da , 25 Aprile 2019
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di Andrea Pellegrino

«A Salerno con De Luca ha prevalso il modello del “comando io e decido io” e il Pd romano non ha avuto coraggio». Simone Valiante, già deputato del Partito Democratico, a liste chiuse commenta le prossime elezioni europee. Lui aveva offerto la propria disponibilità (non raccolta dal Pd) alla candidatura, dopo la clamorosa esclusione dalla lista del Partito Democratico alle scorse elezioni politiche del 4 marzo. Per ora Valiante si dedicherà ad un nuovo progetto professionale in attesa di sviluppi politici. Onorevole Valiante, si avvicinano le elezioni europee…«Un appuntamento cruciale per il futuro dell’Europa. Per chi, come me, viene dalla “generazione Erasmus” vede dinanzi a sé una grande incompiuta ma continua a credere nel progetto degli Stati Uniti d’Europa». Passiamo al Partito Democratico e alle sue liste…«Le liste del Pd sono fatte da nomi rispettabilissimi ma francamente non mi appassionano, anche perché non ho ancora capito, in questo momento di grande confusione della politica italiana e di oggettiva difficoltà delle forze di Governo, quale è l’alternativa che mette in capo il Pd e quale progetto di Paese ha in testa». A proposito di liste, lei mesi fa ha offerto la sua candidatura. Offerta non raccolta…«Sulla mia candidatura ho detto abbastanza. A Salerno con De Luca ha prevalso il modello “comando io e decido io” e questo famigerato “partito romano”non ha avuto il tempo o forse il coraggio di qualche scelta innovativa. C’è poi una grande disorganizzazione di fondo. Basti pensare che l’area politica del segretario politico nazionale di fatto non esiste e non ha espresso candidature organizzate, ma fatti occasionali come la giusta riconferma di Andrea Cozzolino e la candidatura voluta dal Pd salernitano di Anna Petrone. Il risultato finale sarà l’elezione di qualche renziano ortodosso della prima e dell’assessore regionale della giunta De Luca. Nulla di male, nel caso di specie persone rispettabilissime, ma assolutamente nulla di nuovo. Ma soprattutto qual è il progetto di Europa, di Campania, di classe dirigente che questo partito immagina per il futuro? Non ho sentito una parola. Vedremo quello che dirà Zingaretti il 29 aprile a Napoli. Ma la questione interessa a pochi, pare. Il Pd, nonostante tutto, so che andrà meglio del previsto. Certo, mi sembra troppo poco per tornare a governare l’Italia è guardare al futuro con una nuova prospettiva. Forse, però, anche questo interessa a pochi. Nessuno si illuda però, il test amministrativo da qui al prossimo anno disegnerà la nuova Italia e su quello si misurerà la tenuta del Pd, non certo sul dato delle Europee. E mi pare che stiamo molto indietro». Progetti per il futuro? «Oggi più che mai serve lavorare ad un progetto di territorio valido. Nel frattempo fino al 27 maggio mi dedicherò in “dolce esilio” al mio lavoro pugliese».

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