Simone e Gerardo: l’ultimo applauso

Scritto da , 24 luglio 2015
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di Carmine LANDI

BELLIZZI. «Vi promettiamo che non vi deluderemo mai, ma tornate, ché sennò come lo conquisteremo il mondo?».

È una ragazza a parlare, e ha il cuore in gola, e il suo monito è rivolto a Gerardo Farella e Simone Rocco. I corpi dei due ragazzi sono all’interno di quelle bare, sul sagrato della chiesa “Sacro Cuore” di Via Roma. Attorno c’è tutta Bellizzi che, alle ore 18 del giovedì nero, ha mollato ogni cosa – non c’è una serranda alzata – e ha affollato quel piazzale. Ci sono i papà, Angelo e Gennaro, le mamme, Filomena Calabrò e Rosanna Santese, e i fratelli; ci sono gli amici, coi volti rigati da fiumi di lacrime; c’è una città che, dall’alba di domenica, non riesce a pensare ad altro che non sia una Ford Focus sfasciata contro un maledetto albero.

Lo dice pure don Vincenzo Sirignano: «da domenica, qui a Bellizzi, non si vive più».

Quando due ragazzi – Gerardo aveva 19 anni e Simone 21 – ci lasciano innocentemente la pelle, scovare delle ragioni è difficile pure per i più devoti. “Il giusto, anche se muore prematuramente, troverà riposo”: sono le parole della prima lettura, tratta dal Libro della Sapienza, e per il presule «i due sono giunti in breve tempo alla perfezione, perché vivere la sapienza vuol dire intrattenere buone relazioni col cielo, col prossimo, col creato e con sé stessi».

Il Vangelo, poi, racconta di quando, all’atto della morte del Cristo, “si fece buio su tutta la terra”, e pure Gesù urlò contro il Padre, sentendosi abbandonato. Poi, però, al sepolcro, i discepoli videro un giovane vestito di bianco, che li esortò a non cercare i vivi tra i morti.

«Ma Dio – spiega il parroco, don Antonio Piccirillo – deve donare alle famiglie un cuore grande, capace di capire il significato di quella prova e di tenere ancora aperte le braccia, per abbracciare i figli, ma alla stregua di quell’uomo che è sulla croce».

Ci vuole un cuore grande. E ci vuole il silenzio. «In questi momenti – dice il sindaco, Mimmo Volpe, al termine della celebrazione – le parole non servono, ed è nel silenzio che Bellizzi s’è riscoperta unita».

Gerardo e SimoneE quelle migliaia di bellizzesi, attorno alle due bare, restano in silenzio. E piangono. E, dopo il rito, battono le mani, ché c’è una canzone, amata dai due ragazzi, che vien fuori dagli amplificatori. Dice: “non piangere, bambino, perché il cielo ha un progetto per te».

Quaggiù, però, è un po’ più difficile. Quaggiù, che Dio ci perdoni, questo progetto non lo capiamo. Quaggiù, tuttavia, quei giovani dal cuore d’oro non li dimenticherà nessuno. E il mondo, allora, è già conquistato. Ciao, ragazzi.

 

 

SIMONE STA MEGLIO. Migliorano le condizioni di Simone Parisi, il ventenne che era in quella Ford Focus insieme ai due amici e che ora è ricoverato presso l’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, a Salerno. C’è pure suo padre al funerale di Gerardo e Simone, e il sindaco lo saluta e lo ringrazia: «il papà di Simone ci ha portato una buona notizia, raccontandoci che il figlio è stato stubato, respira e l’ha anche riconosciuto».

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